Jagged Alliance: Rage!

Jagged Alliance: Rage!

Il franchise strategico torna con uno spin-off tutt'altro che riuscito.

Per la gioia degli amanti degli strategici a turni, l’ultimo mese dell’anno ha portato all’attenzione dei giocatori due titoli come Mutant Year Zero: Road to Eden e Jagged Alliance: Rage!. Quest’ultimo appartiene a una storica saga videoludica, una vera e propria autorità quando si parla di strategici, ma piuttosto che realizzare un sequel o un remake, THQ Nordic ha deciso di affidare a Cliffhanger Productions lo sviluppo di un capitolo slegato dalla serie principale, con il compito di dare nuova linfa al brand.

In pieno agosto il publisher ha così svelato Rage!, spin-off originariamente previsto per lo scorso 27 settembre, ma successivamente posticipato di oltre due mesi per via di qualche complicazione nello sviluppo, che ha spinto il team a prendersi un po’ di tempo in più con lo scopo di offrire la miglior esperienza possibile ai fan. Il gioco è così arrivato su PC, PS4 e Xbox One il 6 dicembre, a distanza di due giorni dal già citato Mutant Year Zero di cui vi abbiamo ampiamente parlato nella nostra recensione. Armati di coraggio e tanta pazienza, abbiamo messo alla prova il nuovo strategico a turno sviluppato da Cliffhanger Productions per scoprire se l’attesa è stata ripagata.

Jagged Alliance: Rage!
L’isola di gioco il posto perfetto dove godersi le vacanze tra narcotrafficanti e scontri a fuoco

NARCO(S)LESSIA

Il sipario su Jagged Alliance: Rage! si apre con una sequenza caratterizzata da uno stile low poly, che lascia presagire i primi dubbi su quella che si rivelerà essere una trama banale e altrettanto noiosa: l’indomita squadra di mercenari questa volta dovrà vedersela con un dispotico boss a capo di un cartello dedito al narcotraffico ei più disparati crimini contro l’umanità. La natura low budget della produzione viene ulteriormente confermata volgendo lo sguardo sul particolare stile grafico, la cui scelta è ricaduta su un’estetica meno realistica ma più cartoonesca, che riesce a farsi apprezzare ma non brilla però dal punto di vista tecnico. A battute scontate e dimenticabili chiacchiere da bar, corrisponde un doppiaggio in inglese altrettanto smunto e condito da buffi accenti quando mercenari, narcos e ribelli dialogano tra loro.

Le prime ore di gioco, tutorial compreso, sono per certi versi le peggiori da affrontare a causa di un impatto fortemente negativo su vari fronti. Va detto però, che con il passare delle ore il tutto diventa quantomeno accettabile, vuoi per situazioni ludiche più intriganti ma comunque lontane dall’essere appaganti o divertenti. Cliffhanger Productions ha pensato bene di introdurre nel mix una modalità cooperativa per due giocatori, grazie alla quale affrontare la campagna principale. In questa maniera l’esperienza generale migliora grazie alla presenza di un’altra persona con cui allietare le sessioni che non si dimostrano esattamente il massimo del divertimento. I problemi, però, attanagliano il gioco dall’inizio alla fine e spesso si è spinti ad andare avanti più per inerzia che per il reale piacere di giocare e scoprire l’evoluzione di una trama che non decolla mai.

MERCENARI ALLO SBARAGLIO

Il primo passo è quello di selezionare i due mercenari che accompagneranno il giocatore in quella che è una (dis)avventura dalla durata di circa dieci ore se affrontata al livello intermedio di difficoltà. La loro caratterizzazione prevede abilità, punti di forza e debolezze differenti che rendono i sei mercenari adatti tanto alle fasi stealth che a quelle più action; la scelta di una coppia piuttosto che di un’altra non rivoluziona in toto gli scontri ma riesce comunque ad avere una discreta valenza per quanto riguarda l’approccio a essi. Gli sviluppatori hanno confezionato un sistema di combattimento a turni limitato e che non offre né la profondità elargita dai vecchi capitoli né meccaniche che svecchiano il genere, con una serie di aggiunte che finiscono quasi sempre per ricoprire un ruolo marginale sul gameplay, o quanto meno non entusiasmano poi così tanto. Francamente è difficile comprendere il motivo di tali scelte, quando con una maggiore concentrazione sulle meccaniche di base si sarebbe avuto tra le mani un prodotto migliore e di gran lunga più interessante.

