I Collectible Card Game, o CCG per i veterani, sono ormai una stabile realtà all’interno del panorama videoludico. Mentre molti anni or sono ci dilettavamo nei negozi giocando a Magic o a Yu-Gi-Oh (e lo facciamo ancora oggi, a volte), giocare a carte è ormai diventato un fenomeno da consumare su dispositivi digitali, perfino con tradizioni iconiche da pensionati come l’intramontabile Briscola.

Sebbene i primi a portare le carte digitali furono gli adattamenti di giochi reali, come il già menzionato Yu-Gi-Oh e il compianto Duel Masters, piano piano si sono fatti largo alcuni esperimenti che portarono a titoli originali di estremo successo, come Hearthstone o Shadowverse. A oggi ci sono tantissimi CCG virtuali in un mercato che a fatica lascia spazio alla concorrenza, dominato dal colosso di Blizzard che fa grandi numeri sia nel mondo degli eSports che su Twitch. In questa nicchia, accodandosi un po’ ai recenti Gwent e The Elder Scrolls: Legends, arriva il novello Fable Fortune. Portando sulle spalle il peso di un marchio amatissimo dai giocatori, Flaming Fowl Studios e Mediatonic si sono unite per lanciare un card game free-to-play ambientato nell’universo della famosa saga videoludica. Sarà in grado di portare qualcosa di diverso all’interno del genere, accaparrandosi una nicchia nella concorrenza, o l’esperimento legato all’iconico quanto tormentato franchise è destinato a rimanere nell’ombra dei suoi competitor? Con l’uscita del titolo dall’accesso anticipato, è arrivata l’ora di verificare le sue potenzialità.

TENZONI FIABESCHI

Come tutti i suoi simili, Fable Fortune inizia con dei brevi scontri tutorial per spiegare le meccaniche dei match e delle unità. A livello di meccanismi base, lo standard delle ultime tendenze viene mantenuto in toto. Infatti ogni servitore possiede tre valori: costo, vita e attacco. Insieme a essi non potevano certo mancare eventuali effetti aggiuntivi, come quelli attivabili durante le evocazioni, i potenziamenti a fine turno e via dicendo. Come di consueto, per giocare le carte ci si avvale di una risorsa con un aumento esponenziale basato sui turni. Questa volta non sarà il super utilizzato mana, ma l’Oro. Tale valuta ha diverse funzioni oltre a essere il pool delle evocazioni, e ciò è una delle prime avvisaglie di originalità che si incontrano già dalla premessa.

Tra esse vediamo protagonista la meccanica difensiva. Mentre di solito solo alcune determinate unità hanno l’abilità Guardia, che permette di difendere i punti vita del giocatore utilizzando i servitori come “bloccanti”, in Fable Fortune è possibile invece applicarla a proprio piacimento una volta per turno spendendo un’unità del suddetto Oro. L’utilizzo creativo di una risorsa di solito passiva è un punto decisamente a favore del gameplay del titolo, che potrebbe anche risultare più malleabile e dinamico rispetto ad altri titoli in quella pratica chiamata “gestione del tempo”. La possibilità di difendere un po’ di più la propria vita rende inoltre le cose più difficili per tutti quei mazzi aggressivi che sfruttano la possibilità onnipresente di infliggere danni al giocatore, bypassando anche un esercito di unità in semplici mosse. Ciò allunga la durata dei match e la differenziazione dei vari mazzi, cosa non da poco in un panorama dove di solito il meta è fin troppo monotono e incatenante.

Purtroppo però, per quanto ci provi, il cuore di Fable Fortune è tutt’altro che diverso dallo standard, anzi ne rientra in pieno perfino nei vari effetti delle carte. L’eccessiva similitudine con alcuni capisaldi del genere non giova di certo all’acerba creazione di Flaming Fowl, incatenata a dei dogmi di gameplay fin troppo seguiti alla lettera. Il team di sviluppo ha provato a unire il meglio dei due mondi rivitalizzando e inserendo il sistema morale, meccanica famosissima dei tre capitoli RPG. Attraverso le missioni (anche qui, un elemento già visto) sarà possibile decidere se diventare buoni o cattivi in modo da ottenere effetti diversi a seconda della propria decisione. Ad esempio, il potere eroe otterrà nuove funzioni e alcune unità si trasformeranno in base alla nostra inclinazione morale. Ciò sicuramente aggiunge un alone di varietà all’interno delle partite, ma il cambiamento che tale meccanismo apporta non ha un impatto sufficiente a far scuotere l’impianto di fondo utilizzato, che appare più come un piatto riscaldato piuttosto che una nuova, invitante ricetta. Un’assenza di verve è forse il peccato più grande nei confronti di quelle idee ben congegnate che, a stento, fanno capolino tra una eccessiva rivisitazione e l’altra.

Nonostante questa staticità generale, Fable Fortune è piuttosto curato nel bilanciamento delle varie carte e degli eroi utilizzabili. Al momento in cui pubblichiamo questa recensione sono disponibili solo tre eroi su sei e il set base del gioco, ma c’è abbastanza quantità da poter sperimentare quanto si vuole, con molte opzioni viabili a propria disposizione. A facilitare il processo creativo ci sono i mazzi iniziali divisi per archetipi, tuttavia non c’è nessun obbligo che vi costringe a rimanere in essi. Scandagliando i vari menu, risulta palese la volontà di espandere i set disponibili partendo da quello base, e in futuro ci sono tutti i presupposti per dei miglioramenti importanti nel caso in cui si correggessero i difetti presenti al lancio. Se le espansioni saranno in grado di alterare sensibilmente il gameplay, potrebbero essere una vera salvezza per il materiale odierno.

