Mortal Kombat 11

Il Kast di Mortal Kombat 11: origini, look e Fatality dei kombattenti

Scopriamo i membri del roster del nuovo picchiaduro di NetherRealm Studios, in arrivo ad aprile su PC e console.

Come farebbe un buon stratega, NetherRealm Studios sta lentamente svelando tutte le proprie carte: tramite brevi filmati dedicati, gli sviluppatori stanno presentando al grande pubblico tutti i membri del roster di Mortal Kombat 11. In ogni trailer è possibile ammirare non solo i progressi svolti sul fronte tecnico ma anche – cosa ancor più importante – visionare in anteprima le mosse e le violentissime Fatality dei vari lottatori.

Stando alle reazioni dei fan e all’attesa spasmodica che si è generata, possiamo confermare come centellinare le informazioni e dividerle in numerosi appuntamenti si sia rivelata un’ottima strategia. Dietro ogni kombattente non si nascondono solo colpi speciali o spettacolari conclusioni al sapor d’emoglobina, bensì storie ottimamente narrate e sapientemente intrecciate con quelle degli altri protagonisti. In sede andremo dunque ad analizzare ogni partecipante all’undicesimo capitolo di Mortal Kombat, aggiungendo di volta in volta gli altri volti che saranno rivelati dai croupier del team di sviluppo. In totale, il gioco includerà 29 personaggi, alcuni dei quali sono completamente avvolti nel mistero.

I LOTTATORI DELLA TERRA

Johnny Cage

Attore di Hollywood, esperto di arti marziali e spaccone professionista: Johnny Cage, il personaggio nato ispirandosi al letale Jean-Claude Van Damme, è diventato uno dei volti principali della serie. Dimenticandoci per un attimo del doppiaggio “tortura-timpani” di Mortal Kombat (2011), in questo episodio il divo appare visibilmente invecchiato, quasi più saggio. Armato di tirapugni e battute taglienti, il padre della famiglia Cage si scontrerà con la versione più giovane di sé stesso, facendo i conti con un’identità passata fin troppo scanzonata.

Il parco mosse presenta una dominanza di attacchi fisici tra calci, pugni e acrobazie, dando anche il giusto spazio all’utilizzo dell’intramontabile energia verde, in seguito tramandata alla figlia Cassie. Degni di menzione sono gli interventi degli stuntman – controfigure pronte a immobilizzare il nemico per permetterci di sferrare colpi senza resistenze – e la statuetta degli Oscar sfruttata come corpo contundente. La Fatality di Johnny Cage è forse una delle più divertenti viste finora, la quale trasforma il campo di battaglia in un set cinematografico, con tanto di ciak, inquadrature da rifare e commenti del regista.

Sonya Blade

Dopo aver divorziato dal marito Johnny Cage, Sonya Blade ha preferito concentrarsi sulla propria carriera militare, ricoprendo un ruolo fondamentale nell’esercito per la difesa terrestre. Dopo gli eventi narrati nel decimo capitolo, la soldatessa parrebbe essersi riavvicinata alla propria famiglia, a testimonianza di come anche i dissapori coniugali possano essere messi da parte dinanzi ai più grandi pericoli. La scelta di Ronda Rousey – già campionessa mondiale in UFC e ora detentrice del RAW Women’s Championship in WWE – come voce per la beniamina femminile potrebbe essere davvero azzeccata. La lottatrice possiede infatti un tono vocale piuttosto marcato, duro, lontano dall’immagine della ragazza dolce e dalle buone maniere.

Quello di Sonya Blade è un personaggio che sta godendo di una rinnovata popolarità, divenuto membro fisso della serie e icona per le combattenti di tutto il mondo. Nel suo repertorio troviamo non solo attacchi fisici potenziati dalla famigerata energia rosa, ma anche assalti con armi militari e alta tecnologia. Dopo aver lanciato l’avversario in aria per crivellarlo di proiettili, la sua Fatality prevede che il malcapitato di turno venga ridotto in carne trita dalle pale di un elicottero in volo.

