Torment: Tides of Numenera
Versione testata: Xbox One

Torment: Tides of Numenera

Dopo essere diventato, nell’ormai lontano 2013, il gioco più finanziato nella storia di Kickstarter, aver affrontato vari problemi tecnici che ne hanno posticipato l’uscita di ben due anni e le innumerevoli polemiche legate a una serie di contenuti annunciati ma non inseriti nella versione finale nel gioco (tra cui, purtroppo, la localizzazione in italiano), Torment: Tides of Numenera approda finalmente nei negozi, pronto a prendere in mano l’eredità spirituale di quello che da molti viene tuttora considerato tra i migliori RPG occidentali mai prodotti.

Parliamo ovviamente di quel Planescape: Torment tanto osannato dalla critica quanto snobbato dal grande pubblico di fine secolo scorso. Noi di VGN abbiamo potuto mettere sotto torchio la versione per Xbox One di Tides of Numenera, e siamo pronti a dare un giudizio definitivo sull’ultima fatica firmata Brian Fargo e Monte Cook.

Torment: Tides of Numenera

UN MILLENNIO DI TORMENTI

Gli eventi narrati in Torment: Tides of Numenera si svolgono in un mondo fantastico, in cui lo spazio e il tempo si fondono indefinitamente. Forme di vita biologiche si mescolano a esseri meccanici senzienti e un mistico potere spirituale regola le dinamiche con le quali ogni essere vivente interagisce con gli altri e con l’ambiente circostante. Il giocatore viene letteralmente gettato in questo mondo senza avere coscienza né di sé stesso, né del luogo in cui si trova. È la trama, narrata quasi esclusivamente sotto forma di dialoghi e interazioni che, tra un flashback e l’altro, ricompone pezzo per pezzo una memoria apparentemente perduta e spalmata in secoli di storia.

Senza entrare troppo nei dettagli, che lasceremo scoprire ai curiosi che oseranno addentrarsi in questa avventura psicologica, possiamo anticiparvi che la trama del sequel di Torment non lesina di elementi destabilizzanti e gioca sapientemente con i sentimenti del giocatore. Spesso vi troverete soli in un mondo sconosciuto, senza sapere con certezza né chi siate né quale sia la vostra vera missione, mettendo in dubbio gli stessi legami interpersonali che avete creato con il passare delle ore. Intrighi, lotte millenarie e oscure fazioni che tramano nell’ombra si fanno strada con maestria attraverso il dedalo di dialoghi che il giocatore si trova a fronteggiare.

Come il proprio predecessore, questo Torment fa della narrativa il proprio aspetto fondante: accompagnato dall’ormai consolidata visuale isometrica, al giocatore spetta interagire con una miriade di personaggi non giocanti per ottenere informazioni utili alla propria causa. Durante questi dialoghi, che presentano il classico schema ad albero e raramente godono di un doppiaggio vocale, il giocatore si trova a dover scegliere le domande da porre e può affrontare a proprio piacimento l’approccio da adottare in ogni situazione.

Diversamente da come ci si aspetterebbe da un universo che risponde alle leggi della dinamica, in Torment: Tides of Numenera non sempre è possibile riscontrare una reazione uguale e contraria all’azione compiuta. Lo stesso gioco ci spinge a non farci troppi scrupoli riguardo alle scelte compiute, in quanto, anche in caso di fallimento, ci potrebbero essere dei risvolti interessanti. Il fatto inoltre che il giocatore non possa mai davvero morire ma che in qualche modo risorga nei meandri della propria mente, permette di compiere scelte spesso audaci senza temere tragiche ripercussioni.

Torment: Tides of Numenera

LA VIA DEL GUERRIERO È LA DIPLOMAZIA

Nelle prime fasi di gioco, durante le quali si plasma il proprio alter ego virtuale, è possibile sceglierne la classe tra Glaive, Jack e Nano, i corrispettivi dei classici guerriero, tuttofare e mago. Ognuna di esse gode di abilità specifiche ed è più o meno versata in Forza, Velocità e Intelletto. Ogni azione compiuta, a seconda dello sforzo necessario (chiamato appunto Effort), richiede dei punti specifici che vanno a sottrarsi al relativo pool d’energia aumentando la probabilità di successo.

Sebbene non manchino rari momenti in cui combattere è obbligatorio, specialmente durante le cosiddette Crisis (e anche in questo caso, un approccio più indiretto e meno convenzionale spesso sortisce effetti migliori), è quasi sempre possibile risolvere ogni situazione con la diplomazia. Sincerità e inganno si rivelano due facce della stessa medaglia, e la via che sceglierete, nonostante le possibili ripercussioni che potrebbero verificarsi, non potrà mai considerarsi del tutto giusta o sbagliata. La stessa crescita del personaggio, che guadagna punti esperienza, armi ed equipaggiamento come in un classico gioco di ruolo, riveste un ruolo quasi marginale, legato in gran parte alla disponibilità di punti abilità da sfruttare per compiere le varie azioni.

