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Destiny 2

Destiny 2 – Le impressioni della redazione sulla beta

La beta di Destiny 2 è ufficialmente terminata dopo otto giorni dal lancio in anteprima su PlayStation 4. Più di una settimana in compagnia del sequel dello sparatutto sci-fi di Bungie ci hanno permesso di approfondire quelle che saranno le nuove meccaniche, le migliorie e gli stravolgimenti rispetto alla formula avvincente (ma non priva di difetti) del primo capitolo.

L’occasione è stata buona per testare a più riprese l’evoluzione del Crogiolo, con la nuova modalità Detonazione o la rivisitazione di Controllo, e la direzione che la software house intende seguire con gli assalti cooperativi, ora caratterizzati da meccaniche più complesse e una maggiore libertà d’azione, come testimoniato dal primo assalto su Nessus intitolato La Spirale Invertita.

Nonostante gli evidenti passi in avanti a livello tecnico, un’interfaccia più elegante e rifinita, un comparto sonoro completamente rivisitato con nuovi effetti e alcune innovazioni richieste a gran voce nel primo capitolo (tra tutte la possibilità di avviare un’attività senza dover ritornare in orbita ogni singola volta), Destiny 2 non ha convinto tutti i fan della serie. C’è chi parla di un “DLC del primo Destiny venduto a prezzo pieno” e chi invece pare essere soddisfatto delle scelte di Bungie. C’è chi ama la nuova suddivisione delle armi e chi proprio non riesce a mandar giù l’obbligo di utilizzare fucili a pompa e di precisione solo saltuariamente.

Anche all’interno della redazione di VGN le impressioni sono miste: c’è chi lo adora, chi ha disinstallato la beta dopo un paio d’ore, e chi aspetta di scoprire cosa riserverà il gioco completo prima di giudicare. Dopo otto giorni trascorsi a sviscerare la beta su PlayStation 4 e Xbox One, oggi vi proponiamo un articolo differente rispetto alla solita anteprima: un confronto tra le differenti opinioni, una sorta di forum dove ognuno dei redattori ci parla di ciò che ha apprezzato maggiormente e dei dubbi emersi dopo aver testato le nuove sottoclassi, la breve missione della campagna e il nuovo Crogiolo. Pronti? Via!

Andrea Vizzari – Editor

La beta di Destiny 2 ha confermato una rinnovata attenzione da parte di Bungie verso uno degli aspetti richiesta a gran voce da tutti i fan del primo capitolo: una vera e propria campagna. La missione iniziale, intitolata Ritorno a casa, mi ha dato l’opportunità di vivere i primi momenti della nuova avventura in un “mondo senza Luce” e tuffarmi nello splendido immaginario creato dalla software house. Trovarmi a combattere al fianco di personaggi iconici come Ikora e Zavala per respingere la Legione Rossa del malvagio Ghaul, il nuovo villain che non esiterà a distruggere la nostra amata Torre, è stato davvero emozionante. La trama ora è illustrata chiaramente e scorre via fluida, tra scontri con mini-boss e diverse cut-scene (doppiate splendidamente in italiano), utili ai fini della comprensione della trama e mai troppo invasive. Nonostante si tratti di una missione abbastanza classica, quello che Bungie ha voluto mostrarci è indubbiamente un piccolo antipasto di ciò che troveremo nella versione finale del titolo, che mi ha decisamente convinto e lascia ben sperare sulla portata della campagna completa.

