Skyhill
Versione testata: PS4 Pro

Skyhill

Quello che per Perry Jason si prospetta come l’ennesimo viaggio d’affari in città, si rivelerà essere l’inizio di un incubo, scaturito a causa di un attacco nucleare lanciato durante il terzo conflitto mondiale. Dall’alto della sua lussuosa stanza d’albergo, situata all’ultimo piano dell’hotel Skyhill, l’uomo in giacca e cravatta dovrà farsi strada tra mutanti e creature aberranti lungo i cento piani che compongono l’edificio, in cerca della via d’uscita. È la sequenza filmata in stile fumetto a raccontarci come sono andate esattamente le cose, dove saremo chiamati a sopravvivere in uno spazio totalmente ostile e costellato di pericoli, rappresentati da mostruosi nemici che infestano l’edificio.

Skyhill si era già mostrato al pubblico tempo fa, approdando su PC, Android e iOS, adattandosi perfettamente all’interfaccia touch dei dispositivi mobile. A distanza di oltre due anni dal lancio, Daedalic Entertainment ripropone su console il suo action survival con elementi tipicamente roguelike e una struttura procedurale delle partite al fine di mantenere un costante tasso di sfida per i giocatori. Un’impresa ardua che richiederà sangue freddo, strategia e anche un pizzico di fortuna. Noi ci siamo riusciti, non senza sudare le fatidiche sette camicie, e siamo sopravvissuti per raccontarvi tutto sul gioco in uscita il 24 ottobre anche su PlayStation 4 e Xbox One.

DISCESA ALL’INFERNO

La suite in cui ha inizio la nostra lunga discesa infernale funge da vera e propria base operativa: questa permetterà ai giocatori di sfruttare le risorse recuperate durante la discesa per creare armi, oggetti utili alla sopravvivenza, cibo e medikit, mentre il letto invece aiuterà il personaggio a recuperare salute sacrificando però preziosi punti fame, utili per spostarsi tra i piani dell’imponente grattacielo. Tutto ruota inevitabilmente alla meccanica che gestisce punti fame e salute, soprattutto i primi diventano l’elemento cardine su cui poggiano le basi di gameplay. Scendere o salire da un piano all’altro, spostarsi di stanza in stanza o usare l’ascensore, tutte queste azioni comportano l’uso di un punto fame per ogni singolo spostamento effettuato. Il ripristino di questi avviene, in maniera del tutto ovvia, consumando il cibo che è possibile raccogliere esplorando le varie stanze, facendo attenzione a non rimanere a corto di punti fame: in questo caso ne perderete due di salute per ogni movimento eseguito. Sorprendentemente curato invece l’inventario e il crafting, con una quantità davvero smodata di cibi, armi e materiali da poter creare nel nostro rifugio, sbloccandone di nuovi dopo aver migliorato il banco di lavoro o la cucina con i materiali raccolti.

L’altro aspetto importante del gameplay è rappresentato dall’uso dell’ascensore, che sarà disponibile solo dopo aver recuperato l’apposita scheda: questo permette di spostarsi da un piano all’altro dell’hotel, a patto che quello selezionato non sia inutilizzabile e che i generatori fuori uso siano stati riparati in precedenza, permettendovi di risparmiare tantissimi punti fame. L’esplorazione delle stanze, situate a destra e sinistra del piano centrale, diventa subito di fondamentale importanza ma potrete imbattervi in tutta una serie di nemici. Se gli scontri con le creature infernali nelle stanze appaiono opzionali, a meno che non attacchino prima di voi, diventano poi obbligatori se il nemico in questione si trova in prossimità dell’ascensore. Sconfiggendolo potrete in quel caso usare l’ascensore, se disponibile, oppure continuare la vostra discesa a piedi.

Prima di lanciarvi nel disperato tentativo di trovare una via di uscita, dovrete selezionare un bonus attivo e passivo (in totale ne sono disponibili venti) che però non sempre vi renderanno le cose più semplici: avviando la prima partita in assoluto non sarà possibile usufruire di alcun bonus, che saranno resi disponibili semplicemente giocando. Più piani riuscirete a scendere e maggiori saranno i bonus che sbloccherete, permettendovi di affrontare le successive partite con delle abilità diverse, incrementando le vostre possibilità di raggiungere l’agognata via d’uscita. Se quelli attivi forniscono quasi sempre un bonus utile, utilizzabile solamente una volta, quelli passivi spesso sono accompagnati da alcuni malus che possono pregiudicare il buon esito della vostra impresa. Ad esempio abbiamo bonus che permettono di usare un kit medico in qualsiasi momento, altri invece sbloccheranno tutte le porte che troveremo chiuse mentre altri ancora aumenteranno una sola statistica di un valore casuale.

