Splatoon 2
Versione testata: Switch

Splatoon 2

L’enorme successo di Splatoon sull’ormai defunta Wii U, con milioni di copie vendute e con particolare successo nella delicata Terra del Sol Levante (mercato negli ultimi anni molto selettiva in ambito videoludico), ha convinto senza dubbi Nintendo: il coloratissimo sparatutto può diventare una proprietà intellettuale simbolo dell’azienda nipponica, in grado di affiancare altri mitici e immortali brand che da più di trent’anni accompagnano le console della casa di Kyoto. 
Un obiettivo di certo non banale, dato che Wii U non è stata in grado di poter portare avanti la serie vista la sua fine prematura, e che l’attuale Switch, sebbene attraversi un periodo d’oro, è comunque solo all’inizio del proprio ciclo vitale.

Per Splatoon 2, una delle esclusive più attese dell’estate su Nintendo Switch, il presidente Tatsumi Kimishima, insieme a Reggie Fils-Aime e a Nintendo EPD, hanno optato per un lancio a pochi mesi dall’esordio della nuova console, dopo circa due anni dall’uscita del primo capitolo; il debutto avviene in un periodo, quello estivo, che probabilmente si sposa meglio di altri con la freschezza e l’immediatezza di quella che è l’ultima fatica firmata Nintendo, e a maggior ragione per sfruttare al meglio le caratteristiche portatili di Switch.
 Dopo parecchie ore trascorse insieme alla nuova avventura che vede protagonisti i simpatici Inkling, possiamo darvi il nostro giudizio definitivo su Splatoon 2. Vediamo insieme com’è andata!

Splatoon 2

GLI EROI DEL SINGLE-PLAYER

Come aveva fatto anche il primo capitolo, Splatoon 2 propone una campagna completamente dedicata al single-player, chiamata dalla stessa Nintendo con il suffisso Hero Mode. Già accennata nella nostra anteprima nei giorni scorsi, la campagna single-player di Splatoon 2 si colloca a livello temporale successivamente ai fatti accaduti nel primo Splatoon: il Gran Pescescossa, governatore di Coloropoli, è stato rapito e il nostro compito è di andare a salvarlo facendoci strada nelle bizzarre arene che costituiscono il regno. 
I mondi esplorabili sono così strutturati: per ciascuno di essi sono presenti diverse aree infestate di nemici, ognuna delle quali nasconde al proprio interno dei particolari pesciscossa da recuperare. Una volta che tutti i pesciscossa vengono recuperati è possibile passare all’area successiva, per un totale di cinque mondi e altrettante boss-fight da superare.
 Più che una campagna vera e propria, la Hero Mode di Splatoon 2 è in realtà più simile a una sorta di lungo tutorial che ci dà la possibilità di assimilare le meccaniche di gioco, mettendoci a disposizione, una alla volta, tutte le armi disponibili grazie a un particolare amico (non entriamo nei dettagli per non rovinarvi la sorpresa).

Ed è per questo motivo che ogni livello è stato concepito in modo tale da sfruttare al meglio le capacità di un’arma piuttosto che di un’altra, con ottimi risultati sia per quanto riguarda il level design che per l’aspetto grafico, molto gradevole. A ciò si aggiunge il fatto che anche le boss-fight sono particolarmente ispirate e costruite con soluzioni interessanti, varie e in alcuni casi anche con un livello di sfida piuttosto alto. Una palestra immancabile, dunque, per prepararsi al meglio alle sessioni multiplayer dove, come da tradizione, nessuno fa sconti e il livello è sempre molto competitivo.
 Abbiamo completato la campagna Hero Mode in circa cinque ore di gioco, cercando anche qualche collezionabile utile a ottenere potenziamenti per le armi disponibili. Si tratta di una longevità abbastanza bassa se si giudica la campagna di Splatoon 2 come un single-player in senso assoluto, ma tutto sommato diventa una durata più comprensibile se si pensa che l’obiettivo di Nintendo, come vedremo nei prossimi paragrafi, era e rimane quello di proporre un’esperienza essenzialmente multiplayer competitiva, sia online che in locale.

“SPLATTANDO”
 INSIEME APPASSIONATAMENTE

Se pensassimo a Splatoon 2 come a una semplice azienda, ci verrebbe da dire che il suo focus è senza dubbio il multiplayer competitivo. Mai prima d’ora Nintendo aveva puntato su un approccio di questo tipo prima del lancio dell’originale Splatoon e possiamo dire senza mezzi termini che il sequel mantiene le stesse prerogative, andando però a sopperire a diverse lacune che avevano caratterizzato il lancio dell’originale, migliorando così il pacchetto complessivo. 
Le modalità multiplayer sono davvero tante, ma prima di approfondirne il funzionamento è bene effettuare un ripasso delle meccaniche di base, le quali vanno padroneggiate al meglio prima di poter affrontare le sessioni di gioco online.

