Ripercorrere il lancio travagliato di DRIVECLUB è come voler mettere il dito nella piaga. Annunciato tra i giochi di lancio di PlayStation 4, il racing arrivò con un ritardo di un anno esatto e ancora non pronto per affrontare la mole di utenti che acquistarono subito il prodotto. La companion app, che doveva permettere agli utenti di tenere sotto controllo le sfide e rimanere in contatto con il proprio club, non ha mai visto la luce e per diversi mesi effettuare una partita online o connettersi ai server era più complicato di scalare l’Everest in pieno inverno con un costume da bagno come unico indumento.

Mese dopo mese, però, il team di sviluppo Evolution Studios è riuscito a ricostruire dalle fondamenta il netcode, aggiungere nuovi contenuti (sia gratuiti sia a pagamento) e migliorare passo dopo passo una grafica di per sé già stupefacente con l’aggiunta della pioggia e altri effetti atmosferici che hanno ulteriormente alzato l’asticella.

DRIVECLUB BIKES

A tutta velocità, in piega, ma con i fari spenti…

Dopo migliaia di chilometri macinati nel primo anno, a sorpresa Sony durante la confenza tenuta alla Paris Games Week 2015 ha annunciato la disponibilità immediata di DRIVECLUB BIKES, ulteriore capitolo del suo arcade automobilistico presentato nella duplice edizione standalone e come espansione del titolo originale. Le caratteristiche del gioco sono praticamente le stesse, con l’unica differenza che, oltre a richiedere l’edizione originale di DRIVECLUB, il DLC consente di giocare sia con le auto sia con le moto, ma non contemporaneamente entrambe.

POCHE MA BUONE

DRIVECLUB BIKES, com’è comprensibile dal prezzo proposto (19,99 euro), non è un gioco che offre moltissimi contenuti in termini di moto a disposizione. Il punto di forza sono sicuramente i tracciati, ereditati in toto da DRIVECLUB “cars”, insieme a tutte le diverse livree e decalcomanie utilizzabili per personalizzare il proprio bolide. Il punto debole è invece rappresentato dal soggetto di questo gioco: le moto appunto. Evolution Studios sembra non essersi sforzata più di tanto proponendo, al lancio, appena 12 modelli suddivisi in tre Ducati, due Kawasaki, due Yamaha, e uno a testa per Bimota, BMW, Honda, MV Agusta e KTM.

DRIVECLUB BIKES KTM

Poche moto ma realizzate davvero bene. Peccato che le livree da auto sulle moto si vedano in modo orribile.

Tutti i modelli proposti sono dei veri e propri bolidi come la Ducati Desmosedici RR, replica da strada dell’omonima moto campione del mondo di Casey Stoner, ma non sono in grado di accontentare tutti i motociclisti della domenica. Si tratta infatti di moto carenate replica di modelli da competizione, scordatevi quindi una Harley Davidson per farvi una passeggiata nel deserto o tra i peschi in fiore dei tracciati di DRIVECLUB, e l’adattamento delle livree (e dei loghi dei club) non risulta sempre congeniale al punto di trasformare delle bellissime motociclette in mostruosità colossali.

Nel complesso, però, permettono di salire in sella a degli splendidi esemplari di moto e partecipare a folli corse a 300 e più chilometri orari con il solito spirito di DRIVECLUB, dove non conta soltanto vincere ma anche superare il proprio limite scavalcando gli obiettivi proposti durante le gare tra tempi su giro, curve perfette, velocità media e velocità di punta ottenute dagli altri appassionati di tutto il mondo.

E LE LUCI ACCESE ANCHE DI GIORNO?

Trattandosi di un arcade gli appassionati storceranno il naso di fronte a evoluzioni impossibili, come frenate al limite e derapate che neanche Kenny Roberts (senior) sarebbe in grado di replicare, e la totale assenza di cadute (se vi schiantate contro un muro la vostra moto verrà immediatamente ricollocata a centro pista). Dal punto di vista estetico segnaliamo anche un ulteriore deficit: come Nico Cereghini insegna, le luci di posizione in moto devono essere sempre accese… anche di giorno. In DRIVECLUB BIKES dovrete accontentarvi del fascio di luci anabbaglianti nel tardo pomeriggio e nelle gare in notturna, per il resto sarà tutto spento. State comunque tranquilli dato che a bordo tracciato difficilmente troverete una volante della polizia pronta a fermarvi per lasciarvi una bella multa.

DRIVECLUB BIKES

Graficamente DRIVECLUB BIKES dimostra ancora una volta l’ottimo lavoro svolto da Evolution Studios nella realizzazione del motore grafico di questa serie.

Se sull’estetica delle moto, come DRIVECLUB insegna, c’è davvero poco da dire dato che esteticamente sono riprodotte in modo eccellente, i problemi si notano nell’incrocio degli elementi del gioco base con quello di DRIVECLUB BIKES. Sulle tute si può anche chiudere un occhio ma la nota dolente è vedere dei piloti di moto che utilizzano dei caschi palesemente disegnati per le auto. Molto più grossi e senza alcuna appendice aerodinamica, cosa che contraddistingue i modelli più recenti prodotti dalle più famose aziende anche per chi in moto ci va ogni giorno al lavoro.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Nel momento in cui scriviamo, Sony non ha ancora annunciato l’eventuale disponibilità di un Season Pass per DRIVECLUB BIKES ma ha comunque confermato che gli aggiornamenti futuri di DRIVECLUB, tra cui uno imminente atteso a gennaio, includeranno funzionalità e nuovi mezzi che coinvolgeranno anche BIKES. Sarebbe interessante vedere in futuro, pur con le dovute misure, vedere in pista contemporaneamente auto e moto. Impossibile sapere oggi se Evolution Studios stia tenendo in considerazione un’idea del genere.

DRIVECLUB BIKES sotto la pioggia

Ovviamente il meglio di sé lo offre la modalità foto che permette di scattare immagini incredibilmente realistiche e dettagliate.

DRIVECLUB BIKES ci ha comunque lasciato un’ottima impressione. Pur non offrendo le caratteristiche di guida simulativa offerta dall’italianissimo RIDE di Milestone, questo ulteriore step evolutivo di DRIVECLUB ha un suo perché: rende più vario il gioco per chi possiede il gioco originale e permette a chi non è mai sceso in pista in uno dei 78 tracciati dell’edizione con le auto di provare le stesse emozioni ma con due ruote in meno. È sicuramente meno elettrizzante di RIDE ma per lo meno non richiede caricamenti interminabili prima di scendere in pista, cosa non da poco considerato il tempo a disposizione ormai risicato per chi deve dividersi tra gioco e famigia, studio o lavoro.

GIUDIZIO

Dopo un inizio più che zoppicante, DRIVECLUB ha saputo conquistare migliaia di videogiocatori in tutto il mondo. L’espansione BIKES estende le ormai ottime caratteristiche di questo arcade di guida aggiungendo quel giusto compromesso tra la voglia di sfrecciare su una superbike e quella di non dover sudare sette camicie per tenerla in pista. Sicuramente è meno adatto agli amanti delle simulazioni ma il prezzo budget di questa produzione e la possibilità di fonderlo con l’edizione originale con le auto lo rende sicuramente un prodotto interessante.