Alan Wake Remastered

Alan Wake Remastered

Sarebbe troppo facile iniziare questo articolo allo stesso modo in cui si apre il gioco stesso, che sembra quasi volersi introdurre da solo e da subito farci entrare nella umida e pallida atmosfera di Bright Falls. Tuttavia, l’incipit del titolo Remedy suona così bene che è un peccato non utilizzarlo e siamo sicuri che, chi lo avrà giocato a suo tempo, lo leggerà con la voce narrante di Alan Wake.

Stephen King scrisse che gli incubi esistono al di fuori della ragione e le spiegazioni divertono ben poco; sono antitetiche alla poesia del terrore”. In una storia dell’orrore, la vittima si chiede sempre “perché”, ma non c’è una risposta e non dev’esserci. Il mistero irrisolto rimane dentro di noi ed è ciò che ricordiamo maggiormente. Il mio nome è Alan Wake, sono uno scrittore“.

Il caffè è un elemento ricorrente in Alan Wake tanto da essere presente anche sotto forma di oggetto collezionabili (i celebri termos).

I MISTERI DI BRIGHT FALLS

Nonostante Bright Falls sembri il posto perfetto per dare una nuova spinta alla creatività di Alan Wake, le atmosfere alla Twin Peaks non ci fanno comunque sperare in un piacevole soggiorno fatto di relax e scrittura. In poco tempo che la vacanza nella piccola cittadina di montagna non si dimostra affatto come Alan e sua moglie desideravano. Si apre così Alan Wake Remastered, una versione graficamente aggiornata chiesta a gran voce dai numerosi fan che negli anni hanno apprezzato l’avventura del celebre scrittore.

Uscito nel 2010, esclusivamente per Xbox 360, il gioco ha portato alla nascita del Remedy Connected Universe, plasmando il futuro della software house che si è indirizzata e specializzata nella creazione di titoli con una trama e una narrazione del tutto diversa dagli standard a cui eravamo abituati. Basti pensare al mastodontico Quantum Break che concludeva ogni capitolo del gioco con un episodio di una serie tv girata appositamente per il gioco, con gli stessi attori che poi ne diventavano parte integrante. Un esperimento probabilmente riuscito, ma forse troppo ambizioso come abbiamo sottolineato nella nostra recensione.

L’ORRORE RIMASTERIZZATO

Il tempo passa e questa remastered di Alan Wake è qui a ricordarcelo. Concedetemi una piccola parentesi personale: ho amato questo gioco alla follia quando uscì e ho continuato a farlo per tutti questi anni, promettendo a me stesso di rigiocarlo ancora una volta. Ora che se ne è presentata l’occasione non ho saputo resistere e, sebbene la magia e la sorpresa della prima partita non sia stata ovviamente la stessa, devo dire che il tempo ha comunque cancellato diversi particolari che ho avuto piacere di rivivere e ritrovare oggi.

Come affermato e voluto dalla stessa Remedy, il gioco è in tutto e per tutto identico a quello visto anni fa ma con tutte le migliorie grafiche del caso che ormai sono diventate una consuetudine: modelli migliorati, animazioni facciali e lip sync, migliorie su ambienti e paesaggi, grafica in 4K; insomma, le differenze si vedono anche se manca il supporto ray tracing e HDR per volere di Remedy, che tiene a farci notare comunque come il gioco sia grandioso anche senza tale tecnologia. La versione PlayStation 5 gode inoltre di un feedback tattile nel grilletti molto apprezzabile nell’uso della torcia, e per i fanatici delle modalità debug sembra che (almeno finora) sia rimasta la possibilità di attivare un piccolo menu con qualche informazione frame-rate premendo i tasti L2+↓+L3 del controller.

UNA TORCIA PER DOMARLI TUTTI

Basta poco per tuffarci nella storia del gioco, vero punto di forza della produzione, cercando di scrivere il nostro libro e fare lo stesso con la nostra vita, indagando nel nostro passato, formando alleanze, ubriacandoci, sparando e correndo con la nostra torcia che tenderà a scaricarsi sempre nel momento meno opportuno. Il lavoro di restauro fatto su Alan Wake non ha in nessun modo portato cambiamenti alla struttura ludica, tutto quello che ricordavate (nel caso lo aveste giocato) è ancora lì al suo posto: non ci sono stravolgimenti di trama, personaggi diversi con cui interagire o thermos con del caffè decaffeinato. Peccato non ci sia nemmeno una modalità fotografica, un plus che avrebbe permesso di immortalare alcuni panorami degni di nota.

Lo svolgimento dell’azione è sempre piacevole intervallando fasi frenetiche in cui correre, scappare e sparare, ad altre più esplorative (specialmente se volete approfondire la ricerca dei collezionabili nascosti). La voce di Alan Wake che ci accompagna come un narratore o un “deus ex machina wannabe” è un retaggio che abbiamo trovato precedentemente in Max Payne, e che riesce a creare con il protagonista del gioco un legame confidenziale, quasi fosse un amico che ci racconta i fatti accaduti e che ci chiede aiuto, soluzioni, supporto. Il signor Wake è solo nella sua avventura, solo con i suoi incubi, solo… anche se in vostra compagnia.

Ancora oggi il gameplay di Alan Wake risulta attuale, pur con qualche meccanica che ha risentito del passare del tempo.

LE PERIPEZIE DI UNO SCRITTORE

Alan non è un atleta e lo scoprirete subito, il suo scatto si esaurisce ben presto e vi ritroverete a dover calibrare le vostre scarse capacità atletiche per non dovervi ritrovare ad ansimare a metà di una scalinata. Allo stesso modo non è nemmeno un supereroe dotato di qualche potere o un personaggio con una conoscenza e una dimestichezza delle armi tale da poter affrontare l’orrore come fosse un Max Payne qualsiasi (omaggiato con delle citazioni al “bullet time” presenti nel gioco). La torcia sarà la vostra arma più importante, con la sua luce fioca e le batterie mai troppo cariche.

Alan è solamente uno scrittore, non va dimenticato, ma con lui potrete condividere una stupenda avventura, forse imperfetta, ma capace di farsi amare se sarete in grado di affrontarla e addentrarvi nella misteriosa cittadina di Bright Falls, scoprendone i particolari più nascosti e approfondendo la conoscenza dei suoi abitanti. La città e i suoi luoghi sono infatti ricchi di piccoli dettagli che una volta messi insieme vanno ad alimentare e raccontare uno splendido mondo fatto di incubi, paure, luci e ombre. Le trasmissioni radio, i tetri episodi televisivi di Night Springs e i codici QR nascosti un po’ ovunque che vi porteranno a… eh no, questo dovrete scoprirlo voi, nel vostro incubo del viaggio a Night Springs.

Alan Wake Remastered
Alan Wake Remastered
GIUDIZIO
Alan Wake Remastered, come direbbe l'agente Cooper è come una ottima tazza di caffè, di quello nero, e servito bollente; tuttavia, dovrete essere amanti del caffè per poterlo apprezzare appieno. Remastered o meno, il gioco originale era ottimo anche all'epoca e in questa versione può essere apprezzato pure sulle console Sony dopo la fine della precedente esclusività dovuta alla collaborazione tra Microsoft e Remedy.
GRAFICA
8.2
SONORO
9
LONGEVITÀ
8
GAMEPLAY
8.5
PRO
Ottimo lavoro di rimasterizzazione
Tutti i DLC sono inclusi
Il DualSense offre diverse un piacevole feedback tattile
CONTRO
Alcune meccaniche di gameplay non sono invecchiate benissimo
Modalità fotografica assente
8.7