Intanto specifichiamo che per giocare a Splatoon 2 è necessario utilizzare entrambi i Joy-Con (o, meglio, un Pro Controller), e forse proprio per questo motivo è completamente assente, purtroppo, una modalità per il gioco in split-screen: per poter giocare in locale con qualche amico è infatti necessario possedere due Switch, collegabili tra di loro attraverso la connettività wireless della console. 
Per quanto riguarda invece i controlli in senso stretto del termine, è possibile scegliere tra due approcci differenti, che vedono da una parte il sistema tradizionali, ossia quello che regolano la visuale e il movimento del giocatore in terza persona attraverso le due levette analogiche, e dall’altra i controlli tramite i giroscopi inseriti nei Joy-Con, che necessitano decisamente di più pratica per essere padroneggiati ma paradossalmente permettono una mira più veloce e intuitiva. 
Attraverso ZR, il dorsale destro, si spara la vernice, mentre con ZL, quello di sinistra, ci si trasforma in mollusco potendo navigare nell’inchiostro sparso per le mappe, ovviamente solo nel colore della propria squadra, poiché viceversa subiremo dei danni. Importantissimi sono anche il tasto R, che richiama l’arma secondaria (solitamente una bomba d’inchiostro pronta a esplodere) ma soprattutto il tasto X del Joy-Con destro, che richiama invece la mappa di gioco.

Splatoon 2

Questa è una grande differenza rispetto a quanto avveniva nel primo Splatoon per Wii U, dove la mappa invece era mostrata in tempo reale sullo schermo del Gamepad. In Splatoon 2, in ogni momento della partita, è possibile richiamare la mappa sulla quale è visualizzata la posizione dei nostri compagni e la situazione di colorazione raggiunta fino a quel momento; inoltre, tramite una semplice pressione del tasto A, è possibile essere sparati in un punto specifico dello scenario per raggiungere i compagni di squadra magari in difficoltà senza dover ripercorrere tutta la strada dal punto di respawn. 
Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, è l’attacco speciale, ossia una barra circolare posizionata nell’angolo in alto a destra dello schermo, che si riempirà mano a mano che si colorano parti dello schermo. Una volta riempita la barra, tramite la pressione dell’analogico destro è possibile sfoderare un forte attacco, che può essere un salto con conseguente onda d’urto verso terra, una serie di bombe di vernice a catena o persino un getto di colore che ci farà alzare da terra e spruzzare colore a ripetizione.

Ciascun attacco speciale è strettamente legato all’arma primaria, ed è questo uno dei punti di forza del gameplay di Splatoon 2, che regala dunque tantissimi stili di combattimento rispetto al primo capitolo, che qui assumono ancora più importanza nelle partite online, offrendo a team affiatati la possibilità di pianificare la strategia più opportuna a partire dal ruolo tattico di ogni componente. Pensare che Splatoon 2 sia un titolo meno competitivo di altri solo per la sua veste grafica colorata e fanciullesca sarebbe un errore imperdonabile, e vi assicuriamo che il rischio di essere “splattati” dieci volta di fila combinare nulla può diventare una pericolosa costante.

UNA VERNICE MULTICOLORE

Tornando alle modalità multiplayer, una volta lanciato Splatoon 2 si hanno a disposizione per prima cosa i match amichevoli, o Turf War, nell’unica modalità a disposizione chiamata Mischia Mollusca, sfida 4 vs 4 nella quale è necessario dipingere di inchiostro l’arena più dei propri avversari, in cui le vittorie o le sconfitte non comportano nessuna classifica ma consentono comunque di acquisire esperienza. I punti ottenuti permettono di far crescere l’indicatore del livello, dato che fino al raggiungimento del livello 10 non è possibile accedere ai match classificati. 
Una volta sbloccate le partite classificate si entra nel vortice delle tre modalità di gioco a disposizione, ossia Splat Zones, Tower Control e Rainmaker, rese disponibili con una rotazione di due ore al pari delle mappe multiplayer (dieci in tutto).

Tali modalità, nelle quali volutamente manca un semplice team deathmatch in quanto lontana dalla filosofia del brand, sono tutte molto divertenti e tattiche. In Splat Zones le due squadre devono lottare per il controllo di zone specifiche, mentre in Tower Control, modalità decisamente frenetica, i giocatori devono controllare una torre in movimento. In Rainmaker, infine, vince chi riuscirà a trasportare uno speciale elemento, appunto il Rainmaker, nella base nemica. 
Raggiunto almeno il rank B- durante le partite classificate, potrete sbloccare la League Battle, modalità del tutto similare alle Battle Rank ma studiata per varie tipologie di squadre, da due a quattro utenti, e quindi per favorire la cooperazione tra giocatori.

Splatoon 2

Durante le nostre prove nelle sessioni multiplayer online i server si sono dimostrati solidi in ogni modalità, senza fenomeni di lag di qualunque genere. Certo, il carico del giorno dell’uscita metterà particolarmente sotto stress l’impalcatura creata da Nintendo, e la sua reazione andrà verificata opportunamente una volta che il gioco sarà disponibile sul mercato, ma visto come l’infrastruttura di rete è stata in grado di reggere la beta multiplayer della scorsa settimana (senza dimenticare quelle dei mesi precedenti) ci sentiamo di essere ottimisti. 
Piuttosto andrà migliorato tramite un aggiornamento il sistema di matchmaking (magari insieme ai prossimi update gratuiti già promessi da Nintendo), a volte un po’ troppo lento nel cercare i giocatori mancanti. Non si tratta di un problema legato ai pochi possessori del gioco (teoricamente, al momento il gioco è disponibile solo alla stampa), se si pensa che lo stesso matchmaking ha faticato anche durante lo Splatfest tenuto sabato scorso, aperto pubblicamente e in via gratuita a tutti i possessori della console, ottenendo i medesimi risultati.

