I Pilastri della Terra
Versione testata: PS4

I Pilastri della Terra – Episodi 1 e 2

Nel mondo dei videogiochi è raro vedere opere tratte dai libri. In Italia, per esempio, è stato “celebre” il tentativo di portare su PC il mondo de Le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi, il quale però è rimasto sconosciuto ai più proprio per la produzione di nicchia con la quale era stato concepito. Sebbene l’idea fosse lodevole, non è certamente facile trasformare le parole su carta in pixel e meccaniche di gameplay.

Daedelic Entertainment, team ideatore della saga di Deponia, ha dunque accettato questa sfida e ha deciso di convertire in un’avventura grafica episodica la famosissima trilogia di Ken Follett iniziata con I Pilastri della Terra negli anni ’80. Per chi non riconoscesse il nome, si tratta di alcuni romanzi storico/medievali ambientati nell’Inghilterra feudale, a cavallo tra fatti storici e una trama originale basata sugli avvenimenti dietro la fittizia cattedrale di Kingsbridge. Sebbene si discosti dalla pura ricostruzione storica, il crudo periodo di riferimento è rappresentato fedelmente anche nel videogioco, scandito da lotte per il trono, soprusi verso i ceti popolari e tragedie comunitarie al cui centro ci sono i sfortunati protagonisti appartenenti a diverse frange della società.

Il fardello di riprodurre tale capolavoro della letteratura è piuttosto pesante, tanto da far chiedere ai più appassionati della carta stampata se sia un esperimento valevole di essere vissuto, soprattutto dopo la recente pubblicazione di La Colonna di Fuoco. Daedelic Entertainment non si è affatto tirata indietro davanti a questo onere, forte della sua esperienza e della volontà di dare nuova linfa vitale alle parole di Ken Follett, sia su computer che su console.

DI POVERI E NOBILI DECADUTI

Sebbene il titolo in questione abbia complessivamente tre episodi, l’adattamento videoludico è relativo solamente al primo libro da cui prende in prestito il nome, ovvero I Pilastri della Terra. È bene sottolineare che ogni parte di questo progetto prende come riferimento determinati capitoli, prontamente segnati nel menu di gioco per venire incontro soprattutto a chi ha già letto l’opera o a chi lo sta facendo e vuole evitare qualsiasi tipo di spoiler.

Il giocatore sarà dunque testimone degli avvenimenti che daranno inizio agli enormi cambiamenti del feudo inglese, iniziando con il sogno di Tom Builder di costruire una cattedrale per dare sostegno alla sua famiglia, ormai in completa povertà e finita a vagare per i boschi. Per quanto lo scenario degli alberi innevati sia idilliaco, il gioco rende ben chiara la crudeltà dell’epoca fin dalle prime ore, soprattutto quando abbandoneremo la foresta per seguire il pellegrinaggio di Padre Philip verso il priorato di Kingsbridge, dove le sanguinose barbarie belliche si fonderanno con la ricerca disperata della speranza nella fede.

La città è completamente in rovina, stretta dal gelo dell’inverno e dalle moltissime disgrazie che l’hanno colpita negli ultimi anni. Tra tutte, la morte del priore è stata un duro colpo per la comunità cristiana della sua cattedrale, la quale dovrà decidere un successore in tempi brevi per evitare il collasso. In tale lotta al potere ecclesiastico, Philip diventerà un baluardo che molti avranno interesse a spezzare, soprattutto nel momento in cui diventerà una pedina cruciale per le guerre in arrivo.