Pur non avendo dedicato centinaia di ore al primo capitolo, è stato davvero piacevole ritrovare nella beta gli stessi punti di forza che caratterizzavano e rendevano unico Destiny. La direzione artistica resta eccellente, i panorami scorti durante la prima missione della campagna e nelle modalità PvE/PvP possono contare su un colpo d’occhio abbastanza gradevole grazie a un impianto grafico migliorato sotto tutti i punti di vista. Per fortuna, il gunplay è rimasto pressoché immutato, con ogni arma dotata di un proprio peso specifico che restituisce un feeling unico, appagante e avvincente. La nuova organizzazione delle armi, ora divise in Cinetiche, Energetiche e Distruttive, sposta nell’ultimo slot tutte quelle armi capaci di uccidere con un sol colpo, come ad esempio fucili a pompa o da cecchino, limitandone l’uso a determinate circostanze. Un miglioramento importante che a conti fatti ha portato un deciso bilanciamento nel PvP, aumentando di molto il tempo necessario per mandare al tappeto un nemico. A ciò si aggiunge una gestione della sottoclasse che ora non permette più di intervenire su aspetti come Armatura, Agilità e Recupero, ma lascia che siano le armature equipaggiate a permettere di cambiare i valori di Mobilità e Resilienza (Recupero rimane invariato) per creare un guardiano maggiormente votato all’agilità, al recupero della salute o alla resistenza ai colpi.

Grazie ai cambiamenti di cui sopra, le partite nel Crogiolo sono state di fatto più frenetiche ed equilibrate, basate finalmente sulle sparatorie e sull’abilità del giocatore nell’alternare le due armi primarie, limitando l’utilizzo forse eccessivo delle armi secondarie e granate che si notava nel primo capitolo. Sempre in favore di un avvicinamento al grande pubblico, Bungie ha deciso di rallentare il tempo di ricarica delle super e delle nuove abilità di classe in dotazione ai guardiani, scelta quest’ultima che rende certamente più bilanciata l’esperienza, ma va a minare forse il divertimento, dal momento che nell’arco di una partita riuscirete ad attivare la vostra super abilità al massimo una volta.

A differenza di molti utenti, non ho riscontrato alcun errore di connessione, si tratti della campagna principale o delle varie attività PvE o PvP. Il net-code mi è parso piuttosto stabile nelle oltre 50 partite affrontate nel Crogiolo, senza alcun problema di connessione o di lag piuttosto evidente. Nonostante le ottime impressioni scaturite dalla prova di questa beta, restano ancora molti dubbi da verificare: l’effettivo bilanciamento delle armi, la varietà delle modalità del Crogiolo o la struttura degli Assalti, senza dimenticare la bontà della campagna principale. Inutile ribadire che i miglioramenti rispetto al primo capitolo siano evidenti e sotto gli occhi di tutti, vedremo se Bungie riuscirà a confermare le buone impressioni di questa beta e spazzare via tutti i dubbi.

Angelo Bianco – Contributor

Proprio da qualche settimana ho cominciato la mia avventura con il primo capitolo di Destiny e con un tempismo perfetto è arrivata la possibilità di provare con mano il suo sequel. Quale occasione migliore per confrontare i due titoli con occhi “diversi” rispetto a chi ha vissuto l’evoluzione del gioco sin dal debutto? Già dalla missione iniziale si avverte una maggiore spettacolarità del canovaccio, con un’atmosfera epica che risulta ulteriormente arricchita da un comparto grafico che, messe alle spalle le vecchie console e il motore cross-gen, è finalmente al passo con i tempi. Pad alla mano è sempre piacevole ritrovare il feeling dell’eccellente gunplay, con armi differenti tra loro, ma nonostante l’aggiunta di qualche perk interessante non ho gradito la scelta di suddividere le armi in tre nuove classi. La suddivisione marcata tra primarie e secondarie del primo Destiny era molto più coerente e funzionale al gameplay, mentre con la suddivisione attuale si rischia di trovarsi più volte in svantaggio senza potersi difendere adeguatamente dagli attacchi nemici, complice anche una nuova gestione delle sottoclassi e relative abilità, molto più lenta che in passato, che sebbene possa essere necessaria nel Crogiolo per bilanciare i match, nel contesto del PvE è davvero frustrante, roba da strapparsi i capelli.