La possibilità di coinvolgere nel proprio party fino a tre compagni di viaggio, che potranno unirsi o abbandonare la nostra causa a seconda delle proprie motivazioni personali – e dei quali è possibile sfruttare i punti abilità, rendono ancora meno incisiva la progressione del protagonista. I combattimenti risultano piuttosto macchinosi e lenti nel proprio svolgimento a turni: gli attacchi, ad esempio, impiegano una manciata di secondi per essere lanciati, sia dagli alleati che dagli stessi nemici, e l’attesa la maggior parte delle volte non viene ripagata da effetti speciali d’impatto.

LABIRINTI MENTALI

Nonostante la mole narrativa messa in scena dagli sviluppatori, Torment: Tides of Numenera non sempre riesce a mantenere alto il livello d’attenzione. Spesso si ha l’impressione che gli sceneggiatori eccedano in descrizioni sovrabbondanti di particolari, quasi dimenticandosi del medium videoludico con cui hanno a che fare, il quale permetterebbe di omettere caratteristiche visive che appaiono già davanti agli occhi dei giocatori. Una minuzia del genere, unita a un vocabolario indubbiamente colto che volutamente si pone sopra la media pareggiando la complessità dei temi trattati, spesso appesantisce eccessivamente il ritmo di gioco.

Torment: Tides of Numenera

Le ambientazioni, riprodotte attraverso l’engine Unity, pur non impressionando in quanto ad ampiezza mostrano buone texture in alta definizione e una cura di particolari piuttosto soddisfacente. La palette di colori è sempre azzeccata e le scenografie sfoggiano spesso architetture creative e visionarie, che fondono con successo elementi molto differenti tra loro, riuscendo così a trasmettere in modo più che efficace il senso di commistione spazio-temporale di cui la trama si fa carico. Il motore grafico, almeno nella versione Xbox One che abbiamo testato, non sembra in grado di reggere la pur ridotta mole di elementi presenti sullo schermo, cedendo spessissimo a rallentamenti piuttosto evidenti, sia durante i combattimenti che durante i normali spostamenti a piedi. Non abbiamo apprezzato granché il richiamo nostalgico messo in atto con l’oscuramento visivo relativo alle zone inesplorate, piuttosto anacronistico e inutile ai fini del gameplay.

Menzione a parte meritano i tempi di caricamento, inspiegabilmente lunghi, e alcuni episodi di freezing e crash in cui ci siamo imbattuti, davvero frustranti e che in un’occasione ci hanno persino costretti a ricominciare una delle poche Crisis obbligatorie. La colonna sonora si rivela azzeccata e calzante, anche se purtroppo non brilla particolarmente in quanto a originalità, mentre i pochi doppiaggi presenti risultano molto immersivi e donano qualche minuto di riposo da una lettura altrimenti incessante e tediosa. Rimane il rammarico per l’assenza di una localizzazione in italiano che, seppur raggiunta tra gli obiettivi della campagna di crowdfunding, dimostra a conti fatti come il Bel Paese stia lentamente tornando a godere di minor considerazione nel mercato videoludico.

GIUDIZIO
Torment: Tides of Numenera si rivela un'opera fantasy di sicuro spessore letterario, che utilizza discretamente il medium videoludico per consentire un livello interattivo e decisionale superiore a quello che un racconto cartaceo potrebbe offrire. La propria spiccata natura testuale tuttavia lo rende un prodotto particolarmente di nicchia, lento nell'incedere e che mette in secondo piano gli elementi caratteristici dei giochi di ruolo più convenzionali, quali la crescita del personaggio ai fini del puro combattimento. Le molteplici possibilità offerte nel corso della longeva avventura assicurano un notevole tasso di rigiocabilità, sebbene alcune scelte di level design rendano la fruizione su console probabilmente più macchinosa rispetto alla versione per PC. Ci duole segnalare alcuni problemi puramente tecnici, inclusi alcuni molto gravi, che minano in parte il buon lavoro svolto dal punto di vista scenografico. Consigliamo perciò agli avventurieri di salvare spesso il gioco, onde evitare di perdere preziosi minuti di gioco qualora il sistema dovesse sciaguratamente andare in crash. Soddisfacente il reparto sonoro, con musiche appropriate e buoni effetti sonori (che tuttavia consigliamo di bilanciare una volta iniziata la partita), mentre i pochi momenti doppiati regalano un po' di meritato riposo agli occhi del giocatore. Nota di disappunto per la mancata localizzazione in italiano che, soprattutto a causa del linguaggio utilizzato e dei temi trattati, rendono Torment: Tides of Numenera pienamente godibile da numero ulteriormente ristretto di anglofoni residenti nello Stivale.
GRAFICA6
SONORO7
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY6.5
PRO
Trama elaborata e profonda
Alto tasso di rigiocabilità
Approccio atipico alle situazioni critiche
CONTRO
Gameplay macchinoso
Alcuni evidenti problemi tecnici
Mancata localizzazione in italiano
7
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