Cassie Cage & Kano

Da un lato troviamo il prodotto dell’unione tra Johnny Cage e Sonya Blade, dall’altro invece una tra le nemesi peggiori della suddetta famiglia. La giovane Cassie Cage è esattamente ciò che ci si potrebbe aspettare: determinata, sarcastica, letale nell’utilizzo delle armi e dell’aura verde paterna, il tutto con uno stile giovanile e irriverente. Proprio Cassie ha saputo porre fine alle malefatte di Shinnok in Mortal Kombat X, grazie a una rinnovata fiducia nelle proprie capacità.

Assuefatta dai social network e perennemente col chewing-gum in bocca, la biondissima Cage può contare su un parco mosse del tutto peculiare: in combattimento è accompagnata da un drone e da una coppia di letali pistole ma il marchio di fabbrica resta sempre il colpo ai “gioielli di famiglia”. La sua Fatality è un vero e proprio inno alla mutilazione genitale: grazie a un calcio ben assestato, è in grado di sparare in orbita il cranio del povero avversario, con tanto di colonna vertebrale ancora attaccata.

Dal canto suo, Kano resta uno dei nemici più iconici dell’intera serie. L’umano dall’occhio bionico non possiede schieramenti, poiché la sua professione di mercenario lo spinge ad allearsi sempre col miglior offerente: che gli accordi più vantaggiosi si verifichino sempre con la masnada dei cattivi resta comunque una pura coincidenza (così come la sua somiglianza con il wrestler Austin Aries).

Oltre all’immancabile capriola volante e all’uso dei suoi affilati coltelli, il leader del Drago Nero può anche avvalersi di un raggio oculare e di reti laser sparate dal dispositivo collocato sullo sterno. Testate, lame nascoste e calci scorretti fanno di Kano un individuo a cui piace giocare sporco: tra le sue Brutality troviamo un uppercut capace di decapitare il nemico mentre la sua Fatality, anch’essa piuttosto basilare, consiste nel semplice fracassare crani a suon di testate ripetute.

Jacqui Briggs

Non ce ne vogliano gli utenti più affezionati ma il moveset della povera Jacqueline Briggs soffrì parecchio – in Mortal Kombat X – l’ingombrante presenza del padre, risultando non esattamente entusiasmante. Fortunatamente la musica parrebbe essere cambiata in questo episodio, grazie a un restyling non solo estetico ma anche pratico. I potenziamenti bionici rendono sì fede alla propria discendenza ma lo fanno in un modo del tutto nuovo.

Oltre alle sempreverdi raffiche di proiettili, l’unica figlia di Jax può emettere scariche elettriche, lanciare razzi dalle braccia e anche utilizzare muri di luce sui quali far rimbalzare i colpi e i corpi dei nemici. Proprio quest’ultimi sono i protagonisti indiscussi della sua Fatality: dopo aver smaciullato la testa dello sfortunato Kotal Khan, una barriera luminosa viene innescata all’interno del suo corpo mutilato, separandolo nettamente in due metà. Ringraziamo la trasparenza del materiale per averci fatto ammirare nel dettaglio ogni organo interno.

Jax, Liu Kang & Kung Lao

Se volessimo considerare le condizioni dei tre personaggi secondo la cronologia presente, con tutta probabilità dovremmo inserirli tra i lottatori del Mondo Esterno. Avevamo lasciato Jax, Liu Kang e Kung Lao infatti nelle spoglie Revenant, marionette malefiche prima al servizio di Shinnok e Quan Chi e in seguito di Raiden Oscuro. Nel filmato, sulle note di “Check Yo Self”, possiamo però notare come le controparti giovani dei nostri beniamini si scontrino con le proprie controparti anziane e malvagie. Ci sembra corretto dunque volerli ricordare così come li abbiamo conosciuti tanti anni or sono.

Parrebbe pleonastico ricordarne i corrispettivi stili di combattimento: Jax si affida alle fidate braccia meccaniche, basando quasi tutto il suo repertorio su pugni pesanti e armi da fuoco; Liu Kang possiede tratti fisici e comportamentali di un redivivo Bruce Lee, mentre Kung Lao può sfruttare il cappello a lama circolare, calci volanti e teletrasporti.

