Nato all’inizio del secolo scorso, il Tourist Trophy è la più famosa e prestigiosa corsa di motociclismo a cui ogni pilota ambisca partecipare. Con alle spalle 98 edizioni, l’Isola di Man è teatro ogni anno di una corsa che si articola su un pericolosissimo circuito stradale di 60 km in cui i più abili, spericolati e soprattutto incoscienti piloti di tutto il mondo si ritrovano nel mese di giugno per rischiare letteralmente la vita per un massimo di sei giri, a seconda della categoria di moto a cui si è iscritti.

La pericolosità del Snaefell Mountain Course negli anni non ha mai messo in discussione la voglia di partecipare dei tanti piloti che sfidano soprattutto le loro capacità. La storia racconta che dall’inizio del Campionato del Mondo di motociclismo nel 1949 e per i 27 anni successivi l’Isola di Man rappresentava la tappa britannica del mondiale ma, propirio a causa dei pericoli a cui andavano incontro i partecipanti, il Tourist Trophy fu presto sostituito trasformandosi in una gara a sé.

Fiore all'occhiello di TT Isle of Man: Ride on the Edge è sicuramente la qualità con cui lo Snaefell Mountain Course è stato riproposto su schermo. Condividi il Tweet

Grazie agli sviluppatori di Kylotonn Games, già noti al grande pubblico per le ultime edizioni della serie WRC dedicata al campionato del mondo di Rally, da oggi anche gli appassionati di motociclismo con TT Isle of Man: Ride on the Edge potranno vivere l’ebrezza di percorrere i 60 km del circuito stradale e tentare di giungere al traguardo in prima posizione.

UNA SIMULAZIONE IMPEGNATIVA

Con alle spalle l’esperienza maturata con il suo videogioco rallistico, Kylotonn sulla carta ha tutte le potenzialità per proporre su schermo un simulatore di moto verosimile e sicuramente più riuscito del primo tentativo fatto con Motorcycle Club uscito nel 2014, quasi in contemporanea con l’espansione BIKES di DRIVECLUB per PS4. Ai tempi il titolo dedicato alle due ruote non ha infatti lasciato particolarmente il segno, se non in negativo, ma ha rappresentato un primo approccio verso una tipologia di giochi che solleticano il palato di molti appassionati ma che non sempre trovano un titolo di spessore a disposizione del pubblico.

I primi sfidanti da prendere in considerazione sono sicuramente gli italiani della Milestone che tra MotoGP, MXGP e lo stradale RIDE sono diventati il punto di riferimento in questo genere di titoli, apparentemente uguali tra loro per le meccaniche ma diversi per tipologie di moto, tracciati e modalità proposte in ognuno dei vari capitoli. Kylotonn ha quindi dovuto rimboccarsi le maniche e riempire la sua faretra di una serie di frecce da scoccare nel tentativo di fare centro con questo secondo tentativo.

Fiore all’occhiello di TT Isle of Man: Ride on the Edge è sicuramente la qualità con cui lo Snaefell Mountain Course è stato riproposto su schermo. Partendo da una cattura in laserscan e una completa raccolta fotografica di ogni singolo metro del tracciato originale, gli sviluppatori sono riusciti a portare di fronte ai nostri occhi l’intero percorso con una fedeltà che rasenta la perfezione. Ogni avvallamento, muretto, palo stradale, casa, traliccio, ponte o cassonetto è esattamente collocato dove lo si trova nella realtà.

Il risultato di questa scelta comporta non soltanto un piacere per gli occhi ma anche una particolare attenzione che il videogiocatore deve prendere in considerazione quando, a bordo di una delle moto proposte, tenterà di affrontare le strettoie, i lunghi rettilinei e i tanti sobbalzi che compongono questo difficilissimo circuito.

UN RALLY A DUE RUOTE

Esattamente come in una gara Tourist Trophy il concept del videogioco è rimasto invariato. Durante le gare i piloti partecipanti partiranno singolarmente a distanza di 10 secondi gli uni dagli altri, con una corsa a inseguimento dove i più forti riescono via via a superare gli avversari che li hanno preceduti. La modalità ricorda quella dei rally e permette, nella realtà quanto nel videogioco, di mantenere una distanza di sicurezza tra le moto in partenza ed evitare un’eccessiva concitazione dovuta all’adrenalina alla partenza.

Durante la gara saranno i tempi aggiornati via via durante i vari checkpoint per verificare le distanze tra i piloti, tenendo conto che per completare un intero giro “decentemente” sono necessari quasi venti minuti e un’intera gara simulata al 100% sfiora le due ore.

La complessità del percorso, dovuto all’alternarsi di rettilinei, avvallamenti, strette curve e porzioni cittadine, obbliga il pilota a commettere meno errori possibili. Sfortunatamente tutto si complica a causa dell’eccessiva verve simulativa proposta dal team della Kylotonn: ogni errore si paga pesantemente e la vostra moto, dopo un’animazione dovuta alla caduta, compare magicamente a centro pista per una ripartenza da fermo. L’assenza di una modalità “rewind” (già vista nella serie Forza o nei titoli sportivi di Milestone) a maggior ragione in un percorso tanto lungo e difficile si sente.

