Tavola Rotonda - Anthem

Tavola Rotonda – Le nostre impressioni su Anthem

Abbiamo provato con mano il nuovo franchise di BioWare. Merita una chance?

Lo scorso weekend, BioWare ed Electronic Arts hanno dato ai giocatori la possibilità di testare con mano la versione dimostrativa di Anthem, nuovo franchise creato dagli autori di Mass Effect e Dragon Age. Non tutto è andato come sperato: la VIP Demo ha manifestato numerosi problemi di instabilità a livello di infrastruttura di rete, generando numerose critiche da parte dei fan che hanno riposto fiducia nella software house.

Noi di VGN.it abbiamo preso parte al test, riscontrando i medesimi errori e problemi di buona parte della community da tutto il mondo: mancata connessione ai server, caricamenti infiniti e frame-rate ballerino, però, non ci hanno impedito di godere di un gameplay davvero divertente e di farci un’idea ben precisa di ciò che il titolo di BioWare potrà offrirci al momento del debutto sul mercato. Sulla falsariga di quanto fatto in occasione della beta di Destiny 2, abbiamo deciso di raccogliere le impressioni personali dei membri della redazione per darvi un’idea più precisa di cosa si cela dietro alla nuova proprietà intellettuale di Electronic Arts.

Anthem
Nel weekend, BioWare ha reso disponibili due Strali per il test privato, salvo poi sbloccare gli altri due nelle ultime ore della VIP Demo.

Alessandro Palladino

La Demo VIP di Anthem ha confermato esattamente quello che ci aspetterebbe dai primi timidi passi di un nuovo MMO: un test di rodaggio per verificare l’effettiva capacità dei server prima del lancio. Per fortuna però, dopo qualche bega del primo giorno, si è riusciti a provare quello che il gioco ha realmente da offrire in uno spaccato del mid-game.

Nelle mie impressioni, le tre quest inserite accennano a una tipologia di narrazione che riesce a integrarsi anche nelle tipiche meccaniche da gioco online. Se si accetta la natura multiplayer con i suoi pro e contro, si riesce ad apprezzare il ritmo che BioWare ha infuso in questo antipasto. Il piatto forte è senza dubbio la Roccaforte, una bella sfida anche a un livello di difficoltà standard. Il dungeon è stato appunto utile per far capire ai giocatori quanto sia assolutamente necessaria la cooperazione tra i quattro Strali, sia strategica che nell’equipaggiamento abbinato. Il sistema di volo è stato l’elemento che più mi ha incantato per la pura sensazione che fornisce attraverso il pad, regalando scorci e manovre degne di una produzione ambiziosa.

Dall’altro lato però, a livello tecnico sono rimasto deluso dalla gestione dell’audio, che a mio avviso resta “plasticoso”, ovattato e senza una vera e propria armonia dei suoni. Probabilmente parte di questo difetto è dovuta alla latenza causata dall’affollamento dei server, ma non mi dispiacerebbe vedere nella versione finale qualche piccolo ritocco del caso. In generale, posso tranquillamente affermare che Anthem mi ha sedotto con il suo fascino, facendomi venire voglia di esplorare ogni angolo del suo mondo fatto di macchine e meraviglie naturali.

Anthem
BioWare ha fatto un lavoro eccezionale nel differenziare le quattro classi, così come nel caratterizzare le “razze” di nemici che incontreremo nel corso dell’avventura.

Angelo Bianco

Dopo aver provato la VIP Demo lo scorso weekend, le mie impressioni preliminari su Anthem continuano a essere decisamente positive. In primis perché il gameplay interamente votato alla dinamicità funziona e mi ha divertito nella sua varietà di situazioni. Le classi, i cosiddetti Strali (forse sarebbe stato preferibile un nome più accattivante, vero?), sono ben differenziate e usare il Guardiano o l’Intercettore cambia completamente il tipo di approccio agli scontri. E poi, volare alla scoperta delle affascinanti ambientazioni create da BioWare in totale libertà è un’esperienza spettacolare, grazie anche agli scenari naturali che mi hanno fatto strabuzzare gli occhi in più di un’occasione.

