Appena una manciata di giorni fa sono stati annunciati alla community dei fan dei picchiaduro gli otto titoli che andranno a comporre il calendario del prossimo EVO, da sempre evento cardine nel mondo eSports: le sorprese sono state numerose, dall’esclusione di Marvel vs. Capcom: Infinite, vera e propria pietra tombale per il titolo, passando per la scelta di BlazBlue Cross Tag Battle, ancora neanche uscito su una qualsiasi piattaforma, fino al predominio della “scuola” Arc System Works, protagonista con tre titoli su otto.

In mezzo a tutto questo, probabilmente, ben pochi si saranno stupiti per l’assenza di un qualsiasi riferimento a Under Night In-Birth EXE:Late[st], ultimo aggiornamento di un titolo del 2012 ed erede di una gloriosa tradizione di figli della serva, mediani e cenerentole dei picchiaduro chiamata dai suoi stessi fan, con una buona dose di autoironia, dei “poverty fighters“. Un vero e proprio retrobottega del genere, dove capita di veder nascere soluzioni di gioco destinate poi a essere riprese, e magari rese celebri, da qualche grande nome dei picchiaduro.

Under Night In-Birth EXE:Late[st]

In questo panorama, Under Night In-Birth EXE:Late[st] (o UNIst, come è noto tra chi non viene pagato a battute) spicca come uno di quei titoli “borderline” piuttosto decisi a uscire dal ghetto, uno di quelli che alle sue possibilità di imporsi ci crede sul serio: un BlazBlue che ancora non ce l’ha fatta. Lo evidenzia la bizzarra evoluzione di questa “serie di un gioco solo” che, oltre ai consueti personaggi aggiuntivi, arriva su PS4 con una maggiore attenzione ai tutorial e alla componente narrativa. Tratti che, per una serie di picchiaduro, sono un po’ l’equivalente della voce in distorsione e dei primi peli pubici. Ti giri un attimo e te lo ritrovi con il tag-team, le guest star di grido e due spin-off.

POVERTY MA BELLI

Se la popolarità ancora latita, va detto che non è per la scarsa attenzione allo spessore di gioco, al background della serie o alla spettacolarità dell’azione: i 20 personaggi (quattro quelli aggiunti rispetto all’ultima edizione, uscita su PS3) sono ben caratterizzati graficamente, al netto di qualche luogo comune da otaku, ma soprattutto ben diversificati e interessanti da giocare. Gli scenari di gioco sono ancora mediamente desolati, ma qui lo sviluppatore si è giocato la carta “Hueco Mundo” di Bleach, riassumibile in “gli sfondi sono scarni per ragioni narrative”. Ragioni narrative che il gioco, a occhio, ci tiene proprio tanto a far conoscere ai giocatori, a giudicare dalle ottocentomila linee di testo che compongono la nuova modalità Chronicle.

Di questa gigantesca visual novel su schermo divisa in capitoli, condita da schermate statiche e molto voice over giapponese, vanno dette due cose: che leggere testo su schermo due righe alla volta ascoltando scambi narrativi recitati a ritmo letargico non è il massimo, e che se le tre-cose-tre effettivamente interessanti (come le origini di qualche personaggio come Byakuya o Merkava, un minimo di approfondimento sulle Hollow Night alla base della trama) sono annegate in 780mila righe di fan-fiction da liceo, è facile che non le legga nessuno.

Under Night In-Birth EXE:Late[st]

AGGRESSIVITÀ ADOLESCENZIALE

Arrivati al momento di menare le mani, va detto, di chiacchiere se ne fanno proprio poche: per quanto il ritmo di gioco di Under Night In-Birth EXE:Late[st] sia un filo più lento rispetto ai picchiaduro Arc System recenti, la sua inclinazione a premiare l’attacco è così marcata da far sembrare la parata quasi una concessione al reparto marketing. Tutto è pensato per generare un’azione ipercinetica e spettacolare, a partire dalla Grind Grid, cardine della serie, che premia a intervalli regolari la condotta più aggressiva con uno stato chiamato Vorpal, che aumenta le possibilità di combo e il danno inflitto. Il resto lo fanno il design tattico del cast, che rende arduo persino immaginare di fare appello al gioco di rimessa (con rare eccezioni come Byakuya o Hilda), e la generale facilità nell’infilare delle combo anche piuttosto efficaci, grazie all’adozione di soluzioni ormai abbastanza comuni come le combo da un pulsante.

Scelte che addolciscono molto la curva di apprendimento iniziale, e forse causeranno qualche malumore dopo la sconfitta per mano del classico principiante pestabottoni, ma che non devono in alcun modo dare l’idea di un gioco poco profondo. I tutorial di UNIst, che per inciso sono tra i migliori del genere, abbracciano una quantità di sistemi di gioco che inizialmente risulterebbe quasi deleteria, se non fosse per un dettaglio: il gioco funziona bene anche senza. A differenza di tanti picchiaduro simili, i fondamentali del sistema di combattimento sono infatti così solidi che, anche spogliato dalle finezze, il gioco resta piacevole al punto da non sembrare qualcosa di rimaneggiato.

Footsies, trappole, cross-up, semplici cancel e le abilità uniche di personaggi come Yuzuriha sono più che sufficienti a offrire un gioco piacevole e spettacolare. Chi volesse tentare il passaggio a un livello superiore, può farlo studiando a dovere i tutorial e prendendo spunti dalle combo del Mission mode, dove scoprirà che molti dei sistemi di gioco non sono altro che variazioni sul tema degli short hop di The King of Fighter o delle Yellow Roman Cancel di Guilty Gear. Peccato solo che non sia possibile attendere inviti online facendo pratica, una funzionalità fondamentale per un gioco con un pubblico così ristretto.

Al lancio, con i settaggi della ricerca impostati al massimo della tolleranza, qualche minuto di attesa c’è già, ed è verosimile pensare che in un periodo che ha visto l’uscita di roba come Dragon Ball FighterZ, Dissidia: Final Fantasy NT e Street Fighter V: Arcade Edition, il rivolo di inviti vada via via seccandosi, nonostante la scelta intelligente di aprire il gioco al cross-play tra le varie versioni disponibili.

Under Night In-Birth EXE:Late[st]
Under Night In-Birth EXE:Late[st]
GIUDIZIO
Gradevole da vedere, tutt'altro che avaro di contenuti e soprattutto bello da giocare, Under Night In-Birth EXE:Late[st] soffre solo il suo essere una nicchia in un genere di nicchia. Piacerebbe poter parlare di tutto questo come di un difetto secondario, ma non è affatto così, visto che i veri pregi di Under Night In-Birth EXE:Late[st] risiedono nella bontà del sistema di gioco e nel buon bilanciamento, tratti che necessitano di un avversario capace per emergere. Non va sottovalutato però il suo valore "formativo" visto che l'eccellente tutorial abbraccia concetti generali utili più o meno in ogni picchiaduro.
GRAFICA7
SONORO7
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY9
PRO
Sistema di gioco solido e ben ripartito tra funzionalità base e avanzate
Tutorial eccellente
Cast senza riempitivi e ben differenziato
CONTRO
Modalità Chronicle e comparto narrativo altalenante
Manca una modalità "attesa inviti"
La platea dei giocatori non è particolarmente ampia
8
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