Parlando invece di armi e bilanciamento non possiamo che essere soddisfatti del risultato raggiunto da Nintendo: le novità sono molte e tutte interessanti, e oltre alle immancabili Splasher, Splatter, Secchiostro e al mitico Rullo Splat, troviamo alcune aggiunte interessanti, tra cui il Repolper Duplo, una sorta di doppia pistola che consente anche di effettuare rapidissime capriole laterali mentre si spara, utili per sfuggire ad attacchi nemici ravvicinati. Sicuramente una delle migliorie più convincenti di questo sequel

Una grossa novità, e completamente inedita per la serie, è l’introduzione della Salmon Run, una tipologia di gioco che riprende da vicino il concetto della modalità Orda introdotta dalla serie Gears of War con il secondo capitolo. Questa modalità permette di  partecipare in locale tramite connettività wireless, ma anche attraverso il consueto matchmaking online, a patto però di rispettare eventi prestabiliti dagli sviluppatori.
 Salmon Run mette quattro giocatori in un arena piuttosto piccola con l’obbligo di resistere a orde di salmoni parecchio incattiviti cercando di recuperare nel contempo particolari uova d’oro. La difficoltà e l’intensità delle orde è selezionabile prima di ogni match, e dobbiamo dire che questa è una tra le modalità sicuramente più originali di Splatoon 2 che, per quanto variegato e completo, probabilmente potrebbe dare una sensazione di déjà-vu a tutti coloro avessero trascorso ore e ore sul primo capitolo per Wii U.



UNA SWITCH TIRATA A LUCIDO

Come promesso durante lo scorso E3 2017 dagli sviluppatori, Splatoon 2 raggiunge in modalità docked i 1080p nativi, anche se grazie a un’analisi dei soliti ragazzi di Digital Foundry siamo venuti a conoscenza del fatto che la risoluzione è in realtà dinamica, capace di scendere fino a 864p nelle fasi più concitate per favorire i 60 frame al secondo in ogni situazione. Passando invece in assetto portatile, abbiamo un’altra volta una risoluzione dinamica per le stesse motivazioni che passa però dai 720p nativi ai 1152×648 pixel, e anche in quest’ultimo caso dobbiamo confermare di non aver riscontrato il benché minimo cedimento per quanto riguarda il frame-rate.

Splatoon 2

In termini puramente grafici, oltre alla risoluzione, rispetto al primo Splatoon abbiamo un aumento della mole poligonale ma soprattutto un’illuminazione più complessa e realistica. In generale si nota un colpo d’occhio nettamente superiore, anche se la totale mancanza di un sistema di anti-aliasing non mantiene l’immagine pulita in ogni occasione. Ci ha convinto anche il sonoro, simpatico e azzeccato in tutte le occasioni, anche quando a un minuto dalla conclusione di una sessione multiplayer le note accelerano incalzando la conclusione dello scontro.

GIUDIZIO
Splatoon 2 è uno dei titoli di punta della line-up di Switch per il periodo estivo, e senza dubbio una produzione di alto livello e curata nei minimi particolari. Il lavoro fatto dagli studi EPD è encomiabile: si tratta di un vero e proprio sequel che rappresenta un grosso passo in avanti rispetto al primo episodio sia in termini di grafica che di contenuti e modalità disponibili. Lo sforzo di Nintendo nel voler proporre un titolo maggiormente completo rispetto al suo predecessore è evidente, sebbene ci siano ancora alcuni difetti senza i quali, con ogni probabilità, ci ritroveremmo davanti a un vero e proprio capolavoro. Tra questi pesano l’assenza di una modalità split-screen, la campagna ancora una volta piuttosto corta (seppur funzionale allo scopo), un matchmaking da perfezionare e in generale un senso di déjà-vu per tutti coloro che hanno passato ore e ore alle prese con il primo Splatoon. 
In ogni caso, Splatoon 2 è un titolo quasi imperdibile per ogni possessore di Nintendo Switch, e un altro tassello per il brand verso la strada che porta alla consacrazione definitiva tra i marchi storici della casa di Kyoto.
GRAFICA8.7
SONORO8
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY8.8
PRO
Ottimo level design sia in singolo che in multiplayer
Tante modalità di gioco, tra cui l'azzeccatissima Orda
60fps assolutamente granitici
Campagna originale e funzionale allo scopo...
CONTRO
...ma piuttosto corta
Manca una modalità split-screen
Chi ha giocato il primo episodio avvertirà un po' di dèjà-vu
Matchmaking un po’ troppo lento

8.7