Videogiochi e spazio, un binomio da sempre vincente, a partire dai vecchi cabinati fino ad arrivare alle moderne simulazioni spaziali. Da Star Citizen a Elite Dangerous, passando per il tanto chiacchierato No Man’s Sky. Ma se queste produzioni puntano tutte sull’aspetto simulativo, sono poche quelle a offrire un gameplay più immediato e divertente. Ed è qui che entra in gioco Everspace, nuovo titolo spaziale sviluppato dalla software house tedesca Rockfish Games. Dopo tutta la trafila di Kickstarter e Steam Greenlight, Everspace approda finalmente anche su PlayStation 4, nella versione Stellar Edition comprensiva di aggiornamenti e il DLC Encounters.

Everspace è un gioco ad ambientazione spaziale che mescola meccaniche da rogue-like a quelle tipiche degli sparatutto, senza disdegnare l’esplorazione dello spazio più profondo; il tutto in maniera procedurale dove difficilmente giocherete due sessioni uguali tra loro. Dopo aver attraversato lo spazio temporale tra pianeti e meteoriti in compagnia di Everspace, siamo ritornati alla base e questa è la nostra recensione “spaziale” di uno dei titoli indie più interessanti degli ultimi anni. Pronti a viaggiare verso l’infinito e oltre?

INTERSTELLAR

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana… uno scienziato di nome Adam Roslin, si ritrova a fuggire da una stazione spaziale dopo essere stato avvelenato in circostanze a lui ignote. Adam dovrà quindi raggiungere un laboratorio per trovare un antidoto e cercare di ricordare cosa sia successo esattamente. Sono queste le premesse narrative alla base di Everspace, che ci vede nei panni di uno scienziato in un futuro remoto in cui tecnologia e progresso hanno permesso al genere umano di formare colonie nello spazio. Quello del giocatore sarà un viaggio ricco di difficoltà e soddisfazioni tra asteroidi, salti temporali e fazioni in lotta per la supremazia spaziale.

Attraverso l’uso di filmati, sotto forma di sequenze statiche ben disegnate, scopriremo cosa è successo ad Adam e perché si ritrova a girovagare per la galassia. Vista la natura rogue-like del titolo, l’impianto narrativo è coerente con la struttura di gioco e giustifica la presenza di un suo clone ogni qual volta verrà fatto esplodere insieme alla sua nave spaziale. Sì, perché in Everspace si crepa spesso e in malo modo. Quello creato intorno a esso è un universo incredibile unita a una lore, aggiornata durante il corso del gioco, che riesce incredibilmente a mettere in secondo piano le vicende di Adam. Pur non trovandoci di fronte alla più originale delle trame, è apprezzabile il lavoro svolto da Rockfish Games soprattutto per quanto riguarda il contesto spaziale della sua produzione indie, ma che non ha nulla da inviare a titoli ben più blasonati.

GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI

Inutile negarlo, le prime sessioni di Everspace non sono esattamente delle passeggiate lunari, a causa del suo essere sempre imprevedibile e un tasso di sfida decisamente alto. Ad accompagnarci nei primi passi troveremo un tutorial decisamente completo che spiega le varie meccaniche presenti in Everspace. HIVE, questo il nome dell’intelligenza artificiale del computer di bordo, farà da spalla allo smemorato protagonista con una serie di scambi anche molto divertenti che andranno a ricostruire le vicende che hanno portato Adam alla fuga. Prima di partire all’avventura sarà necessario scegliere il nostro mezzo spaziale tra i quattro disponibili (due da sbloccare con i crediti recuperati durante le sessioni) e scegliere tra una vasta lista di miglioramenti che potrete acquistare e potenziare con i crediti ricevuti nella partita precedente.

