Nato dalla penna di Tim Kring, il brand Heroes debutta il 25 settembre 2006 sull’ente NBC, narrando la storia di un gruppo di persone ordinarie che, in seguito a un’eclissi solare, scopre di possedere delle abilità sovrannaturali e di essere destinato a salvare il mondo dalla totale distruzione. Dopo una prima stagione intrigante, in cui l’autore ha saputo intrecciare alla perfezione molteplici storyline in un’unica e appassionante epopea, nel corso delle tre stagioni successive la saga ha lentamente perso il suo mordente, rivelandosi più volte incapace di sfruttare il potenziale degli eroi e villain più amati. Nel 2010, dopo un brusco calo di ascolti, la NBC decide di non rinnovare la serie e interromperla con un cliffhanger discutibile, che mette (temporaneamente) la parola fine al franchise.

Cinque anni dopo la fine di Heroes, il network NBC concede a Tim Kring una seconda possibilità, ordinando una miniserie da 13 episodi intitolata Heroes Reborn. Più che un reboot, Reborn rappresenta un vero e proprio sequel ambientato anni dopo la conclusione della quarta stagione, in cui gli individui dotati di poteri (ora chiamati EVO) vivono alla luce del sole senza più doversi nascondere dal governo. Con parte del cast originale e nuovi personaggi dotati di poteri del tutto inediti, Reborn torna lo scorso settembre negli Stati Uniti ottenendo dei pareri discordanti da parte dei fan. La nuova sceneggiatura ideata da Tim Kring però è ben lontana dai fasti del primo volume. Nonostante alcuni momenti azzeccati e personaggi con un buon potenziale, Heroes Reborn non ottiene il riscontro sperato e costringe la NBC a non rinnovare il contratto per una seconda stagione, cancellando definitivamente la serie nonostante l’ennesimo finale lasciato in sospeso.

IL POTERE DI CASSANDRA (NO, NON È LA PREVEGGENZA)

Gemini: Heroes Reborn è uno spin-off sviluppato da Phosphor Games sotto l’egida di Imperative Entertainment, studio fondato dallo stesso Tim Kring, che avrebbe dovuto ricoprire un ruolo complementare nella rinascita del franchise. Disponibile su PC, PS4 e Xbox One, si tratta di un gioco d’azione in soggettiva che omaggia classici come Portal e BioShock narrandoci la storia di due nuovi personaggi: il nerd di turno Alex, intento a introdursi in una struttura abbandonata di proprietà della Renautas (compagnia di malvagi già vista in Heroes Reborn) per scoprire le origini dell’amica Cassandra e la storia dei suoi genitori. Pronti, via, ed ecco che Alex viene subito catturato da alcuni militari e Cassandra, spaventata a morte, scopre improvvisamente di possedere dei superpoteri, che si evolvono con velocità impressionante e trasformano la giovane protagonista da ingenua studentessa a combattente impavida nel giro di mezz’ora.

Grazie alla possibilità di manipolare il tempo e spostarsi fra passato e presente nella struttura della Renautas, Cassandra dovrà salvare Alex dalle forze nemiche e scoprire le origini della propria famiglia. Nonostante una sceneggiatura tutt’altro che memorabile, Gemini: Heroes Reborn mostra delle potenzialità interessanti in termini di gameplay. La scelta di non affidare il ruolo di protagonista a un personaggio esistente nell’universo di Heroes ha permesso agli sviluppatori di non limitarsi a un singolo potere (evitando dunque di rendere il gioco monotono dopo breve tempo) o di cadere nel classico scontro fra i personaggi più potenti della serie originale (Peter e Sylar). Inizialmente, Cassandra potrà muoversi fra il 2014 e il 2008, anno in cui la struttura della Renautas sarà completamente operativa, salvo acquisire dopo poche battute il potere di rallentare il corso del tempo, la possibilità di aprire uno squarcio temporale per monitorare la situazione nel passato o nel presente, e persino la telecinesi, con una sequenza che richiama alla mente il modo in cui il protagonista di BioShock otteneva artificialmente nuovi poteri.

A SPASSO NEL TEMPO

L’escamotage della doppia linea temporale permette alla software house di “riciclare” le ambientazioni e dar vita a una serie di interessanti puzzle ambientali che richiederanno, ad esempio, l’uso di oggetti dal passato per sbloccare determinate situazioni nel presente (e viceversa), o di continui salti temporali per eludere guardie nemiche o aree bloccate dal degrado ambientale. Un concept che ricorda a più riprese quello di Portal, impreziosito da un buon level design e puzzle ben congegnati, a difficoltà crescente. I salti temporali sono utili anche per fronteggiare la minaccia di uno o più nemici: basta premere un tasto per passare da passato a presente (e viceversa) e disorientare così i nemici. Utilizzando lo squarcio temporale per tenere sotto controllo gli spostamenti dei nemici, è sufficiente cambiare nuovamente linea temporale per prendere il nemico di sorpresa e utilizzare la telecinesi per scagliargli un oggetto contro, così da stordirlo.