Tali conflitti si allargheranno ben oltre Kingsbridge, fino a Winchester e alle terre di Shiring. Qui, tra fortezze e cavalieri, troveremo Aliena e suo fratello, altri importanti protagonisti della narrazione. Entreranno principalmente in gioco nel secondo episodio, quando con le nostre azioni finiremo per decidere le sorti della loro terra e del futuro sovrano del feudo. È evidente la volontà del team di sviluppo di voler rendere “tematici” gli episodi, basandoli su determinate dinamiche sociali di volta in volta. Nel primo, infatti, l’attenzione è risposta sul clero e sulla sua influenza all’interno della politica, mentre nel secondo si assiste alla lenta decadenza nobiliare per poi passare alla prospettiva del comune cittadino travolto dai cambiamenti dei regnanti. Come è evidente, per quanto ci siano scene d’azione non si tratta di certo di un racconto d’azione come il Trono di Spade, perciò il ritmo è lento al punto giusto per ciò che vuole raccontare. Aspettarsi qualcosa di diverso sarebbe errato, sebbene ci siano alcune sequenze concitate nel corso della storia.

Proprio i momenti di riflessione per il giocatore sottolineando la moltitudine di scelte a cui saremo sottoposti, le quali costituiscono la differenza principale tra la trama del videogioco e del libro. Attraverso le nostre azioni e parole, saremo in grado di modificare sensibilmente lo scorrere degli eventi ideati da Follett, rivisitati quasi totalmente dal team di sviluppo per adattarsi al nuovo formato narrativo. Per quanto gli elementi principali rimangano invariati, i puristi più fedeli potrebbero trovare poco approfondito l’approccio di Daedelic Entertainment. Molte scene, dialoghi e situazioni non compaiono all’interno della trasposizione, soprattutto per quanto riguarda il “tono” con cui sono stati illustrati diversi momenti abbastanza crudi del libro. Tuttavia, nonostante non sia una conversione 1:1, il lavoro svolto è eccezionale proprio perché è una “sceneggiatura” nuova in grado di ramificarsi mantenendo però saldo lo spirito dell’originale. Qualunque lettore, anche navigato, potrà immergersi nuovamente nel XII secolo grazie alla rielaborazione creata appositamente per l’esperienza ludica, la quale doveva necessariamente differire dall’essere una ripetizione di quanto scritto dall’autore. In questo, il team di sviluppo è riuscito perfettamente regalando un’avventura grafica dalla solida trama e dalle molte risoluzioni, seguendo il famoso modello vincente consolidato negli ultimi anni da Telltale Games.

REALIZZARE UNA CATTEDRALE

Tuttavia, a differenza dello studio citato, Daedelic Entertainment ha deciso di avere un approccio più classico, mantenendo lo stile tipico delle precedenti produzioni della casa. A livello di comandi, il giocatore dovrà solamente esplorare i bellissimi scenari disegnati interamente a mano attraverso il cursore. Con il clic – o la pressione dei tasti del controller – sarà possibile interagire con oggetti, persone e scelte sia in maniera pratica che riflessiva attraverso i pensieri dei personaggi. Come consueto per il genere, questo sarà l’unico modo con cui scandagliare lo scenografico panorama 2D.

Essendo un gioco prettamente puntato alla narrativa e alla risoluzione di enigmi visivi, il comparto del gameplay è piuttosto semplice nelle sue meccaniche, evitando di arrischiarsi nell’eccessiva giocabilità non richiesta. Tuttavia, la grande libertà di esplorazione dei dettagliati ambienti e i molti elementi con cui interagire rendono questa trasposizione di un libro ben più che un banale modo alternativo di leggerlo. Si tratta infatti di un accurato utilizzo del genere scelto per far in modo di non rendere l’esperienza noiosa o un enorme wall of text decorato come le visual novel più classiche. Sebbene alcuni tempi di percorrenza e caricamenti occasionali siano un po’ troppo lunghi, in generale la dinamicità degli eventi è molto fluida e non presenta alcun momento morto anche per via degli spazi dedicati ai monologhi riflessivi. Ciò favorisce soprattutto il pubblico che non si è mai avvicinato a I Pilastri della Terra e vede questo prodotto come un puro videogioco da scoprire.

