Sin dal giorno in cui Sony ha annunciato l’intenzione di proporre l’emulazione dei titoli PS2 direttamente su PlayStation 4, le polemiche non sono mai mancate e, a giudicare da quanto dichiarato dai creatori dello splendido This War of Mine, sembra che le cose non siano destinate a cambiare, almeno a breve.

Nel corso di una recente intervista Karol Zajaczkowski, PR e Marketing Manager di 11 Bit Studios, ha infatti manifestato diverse perplessità su questa nuova feature, definendola appetibile solo per una ristretta cerchia di giocatori: “Si tratta di qualcosa che stuzzicherà l’interesse di pochissimi giocatori, probabilmente meno del 5% dei possessori di PlayStation 4. E proprio alla luce di questo credo che sarà un fallimento“.

Dichiarazioni lapidarie, che seguono poi le tante polemiche delle ultime settimane, su cui però andrebbe fatta un’opportuna precisazione. Siamo certi che pubblico e industry avrebbero “bollato” questa nuova feature come qualcosa di marginale e addirittura potenzialmente inutile qualora Sony avesse adottato una politica simile a quella di Microsoft con la sua retrocompatibilità dei giochi Xbox 360 su Xbox One? Immaginiamo di poter scaricare, gratuitamente, gran parte dei giochi appartenenti alla nostra collezione PS2 senza doverli pagare nuovamente per poter godere di aggiunte che nessuno ha mai davvero chiesto (ovvero i Trofei e una grafica leggermente migliorata): a quel punto quanti di noi sarebbero davvero felici di poter godere di questa nuova feature su PS4? Probabilmente la percezione stessa dell’emulazione su PS4 cambierebbe radicalmente tanto gli occhi dell’industry quanto a quelli del pubblico.

E in questo senso è poi necessario prendere in considerazione anche un altro elemento, ovvero l’inevitabile confronto che il pubblico sta facendo tra le politiche di Sony e Microsoft in quanto a emulazione. Considerando che gran parte del pubblico non è a conoscenza (né sente il bisogno di esserlo) delle dinamiche e dei problemi che hanno costretto Sony a optare per un servizio di emulazione a pagamento peraltro incentrato sui prodotti di una console senz’altro celebre ma ormai fin troppo datata, è naturale che gran parte dei videogiocatori in possesso di una PlayStation 4 si sentano in qualche modo traditi se, guardando dall’altra parte della “barricata”, scorgono un servizio di emulazione più semplice, incentrato su prodotti più recenti e soprattutto gratuito.

Alla luce di tali, prevedibili problematiche, non sarebbe stato forse meglio se Sony avesse valutato in maniera più lungimirante l’effetto delle proprie azioni, anziché affrettarsi per trovare una contromossa con cui “replicare” all’ottimo servizio di retrocompatibilità proposto da Microsoft su Xbox One? A voi la parola.