Di contro la trama e alcune scelte di design non mi hanno ancora convinto del tutto: questa sorta di retrofuturismo con contaminazioni medievali non riesco proprio ad apprezzarlo e avrei preferito nettamente un contesto fantascientifico à la Mass Effect o qualcosa di intermedio, come l’universo di Killzone. A voler essere pignoli, ho trovato i menu di gioco confusionari, fin troppo dispersivi e macchinosi, e credo che snellire il tutto possa servire a rendere l’esperienza di gioco più godibile.

In ogni caso Anthem mi ha soddisfatto e galvanizzato come pochi altri giochi, sono pronto a dare fiducia all’accoppiata EA-BioWare, augurandomi però di non pentirmene amaramente a distanza di poco tempo.

Anthem
Ogni Strale può essere personalizzato scegliendo due armi, una granata, un’abilità offensiva e una seconda abilità a supporto della squadra. Grazie alle componenti, inoltre, il giocatore può influenzare il comportamento dello Strale e adattarsi alla battaglia da affrontare.

Gaspare Belmonte

Quello che impressiona da subito mettendo le mani su Anthem è il suo gameplay, certamente il pezzo forte della produzione di BioWare. Pazzesco, frenetico, incapace di annoiare anche dopo ore trascorse a svolazzare nei cieli. Gli scontri a fuoco con i nemici si susseguono senza troppi tempi morti, i quali vengono riempiti dall’ottimo sistema di volo. Proprio questo aspetto, oltre a essere semplice e immediato, permette di coprire le distanze tra zone remote della mappa in pochi istanti e regala al giocatore anche un colpo d’occhio notevole, a prova dell’incredibile cura da parte di BioWare nella creazione di un’ambientazione affascinante. Oltre allo Strale di base, il Guardiano, ho avuto modo di provare Tempesta, avvertendo da subito una certa differenza di approccio negli scontri. Se il primo era generalmente tanto equilibrato in difesa quanto in attacco, Tempesta è letteralmente una forza della natura: agile e potente nelle sue abilità, tanto che spesso potete fare a meno di utilizzare le armi da fuoco e combattere solo ed esclusivamente a suon di fulmini, ghiaccio e fiamme.

Anche dal punto di vista della personalizzazione il lavoro è magistrale, sia nell’estetica che nel gameplay: non solo lo Strale può essere modificato nella colorazione dei singoli pezzi d’armatura ma come se non bastasse, tra le ricompense possono essere recuperati anche dei potenziamenti che modificano tipologie ed elemento delle abilità e cambiano ulteriormente l’approccio al gioco e al tipo di missione da affrontare. Da lodare anche il sistema di puntamento che, pur essendo in terza persona, è risultato sempre preciso e affidabile offrendo un feedback delle armi piacevole, così come una risposta dei colpi molto varia a seconda del tipologia di bocca da fuoco che stiamo impugnando.

Non sono mancati i tasti dolenti, e credo che sia completamente da rivedere la gestione social. È frustrante dover riformare ogni volta la squadra con gli amici per iniziare una nuova missione subito dopo averne completata un’altra. Anche insensata la scelta di dover utilizzare per forza il matchmaking anche nel gioco libero, togliendo così al giocatore la possibilità di svolazzare ed esplorare liberamente la mappa anche solo per immortalare gli scenari mozzafiato senza essere disturbati da altri utenti. Un’altra soluzione poco funzionale, a mio avviso, risiede nella scelta di non poter cambiare armi e abilità dello Strale una volta lanciata una missione: si rischia di dover affrontare missioni utilizzando loadout che dopo pochi minuti non riescono a esprimere appieno il proprio stile di combattimento, dovendo per forza di cose continuare la missione onde evitare di farla ricominciare a tutta la squadra.

