Days Gone vs The Last of Us

Days Gone e The Last of Us: le due esclusive di Sony a confronto

Scopriamo insieme le analogie e le differenze tra il survival horror di Bend Studio e quello di Naughty Dog.

Quando pensiamo a Days Gone, il nuovo survival open-world in arrivo il 26 aprile su PS4, viene quasi naturale confrontare la nuova produzione di Sony Bend Studio con altri titoli appartenenti al genere post-pandemico. Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato i diversi modi di affrontare la tematica zombie nell’universo videoludico, variando da giochi come Resident Evil fino a The Last of Us. A tal proposito, un confronto specifico con l’avventura di Naughty Dog come parte della nostra Cover Story sembrava abbastanza doveroso, vuoi perché entrambi i titoli parlano di un mondo invaso dai non-morti, vuoi perché (e questo è sicuramente il motivo principale) sia Days Gone che The Last of Us rappresentano la categoria delle produzioni first-party di Sony.

A questo punto sorge spontanea la domanda: è giusto paragonarli? I due prodotti sono davvero così simili o presentano delle sostanziali differenze? Scopriamolo insieme in questo editoriale dedicato. ATTENZIONE: questo articolo potrebbe includere degli spoiler sulla sceneggiatura di Days Gone e include riferimenti precisi alla trama di The Last of Us. Vi sconsigliamo pertanto di procedere con la lettura nel caso in cui non abbiate ancora vissuto l’avventura creata da Naughty Dog su PlayStation 3.

LO SVILUPPO DELLA TRAMA

La storia di The Last of Us inizia nel 2013, quando un misterioso fungo chiamato Cordyceps inizia a infettare gli esseri umani, trasformandoli in creature mostruose prive di senno e assetate di sangue. Nel 2033, vent’anni dopo lo scoppio dell’epidemia, ci troviamo a vestire i panni di Joel, un contrabbandiere che ha ormai imparato le leggi della nuova era. Insieme a una donna di nome Tess, Joel smercia armi e altri oggetti illegali nella zona di quarantena di Boston: è pronto a tutto pur di sopravvivere e recuperare scorte preziose, perché consapevole che la situazione non potrà migliorare a breve.

Proprio per questo, quando gli viene chiesto di scortare una ragazzina di nome Ellie fuori dalle mura di Boston in cambio di una proficua ricompensa, l’uomo decide di accettare l’offerta e di correre il rischio. Dietro a questa proposta si nasconde Marlene, leader delle Luci, un gruppo di dissidenti contrario alla legge marziale imposta dal governo e impegnato nella ricerca di un antidoto che possa curare la malattia. Quello che Joel non sa è che Ellie è la chiave per porre fine all’epidemia, ma ciò che non può assolutamente prevedere, è che quella ragazzina dai capelli rossi e con le lentiggini diventerà una delle cose più importanti della sua vita.

The Last of Us

Da questo punto di vista, Days Gone si pone in modo completamente diverso. Come ben saprete, la nuova esclusiva PS4 ci farà vestire i panni di Deacon St. John, un ex-membro di una banda di criminale di motociclisti chiamata Mongrel Motorcycle Club. A differenza di molti altri superstiti, Deacon è un cacciatore di taglie che decide di spostarsi tra i diversi accampamenti del Pacifico nord-occidentale, piuttosto che sostare a lungo in un luogo fisso. La storia si svilupperà quindi attraverso i ricordi e le scoperte del protagonista, sempre in sella alla sua inseparabile amica: la motocicletta.

È proprio la presenza della moto infatti o, per meglio dire, la sensazione di libertà che da essa ne deriva, a collocare Days Gone su un piano narrativo totalmente differente rispetto a The Last of Us: se nel gioco di Naughty Dog lo sviluppo della trama segue un canovaccio predefinito e ha un epilogo ben mirato, non si può dire altrettanto del titolo di Bend Studio. L’avventura di Days Gone si basa sulla progressione della storia attraverso i vari capitoli, in cui le nostre scelte (ad esempio quale leader degli accampamenti supportare), oltre a cambiare lo sviluppo centrale della trama, possono condurre a finali di gioco multipli.

Days Gone

LA FIGURA DI SARAH

Da una parte abbiamo un’avventura dalle tinte survival con una trama ben delineata, dall’altra un action/adventure a mondo aperto che lascia spazio all’imprevedibilità e a una sorta di “libero arbitrio” narrativo, anche se non sappiamo ancora quanto marcato. Nonostante questa diversità, i due titoli hanno un elemento in comune: la figura femminile rappresentata da Sarah.