Skyhill

UN CONTINUO SALI E SCENDI

Poco soddisfacente e alquanto semplificato il sistema di combattimento, di fatto il punto meno riuscito della produzione. Nonostante la presenza di una notevole quantità di armi bianche, la pochezza con cui si prova a far fuori i nemici ci è sembrata chiaramente un’occasione sprecata; sarebbe bastato ad esempio introdurre armi in grado di alterare lo stato dei nemici, e viceversa, per rendere gli scontri un tantino più interessanti. In sostanza è possibile scegliere se colpire i nemici alla testa, alla parte superiore del corpo o a quella inferiore: per ognuna di essa è indicata la percentuale di successo del nostro attacco e il range di danno procurato dall’arma equipaggiata. Di tanto in tanto capiterà di ricevere un turno extra di attacco o vedere quelli nostri e dei nemici fallire, ma il moveset di quest’ultimi rimane praticamente relegato a una sola mossa, con qualche variante di poco conto.

Insomma, la componente strategica è presente ma appena accennata, limitata alla scelta dell’attacco da eseguire o dal capire quando è il momento di rientrare al rifugio o tentare di recuperare risorse affrontando uno dei mutanti che infestano il grattacielo. Elementi che acquisiscono anche una certa valenza se proposti in ambito mobile ma a nostro avviso non del tutto sufficienti per risultare oltremodo interessanti per chi acquista il titolo su console. Acquisito un certo ritmo, riuscirete a scendere rapidamente verso il basso, salendo di tanto in tanto per riposare o creare armi più potenti o piatti con cui sfamarvi. E così via, finché non riuscirete a raggiungere il piano terra o morire nel tentativo di riuscirci, ripartendo dal punto iniziale con una nuova partita. In Skyfall vi capiterà spesso di morire, finendo col perdere punti salute a causa della mancanza di cibo o per via degli attacchi nemici; in ogni caso la morte non sarà mai vana e vi darà accesso a nuovi bonus da utilizzare nelle sessioni successive. Per godere appieno di questo action survival vi consigliamo di partire selezionando il livello di difficoltà intermedio, dove è richiesta una buona strategia per raggiungere la salvezza, grazie al buon tasso di sfida proposto anche dalla generazione procedurale delle partite, con tutti i pro e contro del caso.

TUTTO CAMBIA, NULLA CAMBIA

A ravvivare la situazione ci pensa un sistema di crescita del personaggio, che a ogni aumento di livello metterà a disposizione quattro punti da assegnare liberamente ad altrettante categorie: forza, velocità, destrezza e precisione. Ognuna di queste possiede dei bonus relative alle armi basate su di essa e altri relativi al ramo specifico, come la probabilità di eseguire un attacco critico o avere più fortuna nello schivare un attacco. Anche in questo caso non ci sarebbe dispiaciuto l’introduzione di una componente ruolistica del tutto rinnovata, capace di donare più spessore in termini di gameplay. I tre tipi di distributori presenti lungo i piani dell’hotel vi faranno molto comodo durante le vostre discese, fornendovi in maniera casuale oggetti curativi, del cibo o materiali in cambio di monete che troverete saccheggiando le stanze dell’edificio o sconfiggendo i nemici.

La promessa degli sviluppatori di rendere ogni partita diversa dalle altre è in parte mantenuta, con scenari effettivamente generati in maniera randomica, ma che finiscono con l’assomigliarsi in termini di gameplay. Cambiano si le posizioni dei nemici e tipi di risorse da recuperare, ma la mancanza di varietà un susseguirsi di partite che a lungo andare portano inevitabilmente il giocatore ad annoiarsi, anche dopo aver completato con successo la partita. La routine del raccogliere, uccidere creature e rifocillarsi segue un pattern ben definito ma non mancano alcuni eventi che in parte ne spezzano l’avvicendamento: richieste di aiuto sotto forma di SMS faranno capolino più volte nel corso della partita, ma talvolta tenderanno a ingannare il giocatore, indicandogli in quale piano dovrà presentarsi. Ancora più raro sarà imbattersi in un personaggio non giocabile con cui potremo scambiare un determinato oggetto, solitamente di buona fattura come armi, cibi o risorse difficili da reperire.