Il gioco si presta anche a farci sperimentare diverse combinazioni fra i poteri: gli utilizzi sono molteplici, ed è possibile approcciare a ogni scontro con creatività, sfruttando l’ambiente circostante a proprio favore o le devastanti abilità di Cassandra per liberarsi velocemente dei nemici. Sfruttando la telecinesi, la protagonista può fermare proiettili e rispedirli al mittente, sollevare casse o altri oggetti e scaraventarli contro i nemici, o ancora sollevare un avversario e lanciarlo con forza contro una parete. La presenza di elementi con cui interagire, quali ventole o generatori di energia elettrica, permettono di far fuori gruppi numerosi di nemici più rapidamente. Con il prosieguo dell’avventura, si incontreranno avversari speciali immuni ad alcune abilità di Cassandra e in grado di fronteggiare buona parte delle nostre tecniche offensive. In questo caso, rallentare il corso del tempo ci permetterà di essere più veloci e compiere balzi prodigiosi, con cui interrompere il contatto visivo e recuperare la salute in attesa di un nuovo attacco. È possibile persino compiere un balzo nel passato, sollevare una bombola di gas mentre si osserva la situazione tramite lo squarcio temporale, tornare nel presente e scagliare la bombola contro un gruppo di nemici, utilizzandola a mo’ di esplosivo. Il mix è divertente, e l’utilizzo della telecinesi mi ha ricordato più volte le giornate spensierate passate in compagnia di Psi-Ops: The Mindgate Conspiracy sulla prima Xbox, circa un decennio fa. Peccato che il divertimento si limiti solo ed esclusivamente a questo.

SAVE THE CHEERLEADER, SAVE THE WORLD

Non potevamo che chiudere la recensione di un videogioco dedicato a Heroes con il motto della prima stagione in TV, quello che la versione futura del Time Master Hiro Nakamura disse a un inesperto Peter Petrelli fermando il corso il tempo nella metropolitana di New York. A proposito della serie televisiva, sono molti i riferimenti a personaggi noti dell’universo di Heroes che questo Gemini: Heroes Reborn tenta di nascondere qua e là sotto forma di collezionabili. Gli immancabili fumetti 9th Wonders!, fascicoli classificati di prigionieri nella struttura della Renautas e citazioni più o meno evidenti ci immergono nello spirito del franchise di Tim Kring, mentre la colonna sonora riprende il tema portante della saga garantendo anche una certa coerenza, ma ci sono tanti, troppi difetti che gravano sulla buona riuscita del gioco d’azione di Phosphor Games. In primis, una trama davvero scialba che mostra evidenti limiti già dalle prime battute, scadendo in una serie di banali cliché e colpi di scena tutt’altro che inattesi. A questo si aggiunge una intelligenza artificiale che diventa appena impegnativa solo nei momenti finali del gioco. Un’avventura da vivere nel giro di 4-5 ore al livello standard, o poco di più aumentando la difficoltà al livello più elevato. Una durata probabilmente in linea con il prezzo del biglietto (14.99 euro su tutte le piattaforme), se non fosse che la longevità risente di un backtracking pari a zero e di una rigiocabilità del tutto assente una volta completata la campagna, che va a far calare drasticamente il rapporto qualità/prezzo dell’esperienza di gioco.

Se non bastasse, Gemini: Heroes Reborn deve fare i conti con uno degli utilizzi più deludenti che si siano mai visti in un gioco basato sull’Unreal Engine 4, che pare essere tornato anch’esso indietro di due generazioni insieme alla protagonista Cassandra. Tecnicamente, il gioco risente di una realizzazione mediocre sia per quanto riguarda i modelli dei personaggi, sia per le animazioni e gli scenari, che ricordano molti dei porting a cavallo fra l’era Xbox/PlayStation 2 e i primi passi mossi su Xbox 360 e PlayStation 3. Troppo poco per un prodotto che acclama a gran voce di utilizzare l’ultima release di uno dei motori più potenti visti sulla scena, e sebbene non si possa pretendere la qualità di un Rise of the Tomb Raider in un prodotto di nicchia in vendita a 15 euro, è altrettanto vero che nel 2016 è lecito attendersi uno standard di qualità ben più elevato di ciò  che Gemini è in grado di offrire, e che allo stesso prezzo sono moltissimi i prodotti in grado di offrire un’esperienza più piacevole e coinvolgente.

GIUDIZIO

Non sarà certo Gemini: Heroes Reborn a risollevare le sorti di un franchise che probabilmente ha già dato tutto quel che poteva nel corso di questi dieci, lunghi anni. Il titolo Phosphor Games è un gioco d’azione caratterizzato da una sceneggiatura piatta e una realizzazione tecnica carente, che a tratti è capace di divertire grazie alla buona dose di superpoteri della protagonista, ma non è mai in grado di lasciare il segno in un mercato fin troppo affollato di produzioni certamente più interessanti.