Ci sono rivalità che si perdono nella notte dei tempi. Sul versante calcistico quella tra Lazio e Roma; sul versante natalizio quella tra pandoro e panettone; sul fronte filosofico quella tra bianco e nero. Poi ci sono rivalità sottili, come nel caso di due serie Nintendo che a tratti sembrano sovrapporsi e somigliarsi sin troppo, sebbene non sia affatto così. Stiamo parlando di Paper Mario, da una parte, e Mario & Luigi, dall’altra. Due spin-off che trascinano il giocatore in un Regno dei Funghi che ha abbandonato (o quasi) ogni velleità da platform per darsi al gioco di ruolo. Tra i fan di Paper Mario e i sostenitori di Mario & Luigi c’è una rivalità che non è mai stata chiaramente dichiarata: è latente, serpeggiante, non è mai esplosa. Paper Mario è una serie che ha sì abbracciato il gioco di ruolo, ma che si è sempre mantenuta fedele a un approccio platform (più o meno sperimentale di episodio in episodio). Mario & Luigi, invece, è un gioco di ruolo più tradizionale, che saccheggia e reinterpreta l’immaginario mariesco. A grandi linee, ovviamente. Nella tipica logica della rivalità, c’è chi si schiera da una parte, chi dall’altra. Nintendo ha tagliato la testa al toro: in Mario & Luigi: Paper Jam Bros. i due universi s’incontrano, collidano e si mescolano. E vissero tutti felici e contenti.

Non esattamente. Come si può dedurre dal titolo l’approccio privilegiato è quello ruolistico di Mario & Luigi. Il mondo di carta di Paper Mario ci mette lo zampino, ma di fatto è Mario & Luigi ad avere la meglio. Paper Jam Bros. non metterà probabilmente fine a quella sottile rivalità, ma è un esperimento curioso: la dimostrazione che Nintendo ama giocare coi propri mondi, scombussolarli all’evenienza, persino ironizzare su se stessa. L’incontro tra il Mario di carne e quello di carta ha il sapore della carrambata. L’unione tra i due mondi si riflette anche sull’esperienza di gioco. A guadagnarne sono sia le meccaniche degli scontri, sia l’esplorazione. Tutto merito di Luigi e di quel libro galeotto.

GALEOTTO FU IL LIBRO

Luigi, solito fifone, fa cadere inavvertitamente un libro dallo scaffale. In quel volume è racchiuso il mondo di Paper Mario. I suoi personaggi vengono scaraventati fuori dalle pagine e invadono il regno di Mario & Luigi. La convivenza è sin da subito abbastanza serena, non fosse per i timorosi Toad di carta, che impauriti si nascondono in giro per il regno. C’è poi il solito Bowser, a cui non sembra vero di aver trovato la propria anima gemella: l’altro Bowser di carta. A farne le spese è la principessa Peach, qui in compagnia della sua controparte mingherlina. L’obiettivo è chiaro: ricondurre i personaggi di Paper Mario nel loro mondo.

Un’impresa che sembra alla portata di Mario e Luigi, ma si sa, gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo. Se è vero che sul versante narrativo le avventure di Mario non sono mai state particolarmente elaborate, sul fronte del gameplay Paper Jam Bros. sa far tesoro dei nuovi innesti cartacei per offrire al giocatore qualcosa di nuovo. La tradizionale ironia della serie è rimasta intatta, siparietti compresi. Va detto che i dialoghi possono risultare a volte estenuanti, ma si tratta di impressioni soggettive (e in ogni caso il dorsale destro consente di skippare il tutto con provvidenziale velocità). A trarre beneficio dal cross-over, si diceva qualche paragrafo più su, sono in particolare esplorazione e combattimenti.

