Puyo Puyo Champions

Puyo Puyo Champions

A distanza di qualche mese il capitolo della serie incentrato sugli eSports è finalmente disponibile anche nel resto del mondo.

Prima che Candy Crush Saga e compagnia bella invadessero il mondo dei videogiochi, più precisamente quello relativo ai dispositivi portali come tablet e smartphone, i puzzle game erano prodotti usufruibili tanto nelle sale giochi che nel salotto di casa. Il disporre biglie, frutti o altri oggetti uguali in file da tre o più elementi dello stesso tipo o colore non è figlia dei tempi moderni, ma ha origini decisamente più remote. Il precursore del genere non poteva che essere Tetris, vera e propria pietra miliare nella storia videoludica, seguito poi negli anni da serie come Dr. Mario e Puyo Puyo. Proprio il puzzle game di SEGA rappresenta uno dei migliori esponenti del genere, tanto da essere stato protagonista di numerosi crossover, spin-off e reinterpretazioni di vario genere.  

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’oggetto di questa recensione non è un capitolo nuovo di zecca, bensì la versione occidentale di quel Puyo Puyo eSports pubblicato in esclusiva sul mercato nipponico lo scorso 25 ottobre. Disponibile dal 7 maggio su PC, PS4, Switch e Xbox One,  Puyo Puyo Champions è a tutti gli effetti lo stesso titolo dedicato alla scena competitiva, con SEGA che si è così lanciata di nuovo alla conquista di un territorio, quello occidentale, da sempre legato a Tetris, padre putativo del puzzle game di stampo giapponese e di molti altri. 

Non fatevi ingannare dall’aspetto colorato perchè Champions è un puzzle game altamente competitivo.

A LEZIONE DI PUYO PUYO  

Agli occhi di un neofita Puyo Puyo potrebbe sembrare la versione “carina e coccolosa” di Tetris, peccato però che il puzzle game in questione offre meccaniche di gioco che lo differenziano in maniera netta dal titolo ideato da Alexey Pažitnov. La serie, estremamente famosa in Giappone, è riuscita con il tempo a farsi apprezzare anche nel vecchio continente, senza però mai fare davvero breccia nel cuore dei videogiocatori europei e americani, maggiormente affezionati invece al caro e vecchio Tetris. Il crossover tra i due giochi è avvenuto nel 2014, e Puyo Puyo Tetris rappresenta di fatto uno dei capitoli più riusciti e apprezzati dai fan della serie, principalmente in Giappone, ottenendo però buoni risultati anche al di fuori del Sol Levante.   

Le regole del Tetris ormai le conosciamo tutti, ma quelle che regolano l’universo di Puyo Puyo invece? Altrettanto semplici in verità, ma per tenere pulita la propria schermata bisogna raggruppare un minimo di quattro Puyo (buffi esserini occhiuti che equivalgono ai tetramini) dello stesso colore, poco importa se verticalmente od orizzontalmente, a patto che siano collegati tra loro. La coppia Puyo, che può essere ruotata nelle quattro direzioni, può cadere verso il basso se una delle due parti non è poggiata su un blocco. A questo si aggiunge la possibilità di interferire con la schermata avversaria generando dei Puyo trasparenti in quantità sempre maggiore a seconda dei blocchi colorati assemblati, con quelli incolore che possono essere distrutti facendo combaciare quattro o più Puyo colorati. Vince il giocatore che riuscirà a non riempire del tutto la propria area di gioco, più facile a dirsi che a farsi.

SENZA ESCLUSIONI DI COLPI 

Dopo la breve infarinatura su quello che rende Puyo Puyo diverso dagli esponenti del genere è giunto il momento di vedere cosa ha da offrire il nuovo (si fa per dire) capitolo di uno dei puzzle game più longevi dell’industria videoludica. Champions propone per filo e per segno i medesimi contenuti visti in eSports, che però sono numericamente inferiori a quelli presenti nei capitoli precedenti. La schermata principale si apre con tre opzioni, due delle quali catapultano velocemente il giocatore in una partita rapida nella modalità Fever o in quella di Puyo Puyo 2.  

Capitolo dopo capitolo la saga si è arricchita di nuove modalità, tra cui quelle riprese da Puyo Puyo 2 e Puyo Puyo Fever, entrambe presenti in Champions. Se quella del secondo capitolo della serie prevede un gameplay classico, Fever invece vede impegnati i giocatori a riempire un apposito contatore che permette di dare il via a una serie di combo devastanti, da qui il nome della modalità, con cui sommergere l’avversario di Puyo di colore grigio e tentare di metterlo al tappeto.

Specie se raffrontate con quelle dei capitoli precedenti, le modalità presenti sono esclusivamente le due citate in precedenza; in questo caso tale scelta è dovuta al focus sulla scena competitiva che gli sviluppatori hanno riversato sul titolo, proponendo le due varianti su cui si basano gran parte dei tornei dedicati al gioco. Va anche detto che il prezzo di vendita a cui viene proposto Champions giustifica ampiamente una quantità di contenuti non esaltante, del tutto incentrata su quelle che sono le due modalità principali su cui ruota la scena competitiva.

