It Takes Two

It Takes Two

La maggioranza del grande pubblico resterà indifferente davanti al nome di Hazelight Studios. E lo saremmo anche noi, se nella prima parte del 2018 non avessimo messo le mani su A Way Out, approcciato senza grandi pretese e che invece si rivelò un’esperienza ludica e cooperativa unica nel suo genere, con il suo modo di coinvolgere i due giocatori mostrando a schermo condiviso le gesta di entrambi i protagonisti da due punti di vista diversi ma nello stesso istante, stabilendo quasi un modo tutto nuovo di cooperare.

Ma a stupire certamente fu anche comparto narrativo intenso e genuino, che riusciva perfettamente nell’intento di trascinare i due giocatori nel vortice emotivo e adrenalinico di una evasione prima e di una fuga poi. It Takes Two è arrivato sul mercato il 26 marzo scorso un po’ in sordina e dopo tre anni dalla pubblicazione del sorprendente A Way Out, ma la curiosità di mettere le mani sul nuovo prodotto di Josef Fares e i ragazzi di Hazelight Studios ha preso presto il sopravvento.

LA FORZA DELLE IDEE

Idee forti ed originali sono segno distintivo di questa software house svedese, per certi versi visionaria. It Takes Two non solo non fa eccezione, ma rappresenta il manifesto dello studio di sviluppo scandinavo. È la storia di Cody e May, e la loro giovane figlia, Rose; una famiglia come tante, in cui Cody e May non riescono più ad andare d’accordo e riaccendere quella scintilla che li ha tenuti insieme. La donna è presa dal lavoro, dai tanti straordinari per tirare avanti, mentre l’uomo fa il padre a tempo pieno, tra i giochi e gli appuntamenti dal dentista per la piccola figlia. Ed è qui che il viaggio di It Takes Two ha inizio, nel momento in cui i due decidono di parlare a Rose del loro imminente divorzio.

E la magia avviene con un espediente narrativo fantasioso, certo, ma ricco di tenerezza e di quella carica emotiva che caratterizza i titoli di Hazelight Studios. Le lacrime di Rose trasformano Cody in una bambola di argilla e May in una di legno: due dei giochi preferiti della bambina. Il viaggio dei due per rompere l’incantesimo è guidato da un libro animato, Il Libro dell’amore. Per tornare nei propri corpi la coppia in crisi dovrào riuscire ad andare d’accordo e a cooperare, potendo contare uno sull’altro, in un’esperienza che ripercorrerà le varie aree della loro casa e non solo, mettendo a nudo le mancanze di uno e dell’altro in maniera sempre brillante e divertente.

EMOZIONI ALLA PORTATA DI TUTTI

Controller alla mano, It Takes Two è quello che ci si poteva attendere da un titolo prodotto da Hazelight Studios. Si gioca con lo schermo condiviso e la divisione non vale solo per chi volesse affrontare l’avventura in locale con un amico, ma anche nel caso in cui decidiate di giocare online. Molto interessante da questo punto di vista e la scelta del Pass Amico: il giocatore in possesso del gioco può infatti invitarne un altro anche se questo non possiede il gioco, con la possibilità di godersi insieme le avventure di Cody e May.

Se invece non abbiate ancora acquistato It Takes Two, potrete giocare gratuitamente il primo capitolo per poter valutare nel migliore dei modi l’offerta ludica proposta della software house svedese. Un passo importante verso gli utenti, con l’intenzione di rendere il titolo alla portata di tutti i giocatori che possano essere interessati a questo gioco incentrato sulla cooperazione.

FINCHÈ PLATFORM NON CI SEPARI

L’idea dello schermo condiviso è certamente un’eredità di A Way Out, e ha un po’ definito lo stile ludico del team di sviluppo. E risulta a tratti fondamentale, quasi un elemento portante del gioco stesso: sarà spesso fondamentale per il giocatore controllare in tempo reale le azioni e l’ambiente circostante dell’altro, per raggiungere puzzle ambientali sempre vari e azzeccati, coerenti con le ambientazioni e che richiederanno sempre una interazione tra i due personaggi per essere risolti. Eppure in un titolo molto più dinamico e vibrante come It Takes Two, più volte ci siamo trovati spiazzati e disorientati. L’impressione è che lo schermo diviso a metà, opzione per certi versi un po’ vintage e decisamente poco in voga nell’industria videoludica odierna, sia più adatto a un titolo come A Way Out, con il suo ritmo più compassato, da stampo action e a tratti cinematografico.

