Mortal Kombat – I cinque personaggi più bizzarri della saga

Negli anni, tra i combattenti del Mortal Kombat, si sono presentati i più strani esseri. Ecco la nostra personale classifica.

Il mondo dei picchiaduro si è sempre contraddistinto per la realizzazione di personaggi particolari e dalle abilità straordinarie. Tuttavia non sono mancati eroi ed eroine di ogni genere, dai più classici stereotipi fino alle creature più bizzarre. Per questo motivo, la redazione di VGN.it ha voluto stilare tre Top 5 per la Cover Story dedicata a Mortal Kombat 11. La prima riguarda i lottatori più bizzarri comparsi nell’evoluzione di una delle saghe più violente di sempre.

Per conoscere la nostra selezione potete affidarvi al video che segue. Se invece volete approfondire ulteriormente, vi consigliamo invece di leggere l’articolo che trovate immediatamente sotto. Buona lettura!

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KINTARO

Kintaro fa la sua prima apparizione in Mortal Kombat II come boss secondario. La sua peculiarità, così come quella della sua specie, è quella di possedere quattro braccia e di essere più alto degli umani. Kintaro tuttavia discende da un ceppo detto Tigrar, discendenza genetica che lo diversifica da Goro o Sheeva, anche se in lui scorre metà sangue umano e metà sangue di drago come tutti gli Shokan. Al posto di un glabra pelle giallastra, Kintaro presenta un pelo tigrato e degli artigli affilati. All’interno della società Shokan, Kintaro è considerato uno dei più feroci guerrieri esistenti, anche se la linea Tigrar ha meno potere di quella Draco, che invece conta molti più individui.

Questo temibile personaggio compare per la primissima volta nel secondo capitolo canonico: la volontà degli sviluppatori di utilizzarlo come personaggio giocabile inizialmente fu impedita dalla complessità che avrebbe potuto rappresentare la realizzazione del pelo tigrato. Di contro, le sue mastodontiche dimensioni sarebbero state il problema meno grave, in quanto tutti i personaggi venivano scalati per proporre dimensioni adatte per l’utilizzo da parte del giocatore. La sua prima realizzazione sarà infatti una versione tigrata di Goro, del quale prenderà posto come personaggio giocabile in Mortal Kombat Trilogy.

Come tutti gli Shokan, Kintaro padroneggia una forza incredibile e unisce lo stile di combattimento alla ferocia tipica dei Tigrar. A sferzate e graffi questo temibile guerriero aggiunge tutta la potenza dei draghi che scorre nel suo sangue, col quale lancia sfere infuocate e spezza in due i nemici solo col tirare braccia e gambe. In realtà il personaggio di Kintaro è stato sempre visto come una sorta di “reskin” di Goro, non ottenendo la profondità che avrebbe potuto meritare.

BO’ RAI CHO

Nonostante l’impressione per nulla rassicurante, Bo’ Rai Cho ha la fama di essere uno dei più importanti maestri di arti marziali del Regno Esterno, tanto da aver insegnato a Liu Kang e Kung Lao, due tra i più grandi combattenti del Mortal Kombat. Questo formidabile guerriero obeso è riuscito a perfezionare una tecnica di sua invenzione che sfrutta la sua più grande peculiarità: essere sempre ubriaco. Nonostante il peso, Bo’ Rai Cho riesce a fronteggiare agilmente le grandi minacce, il che lo rende divertente da vedere, ma temibile da affrontare. Da notare come il nome sia una trasposizione del termine “borracho”, che in spagnolo significa “ubriaco”.

Bo’ Rai Cho fa la sua prima comparsa in Mortal Kombat: Deadly Alliances e sin da subito ricopre un ruolo fondamentale ai fini della storia della saga. Per la sua creazione, Ed Boon cercava infatti un personaggio dall’aspetto trasandato, ma che potesse essere preso di riferimento nel ruolo di maestro. Questo grasso eroe compare anche nell’ultimo capitolo della serie, prima come cameo, poi come acquistabile sotto forma di DLC.

Lo stile di combattimento di Bo’ Rai Cho si contraddistingue dalle movenze sciatte, ma devastanti. Oltre a utilizzare mosse di Jojutsu, che prevede l’uso di una staffa per colpire, anella peti e rutti per causare nausea nel nemico. La sua mossa di riconoscimento prevede che questo eroe vomiti a terra: se il nemico dovesse malauguratamente calpestare la pozza, scivolerebbe, dando al maestro la possibilità di sferrare una serie di colpi.

MOTARO

I giocatori più anziani ricorderanno sicuramente Motaro, uno dei boss più difficili da sconfiggere di sempre. Questo enorme colosso fa parte dei Centaurian, un gruppo di potenti guerrieri più volte autoproclamatasi come la più forte razza del Regno Esterno e nemici giurati degli Shokan. Questi, come si può evincere dal nome, ricordano moltissimo i centauri, le mitiche creature del mondo greco. La loro abilità nella caccia, oltre che nelle arti magiche, è nota a tutti, anche allo stesso Shao Kahn, che durante la sua ascesa, li ha scelti come squadra sterminatrice. Oltre al corpo equino e al torso umano, Motaro presenta due corna caprine e una lunga coda metallica, importantissima per la razza, in quanto può essere usata come arto o per incanalare l’energia e scagliarla sul nemico.

