Parla un ex dipendente Rockstar Games: “Era come lavorare con una pistola puntata alla testa”

Sembra proprio che Rockstar Games non riesca a trovare un attimo di tregua dalla vicenda che ha investito la compagnia in merito alle 100 ore di lavoro settimanali necessarie per lo sviluppo di Red Dead Redemption 2.

Come vi avevamo spiegato in precedenza, il co-fondatore dello studio Dan Houser era intervenuto in prima persona sulla vicenda, spiegando che durante i 7 anni di sviluppo del gioco, solo un piccolissimo gruppo di lavoratori (tra cui lo stesso Houser) ha sostenuto ore di lavoro extra per rientrare nei tempi, senza che altri sviluppatori venissero obbligati a fare altrettanto.

A queste affermazioni, ha risposto nelle scorse ore duramente Job J Stauffer, ex-dipendente dello studio che una decina di anni fa ha lasciato il team per fondare Orpheus Self-Care Entertainment. Con un messaggio pubblicato su Twitter, lo sviluppatore ha raccontato che durante lo sviluppo di GTA V si sentiva come se “stesse lavorando con una pistola puntata alla testa” sette giorni a settimana.

Lo sviluppatore ha poi raccontato un aneddoto risalente a dieci anni fa:

“C’è stata una volta nel 2008 o nel 2009 in cui ebbi davvero l’influenza. Avevo bisogno di un giorno libero. Mi diedero del Tamiflu che mi causò una reazione allergica, postai una foto su Twitter e ricevetti una segnalazione per non essere andato a lavoro e “aver invece bighellonato su Twitter”.Un storia vera e decisamente folle”.

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