Dal momento che i crediti vanno necessariamente spesi, quelli che non consumerete non rimarranno quindi a disposizione del giocatore, per cui è consigliabile acquistare questa sorta di “perk” anche in base al loro costo. Proseguendo nel gioco si potranno sbloccare personalizzazioni estetiche, pattern per la nave, e persino set di equipaggiamento diversi tra cui scegliere. Pure i perk non saranno attivi nelle sessioni successive, fatta eccezione per i glifi, potenziamenti speciali che invece sarà possibile equipaggiare a proprio piacimento. Nello stesso menu, vengono visualizzate altre informazioni come lo stato della nave, statistiche di ogni genere e quest secondarie oltre a poter consultare un database che contiene tutte le informazioni su personaggi, armi e fazioni scoperte fino a quel momento. Insomma, una vera e propria guida galattica per autostoppisti videoludici. Questo menu è presente anche in-game, con l’aggiunta di informazioni come lo stato del nostro mezzo (che è possibile riparare tramite nanobot e materiali accumulati), le risorse disponibili e la mappa stellare per capire in quale punto del settore ci troviamo.

SUNSHINE

La missione principale di Everspace prevede di viaggiare attraverso un determinato numero di settori, ognuno composto da un numero variabile di quadranti generati proceduralmente ad ogni partita. Attraverso la mappa stellare viene mostrata la struttura di ogni settore, con informazioni sulla presenza di determinati NPC e il grado di pericolosità dei quadranti. Prima però di passare ai settori successivi bisogna però viaggiare lungo i quadranti che lo compongono, sfruttando dei salti temporali situati al loro interno e riconoscibili da un’icona verde a forma di spirale. Le aree di gioco sono quindi abbastanza vaste ma ben delimitate, la cui composizione è gestita dal sistema procedurale del gioco.

A seconda della nave scelta possiamo contare su molteplici sistemi difensivi e offensivi che è possibile trovare in giro o confezionare con i materiali recuperati, gli stessi possono essere potenziati o riciclati in cambio di qualche risorsa. Il giocatore potrà così contare su diverse armi principali, ognuna con caratteristiche diverse dalle altre, come raggi laser o mitragliatrici gatling per indebolire prima lo scudo e successivamente lo scafo delle altre navi spaziali che incontrerà. Ma che shooter spaziale sarebbe senza generatori di campi magnetici e missili a ricerca? Ecco, in Everspace c’è l’imbarazzo della scelta in quanto ad armi secondarie, dai missili pesanti a quelli corrosivi, sistemi attivi e passivi di attacco o difesa e perfino consumabili che permettono per brevi istanti l’aumento di danni o il potenziamento dello scudo difensivo.

PUNTO DI NON RITORNO

Non avendo ambizioni da simulatore spaziale alla Elite Dangerous o No Man’s Sky, con tutti i limiti del caso, Everspace fa delle sue meccaniche da shooter rogue-like il fiore all’occhiello dall’intera esperienza. Le fasi sparatutto sono estremamente divertenti grazie anche alla precisa reattività dei comandi: potremo decidere se combattere dalla distanza, buttarci a capofitto nella mischia o scegliere un approccio mordi e fuggi. Gli scontri risultano sempre molto impegnativi, anche al livello di difficoltà più basso. Tre sono quelli disponibili, di difficoltà crescente e che prevedono dei bonus/malus come ad esempio un minore numero di crediti oppure maggiori probabilità di trovare risorse preziosi giocando al massimo livello di difficoltà. La durata dell’avventura principale si attesta sulle dieci ore che però possono variare data la natura procedurale del gioco, che però riserva un’altra decina di ore gioco portando a termine le side quest aggiunte dal DLC Encounters di cui parleremo più avanti.

Una struttura di gioco che però si rivela ben più profonda grazie alle fasi esplorative in cui, se il computer di bordo è stato potenziato abbastanza prima di iniziare la sessione, ci verranno segnalate tutte le risorse presenti nella zona ma anche eventuali pericoli e NPC vari. Addentrarsi all’interno di un gigantesco meteorite in cerca di cristalli o esplorare l’interno di quello che sembra un grosso incrociatore premierà quasi sempre i giocatori con risorse o potenziamenti per il loro mezzo spaziale. Ovviamente siamo ben lontani dalle fasi esplorative viste in altre produzioni ma tutto sommato si tratta di una sfaccettatura di gameplay discretamente realizzata ma che non osa più di tanto. La gestione della navetta invece ricopre un ruolo fondamentale in Everspace: in caso di danni è di vitale importanza riparare lo scafo della nave e nel caso eseguire una riparazione a uno o più componenti di essa. Un supporto vitale danneggiato farà calare la percentuale di ossigeno all’interno dell’abitacolo di Adam mentre dei sensori fuori uso comporteranno problemi con informazioni e indicatori di minacce, risorse o punti di interesse situati nell’area di gioco.