Scorpion & Sub-Zero

Una volta perito assieme al proprio clan e tutta la sua famiglia, il ninja Hanzo Hasashi è stato riportato in vita dallo stregone Quan Chi come Scorpion, uno spirito della vendetta. Il suo obiettivo è quello di distruggere il Lin Kuei, fazione opposta capitanata da Bi Han (Sub-Zero) e accusata di aver massacrato lo Shirai Ryu di Hanzo. Il guerriero demoniaco non poteva sapere di essere stato ingannato da Quan Chi stesso per spingerlo a cancellare ogni altra forma di resistenza. L’uccisione di Han – di cui ha preso le vesti il fratello Kuai Liang, precedentemente noto come Tundra – ha portato a una spirale di morte e retribuzione, la cui fine è giunta solo con la rivelazione del vero colpevole.

Le abilità dei due ninja, rispettivamente affini agli elementi di fuoco e ghiaccio, non sono di certo sconosciute: Scorpion può usare il teletrasporto, manipolare le fiamme, evocare guerrieri scheletrici e lanciare il famigerato kunai con catena al grido di “Get over here!”. Sub Zero, dal canto suo, gestisce con maestria il ghiaccio e le temperature più basse, lanciando cristalli congelati, scivolando come sulla neve, clonando la propria silhouette con statue raggelanti e brandendo armi a base di H2O solido.

Le Fatality mostrate per Scorpion sono indubbiamente tra le più belle dell’intera produzione, le quali hanno lasciato il pubblico a bocca aperta durante il reveal del titolo. La prima prevede una decapitazione con tanto di testa afferrata al volo dal kunai, il tutto dopo aver trapassato il nemico come una palla di fuoco; la seconda invece divide l’avversario in due fettine di roast beef con le catene roventi. Per concludere, le mosse finali di Sub Zero virano decisamente più sul classico: in un caso il ninja sfrutta le sculture gelide per conficcare i vari arti del malcapitato nemico di turno e staccargli la colonna vertebrale, mentre nel secondo un blocco di ghiaccio viene usato a mo’ di ceppo per le esecuzioni.

I LOTTATORI DEL REGNO ESTERNO

Kotal Kahn

Appartenente alla razza scomparsa degli Osh-Tekk – palesemente ispirata alla cultura e simbologia azteca – Kotal ha approfittato della dipartita di Shao Kahn per divenire il nuovo sovrano del Regno Esterno. Ritenuto indegno dai sudditi più fedeli del precedente dominatore, Kotal Kahn ha dovuto affrontare numerose ribellioni tra cui una capitanata da Mileena, figlia surrogata di Shao Kahn.

In Mortal Kombat X ci era stato presentato come un personaggio possente ma non propriamente agile. Il suo moveset inoltre non presentava molte mosse memorabili e ciò contribuì a uno scarso interesse dei giocatori nei suoi confronti. Nel sequel però sembra aver assunto nuovi poteri per scacciare le ombre del passato: il più interessante tra questi è di certo la possibilità di tramutarsi in giaguaro e compiere balzi rapidissimi. È evidente come gli sviluppatori abbiano preso a cuore la figura di Kotal, curando ancor di più la sua caratterizzazione. Vista la sua Fatality – una schiacciante immolazione su di un altare – possiamo dire di essere ben più che fiduciosi.

Kabal & Erron Black

No, non vi abbiamo mentito: per quanto i succitati siano effettivamente originari dell’Earthrealm, è corretto inserirli tra i ranghi del Regno Esterno in quanto è qui che hanno esercitato la propria attività. Assente nell’ultima iterazione del brand, Kabal è un formidabile lottatore, il quale condisce il proprio stile con l’utilizzo di due spade dalla punta uncinata. Non disdegnando i pugnali rotanti, ciò che più lo contraddistingue è – oltre al corpo deturpato, il volto sfigurato e la maschera con respiratore – è la velocità. I suoi scatti supersonici gli sono valsi il paragone con personaggi celebri dei fumetti come The Flash e Quicksilver, sebbene non sia stata resa nota la sua massima capacità raggiungibile. Trascinando per terra l’avversario, l’attrito ottenuto dalla sua Fatality finisce per disintegrarne gran parte del corpo: una delle conclusioni più esilaranti di questo Mortal Kombat 11.

