Nel corso della mia “vita videoludica”, complice anche il lavoro che ho scelto, mi è capitato spesso di ritrovarmi di fronte a prodotti profondamente insoliti, ma devo ammettere che Cityconomy ha senz’altro ridefinito tale definizione. L’ultima fatica di Nano Games ci proietta infatti nei panni di operatori ecologici, idraulici, operatori di soccorso stradale, stradini e giardinieri, proponendo una delle simulazioni più improbabili che abbia avuto modo di provare negli ultimi anni. Mi sono divertito durante le mie sessioni di analisi del prodotto? Paradossalmente sì, sebbene non per i motivi che potreste immaginare, ma… andiamo con ordine.

AAA CERCASI OPERATORI URBANI

Devo ammettere che gestire un’azienda di servizi non è mai stato tra i miei sogni nel cassetto, ciononostante la premessa di Cityconomy è riuscita a incuriosirmi parecchio. La prospettiva di vestire i panni di un “operatore urbano”, se così vogliamo definirlo, ha infatti stuzzicato il mio interesse sin dai primissimi minuti, ma una volta avviata la partita non ho potuto fare a meno di pormi ossessivamente una sola, semplice domanda: perché?

Sebbene il titolo denoti infatti un certo realismo di fondo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei mezzi preposti alle attività lavorative disponibili, è davvero difficile non accorgersi di quanto tale concept mal si sposi con l’idea stessa di videogioco. Probabilmente una ristretta cerchia di irriducibili del genere potrà provare gioia nel guidare immensi camion avendo come unico obiettivo quello di svuotare cassonetti o spurgare fogne nel tentativo di soddisfare le esigenze di una comunità virtuale, ma per la maggior parte del pubblico tali attività non garantiranno sicuramente il minimo divertimento, e questo soprattutto a fronte di una realizzazione generale davvero approssimativa.

Tralasciando una realizzazione tecnica essenzialmente mediocre, e un comparto audio davvero trascurabile, il titolo si dimostra piuttosto debole sul versante della progressione ma paradossalmente non tanto per eventuali mancanze da parte del team di sviluppo quanto piuttosto per la scelta della particolare tematica alla base dell’esperienza. Cos’avrebbero mai potuto fare i ragazzi di Nano Games per proporre un’esperienza stimolante e avvincente? Nulla, semplicemente perché non parliamo di professioni così entusiasmanti da meritare una riproposizione in chiave videoludica… soprattutto all’interno di una simulazione all’insegna del massimo realismo e, dunque, della massima monotonia.

Sebbene l’impossibilità di accedere subito a tutte le professioni – ritrovandosi così a dover lavorare per sbloccare – possa senz’altro rappresentare uno stimolo per eventuali irriducibili del genere, è davvero difficile immaginare che un “videogiocatore medio” possa trascorrere ore del suo tempo vagando per una città essenzialmente senza vita completando missioni non certo esaltanti. Se l’esperienza avesse avuto un po’ più di brio, evidenziando magari qualche spunto interessante sul versante della progressione o dell’atmosfera, Cityconomy avrebbe magari avuto le carte in regola per risultare appetibile anche agli occhi di chi non fosse un fanatico di questo tipo di prodotti, ma considerando la serietà di fondo che contraddistingue ogni secondo dell’esperienza, premiarne i (pochi) aspetti positivi risulta davvero complesso.

GIUDIZIO

Un prodotto mediocre e tutt’altro che appassionante a causa di un concept davvero poco appetibile piuttosto che per oggettive mancanze da parte del team di sviluppo.