Trials Rising

Trials Rising

L’arcade racing di RedLynx torna in pista con un nuovo episodio: pronti a lanciarvi a tutto gas tra esplosioni e cadute libere a folle velocità?

Ormai non ci si meraviglia più nel vedere Ubisoft sfornare seguiti, spin-off e nuovi brand di ogni genere con una cadenza impressionante. Non a caso parliamo di una delle principali realtà del settore, che proprio in questa generazione ha visto alternarsi la continuazione di saghe storiche e l’avvicendarsi di nuove proprietà intellettuali decisamente interessanti. Il franchise Trials non appartiene certamente al ventaglio delle serie più altisonanti della casa franco-canadese, come ad esempio Assassin’s Creed o Far Cry, ma rappresenta comunque un brand su cui Ubisoft punta con decisione, forte della schiera di fan che la serie è riuscita a ritagliarsi nel corso del tempo.

Sulla scia del successo di Fusion, anche se la più recente espansione Trials of the Blood Dragon ha destato non poche perplessità, il racing arcade su due ruote sviluppato da RedLynx torna per la terza volta in questa generazione, puntando a offrire l’esperienza più completa di sempre. Trials Rising si è lasciato provare più volte sin dal suo annuncio avvenuto all’E3 2018, con tanto di siparietto a tema alquanto strambo. In ogni occasione, le sensazioni si sono rivelate sempre più positive, ma la versione finale sarà stata altrettanto convincente? Non vi resta che scoprirlo nella nostra recensione di Trials Rising, disponibile da oggi 26 febbraio su PC, PS4, Xbox One e Switch. 

Trials Rising
I came in like a wrecking ball, I never hit so hard in love!

UNA FORMULA VINCENTE 

Iniziamo col dire che Trials Rising rimane fedele all’incipit che ha sempre caratterizzato la serie, senza rivoluzionare una formula che nel corso del tempo si è dimostrata vincente. Non è una Renovatio Imperii videoludica in piena regola, ma più un lavoro di miglioramento di un prodotto che da anni possiede una sua precisa identità e uno stile unico. Di novità in realtà ce ne sono diverse, tanto a livello strutturale che di contenuti. Più che affidarsi a una serie di eventi accessibili tramite menu statici, ora è possibile districarsi tra le tante gare proposte attraverso un planisfero su cui sono indicati i vari percorsi dove mettersi alla prova. Si va dagli States all’Europa, passando per l’Estremo Oriente e gli sconfinati territori russi, con nuove location che saranno disponibili progredendo di livello.

Se la conformazione dei tracciati (rigorosamente bidimensionali a livello di struttura ma tridimensionali nella forma) è bene o male quella già vista nei capitoli precedenti, con saliscendi vertiginosi, scorciatoie nascoste e ostacoli da evitare, a essere cambiata (in meglio, per fortuna) è la caratterizzazione degli ambienti di gioco, su tutti il level design: gli scenari vivono quasi di vita propria, animandosi in maniera nettamente più marcata e spesso provando proprio a ostacolare il giocatore nei modi più imprevedibili. Lanciarsi a tutta velocità tra gli esplosivi set dinamici di Hollywood o sfrecciare contemplando i paesaggi mozzafiato della riserva naturale del Parco di Yellowstone (quello dell’Orso Yoghi, per intenderci) non è solo un’esperienza appagante a livello di gameplay, ma rende estremamente piacevole buttarsi a rotta di collo lungo le vertiginose discese, per poi risalire subito dopo, e magari esibirsi in qualche folle acrobazia. 

Il tutto si snoda attraverso nove leghe con difficoltà crescente, sparse nei diversi continenti. Raggiungendo un determinato livello, e completando alcuni tracciati, si avrà accesso alle Finali Stadio, altra novità di questo capitolo: una serie di gare da vincere per sbloccare eventi successivi. E rimanendo sempre in tema di “cose nuove”, l’ingresso di Sponsor e Contratti offre nuove sfide da completare, che non si limitano a richieste come battere quel pilota o completare un tracciato entro un tempo limito ma anche eseguendo evoluzioni acrobatiche di vario genere, che una volta soddisfatte daranno accesso a ricompense di carattere estetico per il proprio personaggio o per le varie moto. Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco ci pensano alcune prove di abilità talmente fuori di testa da chiedervi se chi le ha concepite è un genio o esattamente il contrario. Ve ne citiamo un paio come quella che richiede di essere sbalzati dalla moto per atterrare il più lontano possibile, con tanto di barili esplosivi da usare come spinta aggiuntiva, oppure fare canestro afferrando una palla con il giusto tempismo.  