ODISSEA NELLO SPAZIO

Le possibilità offerte dalla struttura di gioco ben si adattano a una rigiocabilità praticamente infinita e, per i giocatori in cerca di una sfida ancora più estrema, gli sviluppatori tedeschi hanno pensato di aggiungere una modalità hardcore che trasforma il viaggio di Adam in una vera e propria odissea nello spazio. Iniziando una nuova partita nella modalità hardcore (gli sviluppatori hanno intelligentemente inserito slot di salvataggio separati per le due modalità) saremo limitati alla sola scelta della nave in quanto il sistema di upgrade iniziale non sarà disponibile e potremo migliorarla con i crediti guadagnati solo al passaggio tra un settore e l’altro. Non è finita qua perché a ogni avanzamento di settore saremo costretti a scegliere un handicap che rimarrà attivo per tutta la durata della partita.

Everspace è un gioco che richiede applicazione e talvolta punisce il giocatore senza apparenti colpe da parte sua. Anche dopo aver fatto fuori intere flotte di Deviati, essere riusciti ad evitare brillantemente trappole e meteoriti giganti, il tutto senza il minimo graffio, ecco che si può incappare in una sorta di “provvidenza spaziale” che non lascia scampo. Dal nulla, letteralmente, potremmo ritrovarci faccia a faccia con una corvetta Okkar che non esiterà a fare fuoco contro di noi. Questa imprevedibilità però talvolta rende frustranti le partite, aggiungendo un ulteriore step di difficoltà. In altre occasioni saremmo quasi costretti a vestire i panni di pirati spaziali in cerca di nanobot per riparare la nostra navetta o carburante per affrontare l’ennesimo salto del settore. Già, perché spostarsi lungo i settori richiede una buona dose di combustibile che è possibile recuperare in discrete quantità assaltando i trasportatori di carburanti o eliminando quante più navette spaziali possibile. Provare a eseguire un salto senza la giusta quantità di carburante è estremamente rischioso, con la concreta possibilità di danneggiare una o più componenti della nave e perfino vedere la stessa esplodere durante la traversata.

APOLLO 13

Quando si parla di “spazio procedurale” il primo gioco che viene in mente è No Man’s Sky. Se il tanto discusso titolo di Hello Games ha fatto del suo sistema procedurale uno dei suoi punti di forza, Everspace ne fa uso per generare ogni volta settori sempre diversi, rendendo ogni partita differente dalle precedenti. Sebbene con le dovute differenze tra i due, il mescolare le carte a ogni partita rende quest’ultimo particolarmente ricco di situazione in cui imbatterci. Potrà capitare infatti di ritrovarci in alcune zone dei settori privi di minacce o dover fronteggiare spesso flotte di Okkar ostili pronti a vender cara la pelle. Anche la presenza di determinati NPC o materiali cambia radicalmente l’esperienza offerta da Everspace e il modo il nostro modo di giocare.

Tra uno scontro a fuoco e l’altro, Adam potrà dedicarsi anche al commercio interspaziale con i vari mercantili sparsi lungo i settori. Oltre ad acquistare e scambiare risorse o upgrade, potremo anche far rifornimento di carburante o riparare la nostra navetta a patto di avere la fortuna di incontrare un apposito mercantile durante il nostro viaggio. Se invece volete darvi a saccheggi e distruzione, Everspace vi permette anche di diventare dei fuorilegge spaziali e prendere di mira qualsiasi nave vi capiti a tiro, con tutte le conseguenze del caso. In alcuni grandi relitti poi è possibile anche recuperare dei glifi che permettono al giocatore di scegliere equipaggiamenti da attivare a ogni partita, un modo per rendere più semplici le nostre avventure galattiche.