Anthem ha saputo impressionarmi al di sopra delle aspettative: le basi per un gioco che sappia coinvolgere una community di giocatori superiore per numero a quelle di Destiny e The Division ci sono tutte. Tuttavia, BioWare dovrà riuscire nell’impresa di pianificare una vasta roadmap di contenuti e aggiornamenti end-game variegati per mantenere il gioco sempre vivo e riuscire a non deludere i fan. 

Anthem
Come in altri titoli del genere, anche Anthem offrirà varie tipologie di armi e diversi livelli di rarità, che renderanno il gunplay sempre vario e interessante.

Giovanni Marrelli

Avevo avuto l’opportunità di provare Anthem in più di un’occasione: all’E3 2018, quando per la prima volta mi sono avvicinato al fantastico concept creato da BioWare, ho potuto sperimentare come la software house avesse creato un mix estremamente affascinante e un sistema di volo a dir poco fantastico. Sul finire dell’anno, ho preso parte a un test a circuito chiuso sperimentando parte dei contenuti della Demo VIP e altre attività di cui non mi è consentito parlare, ma che mi fanno ben sperare sulla quantità e qualità di contenuti che si nascondono nell’enorme mondo di gioco.

La Demo VIP mi ha finalmente permesso di testare il mondo di Anthem con calma e provare ogni singolo Strale, apprezzando particolarmente il tentativo di differenziare movenze, abilità e armi che ciascuna classe può utilizzare. Mi sono letteralmente innamorato dello Strale Tempesta ma al contrario non sono riuscito a trovare il giusto feeling con il Colosso, che pareva potenzialmente uno dei più funzionali e interessanti. Degno di nota l’Intercettore, che mi ha ricordato più volte il Cacciatore di Destiny specialmente nella sua super mossa: anche in tal caso è incredibile il lavoro da parte del team di sviluppo nel diversificare le quattro classi in modo così netto, un aspetto che renderà fondamentale la pianificazione e il lavoro di squadra nelle missioni più impegnative.

Sebbene l’infrastruttura di rete non abbia contribuito certamente ad accrescere la fiducia della community nei confronti di Anthem, a mio modo di vedere non c’è da preoccuparsi: impensabile poter creare un netcode stabile e impeccabile tenendo conto di tutti i provider del mondo, senza appunto un test su scala globale da parte degli sviluppatori. Che questo test sia arrivato a ridosso del lancio è comprensibilmente un elemento in grado di preoccupare i fan, tuttavia BioWare ha dimostrato di saper intervenire tempestivamente sui problemi, al contrario di altre aziende che nelle ultime settimane hanno tenuto dei test pubblici su giochi di imminente uscita. Cruciale sarà il supporto nei mesi successivi all’esordio: spero davvero che BioWare non commetta gli errori di Bungie e Massive con Destiny e The Division, ma abbia saputo pianificare una mole di contenuti a cadenza regolare per mantenere vivo l’interesse attorno al suo progetto.

Anthem
Il Guardiano è lo Strale più bilanciato dei quattro disponibili. Speriamo che BioWare possa espandere nel tempo la gamma di esoscheletri disponibili, un po’ come Digital Extremes con il suo Warframe.

Giuseppe Saluto

Quello che mi ha colpito maggiormente di Anthem è la profonda struttura del suo gameplay: dinamico, con molteplici modi di approcciarsi ai combattimenti e contornato da un level design (seppur limitato alle aree disponibili nella demo) molto convincente. Merito anche del sistema di volo degli Strali, che ha permesso a BioWare di strutturare gli scenari sfruttando una verticalità davvero incredibile e offrendo un senso di libertà che da tempo non si avvertiva in esperienze del genere.