Un altro elemento che addolcisce la mole delle tante pagine di testo che compongono i dialoghi (e le varie voci d’approfondimento) è sicuramente la resa grafica che è stata scelta per la trasposizione. Ogni elemento su schermo, così come tutte le animazioni, è stato interamente disegnato a mano dal team artistico della compagnia. Il lavoro svolto mozza letteralmente il fiato per la cura riposta in ogni singolo dettaglio di qualsiasi ambientazione, come potrete personalmente constatare nelle immagini che accompagnano la recensione. Dalla luce che illumina il transetto della cattedrale, passando dal fuocherello di fortuna nella foresta per poi arrivare al fumo delle città assediate, la sensazione di essere davanti a un affresco animato è palpabile in qualsiasi particolare si attraversi nel corso dei longevi episodi. Certo, si potrebbe affermare che molte volte il labiale delle animazioni non sia completamente accurato o che il blocco dei frame entro una certa soglia possa dar fastidio ai più pignoli, tuttavia i difetti vengono ampiamente oscurati dall’eccezionale valore puramente artistico che lo stile scelto propone, per niente facile da eseguire con tale maestria.

Il comparto sonoro, oltre a essere l’ingrediente principale per la resa dell’atmosfera medievale, è anche incluso nelle varie meccaniche di gioco, le quali sfruttano specifiche combinazioni di suoni per far intendere al giocatore che tipo di conseguenze aspettarsi in seguito alle azioni che compie. Ciò permette all’audio, che sia musica o effetto sonoro, di essere contestualizzato nello svolgersi della storia in ogni momento, creando vere e proprie scene iconiche ricche di pathos equiparabili ad un’opera teatrale. Il fascino non perde lo smalto neanche su console, essendo questo un titolo molto leggero per le varie piattaforme.

La nota dolente è, purtroppo, nel doppiaggio di alcuni personaggi “minori”. Mentre i protagonisti sono stati recitati in maniera magistrale, molte altre figure impallidiscono a confronto. Niente di così tragico come Clive Barker’s Jericho, ma è innegabile che vada comunque a intaccare il coinvolgimento del giocatore sapientemente costruito dal resto degli elementi tecnici.

Infine, essendo un’avventura episodica, al momento in cui vi presentiamo questa recensione manca all’appello ancora l’episodio 3, in arrivo a maggio. Nonostante questo, I Pilastri della Terra è un prodotto in grado di giustificare completamente il prezzo di listino già con due episodi su tre. Non solo Daedelic Entertainment ha trasposto con fedeltà i punti principali della storia di Ken Follett, ma è riuscita anche a dargli nuova linfa vitale facendolo diventare una gemma da scoprire anche all’interno dell’offerta videoludica, proprio come il miracolo architettonico che Tom Builder compie nelle terre di Kingsbridge.

GIUDIZIO
I Pilastri della Terra è una delle trasposizioni videoludiche migliori di un libro, specialmente se la base è l’ottimo scritto di Ken Follett. Daedelic Entertainment ha compiuto una vera e propria impresa creando un’avventura grafica dal forte impatto narrativo ed estetico già solo in questi due primi episodi. Oltre ad avere degli eccellenti dialoghi, con tanto di scelte significative e libertà creative usate sapientemente, il racconto prende letteralmente vita attraverso la coinvolgente colonna sonora e la grafica interamente disegnata a mano. Certo, c’è qualche difetto sporadico, tuttavia è innegabile che questo sia un gioco in grado di essere vissuto pienamente sia da chi ha già letto i libri che dai neofiti.
GRAFICA9
SONORO8
LONGEVITÀ7.5
GAMEPLAY7
PRO
Storia d’autore riadattata in maniera eccellente
Grafica interamente disegnata a mano
Ampia scelta lasciata al giocatore, nei limiti della coerenza con l’opera
CONTRO
Alcune sbavature tecniche, specialmente nei dialoghi
La meccanica di "quick time event" non è proprio precisa
Doppiaggio dalla qualità altalenante
7.8
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