A distanza di un anno dal lancio di Horizon Zero Dawn, Guerrila Games ha svelato qualche curioso retroscena sullo sviluppo del gioco di ruolo sulle pagine del numero 318 della rivista EDGE.

“Eravamo molto spaventati all’idea, ma era molto più spaventoso fare un salto generazionale e un cambiamento di genere allo stesso tempo”, ha svelato il technical director Michiel van der Leeuw, “eravamo molto timorosi di quello che sarebbe potuto accadere dopo, creare un open-world era molto più complesso che realizzarne uno lineare a cui eravamo già abituati, nonostante gli esperimenti compiuti con alcune fasi non-lineari di Killzone: Shadow Fall”.

“Non avevamo proprio idea di come creare gli script per un open-world”, prosegue il technical director, che svela: “In parole povere, il giocatore avrebbe potuto attivare una quest e nel frattempo dedicarsi ad altro. Non avevamo proprio cognizione di come i nostri script avrebbero funzionato con la complessità che questa azione richiedeva”.

Chiaramente, come si può intuire a posteriori, tutti i dubbi degli sviluppatori sono stati fugati, e Horizon è stato eletto uno dei migliori titoli di questa generazione, a dimostrazione che per una software house talentuosa come Guerrilla è possibile cambiare tipologia di gioco senza avere problemi di ogni sorta: conta solo l’impegno e la dedizione profusa nella creazione.

Per maggiori informazioni, non perdete le nostre recensioni di Horizon Zero Dawn e della sua espansione The Frozen Wilds.