GUIDARE NON È SEMPLICE

In parte per una scelta stilistica e in parte per poca flessibilità, TT Isle of Man: Ride on the Edge non si presenta come un titolo alla portata di tutti. Il primo impatto non è dei migliori, con un menu molto scarno e poche opzioni a disposizione sia per ciò che riguarda la personalizzazione dei comandi sia per le personalizzazioni generali di interfaccia e camere a disposizione. Una delle opzioni che sicuramente non disattiverete molto facilmente è la linea tratteggiata che indica il percorso da seguire e vi avvisa quando siete in prossimità di una curva o un punto in cui dovete rallentare: rispetto al tortuoso Nürburgring Nordschleife di “appena” 20 km, per imparare tutti i 60 km dello Snaefell Mountain Course impiegherete sicuramente più tempo.

A rendere più complicata la curva di apprendimento è sicuramente, come anticipato, l’approccio dato dagli sviluppatori al modello di guida: TT Isle of Man è un videogioco davvero impegnativo. Anche attivando tutti gli aiuti muoversi all’interno del circuito non è per nulla semplice dato che ogni minimo urto verrà punito con una caduta. A volte basterà sfiorare un cespuglio per vedere la moto bloccarsi come se aveste investito in pieno un muro di piombo e il vostro pilota volare come fosse lanciato da una fionda dall’altra parte del mondo.

Riuscire a tenere in pista la moto non è facile, specie con controllo di trazione impostato su basso, dato che basta dosare male l’acceleratore per veder slittare la vostra due ruote sull’asfalto, intraversarsi e schiantarsi col primo muretto al vostro fianco. Stranamente, però, l’effetto “sgommata” in partenza ricorda un po’ troppo le auto e poco le moto che tipicamente impennano e non perdono aderenza con così tanta facilità.

60 KM (E QUALCOSA IN PIÙ) NON POSSON BASTARE

Per non risultare limitata, l’offerta proposta da Kylotonn è ampliata dalla presenza di una decina di circuiti totali. Oltre allo Snaefell Mountain Course dell’Isola di Man, sono stati aggiunti dei circuiti aggiuntivi sempre a tema stradale ambientati in Scozia, Irlanda del Nord, Galles e Inghilterra. Pur variando le ambientazioni il risultato cambia però di poco, dato che l’impatto visivo è fondamentalmente il medesimo con la variante della possibilità di effettuare gare con più giri e più competitive, ovvero meno di resistenza, rispetto al percorso originale che è sicuramente molto più duro da affrontare.

Come ulteriore alternativa il Tourist Trophy è comunque divisibile in tappe, da affrontare quindi a porzioni di vari chilometri, per evitare di dover attendere quei lunghi e stressanti venti minuti per completare un intero giro quando avete poco tempo a vostra disposizione e, soprattutto, per imparare in modalità pratica il circuito completo un po’ per volta.

A rendere ulteriormente varia la proposta ci pensa la possibilità di impostare tre differenti fasce temporali della giornata per la partenza della vostra gara (mattina, pomeriggio e sera) a cui si aggiunge, per la gioia dei vostri occhi, il ciclo dinamico giorno/notte quando effettuerete una simulazione completa dell’intero Snaefell Mountain Course.

ROMBO DI TUONO

Per quanto riguarda la componente sonora le musiche risultano molto ripetitive e difficilmente le terrete attive, fortunatamente cambia tutto se prendiamo in considerazione il suono dei motori delle moto disponibili. Sulla carta ci troviamo con 23 dei piloti più famosi che hanno partecipato all’ultima edizione, in realtà ci ritroviamo con pochi modelli a disposizione riproposti con differenti livree. Non tutti i marchi e i motori hanno però una fedeltà assoluta: molto più belle da sentire le moto Honda CBR, per esempio, della Yamaha R6 che quando va su di giri non offre un ottimo spunto appena raggiunto il limitatore tale da invitare al cambio marcia “a orecchio”. La voce guida, a parte quella dell’introduzione, è in italiano e offre soltanto alcune informazioni e racconta ogni tanto un po’ di storia sul Tourist Trophy e porzioni del circuito. Nulla di più.

TT Isle of Man
TT Isle of Man: Ride on the Edge
GIUDIZIO
TT Isle of Man: Ride on the Edge è un titolo gradevole, a tratti affascinante, ma che tuttavia non offre quei contenuti extra che potrebbero renderlo qualcosa di più oltre a un simulatore dedicato al circuito dello Snaefell Mountain Course. Poche le moto a disposizione, poche le modalità, difficile l'approccio alla guida e poco alla mano anche per chi vuol godersi il circuito dell'Isola di Man anche semplicemente dal punto di vista di un appassionato che vuol godersi il panorama: manca del tutto una modalità fotografica con camera libera che avrebbe sicuramente offerto un appeal diverso anche nel semplice girovagare della modalità time trial. La qualità realizzativa non riesce a bilanciare la povertà dei contenuti ed è un vero peccato.
GRAFICA7.5
SONORO7.2
LONGEVITÀ6.8
GAMEPLAY7.4
PRO
Isola di Man ricreata fedelmente
Si respira l'atmosfera del Tourist Trophy
CONTRO
Sistema di guida troppo punitivo
Mancano rewind e foto
Poca varietà di contenuti e modalità
7.2
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