Watch Dogs 2
Versione testata: Xbox One

Watch Dogs 2

Sfidare Rockstar Games nel suo habitat naturale non è sicuramente una cosa semplice, eppure due anni fa con il primo Watch Dogs in pochi si sarebbero aspettati che Ubisoft sarebbe riuscita a dire la sua e conquistare un folto gruppo di fan per la sua nuova proprietà intellettuale. In un mercato dominato dalla software house che da anni sforna episodi della serie Grand Theft Auto uno più venduto dell’altro, il primo capitolo di Watch Dogs ha unito alle dinamiche free-roaming dei giochi d’azione open world l’innovativa interattività con tutto l’ambiente cittadino circostante, presentando la crew di hacker del DedSec e il carismatico protagonista Aiden Pearce.

Punti deboli di Watch Dogs erano però la ripetitività di alcune missioni e la presenza di comprimari che, dopo il primo incontro, diventavano esclusivamente degli interlocutori telefonici e la cui presenza era scandita da lunghe conversazioni in auto o al termine dei vari avvenimenti del gioco. Quest’anno con Watch Dogs 2 molti dei passi falsi del primo capitolo sono scomparsi, introducendo ulteriori novità nel gameplay e dei nuovi protagonisti che porteranno avanti la missione del DedSec, intrapresa anni prima a Chicago da quell’hacker successivamente noto dalla stampa come “Il Giustiziere”.

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UN DEDSEC SIMILE AD ANONYMOUS

Nel primo capitolo la compagnia Blume rappresentava sicuramente il nemico dominante, ma a conquistare l’attenzione dei giocatori era sicuramente la trama secondaria della vendetta. Aiden, infatti, aveva perso la sua nipotina durante un incidente stradale provocato per intimidirlo e si era trovato a scontrarsi con la proprietaria del sistema operativo ctOS che rendeva “smart” la città di Chicago. Questo software nascondeva però un secondo fine: controllare i cittadini, schedarli e monitorare tutti i dati in loro possesso teoricamente per prevenire crimini, in pratica per loschi fini e, soprattutto, per mascherare attività illegali.

A San Francisco il gruppo DedSec si trova costretta ad affrontare lo stesso problema già affrontato a Chicago, con l’aggravante che la Blume ha potenziato il sistema ctOS portandolo alla versione 2.0, che tende a schedare i cittadini in base alla possibilità che questi commettano dei crimini pur non avendoli commessi. L’avventura di Marcus Holloway, noto com il nickname Retr0, inizia proprio nei pressi della server farm della Blume. Dopo aver cercato informazioni sugli hacker del DedSec, per entrare a far parte del gruppo Marcus deve portare a termine un’operazione di ricerca dei propri dati nel database del ctOS 2.0 ed eliminarli.

Il prologo di Watch Dogs 2 ci proietta subito nell’azione senza però introdurci alle meccaniche principali con il consueto tutorial, rendendo le fasi stealth o l’interazione con telecamere e oggetti hackerabili un po’ ostiche nel caso in cui non abbiate già avuto modo di provare il primo Watch Dogs.

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LA BAIA DI SAN FRANCISCO

Terminata questa prima fase, Marcus conosce finalmente i suoi nuovi compagni d’avventura: Sitara, l’hacker artista, Josh, l’hacker silenzioso, e Wrench, il pazzoide. Bastano pochi minuti per vedere i quattro sconosciuti diventare super amici rendendo il livello narrativo poco collegato agli eventi che vedrete sullo schermo. Inizia a questo punto la missione di Marcus nella San Francisco che Ubisoft ha portato sullo schermo.