NetherRealm non ha ancora prodotto un filmato dedicato interamente alla figura di Erron Black e questo, consentitecelo, è un vero peccato. Il pistolero è entrato a far parte del roster nell’ultimo capitolo uscito nel 2015, conquistando in brevissimo tempo il cuore di molti. Sarà la somiglianza del suo costume con quella del John Marston di Rockstar ma, sta di fatto, che le sue tecniche riescano a parlare più che chiaramente: proiettili deviati, spade conficcare nel petto e bombe di sabbia sono l’armamentario di un kombattente letale, ideale per tutti gli amanti dello scontro tattico o a distanza.

D’Vorah

L’insettoide è probabilmente la dimostrazione di come non sempre il look particolare sia sinonimo di successo per un personaggio. Appartenente alla razza Kytinn delle isole Arnyekk, D’Vorah ha dapprima servito Kotal Kahn, salvo poi fare il doppio gioco in favore del dio anziano Shinnok.

Assieme all’assente Reptile (ma non è da escludere una sua inclusione tramite DLC), la regina degli insetti è uno dei lottatori più ripugnanti: trafigge i nemici coi suoi spuntoni multi, secerne acido ed espelle dal proprio corpo larve, cumuli d’invertebrati e sciami di esserini affamati d’epitelio.
Il suo quantitativo di danno piuttosto limitato non le ha portato di certo fortuna, ragion per cui speriamo che i benefici del nuovo trattamento siano fin da subito più evidenti.

Baraka

L’avevamo incontrato precedentemente in Mortal Kombat 11 senza avere tuttavia la possibilità di prenderne il controllo, ma dopo aver provato la closed beta siamo certi che Baraka sarà uno dei lottatori più interessanti. Il temibile guerriero appartiene ai Tarkatan, un popolo tanto bellicoso quanto letale negli scontri. Per renderlo ancor più amichevole, gli sviluppatori hanno pensato di fornirgli non solo un paio di lame – escono dagli avambracci in stile Wolverine – ma anche una serie di denti da far invidia al Pennywise di Stephen King.

L’elenco mosse di Baraka potrebbe sembrare poco fantasioso a un primo sguardo, con attacchi prevalentemente legati alla zuffa e al taglio ma non disperate: basterà dare un’occhiata alla sua Fatality per apprezzarne la grande creatività. Non sentite già i morsi della fame?

Skarlet

Esattamente come accaduto con Ermac, i creatori di Mortal Kombat hanno deciso di dar vita a una indiscrezione nata inizialmente tra i giocatori. Skarlet è comparsa per la prima volta nell’episodio del 2011, riscuotendo un buon successo. La peculiarità del suo stile combattivo risiede nel saper manipolare il sangue dei nemici con relativo flusso. Immaginerete quindi quanto possa essere divertente vedere l’avversario morire d’infarto per mano nostra.

L’emoglobina può essere trasformata in armi, aculei ed estensioni del corpo di Skarlet, rendendola una lottatrice davvero spietata. A proposito di aculei, la sua Fatality tramuta il sangue del bersaglio in tanti spuntoni acuminati con cui impalarlo al terreno. Degno di menzione è il bulbo oculare del malcapitato, infilzato come quello del logo Neversoft… nostalgia canaglia.

Kitana

Assieme a D’Vorah, della quale abbiamo già discusso, anche Kitana è stata svelata al pubblico con un video gameplay. La principessa edeniana non è quindi solo un personaggio legato alla storia, come si poteva precedentemente ipotizzare, ma anche una lottatrice selezionabile. Nel suddetto filmato, Kitana e D’Vorah si scontrano in un combattimento all’ultimo sangue: mentre l’insettoide pare aver mantenuto molte caratteristiche ereditate dal capitolo precedente, come parco mosse e aspetto generale, dal canto suo la dama in blu appare sostanzialmente differente.