Il nuovo assalto La Spirale Invertita è stato decisamente gradevole, con una boss fight che non rimarrà certo negli annali, ma che fa della dinamicità dello scontro il suo punto di forza. Probabilmente avrei fatto volentieri a meno di tutti quei salti, e ammetto di aver odiato particolarmente un paio di sezioni, come l’odiatissima trivella che ho digerito a fatica (e spero di trova meno sezioni del genere nel gioco completo), ma nel complesso l’assalto è stato divertente e “diverso” rispetto a quelli molto più lineari del primo capitolo. Tornando al PvP, devo ammettere che il Crogiolo di Destiny non è stato esattamente quel che mi aspettavo, anche a causa di qualche difficoltà di troppo nel bilanciamento e nella stabilità dell’infrastruttura online. Ed è così che Bungie ha deciso di privilegiare il PvP per ottenere un bilanciamento ideale sotto tutti i punti di vista, sfornando così un Crogiolo nuovo di zecca che sa mescolare divertimento, tattica e gioco di squadra, in particolare nella nuova modalità Detonazione.

Se nel primo Destiny trovo ancora qualche difficoltà nell’avere la meglio contro i guardiani avversari, in Destiny 2 ho avvertito un cambiamento notevole, sentendo finalmente di combattere alla pari con gli altri giocatori, per la gioia del sottoscritto e della classifica a fine match. Il caos generato nel precedente capitolo è un brutto ricordo, il ritmo di gioco più ragionato e un numero ridotto di utenti ha convinto buona parte della community sulla bontà del nuovo Crogiolo. Ciò nonostante, credo che la beta fosse decisamente lontana dal perfetto bilanciamento: se il primo Destiny era un continuo spam di granate e super abilità, la beta di Destiny 2 ha mostrato l’esatto contrario. Riuscire ad attivare la spettacolare abilità del proprio guardiano soltanto a fine partita (a patto di aver effettuato almeno una quindicina d’uccisioni, eh) non è proprio il massimo del divertimento.

Per quanto il popolo di Internet possa definire Destiny 2 una sorta di grossa espansione venduta a prezzo pieno o un semplice “more of the same“, l’impressione personale è quella di un seguito che non scuote le fondamenta in termini di gameplay, ma ridisegna in parte la struttura di gioco, rendendola più bilanciata. A voler essere pignoli, sembra quasi che Bungie abbia riposto una maggiore cura sul PvP trascurando quello che è il vero cuore pulsante del brand, quel PvE che ha tenuto incollati i giocatori più incalliti e che ha fatto nascere clan, amicizie e una delle community più affiatate e unite di sempre. Questo primo assaggio di quello che sarà uno dei giochi più attesi del 2017 mi ha sicuramente convinto e ha alimentato la mia curiosità. Sono impaziente di scoprire se il resto sarà in grado di offrire la stessa qualità vista in questa beta e se saprà correggere tutte, o quasi, le imperfezioni del primo capitolo e quelle attuali. Qualche elemento poco convincente c’è, soprattutto in ambito PvE, ma la fiducia riposta in Destiny 2 da noi Guardiani è comunque alta. Ora tocca a Bungie evitare di essere “risucchiata” dall’Oscurità dal Profondo.

Gaspare Belmonte – Editor

La prima sensazione che ho provato giocando alla beta di Destiny 2 è che Bungie abbia deciso di offrire ai suoi fan un sequel diverso, ma non completamente stravolto rispetto al primo capitolo. Si intuisce fin da subito l’esigenza di dover modificare il proprio stile optando per un approccio più ragionato, complice la nuova gestione di abilità e sottoclassi, che spinge a fare affidamento esclusivamente sulle due armi primarie (ora divise in quelle cinetiche ed energetiche), mix che permette di uscire vittoriosi anche dalle situazioni più frenetiche grazie a una maggiore precisione, stabilità e all’aumento di tutte le statistiche delle armi primarie. Furba la trovata di inserire nelle armi pesanti i fucili a pompa, a fusione e di precisione. A beneficiare di questa scelta è soprattutto il PvP, in cui le armi tornano a rivestire un ruolo fondamentale. Sparita l’ansia di poter soccombere in continuazione dopo appena un secondo dal respawn, il nuovo Crogiolo regala azioni più durature, equilibrate e meno nervose. Molti giocatori di Destiny, che in questi anni hanno speso ore di gioco solo in assalti e incursioni, potrebbero riscoprire nel PvP un compagno ideale grazie a una serie di modalità multiplayer che sembrano davvero interessanti.