Preso così com’è, il sistema di combattimento a turni ha un’impostazione di quelle classiche con punti movimento, coperture e attacchi con armi corpo o con quelle da fuoco, a cui si aggiungono le abilità Rage, speciali skill attivabili durante gli scontri che si evolvono nel corso della battaglia. Il problema (l’ennesimo) viene fuori quando si cerca un pizzico di varietà in missioni, identiche tra loro e basate sostanzialmente sul raggiungere un determinato punto, parlare con alcuni NPC o eliminare un determinato numero di nemici. Questa monotonia di fondo si riflette anche in un ritmo di gioco soporifero quando c’è da fare piazza pulita di narcotrafficanti in porzioni di scenario di modeste dimensioni, dove la caccia ai nemici si trasforma in un noioso nascondino, con questi che subiscono in maniera passiva le nostre incursioni, limitandosi ad azioni di guardia di un preciso settore. In aree più circoscritte invece, il livello di difficoltà è più netto, con i cattivi di turno che agiscono in modo più aggressivo, pronti a sopraffarci se non attueremo una giusta strategia.

Jagged Alliance: Rage!
I menu di gioco sono alcuni degli elementi con cui litigherete spesso

PROBLEMI A NON FINIRE

Chi ha giocato i precedenti titoli della serie o produzioni più recenti come XCOM o Phantom Doctrine saprà certamente che uno strategico a turni classico degno di tale nome non è solo caratterizzato da combattimenti, ma ha alle spalle anche un controllo articolato del roster, come un’apposita area adibita alla sua gestione o un sistema di crescita del personaggio in pieno stile RPG. Togliendo quest’ultima opzione, in Jagged Alliance: Rage! questo aspetto è stato cambiato ma con risultati non troppo positivi. Ciò è stato realizzato in virtù di un setting che vede i nostri mercenari alla ricerca di un modo per lasciare l’isola, spostandosi di volta in volta lungo le varie tappe da cui è composta, lasciando al giocatore decidere il percorso da intraprendere, fermandosi di volta in volta per gestire le scorte recuperate durante le missioni e curare eventuali stati negativi, come febbre o malattie, a condizione di avere il giusto oggetto.

Questa novità, così come le altre, si aggiungono alla lista di cose che se non ci fossero state di certo ce ne saremmo fatti una ragione. In tal caso va comunque sottolineata la voglia degli sviluppatori di inserire una piccola componente strategica che non sposta gli equilibri né in un verso, né in un altro. A inguaiare una situazione tutt’altro che rosea ci pensa inoltre un sistema di controllo poco preciso e per nulla reattivo, che spesso ci ha portato a eseguire movimenti nelle caselle sbagliate o azioni non volute. Perfino semplici compiti come recuperare il bottino di armi, oggetti e munizioni lasciati dai nemici, si rivela decisamente poco piacevole, proprio a causa di questa legnosità nel sistema di controllo. Se mettiamo il dito nella piaga affermando che anche i menu presentano chiari problemi nel modo in cui sono stati concepiti e realizzati, viene da pensare che lo slittamento di due mesi del gioco è servito a poco o nulla visto la qualità finale con cui il titolo è stato immesso sul mercato.

GIUDIZIO
Per quanto ci si possa sforzare, trovare del buono in Jagged Alliance: Rage! è un'impresa decisamente ardua, anche mostrando una certa bontà dovuta al periodo natalizio. L'elenco delle cose che non convincono supera di gran lunga i pochi pregi di cui il titolo può fregiarsi, se non altro per una realizzazione scadente in tutte le parti da cui si compone lo strategico a turni realizzato da Cliffhanger Productions. I numerosi difetti e scelte poco sensate fanno di questo titolo uno spin-off della serie di cui non se ne sentiva il bisogno, ovviamente in considerazione della qualità generale di un capitolo che ha poco con cui spartire con i grandi esponenti del genere. Tuttavia qualche elemento positivo si intravede ma non basta. In conclusione Jagged Alliance: Rage! è un prodotto che non si avvicina alla sufficienza, e se avete intenzione di acquistarlo per Natale probabilmente farete bene a cambiare idea, magari recuperando i primi capitoli della serie o investendo il vostro denaro su strategici a turni nettamente migliori come il recentissimo Mutant Year Zero: Road to Eden.
GRAFICA6
SONORO5
LONGEVITÀ6
GAMEPLAY5.5
PRO
La modalità cooperativa per due giocatori è divertente...
CONTRO
... peccato non poter dire lo stesso del resto
Sistema di controllo poco reattivo e impreciso
Direzione artistica molto discutibile
5.6
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