Nel corso degli ultimi anni il panorama indie ci ha regalato un’infinità di prodotti straordinari, ma tra questi uno in particolare ha attirato la mi attenzione, conducendomi poi verso una delle esperienze più intense (e al tempo stesso insolite) della mia vita di videogiocatore: Her Story.

Ideato dal geniale Sam Barlow, il titolo ci proietta infatti nel vivo di una realtà investigativa di grande impatto che per quanto inizialmente difficile da interpretare e comprendere nella sua interezza, regala emozioni uniche che crescono di intensità con il passare dei minuti. Tutto ruota intorno a una lunga serie di registrazioni video, tratte degli interrogatori fatti a una misteriosa donna indagata per omicidio, e il nostro obiettivo è quello di ricostruire il susseguirsi degli eventi, scoprendo infine la verità, muovendoci proprio attraverso tali numerosissime registrazioni.

Un concept apparentemente “pesante” da digerire vista, appunto, la grande quantità di materiale video da visionare lungo tutto il corso dell’esperienza, reso tuttavia incredibilmente affascinante dall’impossibilità di accedere direttamente a tutte le registrazioni. Sfruttando un semplice ma al contempo geniale sistema di ricerca interno, è infatti necessario richiamare le varie registrazioni contenute all’interno del database della polizia mediante parole chiave, parole che noi stessi dovremo cercare di identificare nei vari video che saremo chiamati a osservare.

Nomi propri, oggetti, luoghi, situazioni… tutto potrebbe rappresentare un indizio utile alla scoperta di nuovi interessanti dettagli con cui continuare la nostra personalissima indagine, motivo per cui ogni registrazione dovrà essere ascoltata con grandissima attenzione, e sarà proprio questo aspetto a garantire una progressione unica e di grande coinvolgimento lungo tutto il corso di un’esperienza che, ovviamente, non lesinerà in alcun modo sui colpi di scena.

In termini di sceneggiatura siamo infatti di fronte a un vero e proprio capolavoro e considerando poi l’ottima interpretazione di Viva Seifert, Her Story riesce a proporre un’atmosfera la cui intensità non ha davvero eguali, specialmente nel panorama indie. Il consiglio di chi vi scrive dunque è quello di dare assolutamente un’occhiata a questo capolavoro – qualora non l’abbiate già fatto – perché per quanto lontano dal concetto di videogioco più convenzionale, Her Story regala una di quelle esperienze che ogni videogiocatore degno di questo nome dovrebbe quantomeno provare. E fidatevi, una volta iniziato a giocare, faticherete a smettere…