Le Leggende di Tamriel #26 – Vanus Galerion

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei personaggi di Guerra delle Alleanze.

Benvenuti amici di VGN.it a questo nuovo appuntamento con la storia. Con il nuovo episodio della rubrica Le Leggende di Tamriel andiamo alla scoperta di Vanus Galerion, fondatore della Gilda dei Maghi e acerrimo nemico del Re dei Vermi Mannimarco, del quale vi abbiamo parlato nello scorso episodio. Nato col vero nome di Trechtus, l’Arcimago fu il fondatore della Gilda dei Maghi e uno dei suoi membri più potenti dell’intera storia di Tamriel. La sua formazione è di derivazione dall’Ordine Psijic insieme al suo collega e amico di giovinezza Mannimarco.

Nel corso degli anni si oppose fermamente alla pratica della negromanzia di Mannimarco, e alla fine guidò un esercito di maghi in una massiccia battaglia contro le legioni di Non Morti evocate dal compagno stesso, dove purtroppo rimase ucciso.

Un giovane Vanus Galerion alle prese coi suoi libri

LA STORIA

I primi anni

Trechtus nacque nei primi anni della Seconda Era nelle Isole Summerset, da una famiglia di servi nella tenuta di un nobile minore, Lord Gyrnasse di Sollicich-on-Ker. Sin da quando era bambino, il padre di Trechtus aveva sempre desiderato un grande futuro per il figlio, e per questo gli insegnò segretamente a leggere, contro la legge di Lord Gyrnasse che all’epoca vietava ai servi di istruirsi. Per tale scopo i due dovevano fare affidamento su un mercato nero per aggirare la restrizione di Gyrnasse, ma riuscirono comunque a ottenere un flusso costante di libri e pergamene negli anni. Quando Trechtus aveva otto anni, i contrabbandieri furono trovati e imprigionati. Il processo contro di loro fu inesistente e la punizione rapida. Ben presto le tracce condussero al padre di Trechtus, il cui corpo fu tenuto sospeso per settimane durante l’estate più calda che Sollicich-on-Ker avesse visto nei secoli.

Tre mesi dopo, Trechtus scappò, arrivando fino ad Alinor. Una banda di trovatori lo recuperò quasi morto, raggomitolato in un fossato sul ciglio della strada. Per sua fortuna la banda si prese cura di lui, lo curarono e lo assunsero come fattorino in cambio di cibo e riparo.

Durante il suo periodo lavorativo uno dei trovatori, un indovino di nome Heliand, che si era addestrato come mistico ad Artaeum, riconobbe il potenziale del ragazzo. Quando la compagnia si esibì nel villaggio di Potansa all’estremità orientale di Summerset, Heliand portò con sé Trechtus, facendolo esibire assieme a loro. Fu la vera svolta per Trechtus. Durante l’esibizione il Magister dell’isola, un certo Iachesis, si accorse del potenziale di Trechtus e decise di assumerlo come suo allievo conferendogli il nome con cui il giovane mago passò alla storia: Vanus Galerion.

Vanus Galerion con l’alta veste della Gilda dei Maghi

La Gilda dei Maghi

All’accademia di Artaeum Vanus Galerion conobbe quello che sarebbe diventato suo amico e compagno di studi: Mannimarco. I due furono i più brillanti studenti di allora ad Artaeum. Mentre Galerion usava i suoi talenti con saggezza e onore, essendo descritto come un cuore “leggero e caldo”, Mannimarco si rivolse alle arti oscure e venne lentamente corrotto dal loro potere. Galerion divenne, nel corso degli anni, sempre più consapevole della trasformazione del suo compagno e decise perciò di affrontarlo verbalmente per cercare di fargli recuperare la retta via. Mannimarco, tuttavia, sbeffeggiò le minacce di Galerion e continuò a studiare le arti oscure.

Quando l’ordine di Psijic inviò Mannimarco in missione a Tamriel, sulla terraferma, Galerion si rese conto che il negromante avrebbe sfruttato l’occasione come pretesto per reclutare un suo seguito. Galerion decise di avvertire i suoi maestri del pericolo, ma essi lo ignorarono; un errore che Galerion non dimenticò e non perdonò mai. Galerion decise allora di affrontare nuovamente Mannimarco, ma anche stavolta il giovane negromante ignorò gli avvertimenti del compagno, segnando di fatto la fine del loro rapporto di amicizia e l’inizio della loro guerra.

Galerion decise poco dopo di lasciare Artaeum a causa dei forti disaccordi a cui era giunto con gli alti membri dell’ordine, soprattutto sulla questione relativa alla negromanzia sperimentata da Mannimarco. Galerion intraprese dunque la strada della divulgazione, scegliendo di portare la magia e la conoscenza tra la gente. Anche questa sua decisione non fu apprezzata dai membri dell’ordine e le animosità tra Galerion e Psijic aumentarono ancora. Si dice che Galerion si sia allontanato dalla Gilda, chiamandolo con rabbia “… una palude di lotte intestine politiche“, prima di lasciare completamente Tamriel. Tuttavia, aveva ancora il titolo di Arcimago che non gli era stato revocato, e con esso continuò a influenzare gli affari della Gilda, comprese le lotte contro il Culto dei Vermi di Mannimarco che continuò a guidare per tutta la vita.