Ho apprezzato tutte le nuove sottoclassi, riviste in modo da poter macinare quanti più nemici possibili, rendendo il gameplay più frenetico e divertente. La scelta di rivedere le vecchie sottoclassi, che venivano usate come ultima spiaggia per evitare di essere divorati dall’Oscurità in PvE e quasi mai nel Crogiolo, permette di contare su nuove abilità distruttive. Questo porta alla formazione di squadre sempre differenti, a differenza del passato, in cui era quasi obbligatorio utilizzare determinati perk e sottoclassi, come lo Stregone Cantore del Sole, famoso per la sua abilità di ritornare in vita con l’amata/odiata Radianza. Un gioco che ora assume tutt’altro spessore tattico e che si prospetta davvero interessante nella gestione delle inedite abilità di classe in attività più impegnative come gli Assalti Cala la Notte o le temibili incursioni. Sotto questo aspetto tuttavia, si concentrano tutte le mie perplessità sulle scelte della software house, dovute alla decisione di aumentare notevolmente i tempi di ricarica della super e delle abilità. Una granata sbagliata o una super sprecata nel PvE possono portare a situazioni in cui il giocatore dovrà necessariamente far affidamento su tutte le munizioni a disposizione e un approccio prettamente difensivo per superare i nemici di turno. In PvP, invece, spesso capita di non poter mai avere la possibilità di utilizzare la super, spostando l’equilibrio della partita sempre verso la squadra più forte e non avere la possibilità di ribaltare il match. Gli sviluppatori hanno assicurato che quella vista nella beta era una build vecchia e che buona parte di questi problemi è già stata risolta nel gioco che vedremo il 6 settembre sugli scaffali, ma al momento restano le preoccupazioni su un bilanciamento potenzialmente troppo votato al PvP che potrebbe minare la qualità del PvE.

Ultimo, ma non meno importante, è la rinnovata attenzione di Bungie verso la narrazione, accostando a quello che è un gameplay magnetico una trama degna di nota. Fin da subito si percepisce il cambio di rotta grazie a un maggiore coinvolgimento dei tre Mentori dell’Avanguardia e la presenza di un nuovo nemico ben caratterizzato, che con pochi gesti e parole riesce a trasmettere tutta la crudeltà delle sue azioni. Il giocatore viene catturato da un canovaccio intrigante, che ci lascia la stessa sensazione che si prova alla fine di un episodio della propria serie preferita, offrendo quel senso di attesa per scoprire cosa succederà nella prossima puntata (o in questo caso nella prossima missione). Tuttavia, avrei preferito uno spessore maggiore del proprio personaggio, che per l’ennesima volta risulta taciturno e completamente anonimo anche nelle cut-scene principali.

Luciano Cofano – Editor

La beta di Destiny 2 ha evidenziato un netto miglioramento dell’aspetto tecnico rispetto al primo capitolo, che ora propone un sistema di illuminazione ed effetti particellari molto più dettagliati che in passato, garantendo una resa grafica senza precedenti per la serie Bungie. Sono rimasto molto impressionato dal taglio cinematografico intrapreso dagli sviluppatori per quanto riguarda la storia, con sequenze sì scriptate, ma molto belle da vedere, che mettono in risalto i personaggi principali che abbiamo avuto modo di conoscere nel dettaglio nel corso dei tre anni come Ikora Rey, Cayde-6 e il comandante Zavala. Tuttavia, resta da verificare se questa spettacolarità verrà mantenuta per tutta la durata dell’avventura o solo nelle sequenze iniziali, ma resto comunque molto fiducioso sulla portata di questa nuova storia nell’universo di Destiny.