COMPETIZIONE ESTREMA 

Anche la serie Puyo Puyo non sfugge alla legge del “facile da imparare, difficile da padroneggiare” e basta lanciarsi in una partita online per bollare come veritiera questa affermazione. Riflessi allenati, un occhio attento e capacità di ragionare velocemente fanno la differenza tra i giocatori più bravi e quelli che ottengono risultati mediocri. Nel nostro caso abbiamo sfidato avversari, giapponesi principalmente, che nel giro di trenta secondi hanno riempito la nostra schermata di Puyo grigi e decretato la nostra sconfitta. Su questo aspetto il matchmaking è poco magnanimo, dal momento che è facile essere messi contro giocatori decisamente più forti, rendendo assai arduo scalare le vette della classifica. Chiaramente Champions è pensato principalmente per gli amanti della competizione pura, quindi è da mettere in conto di subire diverse batoste, specie per i neofiti, ma un accoppiamento più ragionato di certo non sarebbe guastato.

Come accade nella grande maggioranza dei giochi competitivi i risultati acquisiti determinano il nostro ranking e l’eventuale promozione o retrocessione nelle apposite classifiche online. Nel caso soffriate di ansia da prestazione, o semplicemente non volete macchiare il vostro score personale, potrete cimentarvi in partita online nella modalità gioco libero o sfidando l’intelligenza artificiale, adattabile a seconda delle proprie esigenze e capacità. Oltre a poter consultare tutta una serie di statistiche relative alle partite giocate, magari dando un’occhiata ai replay salvati dai giocatori più bravi e tentare di carpirne i segreti per diventare dei veri campioni di Puyo Puyo. Data anche la mancanza di un tutorial vero e proprio, rendendo Champions, così come la sua controparte giapponese eSports, un titolo che per forza di cose tende ad allontanare chi muove i primi passi nel mondo colorato, ma talvolta senza pietà, di Puyo Puyo.

Vincere una partita online su Puyo Puyo Champions non è semplice, proprio per questo regala tante soddisfazioni.

ESPLOSIONE DI COLORI 

Puyo Puyo è sempre stato un coloratissimo puzzle game che ha denotato negli anni quella particolare caratterizzazione visiva tipicamente nipponica, in controtendenza con le severe geometrie di matrice sovietica dell’inossidabile Tetris. Questo nuovo capitolo ovviamente non fa eccezione e ripropone la stessa veste grafica e artistica che i fan della serie hanno imparato ad apprezzare ormai da quasi trent’anni. Ogni elemento, a partire dai fondali, sprizza allegria da ogni pixel ed è abbellito da un gran numero di effetti che ben si sposano con l’atmosfera gioviale e colorata che contraddistingue la saga, agendo su differenti aspetti che riguardano la personalizzazione.

In tal senso ci si può sbizzarrire in tanti e differenti modi, cambiando forma delle sfere o il tipo di arena in cui sfidare avversari umani o controllati dalla CPU. Questa abbondanza contenutistica è presente anche per quanto la colonna sonora del gioco che vanta quasi un centinaio di suoni tra effetti sonori e musiche, con oltre novecento frasi uniche pronunciate dai ventiquattro personaggi giocabili, potendo scegliere tra audio in inglese o quello giapponese. La mancanza di una localizzazione in italiano non deve spaventare data la semplicità delle dinamiche di gioco e dei testi a schermo, pur rappresentando comunque una pecca da sottolineare in fase di giudizio.

GIUDIZIO
Puyo Puyo Champions è semplicemente un lavoro di localizzazione della versione giapponese eSports, approdata sul mercato nipponico ormai cinque anni fa. Proprio in virtù di questo non aspettatevi contenuti inediti o migliorie generali, fatta eccezione per quella relativa alla gestione dei replay. Per i fan della saga Champions è un acquisto obbligato, anche considerando un prezzo di vendita estremamente competitivo, proprio come la natura intrinseca del coloratissimo puzzle game di SEGA. Qualora invece preferiate un approccio più distaccato dall’ambito eSports, con un numero di modalità nettamente superiore, allora farete bene a dare un’occhiata ai capitoli precedenti, e di certo le alternative non mancano. Una su tutte quel Puyo Puyo Tetris che ha unito la pragmaticità sovietica del Tetris all’allegria nipponica di Puyo Puyo, accontentando sia i fan di una serie che dell’altra.
GRAFICA7.5
SONORO7.5
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY8
PRO
Ideale per gli amanti della competizione
Numerose opzioni di personalizzazione, sia estetiche che di gioco
Il prezzo di vendita è decisamente appetibile...
CONTRO
...ma la quantità di contenuti non è esaltante
Nessuna aggiunta rispetto alla controparte originale
I neofiti della serie farebbero meglio a orientarsi sui capitoli precedenti
7.5
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