A Way Out, l’avventura creato dal team che ha dato i natali a Brothers: A Tale of Two Sons, Hazelight Studios, è ormai prossimo al debutto. In un’intervista a The Sixth Axis, il responsabile della software house Josef Fares ha spiegato come funziona il rapporto di partnership con Electronic Arts, che si occuperà della produzione del gioco come parte del programma EA Originals.

Le cose stanno così ed è importante che sappiate una cosa: con l’accordo stipulato con EA, il publisher non guadagnerà un soldo, tutti i ricavi verranno dati agli sviluppatori“, ha commentato Fares. “L’accordo ci ha permesso di non avere pressioni dall’esterno, abbiamo fatto tutto ciò che volevamo fare ed EA non ha proferito parola, neanche quando abbiamo accennato al Friendly Pass (che permette di giocare online con una sola copia del gioco da condividere con un amico, ndr)”.

Non sappiamo in quale modo EA guadagnerà da questa mossa commerciale, se da un ipotetico seguito oppure dal merchandising, ma secondo Fares, l’azienda si è rivelata ben diversa dal publisher affamato di soldi che tutti credono.

Quando venne annunciato il gioco, le parole di EA furono chiare: “Vogliamo offrire agli sviluppatori la sicurezza economica per portare a termine il loro progetto attraverso il programma EA Originals, sappiamo che creare giochi è difficile ed è per questo che, tra tutti i giochi che ci vengono proposti, supportiamo quelli più innovativi così da permettere agli sviluppatori di rendere il proprio prodotto fruibile nel modo in cui lo avevano pensato“.

A Way Out sarà disponibile dal 23 marzo su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Restate sintonizzati per la nostra imminente recensione!