Dal lato pratico ho notato un buon miglioramento del gunplay, che offre ora un connubio ancora più profondo tra armi e abilità. Le novità maggiori si notano principalmente nel Crogiolo, dove le nuove partite 4vs4 garantiscono un livello di competitività mai visto prima, privilegiando ancora di più la collaborazione con il proprio clan o gli amici. Le partite ora durano meno e sono molto più godibili e frenetiche, in particolare grazie al nuovo sistema di bilanciamento introdotto con sottoclassi e suddivisione delle armi, che favorisce l’uso delle armi a discapito di un abuso costante delle granate e delle abilità rispetto al primo capitolo. Nel complesso, ho potuto apprezzare molto questo primo contatto con il sequel, ma sono curioso di provare tutte le mappe e modalità multiplayer e come si adatteranno i nuovi rami delle abilità. Bungie sarà riuscita finalmente ad affinare la formula di Destiny e limare i difetti che hanno sempre minato la portata del suo brand?

Tommaso Stio – Contributor

A mio avviso, Bungie ha confezionato una beta abbastanza ricca di contenuti che offre un assaggio di quelle che saranno le potenzialità del nuovo e atteso Destiny 2. La missione Ritorno a Casa e l’Assalto La Spirale Invertita si sono rivelati molto piacevoli, variegati, movimentati e per certi aspetti più cinematografici rispetto all’originale. Pur rimanendo ben saldo in termini di gameplay a quanto visto finora, nel sequel di Destiny non sembrano mancare novità e rivisitazioni che hanno l’effetto di rinfrescare quello che è uno stile di gioco ben consolidato e molto apprezzato. Tra questi, il cambiamento più evidente riguarda le categorie di armi, adesso suddivise tra cinetiche, energetiche e distruttive e il riordinamento di alcune tipologie come i fucili di precisione e a pompa nella terza categoria, raddoppiando a conti fatti le armi primarie e permettendone l’uso in ben due slot. Ciò ha portato a una serie di cambiamenti nel Crogiolo, dove ora si contrappongono due squadre da quattro giocatori, con un’esperienza molto più competitiva che risulta divertente, frenetica e appassionante, anche se probabilmente resta qualche aggiustamento da fare in termini di ricarica delle abilità e delle super per rendere il tutto leggermente più frizzante.

Indubbi passi avanti sono stati compiuti dal punto di vista tecnico, che propone una grafica più pulita, colorata e brillante, esplosioni ed effetti di luce più credibili e fa in modo che si possa apprezzare al meglio il grande lavoro artistico svolto, ancora una volta, dai ragazzi di Bungie.

Giovanni Marrelli – Editor in Chief

Avendo già avuto l’occasione di provare Destiny 2 all’E3 2017 (vi rimando all’articolo originale), il mio approccio con il sequel confezionato da Bungie è stato certamente meno carico di meraviglia, nonostante la prima missione della campagna sia in realtà sensibilmente diversa rispetto a quella – castrata – mostrata a Los Angeles. Provarla per intero, senza fretta e con tre sottoclassi nuove di zecca con cui sbizzarrirsi, mi ha permesso di confermare le buone impressioni che avevo già avuto alla fiera losangelina: finalmente la software house sembra aver preso la giusta direzione in termini di storytelling, con una struttura più spettacolare e un’interazione con personaggi che fino a questo momento sono stati semplici figure di contorno. Se le premesse sono queste, e dovessimo trovarci effettivamente a combattere di fianco a Zavala, Ikora Rey e Cayde-6 per riprenderci l’Ultima Città e la Luce dalle grinfie del perfido Ghaul, allora sono sicuro che Destiny 2 saprà spazzare in un sol colpo tutti i dubbi che hanno assalito il franchise nei suoi primi tre anni di vita.

