Bridge Constructor Portal
Versione testata: Switch

Bridge Constructor Portal

Chi si ricorda del brand Bridge Constructor? Si tratta di una serie di giochi studiati per sfruttare il touchscreen dei device Android e iOS che ha riscosso decisamente molto successo, così tanto da aver attirato l’attenzione di un colosso come Valve, che ha espressamente richiesto quello che possiamo definire uno spin-off della serie a tema… Portal. Ebbene sì: il popolare gioco di casa di Gabe Newell “trasloca” (ma neanche più di tanto) dal suo genere di appartenenza e si colloca in quella che, a prima vista, potrebbe apparire come una sorta di avventura, ma che in realtà nasconde una sfida decisamente impegnativa.

Questo è Bridge Constructor Portal, nonché è il primo tentativo di Valve di invadere altre piattaforme con un suo franchise originale. Il successo non è affatto garantito, ma come si dice in questi casi, “buona la prima“.

Bridge Constructor Portal

IL RITORNO DELLE GRANDI OPERE

Come già avete potuto intuire sicuramente dal titolo del gioco, Bridge Constructor Portal ci mette nei panni di una sorta di stagista impegnato a costruire dei veri e propri ponti di collegamento tra le varie stanze del Centro Arricchimento di Aperture Science. Dopo un test iniziale decisamente sopra le righe, indossiamo il nostro elmetto da lavoro e ci tuffiamo immediatamente in quella che parte fin da subito come una vera e propria sfida al nostro intelletto.

Bridge Constructor Portal richiama alla mente il gioco originale vero e proprio. Cuore del gameplay è appunto la costruzione di ponti per far passare i macchinari che viaggiano attraverso i laboratori della “ditta” simbolo del titolo Valve. Se le prime prove sembrano decisamente semplici, il tasso di sfida incalza con una difficoltà sempre crescente mettendoci a dura prova già dopo una manciata di livelli: dei 60 quadri previsti dagli sviluppatori, non fatichiamo a credere che molti di voi potrebbero incappare in serie difficoltà una volta superata la prima decina. Il bilanciamento è ben strutturato e nonostante sia sempre più difficile riuscire, almeno al primo colpo, a portare a termine la nostra costruzione, possiamo assicurarvi che dopo oltre quattro ore alle prese con l’esperienza degli studi ClockStone, non abbiamo mai avvertito frustrazione per l’incapacità di superare un particolare livello.

Bridge Constructor Portal

La costruzione dei nostri percorsi parte da un modello molto base: inizialmente potrete costruire solo la “strada” vera e propria, aggiungendo successivamente un sostegno per i nostri ponti. In questo caso vengono in aiuto dei supporti in metallo o corde, che devono però essere sistemati nella maniera corretta al fine di evitare crolli che, come potrete immaginare, potrebbero costare la vita a coloro che devono attraversarli. In questo caso avrete però la possibilità di testare con mano il ponte prima dell’effettivo collaudo, con una simulazione di peso e di portata. Possiamo aggiungere pezzi, coprirli, sistemarne l’angolazione così da rendere il nostro ponte una vera e propria grande opera e facilitare l’accesso ai veri settori del Centro Arricchimento di Aperture Science.

Se il gameplay resta dunque praticamente immutato rispetto ai giochi precedenti della serie Bridge Constructor, la licenza Portal serve sicuramente a offrire quel qualcosa in più in termini di sfumature. In primis a riempire i vari livelli con le citazioni dai due giochi originali: sono presenti infatti dei continui riferimenti alla famosissima torta, i portali che spingono il furgone da una parte e dall’altra e (sorpresa sorpresa) la voce originale di GLaDOS. Il tutto andrà man mano evolvendosi progressivamente, andando ad aggiungere nuove sfide e puzzle che fanno dell’uso dei portali un modo per complicare la vita del giocatore, che sarà obbligato a trovare un modo per far sì che i mezzi di lavoro (a volte, intere carovane) possano passare da un punto all’altro superando ostacoli, torrette e tutti quegli elementi tipici che, a suo tempo, ci hanno fatto disperare nella serie Portal.

Bridge Constructor Portal

Tutto ciò, unito a una veste grafica semplice ma funzionale e un sacco di livelli divertenti, Bridge Constructor Portal si rivela essere molto di più di un semplice spin-off. Abbiamo testato il gioco su Nintendo Switch, giocando per la maggior parte in modalità docked, che allarga la cornice nativa di 720p alla risoluzione massima offerta dal vostro televisore. In modalità portatile c’è la possibilità di sfruttare il touchscreen, ma a conti fatti i due Joy-Con rendono decisamente più funzionante il lavoro da ingegnere, offrendo maggiore precisione nella realizzazione dei ponti. Il gioco è comunque disponibile anche per PS4 e Xbox One dallo scorso 1 marzo, dopo aver calcato i palchi di PC e device Android e iOS lo scorso anno: l’elmetto è davvero alla portata di tutti.

GIUDIZIO
Non era semplice. Valve è sempre stata mitizzata dai giocatori PC come una casa in grado di non sbagliare praticamente mai. Il rischio di vedersi davanti uno spin-off di Portal poteva essere davvero "traumatizzante" per i due team che hanno lavorato per portare questa inconsueta esperienza sugli schermi, ma fortunatamente il risultato finale si è rivelato oltre le aspettative. Bridge Constructor Portal si dimostra essere un puzzle game molto divertente e in grado di intrattenere e sfidare il giocatore per tante ore. Certo, si tratta di un gioco rivolto quasi esclusivamente agli "aficionados" del genere, ma per il pezzo di vendita dargli una chance non è assolutamente un crimine di guerra. A patto, ovviamente, di accettare cosa si trova davanti, ovvero un pack di 60 livelli in grado di spremere e mettere a dura prova le vostre meningi.
GRAFICA7
SONORO6.5
LONGEVITÀ8
GAMEPLAY8
PRO
Portal in una nuova salsa: ci piace!
I puzzle sono decisamente ben progettati
Buona combinazione dei due universi
CONTRO
Non si tratta di un gioco semplice
Il primo impatto può decisamente spiazzare
7.5
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