In questo caso abbiamo invece a che fare con ben altri ritmi, e un’interazione ambientale più ricca e articolata che per certi versi ci ha lasciato spiazzati di fronte a questa soluzione, che tra l’altro attutisce l’ottimo impatto grafico del titolo apprezzabile nei vari filmati che mettono in mostra sulle nuove console una risoluzione di 4K a 60fps. Il viaggio di Cody e May spazia dalle passioni accantonate da entrambi, ripercorrendo alcune tappe importanti della loro relazione, passando per i giochi e la stanza di Rose o il giardino della casa.

Ogni capitolo ci vedrà alle prese con poteri e abilità diverse, sempre legati al contesto narrativo. Dai martello e chiodi nel prologo ambientato in garage, arrivando ai due poli delle calamite per una romantica eccezione delle leggi della fisica e sfruttando la capacità di rimpicciolirsi o ingrandirsi a proprio piacimento. L’opera di Josef Fares è una vera e propria miniera di spunti per un gameplay incredibilmente vario e divertente, che seduce e abbandona il giocatore giusto per il tempo di familiarizzare con determinate abilità per poi cambiare le carte in tavola. Il tutto sorretto da una scrittura e da una direzione artistica di livello davvero altissimo; geniali anche le boss-fight, dal vecchio aspirapolvere mai riparato fino alle vecchie piante infestate dalle erbacce o dai giocattoli preferiti di Rose.

It Takes Two propone molti momenti memorabili nelle circa quindici ore necessarie per completare l’avventura, lasciando che i giocatori godano dei tanti dettagli che arricchiscono la produzione. Anche una cosa “noiosa” e banale come i collezionabili diventano nelle mani di Hazelight Studios un colpo di estro: ogni capitolo è infatti caratterizzato da dei mini-giochi che dovrete scovare negli scenari. E una volta svelati potranno poi essere affrontati anche in maniera indipendente al di fuori della campagna principale. Anche in questo caso la creatività la fa da padrona, dagli scacchi ai giochi arcade, tiro alla fune, lancio dall’altalena e tanti altri, per un totale di ben 25 attività differenti. Diverse sono inoltre le citazioni, dai cabinati in 2D a quelle ai giochi di ruolo con visuale isometrica e titoli come Plant Vs Zombies.

UN ASSAGGIO DI NEXT-GEN

La direzione artistica del titolo risalta in maniera netta ed equivocabile, ma anche dal punto di vista tecnico It Takes Two mostra grande cura nei dettagli, anche se il colpo d’occhio viene parzialmente penalizzato dallo schermo condiviso. Sono però molti i momenti in cui l’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo si lascia apprezzare, con modelli poligonali davvero ben curati e texture pressoché perfette. Anche l’illuminazione è sontuosa, e la possiamo apprezzare in maniera marcata in alcune fasi di gioco davvero psichedeliche e suggestive.

Il tutto gira a 60 fotogrammi al secondo senza nessuna esitazione, regalando una fluidità e una leggerezza invidiabile. Anche il sistema di inviti è semplice e intuitivo, per un’esperienza di gioco che davvero lascia pochi spunti su cui poter recriminare. Particolare menzione poi per l’audio spaziale su Xbox Series X, capace di regalare un’immersione totale con l’utilizzo di una cuffia stereo che supporti la nuova tecnologia. Nonostante non sia presente la localizzazione audio italiana, il doppiaggio inglese è coinvolgente e di ottimo livello.

It Takes Two
It Takes Two
GIUDIZIO
It Takes Two ci ha divertito ed emozionato, in un’esperienza ludica mai banale e tanto ricca di spunti da far impallidire molte delle produzioni più blasonate. Parliamo di un viaggio tuttavia introspettivo nell’analisi di un legame, di come esso possa logorarsi giorno dopo giorno e di come possa essere ricostruito. Hazelight Studios ci propone le tematiche in modo sempre leggero e scanzonato, ma con una profondità di fondo e una delicatezza che sottolinea la grandezza della produzione. La grande varietà di situazioni proposte rende impossibile annoiarsi, anche se probabilmente avremmo preferito un’avventura leggermente più concisa e stretta in alcuni punti. Sicuramente degna di nota è l’accessibilità del titolo, con l’introduzione del Pass Amico e la possibilità di giocare gratuitamente il primo capitolo anche per chi non è in possesso del gioco.It Takes Two è un’esperienza ludica da non farsi scappare: profonda, divertente, leggera e delicata; un mix pressoché perfetto di emozioni, gameplay e direzione artistica.
GRAFICA
9
SONORO
9.5
LONGEVITÀ
9
GAMEPLAY
10
PRO
Tante idee ben realizzate
Direzione artistica sublime
Divertente ed emozionante da giocare in compagnia
CONTRO
Lo schermo condiviso a volte crea qualche grattacapo
Fin troppo longevo
9.4