LO SPESSORE DELLA CARTA

Non ci vorrà molto prima che Mario e Luigi si imbattano nel Mario di carta. Il duo si trasforma in un trio e unisce le forze per portare a termine la missione. A ogni personaggio, come da consuetudine per la serie, è assegnato un tasto specifico. Azioni basilari come quella del salto richiedono armonia nella pressione dei tasti, per far sì che ogni personaggio superi l’ostacolo al momento giusto. Gli attacchi col martello vanno gestiti in tandem, sia per abbattere ostacoli che per capovolgere gli “arredi” di carta. Un’armonia non del tutto immediata, è bene precisarlo, e che può a volte causare frustrazione durante l’esplorazione. Con la giusta dose di pratica, comunque, tutto fila liscio.
Il mondo di gioco è in tre dimensioni, ma le due dimensioni del Mario cartaceo e la presenza costante di elementi 2D consentono interazioni inedite: sfruttare le fessure, per esempio, per esplorare porzioni di scenario altrimenti inaccessibili. I personaggi di carta sparsi per il regno si appiccicano come adesivi sulle staccionate o si mimetizzano sulle insegne dei negozi. Le due dimensioni danno un sapore diverso all’esplorazione e invitano a guardare il Regno dei Funghi con rinnovata attenzione.

TRE PER DUE

Durante i combattimenti l’anima di Mario & Luigi riemerge con prepotenza, anche se l’aggiunta del terzo Mario introduce meccaniche originali. Anche in questo caso a ogni personaggio è assegnato un tasto col quale gestire il proprio turno. Che si tratti di attaccare i nemici in salto, o col martello, di accedere all’inventario o di usare gli attacchi fratello, è sempre un tasto a governare il personaggio. Mario e Luigi possono cooperare sfruttando i due rispettivi tasti: il titolo premia il tempismo del giocatore, che deve alternarsi tra un tasto all’altro con precisione certosina per sferrare temibili attacchi di coppia. In linea generale, è il ritmo a farla da padrone. Lo è anche quando i nemici attaccano: i loro fendenti possono essere evitati o respinti al mittente qualora si riesca a premere il tasto giusto al momento giusto. L’introduzione di Mario di carta arricchisce gli scontri di nuove possibilità cooperative. L’eroe bidimensionale darà man forte a Mario e Luigi, trascinando i due fratelli in minigiochi a base di carta.

Gli scontri a turni di Paper Jam Bros. funzionano come sempre e riescono a intrattenere grazie all’estrema varietà di approcci. Progredendo nell’avventura, per esempio, vengono resi disponibili mazzi di carte che il giocatore può “lanciare” per aumentare le statistiche del party o infliggere danni extra ai nemici. Tra attacchi semplici, attacchi di coppia o a tre, contrattacchi e carte ce n’è per tutti i gusti. A patto, ovviamente, che si riesca a far proprio il ritmo di gioco, che è poi la costante dell’intera opera. Non sempre, infatti, si riesce a contrattaccare o a eseguire col giusto tempismo difese e attacchi, soprattutto quando i nemici si lanciano su più membri del party. Nulla di problematico, ma talvolta la mancata coordinazione del proprio pollice può indispettire.

L’intera avventura cerca infine di rinnovarsi costantemente, affiancando alle fasi tradizionali minigiochi alternativi che spezzano l’esplorazione. Non solo la ricerca dei Toad di carta, che si declina secondo missioni di varia natura, ma anche le controverse battaglie tra Modelloni. Si tratta di fasi di combattimento, all’interno di arene, tra grandi “robot” di carta ispirati ai personaggi del Regno dei Funghi. Sono entrambi diversivi non del tutto riusciti, sia perché interrompono la fluidità dell’esplorazione (vedi la ricerca dei Toad), sia perché macchinosi (le battaglie tra Modelloni). Mario & Luigi: Paper Jam Bros. mostra insomma qualche difetto qua e là, ma nella sostanza rimane un episodio della serie solido e, nel caso specifico, persino originale. Merito dell’unione tra due mondi così lontani, così vicini.

GIUDIZIO

Pur non privo di difetti, ma originale e solido, Paper Jam Bros. conferma che il Regno dei Funghi si trova a proprio agio anche quando si gioca di ruolo.