NORTH
Versione testata: PS4 Pro

NORTH

Che i giochi indie, a differenza di molti titoli cosiddetti tripla-A, siano più propensi ad affrontare temi importanti o emotivamente ricchi di significato è ormai una costante nel mondo dei videogiochi. NORTH è solo l’ultimo di una ricca schiera di produzioni che puntano principalmente sull’emotività del messaggio che si intende veicolare al giocatore.

Com’è andato il nostro viaggio verso NORTH? Scopritelo nella nostra recensione di uno dei titoli più “particolari” approdato su console in questo 2018.

BENVENUTI AL NORTH

Sin dalla prima schermata appare chiaro il tipo di esperienza che vi troverete ad affrontare nel gioco sviluppato da Sometimes You: quello che “giocherete” è un walking simulator breve e privo di una trama esplicita, che verrà svelata con l’ausilio di alcune lettere scritte dal personaggio a sua sorella. Dopo aver attraversato il deserto partendo da sud, il protagonista si ritrova in una città aliena ai suoi occhi, situata appunto a nord, con l’obiettivo di ricevere asilo. Ed è proprio attraverso l’invio di alcune lettere, da spedire nelle piccole caselle postali sparse in giro, che otterremo importanti informazioni su come superare un paio di situazioni che svilupperanno la trama.

La città, che agli occhi del protagonista appare imponente e incute un certo timore, è popolata da persone strane che parlano una lingua incomprensibile al nostro alter ego virtuale. Gli sviluppatori vogliono così far provare al giocatore la stessa sensazione, in una sorta di metafora videoludica che ci mette nei panni di chi abbandona tutto per partire alla ricerca di un futuro migliore, spesso allontanandosi dagli affetti più cari.

GAMEPLAY? NO GRAZIE

Dimenticate opzioni e settaggi, menu di pausa e varie interazioni con persone e oggetti. Incarnando lo spirito dei più moderni walking simulator, NORTH non è volutamente nulla di tutto questo. Con un semplice tasto, infatti, potrete muovervi lungo lo scenario e con un altro pulsante guardare in giro, assegnando a un altro tasto le poche interagire con gli oggetti disponibili. Non mancano una serie di fotografie sparse nella stanza del protagonista e un paio di sezioni che, all’apparenza, possono sembrare dei minigiochi da completare, ma che alla fine risultano fin troppo semplici e basilari.

I pochi personaggi dalle sembianze aliene che popolano il mondo di gioco si limiteranno a blaterare poche parole in una lingua a noi incomprensibile. Data la brevità del titolo e delle situazioni che incontrerete lungo il vostro cammino, preferiamo evitare di raccontarvi nel dettaglio di cosa si tratta, lasciandovi con quel pizzico di curiosità che potrebbe spingervi a scoprirlo provando personalmente l’avventura di NORTH.

A METÀ TRA LYNCH E DICK

La contaminazione tra videogiochi e altri medium come film e serie TV è più presente che mai nelle produzioni odierne, frutto di un assottigliarsi delle barriere che dividono i prodotti dell’intrattenimento digitale così come li conosciamo. In virtù di un comparto tecnico molto povero, afflitto da evidenti cali di frame-rate in diverse fasi dell’avventura, è lo stile visivo ciò che spicca sopra ogni altro aspetto. L’atmosfera pesantemente cupa e scura, fin troppo in alcuni punti data anche la mancanza di settaggi in cui impostare la luminosità, ben rappresenta lo stato d’animo di chi si trova catapultato in un modo totalmente diverso da quello a cui è abituato. NORTH è quella che si potrebbe definire un’opera a metà tra la visione cinematografica di Lynch (su tutte Inception) e quella vista nei vari adattamenti di Dick, vedi Electric Dreams.

Un mix di atmosfere cyberpunk e dark, che fuse insieme danno vita a un mondo surreale ma al tempo stesso futuristico, il cui level design propone architetture suggestive che sembrano frutto di un brutto incubo, partorite da una mente contorta. È il caso di una scena particolare, in cui il protagonista è circondato da adepti intenti ad adorare un grande occhio in una stanza completamente bianca, chiaro riferimento al capolavoro 1984 di Orwell. Il tutto è accompagnato da una colonna sonora fatta di martellanti sonorità dark synth-pop, che si rivela uno dei punti di forza di NORTH e vive in perfetta simbiosi con l’atmosfera cyberpunk che attanaglia il protagonista privo d’identità. Non mancano “note” surreali che vengono fuori in determinati frangenti, con tanto di applausi e un check sonoro quando si porta a termine un obiettivo.

L’IMPORTANZA DEL MESSAGGIO

Quello che ci ha lasciato in eredità NORTH è un messaggio forte, che rimane impresso per qualche giorno e che invita alla riflessione. Non ci troviamo di fronte a un’opera universale ma, a fronte di un non-gioco caratterizzato da una realizzazione mediocre, è palese l’intento con cui Sometimes You ha sviluppato questo esperimento. Una volta recepito il messaggio e l’obiettivo del piccolo team indie, NORTH assume una prospettiva completamente diversa se rigiocato una seconda volta, anche se il farlo non aggiunge assolutamente niente di nuovo.

Uno sforzo in più non avrebbe guastato, magari scavando più a fondo nelle varie difficoltà che comporta essere immigrati in un paese straniero o anche dover abbandonare la propria casa in cerca di fortuna, incontrando comunque difficoltà anche rimanendo nello stesso paese. E in questo NORTH riesce alla grande, ma al contempo trascura il modo in cui tutto ciò accade, lasciando un po’ di amaro in bocca.

GIUDIZIO
A discapito di un gameplay del tutto assente e di una durata irrisoria, NORTH è un’esperienza più profonda di quanto sia lecito aspettarsi. Pur appartenendo al genere dei walking simulator, quello appena vissuto è una sorta di viaggio che va ben oltre il videogioco, un percorso totalmente distopico, a tratti disturbante. Difficile dunque giudicare un titolo del genere che mostra più affinità a un breve filmato interattivo, pur non avendo al suo interno nessuna sequenza, capace di affrontare un tema, quello dell’immigrazione (ma anche quello dell’emigrazione), seguendo una visione metaforica da un punto di vista inedito per la stragrande maggioranza dei giocatori. L’affrontare un tema tanto attuale quando discusso, dal punto di vista di chi è al centro di quella discussione, è l’elemento su cui si basa l’intero gioco. NORTH si propone quindi come un’esperienza diversa dal genere a cui appartiene, ben lontana dal concetto di videogioco a cui siamo abituati, che però non è adatta a tutti, a meno di essere consapevoli di trovarsi di fronte a un prodotto estremamente particolare nella sua brevità.
GRAFICA6.5
SONORO8.5
LONGEVITÀ5.5
GAMEPLAY5.5
PRO
Un’esperienza fuori da ogni schema
Colonna sonora a tratti sublime
Qualche buono spunto nel level design
CONTRO
Gameplay non pervenuto
Qualche calo di frame rate di troppo
Non adatto a tutti
6.5
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