PICCOLI CENTAURI CRESCONO 

Dopo la teoria, è tempo di scendere in pista e mettere in pratica quello che si è imparato. Il genere di riferimento, anche se ancorato a una visione deliberatamente arcade, è quello delle gare da trial fatte di salti nel vuoto e ostacoli da superare. L’obiettivo è sempre lo stesso: tagliare il traguardo il più velocemente possibile, limitando al minimo gli errori derivanti da cadute e urti accidentali, che aggiungono al nostro tempo sul giro dei secondi di penalità. Facile a dirsi, meno che a farsi. Il tutto proponendo la sua spiccata vena caciarona, con piattaforme sempre più ripide, giri della morte e atterraggi perfetti nonostante cadute da distanze siderali. Insomma, la serie Trials si dimostra quanto di più lontano ci può essere da una rappresentazione veritiera delle leggi della fisica, elemento che comunque è presente pur seguendo regole tutte sue. Ma sono proprio gli improbabili salti, le esplosioni à la Micheal Bay e gli ostacoli da superare ad aver reso la serie così popolare tra i giocatori, e Rising mantiene tutte queste caratteristiche, in alcuni casi migliorandole. 

Gli habitué della serie non avranno di certo bisogno di tempo per ritrovare il feeling coi comandi di gioco, e ai novellini della serie basterà poco per imparare i rudimenti di gameplay, limitato ad azioni come dare gas, frenare e spostare in avanti o dietro il baricentro del corpo per garantire la giusta aderenza della moto al terreno. La scelta di una delle cinque, per un totale di sei veicoli contando anche il tandem di cui vi parleremo tra poco, può essere ponderata sia in base allo stile di gioco che dal tipo di tracciato, potendo fare affidamento su bolidi leggermente più veloci, che si adattano a tutte le situazioni o quelli agili con cui affrontare con meno difficoltà gli sterrati maggiormente tecnici. Il tandem rappresenta una simpatica novità legata alla modalità cooperativa tra due piloti: ogni giocatore dovrà coordinarsi con l’altro per riuscire a completare il tracciato, agendo sull’accelerazione e l’equilibrio della moto. Si prevedono scene tutte da ridere tra cadute e schianti in rapida successione. 

È QUESTIONE DI EQUILIBRIO, NON È MICA FACILE 

Per il nuovo capitolo di Trials, i ragazzi di RedLynx sembrano aver pensato proprio a tutto, ed è in tal senso che l’introduzione della University of Trials appare come una manna dal cielo per gli utenti che muovessero i primi passi nella serie o i giocatori desiderosi di migliorare la propria abilità al manubrio. A guidare, non solo in senso figurato, gli aspiranti laureandi ci pensa Professor FatShady, una vera e propria autorità in materia, che grazie a una serie di tutorial molto elaborati vi aiuterà a carpire tutti i segreti per diventare piloti provetti. Lo YouTuber ha dimostrato di saper il fatto suo e non si è solo occupato di questo aspetto, ma si è rivelato un alleato prezioso anche per lo sviluppo generale del gioco, con risultati visibili agli occhi di tutti. 

Mai come in questo caso la regola “facile da imparare, difficile da padroneggiare” si applica perfettamente alla filosofia che si cela dietro al brand. Come al solito la pratica rende perfetti, ma anche il giocatore esperto ben presto incontrerà non poche difficoltà nei tracciati proposti nelle fasi avanzate del gioco. Molto spesso si tratta di piattaforme da raggiungere con precise manovre, dove l’equilibrio è una componente fondamentale. Alle volte si prenderà parte a gare su circuiti talmente ostici da richiedere una serie infinita di tentativi che finiranno per rendere vani gli sforzi compiuti, non a caso basta un minimo errore per rovinare la propria gara. Tutto ciò fa parte della filosofia della serie, ma questa finisce per rendere frustranti alcuni percorsi, il cui completamento rasenta l’impossibile.