In primo luogo il suo volto è ora scoperto, mostrando i suoi bellissimi tratti orientali. Tra gli attacchi troviamo non solo alcuni colpi di repertorio già famosi, come il tornado e i ventagli da lancio, ma anche balzi aerei e teletrasporti. La sua Fatality consiste nel semplice lancio dei due ventagli, i quali come due lame circolari tagliano in tre parti il corpo del nemico.

Jade

Tra i numerosi regni conquistati dal potente Shao Kahn, quello di Edenia ha dato i natali ad alcuni tra i lottatori più amati dai fan di Mortal Kombat. Dalla regina Sindel al principe Rain, passando per la principessa Kitana e Jade, la sua guardia del corpo: proprio la donna vestita di verde è l’unica edeniana a essere stata confermata in Mortal Kombat 11 (di Kitana è stata verificata la presenza, ma non l’effettivo utilizzo).

Facendo anch’essa ritorno dal nono capitolo, Jade è incredibilmente abile nell’uso del bastone e dei pugnali. Esattamente come la sua controparte in blu, è dotata di un’ottima rapidità ma di un rateo di danno piuttosto risicato. Nel caso vi piaccia particolarmente infastidire gli avversari, Jade potrebbe essere una saggia scelta. Comunque sia, quel bastone conficcato nel cranio del povero Baraka, in seguito ridotto a una pallacorda, fa male anche solo a vedersi.

Noob Saibot

Nativo del regno terrestre ma risorto nel Regno Esterno, Noob Saibot è senza mezzi termini uno dei personaggi più interessanti e accattivanti dell’intero roster. Partorito come joke character (il nome è composto dai cognomi Boon e Tobias al contrario), ha assunto poi una propria fisionomia. Alla figura in nero è stato associato il personaggio di Bi Han, il fu Sub-Zero, ora tornato in vita e assetato di vendetta. Spesso accompagnato dal compare Smoke, in quest’episodio Noob sarà un personaggio singolo.

Oltre a maneggiare una spada ricurva che tanto ricorda quelle dell’antico Egitto, lo spirito sarà capace di creare portali e sferrare attacchi conditi da energia oscura. L’arma inoltre può essere scagliata per teletrasportarsi nel punto dell’impatto, un po’ come con Noctis in Final Fantasy XV. Con l’ausilio di un doppelgänger possiamo infine scagliarci contro il nemico, oppure atterrarlo per farne a fette il corpo. Durante la Fatality, Noob è in grado di entrare all’interno della vittima, per poi farsi largo attraverso la bocca in un tripudio di ossa e budella: la versione estremizzata del rigurgito gastroesofageo.

Kollector

Gli sviluppatori di Mortal Kombat hanno un debole per i personaggi con più di due braccia e se non fosse sufficientemente palese, l’hanno dimostrato con l’introduzione di Kollector. Questa sorta di “Herr Strauss” del Regno Esterno – almeno stando a quanto captato nel trailer – dovrebbe essere colui che raccoglie i tributi per Shao Kahn. Un po’ come un Doraemon della malvagità, Kollector custodisce ogni sorta di arma, gioiello e artefatto all’interno del suo zainetto, salvo poi estrarli per prendere a randellate i nemici.

Il suo stile di combattimento sfrutta attacchi rapidi, colpi con piccoli pugnali, catene, una misteriosa lanterna e sembra, a prima vista, un’incontro tra quello di Quan Chi, Alien e Goro ma con molti meno muscoli. La Fatality mostrata, semplice nelle dinamiche, si è rivelata ciononostante efficace: dopo aver messo a terra l’avversario, il protagonista inizia a farlo a brandelli, riponendone alcuni pezzetti proprio nella sua borsetta.