In The Last of Us, Sarah è la figlia di Joel, una dodicenne dallo spirito indipendente, ma allo stesso tempo anche altruista, premurosa e dotata di un gran senso dell’umorismo. Amante del calcio e appassionata di skateboard, Joel tiene a lei più di ogni altra cosa al mondo, e lo stesso vale per la ragazzina, che ricambia il grande affetto del padre. Durante il prologo, vediamo i due ridere e scherzare dopo che Joel è rientrato a casa tardi da un incontro di lavoro: l’uomo è ormai sfinito, avrebbe solo voglia di andare a dormire, ma l’allegria e lo spirito contagioso di sua figlia gli fanno ritornare il buon umore, evidenziando come il legame tra le due figure sia decisamente profondo. Purtroppo, lo scoppio dell’epidemia e il susseguirsi degli eventi porteranno il giovane Joel a doversi separare da Sarah. Un episodio in particolare cambierà per sempre la vita di Joel, provocando nel suo inconscio una sorta di protezione estrema che si riverserà pian piano nei confronti di Ellie.

Come Joel, anche Deek può contare sull’affetto della sua amata Sarah. Chiaramente si tratta di un tipo di sentimento completamente diverso rispetto a quello tra il protagonista di The Last of Us e sua figlia, dato che Deacon St. John e Sarah Whitaker sono sposati. Anche in questo caso, tuttavia, sarà il rapporto affettivo a farla da padrone: l’amore tra Deacon e Sarah rappresenterà una componente fondamentale nell’intreccio narrativo di Days Gone, tanto da costruire su di esso l’impalcatura della campagna principale.

Di fatto, come abbiamo avuto modo di apprendere dall’intervista con il creative director John Garvin, all’inizio del gioco Deacon è un uomo smarrito e afflitto dal dolore, a causa di una grossa perdita che lo ha condizionato. Sarà proprio la disperazione e l’amore nei confronti di Sarah a ridargli la forza per andare avanti e fronteggiare le orde di zombie che minacciano l’esistenza del genere umano. Sotto questo aspetto, dunque, sia The Last of Us che Days Gone vogliono insegnarci qualcosa: si può anche vivere in un mondo straziato da una forte epidemia, avere carenza di cibo o risorse ed essere circondato dalla morte, ma l’uomo non smetterà mai di cercare la speranza, di trovare qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà per andare avanti, nemmeno in quelle situazioni dove è costretto a tutto pur di sopravvivere.

DIFFERENZE TRA ZOMBIE E GAMEPLAY

Se la figura di Sarah può essere quindi un minimo comune denominatore, non si può dire lo stesso degli zombie e del tipo di gameplay, dato che sotto questo aspetto i due prodotti tornano a viaggiare su due binari completamente differenti. Ricollegandoci al discorso iniziale in merito al fungo Cordyceps, l’infezione dei non-morti in The Last of Us si manifesta in quattro differenti tipi di stadi:

  • Runner – queste creature sono ancora ai primi stadi dell’infezione: in genere corrono verso la preda non appena la avvistano, puntando molto sulla superiorità numerica. Possono essere facilmente abbattuti con attacchi in mischia.
  • Stalker – gli Stalker si nascondono dietro le coperture per poi aggredire l’uomo di sorpresa. Prediligono principalmente i luoghi bui e sono molto rapidi, per cui non bisogna lasciarsi afferrare: in tal caso, un’arma da mischia o da fuoco potrebbe essere la soluzione.
  • Clicker – il terzo stadio dell’infezione è rappresentato dai Clicker, zombie privi di vista ma che compensano efficacemente con l’udito. Possono essere distratti lanciando mattoni o bottiglie, ma si consiglia di eliminarli furtivamente.
  • Bloater – questi enormi mostri sono lenti e potenti, risultato di una lunga esposizione alla malattia. Se vi trovate a distanza, vi bersaglieranno con bombe di spore, mentre è altamente sconsigliato lo scontro ravvicinato. L’unica via di scampo è una buona scorta di munizioni (e tanta fortuna).