Dopo esservi svegliati nell’area a nord della mappa di gioco, identificata come Marin, dovrete raggiungere i vostri compagni nella città di San Francisco. Sarà così che scoprirete il primo gadget a disposizione, lo smartphone, in cui potrete installare nuove applicazioni e che vi permetterà con Nudle Maps di scoprire dove vi trovate e come raggiungere i punti di interesse più vicini. Senza neanche dovervi scomodare più di tanto, fin da subito è attivo il trasferimento rapido verso alcune aree della mappa così in pochi istanti di caricamento possiamo spostarci da Marin al negozio d’abbigliamento più vicino al quartier generale del DedSec.
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Sulla carta ci troviamo di fronte a un’area di gioco più ampia della Chicago del primo capitolo, ma in realtà questa differenza non si avverte. La mappa è infatti suddivisa in quattro macro aree, ma la maggior parte di queste è composta dal mare. La baia di San Francisco è infatti stata divisa nella città principale e in un’area a sud definita Silicon Valley (una versione in miniatura di Palo Alto e Mountain View messe insieme), a nord attraversando il Golden Gate Bridge arriverete nella già citata Marin (un paesino di passaggio) e a Est la città di Oakland.

Per chi è stato a San Francisco sarà facile orientarsi, dato che i punti di riferimento principali sono presenti, ma la sensazione di trovarsi in un “paesone” e non in una grande metropoli la si avverte passeggiando nella versione digitale di Market Street: a piedi nella realtà impieghereste un’ora per attraversarla, nel gioco basteranno appena cinque minuti.

Watch Dogs 2

NON È PIÙ UNO SPARATUTTO…

Dopo aver fatto un primo sopralluogo alla base riceverete altri due gadget: una pistola stordente e un drone Jumper a tre ruote. Fin da subito è chiaro come Marcus e compagni, a differenza di Aiden nel primo capitolo, pur seguendo le missioni del DedSec sono dei criminali meno “cattivi” di quanto visto in passato. L’arsenale completo è infatti composto da circa otto armi, con la possibilità di raccogliere quelle cadute ai vostri avversari ma senza la capacità di fuoco di cui eravate provvisti nelle avventure a Chicago.

Le missioni sono varie e ben studiate ma nella maggior parte dei casi è fondamentale un’analisi dell’area in cui dovete intervenire prima di lanciarvi completamente nell’azione. In buona parte delle fasi di gioco, infatti, è sufficiente sfruttare uno dei gadget a vostra disposizione: il Jumper, per esempio, può nascondersi tra gli oggetti ed essere gestito a distanza anche per hackerare un computer che richieda un intervento fisico (per intenderci, un collegamento USB) o per sbloccare un sistema di sicurezza che impedisce l’apertura di una porta. A disposizione ci sarà anche il Quadrirotore, un drone aggiuntivo che dovrà essere utilizzato per lo più in fase di perlustrazione, ad esempio quando ci sono poche telecamere su cui fare affidamento per studiare la posizione degli avversari.

Rispetto al primo Watch Dogs le missioni risultano più silenziose: potrete farvi strada stordendo gli avversari a colpi di Thunderball (una specie di Yo-Yo) e con la pistola stordente 2EZ, oppure distrarre le guardie con scariche elettriche o controllando a distanza un montacarichi, e infine raggiungere l’area in cui dovrete recuperare i dati che vi servono per completare una delle tante missioni che via via seguirete nel corso dell’avventura.

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…E POTREBBE ALLONTANARE I FAN

Per certi versi questo approccio molto differente ci ha un po’ spiazzati. La bellezza del primo Watch Dogs stava proprio nell’unire quanto già visto nei giochi d’azione free-roaming del passato (la serie GTA, Drive, Mafia, ecc.) a un modello tutto nuovo, basato sull’hacking dei sistemi informatici e la possibilità di controllare ponti, semafori, tombini… Adesso in Watch Dogs 2 la componente d’azione sembra essersi attenuata: è possibile mantenere un approccio da gioco d’azione ma sembra quasi sconsigliato sia dall’arsenale ridotto sia dalla reazione che i nemici hanno di fronte un vostro intervento con armi da fuoco “rumorose”.