GRAVITY

Quel che Everspace riesce a ricreare perfettamente è la sensazione di solitudine che spesso e volentieri si avverte in uno o più quadranti del settore. Tempeste elettromagnetiche, sciami di asteroidi e relitti di navicelle compongono uno scenario tanto credibile quanto spettacolare, rendendo impossibile non fermarsi a contemplare le meraviglie dell’universo. Gran parte del merito è da attribuire anche a un sistema di illuminazione che regala pregevoli scorci, unitamente ad effetti visivi degni di nota come esplosioni, raggi laser e perfino i segni tangibili delle battaglie sulla nostra nave. Degno di essere menzionato anche il grande lavoro fatto con la fisica di gioco, grazie all’uso dell’Unreal Engine 4, tale da rende estremamente credibili le collisioni o il movimento dei meteoriti e detriti sparsi nell’area di gioco.

Tra la possibilità di scegliere la visuale in terza persona, quella esterna o in soggettiva, è assolutamente consigliata l’uso di quest’ultima per aumentare in maniera esponenziale il tasso di immedesimazione. Con la visuale dal cockpit si riesce ad apprezzare l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori tedeschi, soprattutto per quanto concerne i vari indicatori sullo stato della nave, quello delle armi, del carburante e nel segnalare la posizione di nemici o punti di interesse. Nelle altre due visuali l’HUD è disposto nella parte superiore dello schermo mentre in quella in prima persona avremo la possibilità di tenere sempre sott’occhio tutti gli indicatori anche durante le fasi più concitate. In caso di danni poi, oltre a crepe sul vetro frontale, vedremo anche anomalie al computer di bordo con tanto di indicatori funzionare a intermittenza. Insomma, in Everspace nulla è lasciato al caso.

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO

Su PlayStation 4 Pro il tutto appare ben rifinito grazie a una risoluzione in 4K (non nativa, ma raggiunti tramite il sistema di checkerboard rendering) con un frame-rate stabile sui 30fps e qualche calo in alcune fasi più concitate. Qualora non possediate uno schermo 4K potrete godervi lo spettacolo in Full-HD ma in questo caso con un frame rate a 60fps. Ottimo anche il comparto audio, con una colonna sonora incalzante e una buona campionatura degli effetti mentre non è presente il doppiaggio in italiano (ma ci sono i sottotitoli), un grande peccato vista l’ottima caratterizzazione dei personaggi all’interno del gioco e la brillantezza dei dialoghi.

Qualche parola va spesa anche sull’espansione Encounters (inclusa nella versione Stellar Edition disponibile su PlayStation Store) che amplifica le meccaniche del titolo e aggiunge, come suggerito dal nome, tutta una serie di nuove missioni, NPC e molto altro ancora. Tra un settore e l’altro potremo facilmente imbatterci in altri NPC che ci forniranno missioni, con tanto di ricompense una volta portate a termine le quest. Ognuno di esso può contare su una specifica nave e una caratterizzazione davvero notevole, basti pensare a Maurice, un robot dall’accento francese o Elek, una sorta di lontano parete di Ratchet, ma non mancano anche essere umani come la misteriosa Karlie. Aggiunte che rendono l’esperienza ancora più completa tale da far diventare indispensabile questa espansione per ciò che è capace di offrire rispetto al gioco base.

Everspace
Everspace
GIUDIZIO
Everspace è un titolo lontano eoni rispetto alle ultime produzioni del genere che sono approdate sul mercato videoludico in questi ultimi anni. Dimenticate quindi i simulatori spaziali come Elite Dangerous e il super finanziato Star Citizen perché Everspace punta a essere un rogue-like dal piglio decisamente arcade. Lo shooter spaziale di Rockfish Games brilla di luce propria grazie ad un gameplay impegnativo ma appagante e una realizzazione tecnica di primo livello, capace di teletrasportare il giocatore nei meandri più oscuri della galassia. Peccato per una trama poco sviluppata ed una difficoltà che risente della natura procedurale dell’intera produzione. Se siete amanti degli shooter spaziali allora Everspace è un acquisto obbligato che vi terrà occupati per tanti anni luce, dove ogni spedizione interstellare vi farà vivere emozioni sempre diverse. Everspace, un piccolo passo per Rockfish Games, un gigantesco balzo per gli shooter spaziali.
GRAFICA8.2
SONORO7.3
LONGEVITÀ7.7
GAMEPLAY8
PRO
Tanto arcade quanto divertente
Comparto tecnico e artistico ben realizzato
Tasso di sfida impegnativo...
CONTRO
...a volte fin troppo
Trama sottotono
Le fasi esplorative potevano essere più articolate
7.8
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