Scontro verbale tra Vanus e Mannimarco

Lo scontro con Mannimarco

Nel frattempo, mentre il potere della Gilda dei Maghi aumentava di pari passo con la sua decadenza morale, Mannimarco stabilì una base operativa e strinse la sua oscura morsa attraverso i deserti, le foreste, le città, le montagne e i mari di Tamriel. Si era dilettato sempre più a fondo nei meandri a lungo dimenticati della negromanzia fino a raggiungerne l’infimo nucleo. Radunò molti seguaci e servitori, e maghi e streghe corrotti provenienti da tutta Tamriel gli portarono artefatti e doni maledetti. Era nato l’Ordine del Verme Nero.

I maghi che si unirono a lui gli portarono tomi, armi incantate e armature, erbe e oli contaminati dal sangue, veleno Akaviri, ossa preziose di santi morti, pelle umana, funghi velenosi, radici e altri ingredienti alchemici. Mannimarco assorbì tutta l’energia oscura da questi oggetti, e come risultato l’energia vitale fu risucchiata da lui. Il suo corpo divenne quello di un cadavere e il suo sangue un acido velenoso. Il suo potere e la durata della sua vita crescevano insieme al suo arsenale.

Come appare Vanus Galerion in The Elder Scrolls: Online.

La battaglia finale arrivò qualche anno dopo, quando finalmente i due si rincontrarono. A scendere sul campo furono gli eserciti delle alleanze, con i maghi guidati da Vanus Galerion, e l’esercito di non morti creati da Mannimarco.

Galerion, poco prima della battaglia, riuscì a notare il particolare che identificava ormai Mannimarco come il Re dei Vermi: egli non era più vivo, si era trasformato in un lich, guadagnandosi così l’immortalità e segnando di fatto la fine di qualsiasi possibile tentativo di recuperare l’amico, ormai corrotto fin dentro le ossa.

-“Re dei Vermi, arrenditi e lascia i tuoi manufatti e il loro potere a me, e potrai vivere finché giungerà il tuo momento”-

-“Sarai tu il primo a morire”-

I due eserciti quindi si scontrarono, e fulmini e gelo si abbatterono su di loro. Dalla loro parte, i negromanti evocarono numerose creature non-morte, che vennero però uccise dai flussi di luce forgiati dai maghi.  Al termine della battaglia, per molto tempo, si credette che Mannimarco fosse morto nello scontro, proprio come accaduto al suo amico-nemico Galerion. Purtroppo però le conoscenze di Mannimarco andavano ben oltre la concezione mortale, e la sua capacitò di aggrapparsi alle anime dei defunti e di prosciugarne ogni traccia di vitalità furono per lui la salvezza. Nell’anno 433 della Terza Era si ebbero le prime conferme del ritorno tra i mortali del terribile Lich. Galerion invece rimase ucciso nello scontro, ma la sua eredità si tramando nel corso dei secoli nella storia e nella letteratura di Tamriel.

Vanus Galerion nella sua rappresentazione in Legends

LE CARTE

Vanus Galerion è il principale esponente della Gilda dei Maghi, e come tale anche in The Elder Scrolls: Legends mostra tutto il suo potere nelle arti magiche. Il suo costo è indubbiamente elevato, con una magicka necessaria per evocarlo pari a 11. Le sue statistiche non sono certamente adeguate al costo, il quale viene però giustificato dal suo fortissimo effetto. Grazie alla parola chiave Specialità, una delle nuove abilità introdotte con l’espansione Guerra delle Alleanze, Vanus Galerion è in grado di infliggere 3 danni a un nemico, farci recuperare 3 salute e pescare ben tre carte, il tutto semplicemente giocando una carta azione, un oggetto o una carta supporto. In base a quanto detto è evidente che il turno ideale per giocare sia il dodicesimo o successivi, permettendo così di sfruttare il suo potere sin dal primo turno in cui viene schierato senza rischio di vederlo soccombere nel turno avversario senza aver mai attivato la sua abilità.

Due dei possibili supporti a Vanus Galerion

Un modo alternativo per riuscire a sfruttare al meglio Vanus Galerion potrebbe essere quello di conservare carte a costo zero, magari ottenute grazie all’azione di Therana, che permette di mescolare azioni a costo 0 nel nostro mazzo, o allo stesso Scriba di Vanus che, sempre a seguito della meccanica Specialità, riduce il costo di un’azione nella nostra mano di 1, così da riuscire magari ad attivare il potere dell’Arcimago nello stesso turno in cui viene giocato.

In definitiva Vanus Galerion è una carta estremamente valida, che deve indubbiamente essere giocata con estrema attenzione alle circostanze così da poterne sfruttare il potente effetto al meglio delle sue capacità.