The King of Fighters XIV

The King of Fighters XIV

Sul finire di agosto, SNK Playmore ha lanciato su PlayStation 4 l’attesissimo The King of Fighters XIV, nuova iterazione della famosa serie picchiaduro pubblicata in Europa da Deep Silver. Ambientato poco dopo gli avvenimenti di The King of Fighters XIII, il nuovo episodio vede il magnate russo Antonov impegnato nel ridare lustro al torneo, dopo averne acquistato i diritti televisivi.

Le premesse sono buone, ma la storyline non riesce purtroppo nel suo intento, risulta piuttosto inconsistente: le cut-scene, nonostante la buona fattura della computer grafica utilizzata, sono poche ed eccessivamente semplici, fallendo nel suscitare quell’interesse necessario per tenere il giocatore incollato alla sedia e spingerlo a saperne di più. La sensazione che prevale è di forte incompletezza, e difficilmente si sarà invogliati ad affrontare la campagna una seconda volta dopo averla completata. Ciò nonostante, non si può negare che la storia, in un picchiaduro, sia un semplice valore aggiunto e non uno dei metri di giudizio più rilevanti per un genere che punta, piuttosto, su un gameplay perfetto e un comparto tecnico adeguato.

TRA CALCI E GAME OVER

In questo caso, The King Of Fighters XIV riesce a mettersi in mostra grazie a un gameplay solido e innovativo. Con un roster composto da 50 personaggi, il giocatore ha la massima scelta nello stile e nella strategia da utilizzare. C’è di tutto: dai personaggi fisici e lenti a quelli più agili e veloci, fino ad arrivare a quelli con capacità extra, come ad esempio l’utilizzo della sabbia e/o della magia. Tra le new entry troviamo Kukri: si tratta di un personaggio misterioso, abbastanza agile e capace di utilizzare la sabbia per colpire gli avversari o spostarsi da un punto all’altro del ring. Se utilizzato sapientemente, può essere devastante, in particolar modo grazie alla sua abilità di teletrasporto, che gli consente di concatenare molteplici combo consecutivamente. Altra novità del roster è King of Dinosaurs, wrestler professionista che indossa una maschera da dinosauro. Il suo stile si basa principalmente sugli attacchi ravvicinati e per questo risente di una certa lentezza, compensata però da una certa prestanza fisica. Trattandosi di incontri 3 vs 3, è importante comporre una squadra molto equilibrata e variegata, così da limitare le debolezze dei singoli e riuscire a sconfiggere qualsiasi team si incontri durante il cammino. In tal senso, il gioco è molto impegnativo e ci vorranno parecchie ore per riuscire a padroneggiare perfettamente ogni personaggio. In battaglia ritroveremo le classiche combo che hanno caratterizzato da sempre la serie, accompagnate questa volta da due new entry: la Max Mode e la Rush Combo. La prima sostituisce l’hyper drive dei vecchi capitoli e consente di eseguire un numero illimitato di attacchi EX fintanto che la barra è attiva. La Rush Combo, invece, è stata pensata per i giocatori neofiti e permette di semplificare l’esecuzione delle combo, attivabili in questo caso tramite la pressione di un singolo tasto. Il quadro che si denota è quindi di un titolo che non rinuncia alle sue origini, ma riparte proprio da quelle, con le dovute migliorie.

