Nonostante le smentite di Activision e i tentativi di rassicurazione del community manager di Bungie su Twitter, è evidente che la software house autrice di Destiny non stia passando un bel momento. Nelle scorse ore, infatti, è arrivata l’ufficialità dell’abbandono di Harold Ryan, presidente di Bungie dal lontano 2000. L’attuale Chief Operating Officer Pete Parsons prenderà temporaneamente le redini del team di sviluppo fino a che Activision non nominerà un nuovo presidente.

Al momento in cui scriviamo, non sono note le cause che hanno portato all’abbandono uno dei membri fondatori di Bungie, presente nel team prima ancora della nascita del mito Halo. Bungie ha commentato la notizia come un “nuovo inizio” e una “nuova sfida” per continuare a migliorare l’universo di Destiny e creare esperienze di gioco sempre più coinvolgenti. La priorità, secondo Pete Parsons, è di continuare a lavorare duramente per realizzare un prodotto qualitativamente sempre superiore, e il nuovo presidente sembra fiducioso circa il futuro del franchise, confidando ai fan di Destiny che “non hanno ancora visto il miglior prodotto mai realizzato da Bungie“.

Che le voci sul rinvio di Destiny 2 fossero effettivamente fondate? Possibile che l’ormai ex-presidente Harold Ryan non fosse soddisfatto della nuova direzione intrapresa da Destiny sotto l’egida di Activision? Il futuro del franchise includerà effettivamente le tanto temute microtransazioni su elementi diversi dai semplici oggetti estetici? Di certo, dalla nascita di Destiny, Bungie ha perso molti pezzi da novanta come Joseph Staten e il compositore Marty O’Donnell, entrambi insoddisfatti di come il franchise sia mutato dal progetto originale all’uscita sul mercato. Speriamo che al più presto la software house possa fare chiarezza su quella che sarà l’evoluzione del franchise dato che, al momento, la community è totalmente all’oscuro di come sarà ampliato il gioco dopo l’uscita di Destiny: Il Re dei Corrotti avvenuta lo scorso settembre.