LA MORALE È SEMPRE QUELLA

Ciò in cui però eccelle Fable Fortune è offrire un corretto equilibrio tra PvE e PvP. Oltre ai classici match contro i giocatori online, gli utenti potranno confrontarsi anche con l’intelligenza artificiale in diversi interessanti modi. Iniziando dalla storia, Flaming Fowl propone per ogni eroe una campagna dove si dovranno affrontare diversi Boss in successione. La difficoltà degli scontri è crescente e spesso lo è anche fin troppo, costringendovi a creare mazzi precisi per contrastare le tattiche sleali dei rispettivi poteri eroi. Impossibile allontanare il paragone a Hearthstone anche in questo frangente, che in questo caso ha però un ruolo di maggior risalto nel titolo prodotto da Mediatonic. L’intento in questione risulta evidente soprattutto nell’azzeccata scelta di creare eventi a tempo per il multiplayer, dedicati anche a dei Boss appositamente inseriti all’interno del gioco per l’occasione, con tanto di ricompense da sbloccare con punti e prestazioni in battaglia.

A questo mix si va ad aggiungere un altro elemento innovativo, una vera e propria ventata d’aria fresca per gli amanti delle lotte contro l’IA: la possibilità di affrontare i Boss in cooperativa. Che siate circondati da amici virtuali o solitari internauti, il gioco metterà a disposizione diversi modi per trovare alleati e dare battaglia ad iconici nemici della serie. La collaborazione risulta anche piuttosto necessaria, data la difficoltà di alcuni particolari avversari rognosi. Si tratta di una modalità molto ben strutturata e in grado di accattivare perfino l’utenza devota al PvP. Per quest’ultimi ci saranno ovviamente anche eventi paralleli, in modo da soddisfare ogni frangia d’utenza.

Sebbene tutto questo sia certamente promettente, per quanto sia basato sulla grande struttura eccessivamente standardizzata, non basta a sopperire al poco appeal che Fable Fortune esercita con il suo lato tecnico. La colpa principale è da affibbiare interamente al comparto estetico, curato in modo spartano e molto lontano dalla qualità artistica che il genere può permettersi di consegnare. L’asticella dei CCG è generalmente piuttosto alta, soprattutto quando si considerano le illustrazioni ed i campi da gioco/menu. In questo caso, il lavoro svolto è a malapena sufficiente anche nelle sue parti migliori.

Le arene in cui si svolgono gli scontri sono indubbiamente abbastanza curate, ricreando alcune location famose della saga nei dettagli per la gioia degli amatori, ma gli elementi che si posizioneranno in esse non hanno goduto di altrettanta attenzione. Le carte presentano degli artwork alle volte molto scarni, con una semplice figura poco dettagliata su uno sfondo povero e monocromo. Quasi tutte le unità rispondono a questa descrizione, perfino quelle più rare in cui ci si aspetterebbero grandi sfarzi per sottolinearne l’essenza speciale. Tale difetto si riflette anche in quella che dovrebbe essere la parte più invitante di Fable Fortune e di un CCG qualsiasi: l’apertura dei pacchetti. Nel momento in cui si vanno a scartare le buste del set base, le animazioni primitive si accompagneranno perfettamente alla totale assenza di qualsiasi elemento che possa aumentare la felicità di aver ricevuto una carta superiore al valore raro. Se a questo aggiungiamo le illustrazioni poco entusiasmanti, si scorreranno i pacchetti come se fossero carta straccia o delle bollette. Per fortuna, Fable Fortune è un gioco piuttosto generoso e compensa le cadute di stile rifornendo le nostre collezioni piuttosto rapidamente, il che favorisce il consumo permettendo la sperimentazione dei mazzi in poco tempo.

Il problema dell’appeal rimane comunque eccessivamente evidente nelle fasi di gioco. Animazioni legnose, musiche sottotono ed effetti sonori dimenticabili rendono difficile appassionarsi al titolo, che sotto tutto questo ha comunque delle idee interessanti e una backstory ricca da cui attingere a piene mani. Come ogni altro CCG, c’è tempo per evolversi nel corso degli anni, per migliorare quanto presente ed esaltare le idee azzeccate. Al momento, però, sarà molto difficile garantirsi una nicchia all’interno del panorama del genere.

Fable Fortune
Fable Fortune
GIUDIZIO
Fable Fortune è un altro CCG da aggiungere alla lunga lista di titoli del genere basati su un famoso franchise di RPG. Sebbene ci siano alcune idee interessanti, come il sistema morale e il forte focus nel lato PvE, l’impianto generale è contornato da problemi e mediocrità che minano quel potenziale che il mondo di Fable possiede. Non si tratta affatto di un gioco pessimo, e alcune modalità sono anche divertenti da giocare, ma al lancio non si riscontrano elementi capaci di spingere i giocatori a tornare sui campi di battaglia. Se venisse sfruttata meglio l’ottima modalità coop e il bilanciamento ben strutturato, si potrebbe ottenere una varietà originale in grado di sopperire alle mancanze tecniche.
GRAFICA6
SONORO6
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY6.5
PRO
Modalità cooperativa originale
Torna il sistema morale iconico del franchise
Sistema di ricompense generoso
CONTRO
Comparto tecnico non entusiasmante
Tanti elementi ridondanti
6.5
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