Anthem - Come funziona il Cataclisma

Anthem, provato in anteprima il Cataclisma a EA Play 2019

Abbiamo provato la nuova attività end-game creata da BioWare per il suo shooter online.

Giornata dai toni un po’ cupi quella di oggi a EA Play 2019. Arrivati all’Hollywood Palladium carichi di speranze, le nostre aspettative non si sono rivelate soddisfatte appieno data la mancanza di titoli realmente rilevanti o di cui non si conoscessero già dettagli. Diciamo pure che la parola “sorpresa” non è stata finora la chiave tematica di quest’anno e la stessa considerazione vale purtroppo anche per Anthem, gioco che vede sempre più l’approssimarsi di un “cataclisma” irreversibile per il team di BioWare che non lascia intendere nulla di positivo rispetto a quello presentatoci oggi.

Anthem

L’INIZIO DELLA FINE?

Cataclisma è appunto il nome della nuova attività end-game presentata dalla casa canadese in una recente diretta e presente in versione giocabile all’evento losangelino. Parliamo appunto di attività e non di un vero e proprio contenuto, visto che si tratta di un evento a tempo limitato che si può lanciare direttamente dalla schermata di avvio missione e si basa principalmente su una variante del Gioco Libero, con la possibilità di impostare diversi livelli di difficoltà così come per tutti gli altri contenuti del gioco.

Avviato il primo Cataclisma, ciò che salta subito all’occhio è il miglioramento delle schermate di caricamento in cui pare finalmente che si possa assistere alla preparazione completa del proprio strale e si possano leggere informazioni interessanti relative all’ambiente di gioco, anziché i vecchi suggerimenti che si trovavano a fondo pagina e caratterizzati da font non proprio leggibili. Ciò che è peggiorato, invece, è la gestione della mappa, che a prima occhiata risulta essere eccessivamente ingrandita e di difficile comprensione. Una volta raggiunta l’area di gioco, è possibile notare anche la presenza di forzieri misteriosi e di nuove sezioni della mappa non presenti nel mondo di Bastion, create appositamente per la nuova attività.

Anthem

All’avvio del Cataclisma, lo strale viene subito lanciato nell’area dove si sta creando il primo di una serie di eventi, in cui bisogna silenziare i manufatti prima che scada il tempo (fissato intorno ai 15 minuti), con l’aiuto della propria squadra o di altri strali presenti nell’istanza tramite matchmaking. Va precisato che gli eventi non sono tutti uguali e ruotano generalmente attorno alla risoluzione di un enigma, il tutto condito dalla presenza delle truppe del Dominio e di diversi nemici che abbiamo già imparato a conoscere nel titolo originale. La cooperazione della squadra risulta fondamentale per passare rapidamente alla fase successiva e ottenere tempo extra, che servirà per arrivare allo scontro con il boss con un certo vantaggio. Al completamento di ciascuno step, così come nelle Roccaforti, comparirà una cassa che premierà i propri sforzi con nuovo loot, la cui rarità è di certo migliorata rispetto all’attuale algoritmo di Anthem, eliminando (si spera per sempre) lo spauracchio dei famosi “drop viola”, ormai diventati l’incubo ricorrente degli Specialisti. Completando i primi step al livello Gran Maestro 1, il Cataclisma ci ha premiato con nuovi oggetti mitici e leggendari.

SCONFIGGERE UN INCUBO

Alla fine della serie di eventi legati al Cataclisma, comparirà il boss finale: un metamorfico gigante dalle fattezze simili a un Intercettore di nome Vara, capo della nuova fazione “innesca-cataclismi” del Dominio. A diversi intervalli, Vara lancerà delle ondate di fuoco simili a quelle già viste nei Titani, che dovranno essere prontamente schivate per mantenere l’integrità del proprio scudo e sferrare un attacco. Alla fine dell’attività, otterrete nuovo loot nella consueta schermata di fine missione.

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Questo è il punto in cui un “tutto qui?” sembra d’obbligo. Tirando le somme di quanto avuto modo di provare (ben poco, visto il tempo risicato a disposizione), non possiamo dire che il Cataclisma sia un’attività completamente da buttar via, ma persiste quel senso di amaro in bocca nei confronti di un gioco che a distanza di mesi continua ad apparire come un prodotto visibilmente incompleto. Difficilmente infatti un’attività del genere riuscirà a risollevare le sorti di un gioco che, al momento, sembra ancora alla disperata ricerca di una sua collocazione e identità, paradosso incredibile per una casa come BioWare che si porta dietro un’enorme (e forse pesante) eredità con cui fare i conti, un team che ha sempre puntato sul comparto narrativo e che, in questo caso, sembra incapace di valorizzarlo a dovere.

Il rimando a giochi come Destiny anche in questo caso appare particolarmente lampante (persino il cambio di illuminazione ad avvio del Cataclisma fa pensare agli eventi pubblici dello sparatutto), ma mentre va dato merito a Bungie di aver dato un’accelerata al rinnovamento dei propri contenuti e aver ricreato un ponte di comunicazione con la community pur di non condannare il suo franchise a morte certa, nel caso di Anthem stiamo assistendo a un momento di stallo critico di un team che sembra sempre più davanti a un bivio, in cui a essere messe in discussione non sembrano solo le sorti del gioco, ma della stessa azienda. Vedremo se al lancio nell’ecosistema di Anthem, questa nuova attività sarà in grado di catturare l’attenzione dei fedelissimi che continuano a supportare la produzione di BioWare, ma considerando che lo stesso Cataclisma durerà solo due mesi e sparirà successivamente dai radar, l’impressione è che la community di Anthem potrebbe presto diventare ancora più piccina.

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