Immortal: Unchained
Versione testata: PS4

Immortal: Unchained

Soffermiamoci per un istante a pensare a come alcuni giochi abbiano cambiato il corso del panorama videoludico. Il progresso tecnologico e la sempre più marcata passione degli sviluppatori hanno portato alla nascita di generi nuovi e differenti, così come accadde nel 2011 con l’uscita di Dark Souls.

Il soulslike è una tipologia di gioco che da qualche anno fa scuola. Tra chi copia e chi decide di cambiare le carte in tavola, non tutti i titoli che tentano di ricalcare il genere spiccano per la loro audacia. Al gioco di oggi invece di sicuro non manca. Sviluppato da Toadman Interactive, Immortal: Unchained ci fatto ricordare i vecchi fasti del genere, tra non poche imprecazioni e soddisfazioni. Dopo averlo provato fino in fondo, ecco cosa pensiamo di questo nuovo titolo dalle tinte sci-fi.

Immortal: Unchained

BRUTTO E CATTIVO

Come ogni gioco di ruolo che si rispetti, l’avventura parte dalla personalizzazione del personaggio, sebbene nella produzione di Toadman Interactive ci sia ben poco da modificare: oltre al nome e al sesso, i tratti del nostro bruto si sono limitati ad accessori per la testa e tatuaggi, anche questi in esiguo numero con circa sette varianti per ogni campo. Molto ben diversificata la caratterizzazione del personaggio, che permette di scegliere la classe che più gli aggrada. Ognuna dispone di un tratto speciale che permette, ad esempio, di ottenere vita dai nemici o infliggere maggiori danni quando si è a rischio.

La storia di Immortal: Unchained vede un indebolimento del Monolito, antico minerale da cui ha avuto origine la vita stessa. Le forze del male stanno risvegliando i morti per poter seminare il caos nel cosmo. Unico antidoto alla “malattia” è il nostro protagonista, un misterioso prigioniero privo di ricordi e dalle incredibili capacità, che parte alla volta di tre mondi per ripristinare i nuclei che permetterebbero di riparare il Monolito.

SPALLE SCOPERTE

Il sistema di combattimento è quello di un soulslike, solo che in questo caso non esiste un vero corpo a corpo ma il tutto si svolge utilizzando armi dalla distanza. Questo particolare mix dà vita a un gioco dove ogni distrazione è fatale, anche nel caso ci si trovi a metri di distanza da una creatura. Ciò comporta anche dei vantaggi, in quanto è possibile eliminare un nemico da lontano con quella che è l’evoluzione del backstab: gran parte dei nemici infatti ha un punto debole dietro la schiena che, se colpito, permette di infliggere danni critici. Non aspettatevi però di fare dei girotondi intorno al nemico, perché l’IA non sta di certo a guardare e colpisce con attacchi in mischia più devastanti dei proiettili.

Per potenziarsi a dovere bisognerà fare buon uso della valuta il di gioco, il bit. Uccidere nemici, cercare nei bauli e utilizzare le capsule sono solo alcuni dei modi per ottenere questa risorsa, che potrete successivamente investire presso gli obelischi, checkpoint del gioco dove potrete riposarvi e ricaricare le scorte. Qui potete anche sbloccare nuovi viaggi rapidi e scoprire nuovi codici, ovvero abilità passive che potenzieranno l’eroe. Ovviamente se doveste morire in combattimento, tornerete all’obelisco con cui siete sincronizzati, dovendo recuperare i bit persi nel punto in cui siete stati sconfitti. Moltissime le armi a vostra disposizione, suddivise in fucili a pompa, automatici, SMG, pistole, fucili di precisione e lanciagranate. Ogni categorie ha punti di forza e debolezze, e ciascuna offre un attacco potente che consumerà la barra dell’energia. Presso gli obelischi potrete anche equipaggiare le armi nello slot apposito, oppure smontarle per ottenere componenti per il potenziamento, o infine potenziarle tramite i bit.

Immortal: Unchained

UN MONDO OSCURO

Abbiamo apprezzato moltissimo il level design di questo titolo fatto di scenari colossali e oscuri nemici. Anche se le premesse della storia ci hanno introdotto a soli tre mondi, questi poi si districano in un intricato labirinto di vie e passaggi che collegano ogni zona e spingono il giocatore a esplorare alla ricerca di rarità, potenziamenti oppure gli immancabili collezionabili. Maestose, le ambientazioni mostrano un mondo oscuro e corrotto fatto di torri in mezzo alle tempeste o antichi templi umani nella giungla. È interessante anche il mondo, a livello di lore, pensato per questo gioco di ruolo dalle tinte action, che sfortunatamente non viene esplorato a fondo come avviene nelle produzioni di FromSoftware.

Anche i nemici di Immortal: Unchained rispecchiano pienamente quanto visto nelle ambientazioni. Ci sono tante tipologie di non-morti che, combinando le forze, saranno duri da fronteggiare. Sulla stessa lunghezza d’onda dei nemici ci sono i boss, caratterizzati da design e storie molto particolari, tuttavia il loro esiguo numero e una certa ripetitività nei modelli poligonali (riprendono nemici semplici e banalmente ingrandendoli), fa scemare un po’ il livello di sfida e di originalità.

Immortal: Unchained

ORRORI…PRESTAZIONALI

Tuttavia se a livello scenografico questo gioco mostra tutta la sua forza, si perde per quanto riguarda gli elementi di contorno. Primo fra tutti un effetto pop-up degli elementi troppo marcato nei pressi del proprio personaggio. Non si tratta certamente del problema più grave che affligge il gioco, e a conti fatti lo noterete soltanto a terra e in presenza di piante e arbusti. Molto più pesante è il caricamento delle texture dell’area circostante, che sebbene non affligga il gameplay, non è facilmente digeribile visto che spesso e volentieri ci si trova a intere pareti che si manifestano dopo un po’ di tempo.

La più grande accusa nei confronti di Immortal: Unchained risiede nelle prestazioni. A ogni respawn all’obelisco, infatti, il frame-rate si abbatte gravemente, così come spesso accade durante alcuni scontri con gruppi di nemici particolarmente corposi. Non è raro anche andare in crash inaspettatamente a causa appunto a un congelamento totale dello schermo, rovinando così l’esperienza generale di un prodotto dalle buone potenzialità, sfruttate però non nel modo ottimale dagli sviluppatori.

GIUDIZIO
Dopo aver passato ore e ore alle prese con i soulslike di ogni genere, possiamo confermare che sebbene il titolo di Toadman Interactive non sia assolutamente all'altezza della saga creata da FromSoftware, non è un prodotto completamente da buttare. Decisamente interessante l'ambientazione sci-fi e la modalità di combattimento che, abbandonando parzialmente il corpo a corpo, si distingue per il maggior spazio alle lotte dalla distanza. Da rivedere in maniera repentina col prossimo update le prestazioni su console, specialmente in seguito ai caricamenti. Con una sistemata al comparto tecnico, Immortal: Unchained potrebbe anche valere i cinquanta euro del biglietto, grazie principalmente a una storia che si lascia apprezzare e sufficientemente longeva.
GRAFICA6.5
SONORO7
LONGEVITÀ7.5
GAMEPLAY7.5
PRO
Immense ambientazioni oscure e fantascientifiche
Buon compromesso tra shooter e soulslike
Boss fight appaganti...
CONTRO
...ma pochi e troppo simili
Cali di frame-rate e crash fastidiosi
7
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Contributor
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