Anche lo stile di guida sembra essere cambiato, ma in peggio. Il rumore dei motori e il modo in cui i veicoli tengono la strada è tutto fuorché verosimile, e ciò dispiace perché in certe situazioni diventa frustrante riuscire a effettuare una curva ad angolo senza fermarsi del tutto (per esempio in alcune gare di e-kart). Non convincono i rumori dei motori, spesso fastidiosi e poco realistici, dato che arrivati a un certo numero di giri il cambio sembra essere infinito, come se ogni auto fosse dotata di almeno 7-8 marce.

Dal punto di vista tecnico non abbiamo notato miglioramenti degni di nota. I personaggi non giocanti sembrano non aver subito particolari modifiche se non una maggiore varietà di abiti e combinazioni facciali, in compenso il livello grafico mostrato da GTA V per la sua Los Santos è ancora di gran lunga superiore. Su PS4 Pro, stando alle dichiarazioni degli sviluppatori, si noteranno ombre più realistiche e un maggior numero di dettagli ma avremmo gradito un’evoluzione in tal senso anche per le versioni “standard” dedicate a Xbox One (quella da noi testata) e il modello tradizionale di PS4. Al momento in cui scriviamo, inoltre, è stato pressoché impossibile riuscire a testare il comparto multiplayer, che sembra essere afflitto da numerosi problemi che Ubisoft dovrebbe correggere con un futuro update. Naturalmente vi parleremo del multiplayer con un articolo dedicato nei prossimi giorni.

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TUTTA UN’ALTRA FACCIA

I giovani componenti del DedSec sono mossi, almeno inizialmente, da un fancazzismo poco coinvolgente. Per chi vuole lanciarsi subito nell’azione potrebbe anche risultare piacevole, ma chi sperava in una trama di spessore pari almeno al predecessore resterà deluso: Aiden Pearce e la sua vendetta erano di un altro pianeta.

Watch Dogs 2 nel complesso è un gioco interessante ma che si discosta forse troppo dal capitolo precedente: può piacere per l’aggiunta dei nuovi gadget dedicati all’hacking ma lasciarvi di stucco di fronte a scelte di design che lo rendono al tempo stesso meno completo che in passato. Il giusto compromesso sarebbe stato probabilmente non castrare del tutto quanto di buono caratterizzava la prima avventura, aggiungendo le novità pensate per questo secondo capitolo in modo graduale.

Probabilmente l’idea di lanciare un nuovo capitolo dopo appena due anni e mezzo dal primo è stata prematura. Realizzare un buon gioco d’azione free-roaming richiede del tempo ed è evidente che per rendere questo Watch Dogs 2 un videogioco di maggior spessore i ragazzi di Ubisoft Montréal ne avrebbero avuto bisogno parecchio di più.

GIUDIZIO
Dopo un primo capitolo che ci aveva affascinato non poco, da questo Watch Dogs 2 ci saremmo aspettati qualcosa di più. Il nuovo titolo di Ubisoft riesce a colmare le lacune del suo predecessore ma si perde in una trama che sembra non decollare praticamente mai e con dei personaggi che, per quanto interessanti, ricordano l'ormai famoso manifestante NoExpo "facciamo bordello". Mossi dalla curiosità, si va avanti per inerzia senza mai comprendere quale sia lo scopo delle singole missioni. Il confronto con la serie GTA, che l'avventura di Aiden Pearce riusciva in qualche modo a reggere, in questa occasione è davvero improponibile. Probabilmente questo nuovo capitolo di Watch Dogs potrebbe affascinare le nuove generazioni ma coinvolgere meno i giocatori con qualche anno in più sulle spalle, che avrebbero sicuramente gradito un prodotto più maturo.
GRAFICA7.5
SONORO7.5
LONGEVITÀ8.5
GAMEPLAY8
PRO
Maggiori attività del predecessore
Può attrarre un pubblico più giovane
Nuovi gadget molto interessanti
CONTRO
Protagonista poco carismatico
La trama non decolla mai
Modello di guida insoddisfacente
Manca il salto di qualità tecnico
8
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