Considerate le caratteristiche di questi diversi tipi di zombie, The Last of Us spinge a utilizzare un tipo di approccio più stealth e ragionato, che si basa sull’aggiramento dei nemici e in particolare sull’eliminazione furtiva: dopotutto, nel gioco di Naughty Dog non ci troviamo mai a dover fronteggiare situazioni con un numero eccessivo di morti viventi.

The Last of Us

Days Gone è invece l’esatto contrario, e la possibilità di ritrovarci ad affrontare qualcosa come 500 infetti simultaneamente ne rappresenta una dimostrazione più che valida. D’altronde, come molti di voi avranno capito, i Furiosi non rispecchiano i canoni dei classici non-morti: nemmeno gli sviluppatori hanno infatti mai utilizzato il termine “zombie” per descriverli, proprio perché si tratta di creature viventi incredibilmente aggressive e molto veloci.

In genere questi esseri mostruosi risiedono in ambienti chiusi come miniere e caverne durante il giorno, mentre al calar del tenebre sono più propensi a riversarsi in strada oppure in prossimità di fiumi e negli spazi aperti per nutrirsi. Tuttavia, questa loro abitudine può essere interrotta da una miriade di fattori, come uno sparo di pistola, un’esplosione o condizioni climatiche differenti (come ad esempio neve o pioggia). Inoltre, a differenza di The Last of Us, il virus di Days Gone ha infettato anche parte della fauna locale, per cui non è da escludere l’eventualità di imbattersi in orsi o puma contagiati dall’epidemia. In questo senso, il titolo di Bend Studio è estremo, molto più ricco d’azione: certo, anche in questo caso la componente stealth non manca, ma ciò che è evidente è di trovarsi di fronte al classico gioco “corri e spara”, che si lascia andare a un ritmo parecchio sfrenato.

Days Gone

DA BOSTON ALLE FORESTE DELL’OREGON

L’ultimo punto si focalizza sulla diversità delle ambientazioni. Come già detto in apertura, la storia di The Last of Us ha inizio a Boston, una delle ultime zone di quarantena rimaste attive. Successivamente, il viaggio di Joel ed Ellie prosegue attraverso varie località statunitensi come Lincoln, Pittsburgh, Jackson County, Colorado e Salt Lake City. Naughty Dog ha quindi optato per un tipo di scenario fatto di grandi città, edifici, palazzi, cortili, campus universitari e complessi ospedalieri.

Anche quando ci viene concesso di muoverci a cavallo, non c’è mai una libertà di movimento a tutti gli effetti, ma si ha sempre la sensazione di vivere un’ambientazione “chiusa”, quasi circoscritta e fine a sé stessa. Questa scelta è dettata ovviamente da quel filone narrativo rigido e per nulla malleabile voluto dagli sviluppatori, di cui abbiamo parlato nel primo paragrafo.

The Last of Us

Lo sfondo narrativo di Days Gone si concentra invece nella zona settentrionale degli Stati Uniti, tra cui le zone boscose del Maine, del Vermont, del New Hampshire e dell’Oregon. Quello che molti non sanno, è che il nord-est del Pacifico è una regione per lo più deserta: Seattle, ad esempio, costituisce circa un terzo dell’Oregon e si trova sulla parte ovest della Catena delle Cascate, dove troviamo le foreste e le zone fluviali.

Dal punto di vista dell’esplorazione si tratta di luoghi bellissimi ma allo stesso tempo pericolosi, nonché soggetti a continui mutamenti sotto l’aspetto climatico: potrebbe nevicare al mattino, essere soleggiato a metà giornata, nevicare ancora o piovere la notte. Bend Studio si è quindi limitata a ricreare un ambiente dinamico attinente alla realtà, in cui la natura (con i suoi inverni rigidi e nevosi) può crearci seri problemi nel nasconderci dalle orde di Furiosi.

Ora che siamo giunti alla fine di questo lungo confronto, possiamo dire con certezza che le due esclusive PlayStation non potrebbero essere più differenti. Da una parte abbiamo un’avventura dalle tinte survival, la cui trama è sviluppata in un certo modo per garantire un finale specifico; dall’altra un open-world basato similmente su una storia capace di emozionare, ma che lascia comunque spazio all’imprevedibilità e alle valutazioni del giocatore. L’appuntamento è fissato al 26 aprile, quando Days Gone sarà finalmente disponibile sul mercato.


Questo articolo fa parte della nostra Cover Story di Days Gone. Per maggiori informazioni, date uno sguardo al nostro hub dedicato alla prossima esclusiva PS4!

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