Lo scorso maggio vi abbiamo parlato della beta di un gioco davvero intrigante, ben fatto e neanche troppo serio: Raiders of the Broken Planet, nuova fatica di MercurySteam, autori di Castlevania: Lords of Shadow e del recente Metroid: Samus Returns. Si tratta di uno sparatutto in terza persona con la peculiarità di un multiplayer cooperativo asimmetrico. Questo insieme di parole significa che è possibile disputare le missioni cooperando con altre tre persone, sfidando al contempo un altro giocatore. L’interessante (e decisamente poco popolare) scelta su cui poggia il gameplay ci aveva già soddisfatti durante il beta test, lasciandoci un sapore frizzante in bocca.

Quattro mesi fa, tuttavia, abbiamo avuto la possibilità di provare esclusivamente il prologo dell’avventura finale, che fungerà da tutorial per le quattro campagne principali su cui la software house spagnola sta lavorando. Come funzionano queste campagne? Semplice: MercurySteam ha optato per un sistema di distribuzione differente dallo standard a cui ci ha abituato l’industria, avendo già tracciato già le linee guida per quelle che sono le campagne in programma, ma lavorando su queste come se fossero giochi slegati, su cui l’azienda progressivamente in base alle indicazioni ricevute dalla community, dunque grazie al feedback e ai giudizi dei fan. Oggi vi presentiamo la prima di quattro storie/campagne su cui si baserà l’avventura: Raiders of the Broken Planet: Miti Alieni. A fondo pagina troverete un video gameplay commentato con una mia sessione di gioco, in cui analizzerò tutti gli aspetti principali di questa nuova e interessantissima produzione.

Raiders of the Broken Planet

TROVARE I PROTETTORI

Miti Alieni parla della ricerca dei Protettori da parte di Harec e dei suoi Raiders. Queste entità disperse sono degli esseri potentissimi capaci di manipolare lo spazio/tempo, considerati dagli abitanti locali vere e proprie divinità. Inoltre, grazie ai loro immensi poteri basati sull’Aleph (una devastante fonte di energia), sono gli unici in grado di rispedire gli invasori umani sulla Terra. Questo aspetto risulta tuttavia secondario e di poca importanza rispetto alla minaccia di cui i Raiders sono all’oscuro: un antico demone sta infatti per risvegliarsi con l’unico obiettivo di gettare il mondo nel caos.

Ogni campagna ha una tematica ben precisa. Quella di Miti Alieni amplia il contesto legato alla fazione dei nativi del pianeta, parlando dei Protettori e introducendo la affascinante e letale Shae. Personaggio di supporto, Shae è dotata di un fucile che spara proiettili a ricerca: più ci si concentra su un nemico, maggiore sarà il danno inflitto. Sarà possibile anche mirare manualmente, accelerando il processo descritto poc’anzi. Shae è dotata di un’abilità da ammaliatrice, che le permette di ingannare i nemici distanti; questo effetto si attenua con l’avvicinarsi a un avversario, quindi è consigliabile mantenere le distanze. Infine, aspetto comune a tutti i personaggi del roster, avrete la possibilità di cambiare arma e outfit, con i vari benefici che ne conseguono in termini di statistiche e danni inflitti.

La campagna di Miti Alieni comprende quattro missioni, che potrete giocare ovviamente da soli, vivendo però un’esperienza lontana dal concept studiato dagli sviluppatori, anche a causa di un livello di difficoltà decisamente elevato, con nemici dannatamente forti anche al livello media. Le missioni hanno come tema comune quello del salvataggio: nella prima dovrete recuperare Shae, nelle altre i tre Protettori restanti, che formeranno una sorta di nucleo familiare. Sfortunatamente, le missioni non sono caratterizzate da chissà quale fantasia e risultano invero piuttosto lineari, con due stage in cui prima si cerca l’obiettivo e poi lo si mette in salvo difendendolo dai nemici. Ma il modo in cui queste sono orchestrate ci ha lasciato soddisfatti per la loro diversità. Ad esempio, per reclutare Shae dovremo sconfiggere una mega-seppia meccanica prima e uno scienziato tedesco pazzo dopo, caratterizzato da una preoccupante somiglianze con il perfido Mr. Freeze visto nei fumetti di Batman, ma con il pallino per le torture. Insomma, Raiders of the Broken Planet è un progetto che non ha paura di proporre contenuti fuori dagli schemi, con un pizzico di follia e tanta creatività che traspare particolarmente nella caratterizzazione dei boss.