Motaro non è mai rientrato nel roster dei personaggi giocabili. Le sue strane dimensioni hanno però fornito uno scontro interessante sin da Mortal Kombat 3, titolo in cui ha debuttato come boss secondario: l’unico modo per utilizzarlo in questo capitolo è quello di usare un cheat code, ma solo per le versioni SEGA Genesis e Super Nintendo. La sua ultima apparizione risale a Mortal Kombat 2011, dove però ha avuto solo un breve cameo. Da notare come questo personaggio cambi aspetto in Mortal Kombat Armageddon, divenendo più simile a un minotauro.

Come già detto, Motaro ha rappresentato per i ragazzi di un’intera generazione una delle sfide videoludiche più impegnative. Oltre a poter contare su una forza fuori dal normale, questo colosso è in grado di sparare delle palle d’energia dalla coda metallica. Uno dei suoi attacchi più micidiali è infatti quello di lanciarne tre di fila ed è stato calcolato che, in caso vadano a segno tutte e tre, questo colpo toglierebbe più della metà della vita. Come se non bastasse i proiettili del giocatori rimbalzano su Motaro, rendendoli di fatto pericolosi per il giocatore stesso. Ultimo, ma non per importanza, è la sua capacità di teletrasportarsi dietro all’avversario, sul quale effettuerà una presa da cui non si può fuggire.

MEAT

Alcune tra le più inquietanti aberrazioni dell’universo di Mortal Kombat derivano dagli esperimenti più o meno riusciti. Meat rientra in questa categoria, un umanoide incompleto senza pelle e con i muscoli a vista, un orrore nato artificialmente dalle oscure arti magiche di Shang Tsung. Prima di riuscire a completare l’incantesimo, Meat riesce a fuggire dalle grinfie dello stregone per allearsi col dio anziano Shinnok. Questo misterioso figuro riesce persino a sconfiggere Blaze, ottenendo il potere di cambiare aspetto. Ciò nonostante, Meat si arrende alla pazzia, cadendo improvvisamente nell’oblio.

In realtà Meat era utilizzato come skin di prova dagli sviluppatori, solo successivamente divenne un vero e proprio personaggio a sé, tant’è che Ed Boon, sul suo sito, scrisse “Meat Lives!” lasciando intendere il nome del personaggio misterioso che sarebbe comparso in Mortal Kombat 4. Come molti altri personaggi segreti, per poter utilizzare Meat era necessario il completamente di una mansione particolare: in questo caso bisognava sconfiggere tutti i personaggi nella Modalità a Gruppi. L’utilizzo di questo personaggio però presentava una serie di bug che faceva ripartire il gioco. Inoltre, in caso di spegnimento della console, il giocatore avrebbe dovuto completare ancora una volta la modalità.

Questo bizzarro quanto inquietante essere combatte a mani nude, tuttavia, così come pochi altri, sfrutta la magia del sangue a suo piacimento. Ciò gli permette di utilizzare persino le sue parti del corpo come oggetto contundente, come ad esempio lanciare la testa. Inoltre riesce a copiare i movimenti dell’avversario: infatti se Sub-Zero riesce a congelare Meat, questo assumerà la forma ghiacciata di chi sta imitando.

MOKAP

A volte, anche la più fortuita delle coincidenze può portarti a combattere nel più letale torneo di arti marziali. In realtà Mokap non è un antico dio, né un misterioso monaco guerriero, né una creatura terrificante, ma è solamente un povero attore che conosce diverse tecniche marziali. Il suo nome deriva dalla tuta per il Motion Capture (solitamente abbreviato in mo-cap) con cui abbiamo imparato a riconoscerlo e il motivo per cui Mokap si ritrova nei più disparati rimane un mistero. Lo sviluppo di Mokap nasce in realtà dalla volontà di dedicare un tributo a Carlos Pesina, lo stuntman da cui Raiden, il dio del tuono, ha preso le fattezze e le mosse.

Anche se inizialmente questo personaggio sarebbe dovuto essere di secondaria importanza per la trama, si è poi rivelato parte integrante del canone. La sua prima apparizione risale infatti a Mortal Kombat: Deadly Alliace come personaggio segreto e giocabile. Nei capitoli seguenti, Mokap appare brevemente in cameo, come nel caso della modalità Konquista di Mortal Kombat: Deception dove è possibile svolgere una sub-quest per suo conto.

Mokap non possiede un suo stile unico e originale, ma piuttosto per ogni comparsata utilizza una tecnica differente. Tutte rientrano comunque nell’ordine delle arti marziali, anzi una di queste è stata perfezionata da Bruce Lee in persona: la Jeet Kune Do. Anche alcune mosse sono prese in prestito dai vari personaggi di Mortal Kombat, come ad esempio lo Swan Kick di Scorpion, una mossa che prevede un backflip a 360 gradi con calcio finale. Mokap, come pochi altri, non possiede Fatality, ma può comunque effettuare una mossa finale ambientale.


Questo articolo fa parte della nostra Cover Story di Mortal Kombat 11, un hub al cui interno potete trovare tanti approfondimenti sul picchiaduro in uscita il 23 aprile.

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