Milano, anni ’70, un sottobosco criminale agisce nell’ombra per ottenere il contro degli affari sporchi in città. In questo contesto in cui la guerra tra clan impera, Piero Sacchi è uno degli uomini senza scrupoli al servizio del boss Lanzetta che dal quartiere Giambellino valuta le mosse migliori per mettere fuori gioco i suoi rivali.

Proprio dal bar in cui si incontrano i componenti della banda criminale inizia Milanoir, prima produzione della software house italiana Italo Games, che propone in un’ambientazione retrò e con uno stile retrò, un videogioco altrettanto vecchio stampo che unisce i principi degli sparatutto da sala giochi di trent’anni fa a una narrazione intrigante e che vi invoglierà a seguire la storia che, nei panni di Piero, andrete a vivere.

UNO SCAGNOZZO SENZA SCRUPOLI…

Malvivente dalla pistola facile, Piero è un uomo che non guarda in faccia nessuno. Scampato a un attentato alla sua vita basterà poco per vederlo in azione tra un compito assegnato dal boss e una feroce vendetta nei confronti della banda rivale che ha cercato di ucciderlo. L’avventura di Piero si svolge tra i quartieri di Milano, con la sua fida pistola in mano si farà strada tra i nemici livello dopo livello per colpire inizialmente gli scagnozzi avversari e affrontare al termine di scontri spericolati il boss di fine fase.

I controlli su Nintendo Switch, la versione da noi provata, si dividono tra lo stick analogico sinistro per muovere Piero sulla mappa, quello destro per mirare e i tasti dorsali per saltare o accovacciarsi (a sinistra) e sparare o ricaricare l’arma (a destra). Raccogliendo oggetti speciali (come una bottiglia incendiaria) entrerà in gioco anche il tasto Y del controller per lanciarla. Gli altri tasti sono dormienti e non verranno utilizzati, dato che l’interazione con l’ambiente che vi circonda è limitata e non potrete né raccogliere oggetti né altri elementi della mappa da lanciare agli avversari.

L’avventura di Piero, tra una sparatoria e l’altra, vi porterà a un certo punto a commettere una vera e propria atrocità. Il già cattivo scagnozzo di Lanzetta vedrà quindi crescere il numero di nemici intorno a lui e, a causa di una gola profonda, finirà in carcere.

…E LA RICERCA DEL TRADITORE

Sarà lì che il poco pacifico protagonista dovrà tenere duro, sopportare i soprusi delle guardie ma anche i rancori degli altri galeotti che tenteranno in ogni modo di fargli la pelle. Non appena liberato la Milano che Piero troverà di fronte ai suoi occhi sarà molto diversa, a partire dal potere del suo stesso capo, ma tra una missione e l’altra l’obiettivo più importante sarà quello di scoprire chi lo ha tradito e fargliela pagare.

La narrazione di Milanoir, per quanto parte di una storia intrigante e ben scritta, vedrà le vicende di Piero scorrere all’interno di un universo su binari. Non ci sono missioni secondarie, non ci sono eventi che possono essere affrontati prima o dopo: lo scandire degli eventi e delle tante sparatorie è uno e uno solo, rendendo di fatto la rigiocabilità dell’avventura già in principio poco avvincente.

Tra le meccaniche che poco comprendiamo vi è la mancanza di supporto per salvataggi e checkpoint. Ogni volta che chiudete il gioco vi verrà proposto di iniziare una nuova avventura, per fortuna con la possibilità di ricominciare dall’ultimo livello sbloccato. Durante l’azione, invece, se Piero viene colpito a morte potrete ripartire da un punto di salvataggio intermedio. Questa anomalia, che tra l’altro è poco chiara, la si scopre solo giocando: se dopo aver raggiunto un determinato punto, magari in prossimità della boss fight, chiudete il gioco per passare ad altro, la volta successiva dovrete ripartire dall’inizio.

L’unica soluzione non ufficiale è quella di mettere in standby la console ma, vista la difficoltà e la frustrazione nel tentativo di superare determinate parti del gioco, non sempre avrete voglia di giocare esclusivamente a Milanoir.

Di per sé questa prima produzione di Italo Games è sicuramente un prodotto interessante e inatteso, pecca di difetti di gioventù, in parte di natura tecnica in parte dovute a discutibili scelte di design, che renderanno tortuoso arrivare alla fine senza imprecare.

I controlli poco precisi non aiutano a rendere semplici le situazioni già complicate che dovrete affrontare, inoltre morire decine di volte nello stesso punto e nella stessa identica maniera per una difficoltà non sempre allineata con il resto del gioco rende quest’avventura a volte un po’ troppo frustrante.

Milanoir
Milanoir
GIUDIZIO
All'apparenza Milanoir potrebbe sembrare un lontano cugino italico degli originali GTA e, potenzialmente, avrebbe le carte in regola per poterlo diventare. In realtà è uno sparatutto da bar degli anni '80, con la possibilità di giocare le sequenze anche in compagnia e affrontare uno dopo l'altro i vari boss che incontrerete nel corso dell'avventura. Questo eccessivo attaccamento al passato si scontra con le meccaniche dei giorni d'oggi, manca totalmente la possibilità di "continuare" l'avventura e l'assenza di checkpoint vi costringerà a ricominciare il livello se non lascerete la vostra console in standby. Il potenziale per fare bene c'era tutto, i controlli non sempre all'altezza, una storia interessante ma troppo sui binari e una difficoltà a volte frustrante fanno però storcere il naso.
GRAFICA7
SONORO7
LONGEVITÀ5.5
GAMEPLAY5
PRO
Grafica in pixel art molto curata
Milan l'è semper Milan
CONTRO
Mancano i checkpoint
Pochissima libertà d'azione
A volte frustrante
6.5
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