Pad alla mano la giocabilità è abbastanza alta. I personaggi rispondono prontamente ai tasti e con animazioni ben realizzate, in particolare senza quel senso di “leggerezza” suscitato dalle versioni preliminari e i video gameplay apparsi in rete. SNK ha preferito giocare pulito fino in fondo, eliminando qualsivoglia problema di bilanciamento. La sorte di ogni singolo incontro dipende, dunque, solo ed esclusivamente dalle proprie abilità e da come si utilizzerà la propria squadra. Nessun giocatore estremamente potente rispetto agli altri, un problema che spesso affligge e rovina titoli di questo calibro, ma un roster bilanciato, dove ogni lottatore può potenzialmente contrastare e annullare l’altro, o almeno in uno scontro contro un altro giocatore. Un appunto particolare infatti va mosso contro l’intelligenza artificiale, che durante i combattimenti, persino con l’IA al livello di difficoltà più elevato, il tasso di sfida non risulta sempre all’altezza, lasciandoci fin troppo tempo per pensare, rimanendo fermo per alcune manciate di secondi, pronto a scagliare subito dopo (e in maniera del tutto innaturale) una combo micidiale che ci porterà al K.O. immediato. Da un’azienda come SNK, che ha letteralmente plasmato insieme a Capcom il genere dei picchiaduro, ci si aspettava un po’ di più.

The King of Fighters XIV

LA VOLONTÀ NON BASTA

Tra le modalità principali annoveriamo anche i tutorial e le missioni/prove a tempo. Si tratta di piccole sessioni esplicative che permetteranno ai combattenti di qualunque calibro di prendere confidenza con il game system e migliorare ulteriormente le proprie abilità in battaglia. Ovviamente alla lunga i giocatori più esperti sentiranno il bisogno di sfide più impegnative, ed è qui che entrano in gioco le battaglie online, divise nelle varianti “Classificate” e “Libere”. Purtroppo, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, i combattimenti con altri giocatori risulteranno frustranti a causa di un matchmaking non perfetto e di un lag impressionante, fattori che renderanno inutile anche il solo provare a vincere utilizzando le proprie conoscenze. Un gran problema, considerando che a conti fatti riduce esponenzialmente la longevità del picchiaduro nel caso in cui non si avessero a disposizione degli amici con cui divertirsi nel multiplayer locale. Si tratta di una piaga che affligge molti dei picchiaduro moderni, ma non per questo bisogna restare indifferenti alla questione. Per gli utenti più casual, infine, c’è anche la modalità Galleria, una raccolta di immagini, video e audio utili per ingannare il tempo tra una battaglia e l’altra.

Arriviamo quindi alle consuete valutazioni del comparto tecnico. Questo quattordicesimo capitolo segna il passaggio agli scenari tridimensionali, dando vita a 18 arene (più una per l’allenamento) che risultano ben realizzate e facilmente riconoscibili, grazie all’utilizzo di un tema ben preciso per ciascuno scenario. Come già detto in precedenza, le cut-scene di questo capitolo sono veramente ben realizzate sotto tutti gli aspetti, ma purtroppo la stessa cura non traspare dalla grafica in-game. I modelli 3D dei personaggi, seppur accattivanti, sembrano datati e realizzare con una certa approssimazione, in particolare lo stesso Antonov, il cui modello poligonale non è sicuramente all’altezza di un hardware come quello di PlayStation 4. Fortunatamente, non sussistono problemi rilevanti a livello di fluidità, con un frame-rate stabile che, per la gioia dei puristi, riesce a mantenere i canonici 60fps anche sotto sforzo. A dare una mano al comparto tecnico ci pensa il sonoro, con una colonna sonora incalzante ed effetti sonori in grado di ricreare un’atmosfera coinvolgente.

GIUDIZIO
The King Of Fighters XIV è un prodotto che riesce a divertire, forte di un gameplay molto più intuitivo rispetto al passato. Tuttavia ci sono alcune piccole imperfezioni, tra cui un comparto online assolutamente ingestibile, che, se eliminate, renderebbero l'ultima fatica di SNK Playmore un acquisto imprescindibile per i fan dei picchiaduro.
GRAFICA6.5
SONORO8
LONGEVITÀ6
GAMEPLAY8
PRO
Gameplay ben strutturato
Adatto sia agli esperti che ai neofiti del genere
Battaglie sempre imprevedibili
Buona caratterizzazione e varietà dei lottatori
CONTRO
Tecnicamente non perfetto
Comparto online inconsistente e frustrante
IA da migliorare
7
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