Shao Kahn

Non poteva ovviamente mancare l’imperatore del Regno Esterno. Shao Kahn picchia duro e fa male come poche altre cose. Oltre a essere dotato di un fisico imponente, i suoi colpi col martello riescono a frantumare qualsiasi superficie rigida – immaginate quindi che impatto abbiano sulle comuni ossa umane – e può potenziarsi con l’energia verde, utilizzata allo stesso modo dalla famiglia Cage.

Kahn è un avversario temibile, poiché può attingere a un’immensa forza fisica senza sacrificare però la propria agilità. Basta infine dare uno sguardo alla sua Fatality per rimanere di stucco: dopo aver mazzolato il povero Raiden, con un sol colpo ben assestato di martello che ricorda quasi una mossa di golf, la sua testa viene fatta rientrare nel corpo per poi schizzare fuori dalla schiena.

LE DIVINITÀ

Geras & Kronika

Dei due manipolatori del tempo, solo l’imponente Geras sarà un personaggio utilizzabile, mentre Kronika ricoprirà il ruolo di villain principale nella modalità storia. Dotato di un’immensa forza fisica, Geras il giocoliere delle sabbie del tempo fa il proprio esordio proprio in Mortal Kombat 11. Appare subito chiaro il suo impiego: tatticismo e colpi possenti dovranno essere alternati, in modo tale da sfuggire continuamente all’avversario.

Geras è infatti capace non solo di forgiare armi ingombranti con la sabbia, ma anche di sfruttare quest’ultima per teletrasportarsi alle spalle dell’avversario. Il divertimento però risiede tutto nella sua abilità di riavvolgimento temporale, con il quale possiamo tornare indietro di pochi istanti – o fermare direttamente l’azione – per massacrare nuovamente di botte il bersaglio nemico. Con la sua Fatality, potremo ammirarlo in tutta la sua possanza, essendo egli in grado di far esplodere un volto con una semplice ma efficace smanacciata dietro la nuca.

Cetrion

Quando Madre Natura va su tutte le furie, ecco comparire Cetrion. La new entry è la dea custode degli elementi naturali, vale a dire terra, acqua e fuoco. Per quanto riguarda gli attacchi con le rocce, la somiglianza con le mosse di Tremor è forse fin troppo palese ma la gran varietà di attacchi riesce a farci chiudere un occhio. Grazie alle spire di fuoco possiamo trivellare l’avversario dopo un salto, mentre liane e radici possono tenerlo bloccato per noi al suolo.

Ricordando fin troppo lo scontro col panciuto Wyzen in Asura’s Wrath, la Fatality di Cetrion le consente di aumentare a dismisura la propria stazza, diventando più grande dello stesso pianeta Terra. Dall’alto dei cieli, un raggio di luce emesso per via orale finisce per disintegrare il bersaglio.

Raiden

Dopo gli eventi di Mortal Kombat X, Raiden, dio del tuono e protettore degli umani, parrebbe aver perso di vista la propria rotta. La causa di questo disastroso cambiamento risiede nell’aver assorbito l’energia malefica di Shinnok nella sala del Jinsei. Ormai stanco della debolezza dei fratelli terrestri, Raiden decide di passare all’offensiva contro gli altri regni, stufo di una posizione limitante e fin troppo lasciva.

Stabilmente presente all’interno della serie picchiaduro sin dal primo capitolo, la divinità occupa un posto importante nel cuore di ogni appassionato che si rispetti. Proprio per questo motivo, gli sviluppatori hanno dotato il beniamino di un parco mosse a dir poco spettacolare. I fulmini rossi gli garantiscono un look decisamente più cattivo, andando a condire tutta quella serie di attacchi classici che da sempre abbiamo apprezzato.

Mortal Kombat 11

Abbiate fede, le sorprese non finiscono di certo qui. L’uscita di Mortal Kombat 11 sarà preceduta da altri annunci e noi non mancheremo d’includerli in questo elenco in continuo aggiornamento. Nel frattempo, seguite con attenzione la nostra Kover Story dedicata al picchiaduro di Netherrealm Studios, in uscita il 23 aprile su PC, PS4 e Xbox One (con la versione Switch in arrivo a maggio).

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