Non posso fare a meno di provare sensazioni contrastanti per quelle che sono le nuove gestioni di abilità, armi e sottoclassi: le prime sono sicuramente più interessanti, con l’introduzione di un’abilità inedita per ogni classe, ma di certo avrei preferito una maggiore originalità da parte di Bungie e uno sforzo nel creare un’abilità differente a seconda della sottoclasse equipaggiata. Ciò avrebbe garantito maggiori variabili e qualche compromesso con cui fare i conti durante le attività più impegnative, come le incursioni, che avrebbero probabilmente incrementato la longevità e gli esperimenti. Inoltre, alcune abilità come la Schivata del Cacciatore, hanno un’utilità davvero scarsa ai fini del gioco di squadra. Discorso sottoclassi: apprezzo la scelta di rivedere alcune esistenti, come l’Assaltatore per i Titani o il Camminatore del Vuoto per gli Stregoni, ma credo che Bungie abbia penalizzato eccessivamente i Cacciatori (e lo dice uno che ha sempre trovato difficoltà a utilizzare questa classe) a favore di Stregoni e Titani, che con la nuova Sentinella dispongono della classe più versatile che sia mai stata creata. Forse però la scelta di limitare la personalizzazione delle statistiche direttamente dall’albero della sottoclasse, spostandone gli attributi nelle armature, potrebbe rappresentare a lungo andare un passo indietro da parte di Bungie, ma probabilmente è solo una questione di abitudine e i piani della software house sono molto più vasti di quanto mostrato nella beta.

In primis non ho gradito la scelta di “raddoppiare” lo slot delle armi primarie, escludendo completamente quelle dotate di danno elementale dal primo slot a favore di un secondo set delle stesse armi dotate esclusivamente di braci solari, ad arco o da vuoto. L’impressione è che Bungie non avesse altre alternative per bilanciare il PvP se non quella di escludere dal pacchetto fucili a pompa, a fusione e di precisione, spostandoli tra le armi pesanti al fianco di lanciarazzi, spade, mitragliatrici e i nuovi lanciagranate. Certo, con il drop-rate di munizioni distruttive della beta, Bungie ha dato l’impressione di aver rovinato l’esperienza PvE per concentrarsi (forse troppo) sul PvP, ma mi conforta sapere che gli sviluppatori abbiano già risolto buona parte di questi problemi e che i dubbi sulla bontà del bilanciamento fossero condivisi da tutti. Probabilmente non avrebbe fatto male l’aggiunta di un quarto slot delle armi, passando a un sistema differente (come una vera e propria ruota” selezionabile) che avrebbe dato agli sviluppatori la possibilità di limitare lo spawn di munizioni speciali e pesanti nel PvP lasciando inalterato il tutto nel PvE, mantenendo allo stesso tempo un gameplay divertente ma pur sempre impegnativo.

Per il resto, mi sembra che l’offerta di gioco sia buona, ma resta da valutare la quantità di assalti, missioni della storia e modalità/mappe PvP a supporto dell’esperienza di gioco. Abbiamo già apprezzato lo spessore maggiore dell’esplorazione e le molteplici possibilità offerte delle pattuglie, ma quanti contenuti saranno effettivamente disponibili al lancio di Destiny 2? Se il numero di mappe multiplayer dovesse essere effettivamente limitato a una decina, dopo quanto tempo cominceremo ad avvertire la noia tra le arene del Crogiolo? E se le voci sui contenuti PvP dovessero rivelarsi veritiere, quali saranno le altre due modalità che affiancheranno Detonazione, Controllo e Survival? Eliminazione sparirà del tutto a favore di un cambio radicale nella formula delle Prove di Osiride? Ora come ora è troppo presto per rispondere, ma credo che Bungie non possa permettersi di proporre per l’ennesima volta un gioco povero di contenuti per non perdere completamente la fiducia da parte di una community che per tre anni ha sopportato – spesso malvolentieri – una cadenza tutt’altro che ottimale di nuove attività.

Destiny 2 uscirà il 6 settembre su Xbox One e PlayStation 4, mentre la versione PC arriverà solo il 24 ottobre.

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