Gli approcci dicevamo risultano fin da subito molto diversificati, grazie ai differenti tipi di Strali e a una personalizzazione dell’equipaggiamento molto incisiva: è possibile ingaggiare i nemici coprendo più punti con il Guardiano, ben bilanciato tra agilità e scudi, ma perfettamente capace di fornire potenza di fuoco in maniera continuativa; potete prendere di petto la situazione con il Colosso, imponente, inarrestabile e capace di fronteggiare ogni tipo di minaccia scatenando il caos in prima linea. E se invece volessimo fornire supporto alla nostra squadra? La risposta più ovvia è in Tempesta, che pur non disponendo di una salute elevata è l’unico a poter rimanere in volo stazionario per un tempo prolungato rispetto agli altri: saremo in grado di elettrificare, congelare e scatenare tempeste elementali sul nemico, innalzando barriere e permettendo alla squadra di far breccia sugli avversari più tosti. Se invece volessimo concentrarci sulla rapida eliminazione di obiettivi singoli e sfoltire rapidamente le linee nemiche, ecco che arriva in vostro aiuto l’Intercettore: una vera scheggia, compensato da una scarsa salute, in grado di alternare delle devastanti combo per poi ripiegare velocemente e prepararsi per il prossimo obiettivo.

A far da cornice a questa profondità di gameplay sono proprio le ambientazioni, molto evocative e in grado di sorprenderci con panorami e scorci mozzafiato. Che si tratti di sorvolare una valle verdeggiante con antiche rovine sporgenti dal terreno, o di esplorare esplorare degli anfratti bui e misteriosi sott’acqua, una cosa è certa: il team sta riuscendo a creare un immaginario collettivo del mondo di gioco davvero affascinante. Non possiamo esprimerci invece sulla storia, in quanto abbiamo avuto modo di testare poche missioni e una sola Roccaforte con un boss finale davvero interessante. Sul fronte dell’HUD e dei menu di gioco, siamo poco convinti da alcune scelte degli sviluppatori, che hanno optato per soluzioni non sempre chiare e strutturate, a parere personale, in maniera poco leggibile, senza dimenticare una lentezza generale che spezza molto il ritmo di gioco.

Altro neo della demo sono senza dubbio i vari problemi di natura tecnica dei server di gioco, che nei primi giorni hanno causato non pochi grattacapi all’utenza nell’accedere allo stesso, oltre che alla presenza di eccessivi caricamenti che spesso non andavano a termine, costringendoci, anche in diretta streaming, a dover riavviare più volte il titolo per poter avviare una singola missione. Ci auguriamo che BioWare faccia tesoro dei feedback nel correggere eventuali problemi futuri e facendo in modo di rendere Anthem il titolo che merita di essere!

Anthem
Ogni Strale avrà uno stile di combattimento e movenze differenti.

Nicola Del Giudice

BioWare si è sempre dimostrata capace di realizzare grandi progetti, e la demo di Anthem che abbiamo avuto modo di provare lo scorso weekend è la prova che dopo il semi-fallimento di Mass Effect Andromeda, la software house canadese è tornata in grande stile.

Anche se i problemi di server (fortuna che ci sono stati ora) hanno infastidito gli strepitanti giocatori, quanto offerto dalla demo ha conquistato persino me, che finora non avevo pensato ad Anthem come un personalissimo must-have. Quello che ho visto è un gioco dinamico e verticale, che non stanca ed è capace di tenerti incollato allo schermo. Non posso pronunciarmi su quello che sarà la qualità della storia, ma la vastità del mondo fa presagire a un’ambientazione e a una ricca lore che solo un team del calibro di BioWare è capace di regalare.

Anthem
I quattro Strali in azione: in primo piano vediamo l’Intercettore, agile e scattante.

Quelli che avete letto sono alcuni dei pareri della redazione sulla demo di Anthem, che tornerà il prossimo weekend su tutte le piattaforme per un test generale dell’infrastruttura di rete prima del lancio ufficiale. Ricordiamo che il gioco sarà disponibile su PC, PlayStation 4 e Xbox One dal 22 febbraio, ma nell’attesa vi invitiamo a restare sintonizzati sulle nostre pagine: sono in arrivo ulteriori contenuti e approfondimenti per portarvi alla scoperta del nuovo, affascinante progetto di BioWare!

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