AL SOLDO DI URAS-BEHERIT

Questa versione stabilizzata di Raiders of the Broken Planet ci ha permesso di approfondire degli aspetti molto importanti del gioco, che vi avevamo solo accennato durante il test della beta. Partiamo innanzitutto descrivendo meglio la modalità Antagonista. Rispetto alla primissima impressione, il combattimento contro il doppelgänger è stato fortunatamente ricalibrato: combattere l’Antagonista sarà come lottare contro un nemico qualsiasi, anche se ciò non significa che avremo vita facile. L’Antagonista verrà risuscitato all’infinito dal Uras-Beherit in persona, il quale insulterà il giocatore a ogni morte. Perché ostacolare i Raiders? Facile: per il gusto di dare fastidio ad altri giocatori. Ovviamente in caso di vittoria, il demone ci premierà con dei marchi che ci faranno salire in classifica, marchi che ci permetteranno di sbloccare sia contenuti per la personalizzazione del personaggio, sia informazioni per comprendere al meglio la lore del gioco.

Abbiamo anche potuto studiare meglio una feature fondamentale: il combattimento corpo a corpo. Nella nostra anteprima vi avevamo anticipato che sconfiggere un nemico in mischia permetteva di ottenere munizioni per le armi da fuoco. Dopo un test approfondito, abbiamo potuto appurare che questa feature non si limita a una banale pressione continua del tasto legato al corpo a corpo, ma piuttosto di un sistema decisamente più complicato, che funziona in modo simile alla morra cinese. Partiamo dal colpo semplice: questo può essere utilizzato in sequenza e può essere evitato con una schivata. La presa è la mossa definitiva e permette di stendere chiunque, ma a causa della sua lentezza può essere annullata con un colpo rapido. Infine la schivata permette di evitare i pugni semplici ma è sostanzialmente inutile contro una presa.

Raiders of the Broken Planet

NETCODE DA RIVEDERE

Siamo abituati ultimamente a sentir parlare di multiplayer cross-platform: una realtà ideale dove tutti coloro che possiedono lo stesso gioco possano sfidarsi online, indipendentemente dalla piattaforma di riferimento. C’è però un piccolo problema, che in Raiders of the Broken Planet rischia di gravare pesantemente sull’esperienza finale: oltre al numero limitato di giocatori che popolano i server, aspetto che costringe ad attendere diversi minuti per trovare altri utenti console con cui interagire, le funzionalità multiplayer cross-platform non sembrano bilanciate al meglio: semmai doveste entrare in un party composto da utenti PC, uscite immediatamente. Se invece siete dei masochisti e volete per forza tentare la sorte, preparatevi a fare i conti con un lag micidiale che vi teletrasporterà da una posizione all’altra dello scenario più e più volte, costringendovi a uscire dal match per evitare un’eccessivo senso di frustrazione.

Questo comportamento viene punito da MercurySteam con l’esclusione da qualsiasi altra sorta di matchmaking. Ciò significa che fino a quando la partita da cui siamo usciti non finirà, dovremo attendere un’eternità prima di essere abilitati ad avviare un’altra ricerca in matchmaking (a meno di non volersi dedicare a una missione single-player). Ora, fosse stata una situazione normale, punire un giocatore che mette in difficoltà il gruppo è lecito, ma in questo caso, con problemi evidenti di netcode che rendono quasi impossibile giocare, questo tipo di condotta è più frustrante che adeguato. Speriamo che in futuro gli sviluppatori possano migliorare l’architettura di rete con un codice più performante così da giustificare una tale limitazione.

Prima di lasciarvi al giudizio finale su questa prima campagna, ricordiamo che il secondo capitolo sarà intitolato “Furia dei Wardog” e dedicato all’omonima fazione, con debutto previsto entro i prossimi mesi su PC e console. Naturalmente vi terremo informati una volta che la casa spagnola svelerà la vetrina di lancio ufficiale del DLC.

Raiders of the Broken Planet
Raiders of the Broken Planet: Miti Alieni
GIUDIZIO
Raiders of the Broken Planet conferma le impressioni che avevamo avuto provando la beta qualche mese fa. Azione frenetica, combattimenti originali e follia allo stato puro sono le colonne portanti del titolo di MercurySteam. Miti Alieni, la prima campagna di questa originale formula di distribuzione, è la giusta introduzione alla lore del Pianeta Distrutto, e ci permette di prendere dimestichezza con un gameplay che permette di alternare in modo oculato tra mischia e distanza, perfettamente funzionale e mai minato da problemi di fluidità. La possibilità di giocare nei panni dell'Antagonista è certamente un'opportunità unica e geniale, che a volte soddisfa persino più dell'esperienza principale. Apprezziamo anche il fatto che la software house "obblighi" a giocare in multiplayer, in quanto vivere l'esperienza da soli risulta davvero difficile e non diverte più di tanto. Tuttavia, un netcode imperfetto e sbilanciato ci ha dato qualche magagna nell'affrontare altri giocatori, e speriamo che gli sviluppatori possano affinare il sistema con l'arrivo di futuri aggiornamenti.
GRAFICA8
SONORO8
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY8.5
PRO
Divertente in multiplayer...
L'Antagonista è un'alternativa stupenda
Campagne dedicate alle fazioni
CONTRO
...ma soffre nel cross-platform
Sistema punitivo troppo rigido
8
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