Trials Rising
Abbiamo personalizzato il nostro bolide a tema VGN.it. Bello, vero?

CONTENUTI COME SE PIOVESSE 

Una volta concluso il world tour mondiale, di cose da fare ne troverete comunque tante; sappiate quindi che quello di Trials Rising è un end-game potenzialmente infinito, soprattutto per quanto riguarda nuovi tracciati grazie al relativo editor presente nel gioco, ormai presente in pianta stabile in alcuni titoli prodotti da Ubisoft, come la modalità arcade di Far Cry 5. E con una community di aficionados così vasta, non nutriamo dubbi che un potente strumento di creazione come questo riuscirà a sorprendere con nuovi tracciati belli da vedere ed estremamente divertenti da giocare.  

A delineare la vasta offerta contenutistica troviamo le immancabili classifiche globali, il sempreverde multiplayer online fino a otto giocatori e quello locale per quattro, oltra alla modalità tandem pensata esclusivamente per essere giocata in coppia. Ma considerando la natura altamente competitiva del titolo, anche giocando in solitaria si è costantemente in gara con i ghost degli altri giocatori, che di fatto rappresentano un multiplayer asincrono. Per essere invogliati a confrontarvi con altri giocatori troverete anche la modalità sfidanti: tre tentativi per provare a battere altrettanti giocatori e aggiudicarvi una cassa contenente ornamenti estetici. 

PIMP MY RIDE 

Seguendo il trend che vede l’inserimento delle casse premio (o loot box) in ogni gioco possibile e immaginabile, anche Trials Rising non è esente da questa moda. Prima di prendere torce e forconi sappiate che si tratta di casse contenenti esclusivamente elementi estetici, acquistabili tramite valuta di gioco o mettendo mano al portafogli, ma che potranno essere sbloccate anche salendo di livello. Parti di moto, adesivi, abbigliamento e pose sono solo alcuni degli oggetti che il gioco mette a vostra disposizione per rendere unico il vostro alter ego virtuale con relativo bolide a due ruote, per la gioia dei maniaci della personalizzazione.  

Sul versante tecnico l’ultima fatica di RedLynx si difende bene, anche se comprensibilmente non è curata come altre produzioni di casa Ubisoft. Qualche fastidioso calo di frame-rate di troppo e un livello di dettaglio non troppo alto fanno da contraltare a un level design che, come accennato in precedenza, propone scenari di gioco incredibilmente vari, ispirati e ben caratterizzati. Allo stesso tempo, è doveroso spendere qualche parola anche sulla colonna sonora, che in un titolo come questo non poteva che essere dichiaratamente rock, adrenalinica e pronta a farvi gasare mentre tentate di battere record su record o fallire miseramente provandoci.  

GIUDIZIO
Non serve rivoluzionare qualcosa per renderla perfetta, chiedete a Trials Rising per averne conferma. Una rinnovata struttura, migliorata sotto diversi aspetti e arricchita da contenuti potenzialmente infiniti, basta a renderlo uno dei migliori esponenti della serie, nonché un perfetto seguito di Trials Fusion, lanciato da Ubisoft nella prima parte di questa generazione. Di novità clamorose nemmeno l’ombra è vero, e la difficoltà di alcuni tracciati rasenta l’impossibile, ma questo nuovo capitolo si rinnova quanto basta e apre le porte a chiunque voglia avvicinarsi alle divertenti gare su due ruote. Tante gare in giro per il mondo, sfide improbabili e tantissime opzioni di personalizzazione sono i punti forti del titolo, che farà felici i fan di lungo corso. Che siano intere nottate trascorse a sfidare gli amici in locale o veloci sessioni solitarie, Trials Rising riuscirà a farvi arrabbiare, divertire e tirare fuori il meglio (o il peggio) di sé. La sfida delle due ruote è iniziata, sarete in grado di superarla?
GRAFICA8
SONORO8.5
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY8.7
PRO
La caratterizzazione dei tracciati è ottima
Una miriade di contenuti che vi terrà impegnati per molte ore
Folle, divertente ed estremamente appagante...
CONTRO
...ma a volte diabolicamente difficile
Qualche calo di frame-rate di troppo
Nessuna rivoluzione in termini di gameplay
8.6
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