I numeri sono abbastanza chiari: il fenomeno Fortnite: Battle Royale sta letteralmente spopolando su mobile. Il problema di questo boom del gioco di Epic Games è che un grosso bacino dell’utenza è costituito da studenti, che non possono fare a meno di giocare anche quando, in teoria, dovrebbero fare altro.

Come si può vedere con una semplice ricerca su Twitter di “Fortnite School“, moltissimi studenti condividono la loro esperienza di gioco durante le lezioni mattutine. Alcuni, addirittura, si dilettano seguendo i livestream del famosissimo streamer Ninja.

Questo fenomeno ha suscitato forti proteste da parte degli insegnanti, portando in alcuni istituti americani a dover requisire il telefono degli alunni durante le lezioni o, addirittura, a bloccare l’accesso ai server di Fortnite dal Wi-Fi delle scuole, dato che il grosso afflusso di dati in alcuni istituti aveva mandato letteralmente in panne la connessione.

Come potete ovviamente immaginare queste misure, nonostante la loro drasticità, non sono definitive in quanto gli studenti continuano a giocare o con la connessione mobile o buttandocisi a capofitto nella ricreazione.

Singolare la testimonianza della docente americana Priscilla Cullen: “La mia scuola permette l’uso di cellulari durante la pausa pranzo, ma invece di socializzare, tutto quello che fanno [gli studenti] è giocare a Fortnite“.

Un altro docente intervistato da Kotaku, Nick Gutierrez, ha addirittura parlato dell’aumento esponenziale di incidenti mentre gli studenti si dirigono in classe giocando al cellulare o di gruppi di ragazzi che facendo finta di studiare si mettono a giocare in classe.

Che sia così anche la situazione nelle scuole italiane?