Skyhill

HOTEL DA INCUBO

I cento piani da cui è composto l’hotel Skyhill sono ricchi di insidie e pericoli che presto imparerete ad affrontare, anche se con qualche difficoltà iniziale. L’interfaccia di gioco appare chiara e riporta le informazioni essenziali come gli indicatori di punti vita e fame, con l’icona del personaggio che cambierà di stato a seconda dei danni ricevuti. Qualche problemino invece nella selezione e interazione con gli oggetti dello scenario, affidata ai tasti dorsali, dove spesso vi capiterà di eseguire un’azione piuttosto che un’altra. La varietà di situazioni non è tale da rendere sufficientemente diverse pur potendo contare su qualche evento speciale di tanto in tanto, come il già citato incontro con l’unico superstite intorno a noi o l’interazione con un computer che . Ben presto si avverte una certa ripetitività di fondo che accompagna ogni nostra azione, interrotta esclusivamente dal ritorno nel nostro rifugio per la creazione di pasti, medikit o riposare per permettere al protagonista di recuperare energia. In maniera del tutto intelligente, gli sviluppatori di Mandragora Games hanno inserito la possibilità di cambiare la velocità di gioco, che velocizza le animazioni dei personaggi e i suoi spostamenti, utile per i giocatori impazienti di arrivare al piano terra senza andare troppo per le lunghe.

Pollice in su invece per l’ottimo lavoro svolto dalla software house russa sulle atmosfere di gioco, brava nel donare a Skyhill un opprimente senso di macabra desolazione che pervade i corridoi dell’hotel. Gli sprite delle stanze offrono una buona varietà, con alcune di esse che mostrano i segni tangibili del disastro nucleare che ha trasformato gli ospiti della struttura in creature dall’aspetto deforme. Niente di sensazionale per il design dei nemici, con una visione artistica che prende spunto da un immaginario collettivo e ci propina un mix di mutanti, grossi nemici e classici zombi. La presenza di appunti e audio collezionabili da recuperare durante le sessioni aiutano a fare chiarezza sul background delle vicende che vede coinvolto Perry Jason; ascoltando questi messaggi si riesce ad apprezzare anche l’ottimo doppiaggio inglese. La presenza di quattro finali alternativi, alcuni dei quali incredibilmente riusciti, è sicuramente una buon invito a rigiocare Skyhill più volte ma, come sottolineato in precedenza, dopo poco il gameplay mostra una ripetitività di fondo che potrebbe farvi desistere dall’idea di affrontare nuovamente i cento piani dell’edificio.

Skyhill appartiene a quella cerchia di giochi che funzionano perfettamente in un determinato contesto, ma che sfortunatamente non soddisfano le aspettative se riproposti in una salsa diversa. In questo caso la trasposizione su console dell’action survival non si dimostra del tutto valida quanto quella già vista su PC e dispositivi mobile. Ciò nonostante, l’action survival a tinte roguelike offre un buon livello di sfida e un sistema di crafting inaspettatamente vario, limitato però da un sistema di combattimento a turni alquanto semplificato e da una generazione procedurale delle partite che non riesce sempre mantenere viva l’attenzione del giocatore per più di qualche ora.

GIUDIZIO
È un peccato constatare che l'interessante concept di base di Skyhill non sia sorretto da meccaniche di gioco abbastanza profonde e sviluppate. L'impressione è che con uno sforzo maggiore, soprattutto per quanto riguarda il combat system, ci saremmo trovati di fronte a uno dei migliori esponenti del genere. Nonostante la presenza di quattro finali alternativi e la raccolta di alcuni collezionabili, la formula di gioco pensata per Skyhill potrebbe effettivamente annoiare nella ripetizione delle stesse azioni, seppur con qualche piccola variazione sul tema. Tuttavia non ne sconsigliamo del tutto l'acquisto, ma se possedete un tablet abbastanza performante, fareste bene a valutare la versione mobile anche in virtù di un prezzo decisamente più competitivo.
GRAFICA7
SONORO7
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY7
PRO
L'atmosfera desolante è ben resa
Buona gestione del crafting e delle risorse
Concept di gioco interessante...
CONTRO
... ma la struttura di gioco non rende perfettamente su console
Ripetitivo dopo quache ora
Sistema di combattimento fin troppo semplificato
7
Contributor
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