Metro Exodus
Versione testata: Xbox One

Metro Exodus provato in anteprima alla Milan Games Week 2018

In occasione dell’ottava edizione della Milan Games Week, abbiamo potuto provare con mano uno dei titoli più attesi del 2019: Metro Exodus. La saga creata da 4A Games, ispirata ai romanzi dello scrittore polacco Dmitry Glukhovsky, è ormai giunta al terzo capitolo e si fa carico del successo degli episodi precedenti, promettendo di soddisfare fan di vecchia data e nuovi giocatori introducendo un mondo esplorabile molto più vasto e meccaniche più avanzate, come un sistema di crafting e una personalizzazione delle armi ancora più elevata.

Nel corso fiera milanese, seppur con un tempo abbastanza limitato, abbiamo potuto avere un nuovo assaggio di Metro Exodus e della Mosca post-nucleare vestendo nuovamente i panni del protagonista Artyom, con il quale abbiamo dovuto percorrere diversi viaggi nei vecchi capitoli per proteggere l’umanità dall’estinzione. Artyom è un Ranger di Sparta, un gruppo militare autonomo d’élite specializzato nei combattimenti contro banditi e mutanti e nell’esplorazione della superficie. Ecco le nostre impressioni a poco più di un mese dalla prova alla Gamescom.

Metro Exodus

SOPRAVVIVERE

Neanche il tempo di ambientarci nelle gelide strade della città che ci vengono mostrate le varie meccaniche con cui dovremo familiarizzare al più presto dato che, uno degli obiettivi della produzione è sempre stato quello di darci l’impressione di non essere al centro del gioco: il mondo attorno a noi è vivo e ostile, brulica di pericoli e ha le sue regole e catena alimentare ma al suo vertice non vi è più l’uomo. Tra le attrezzature in nostro possesso non mancano l’iconico accendino a forma di proiettile, utile per farsi un pò di luce e bruciare fitte ragnatele, un visore notturno per le parti in cui dovremo agire nell’ombra, la torcia a dinamo, che dovremo come sempre ricaricare manualmente, e la consueta maschera antigas per le zone maggiormente contaminate.

L’avventura non inizia nel migliore nei modi: dopo pochi minuti rischierà di rimetterci la pelle e sarà tratto in salvo da una figura misteriosa, che verrà in nostro soccorso e ci salverà da un annegamento, lasciandoci però abbandonati al nostro destino, seppur armati. Nel nostro inventario c’è spazio per un fucile a canne mozze, la storica mitraglietta del brand (come sempre soggetta a surriscaldamento) e una piacevole novità, rappresentata da una balestra armata di frecce in acciaio. È tempo di sperimentare la bontà del nostro arsenale in uno scenario più ostile e decadente che mai.

Metro Exodus

UN MONDO IN BALÌA DELLA NATURA

Artyom si ritroverà quindi ai margini di una zona paludosa, con l’obiettivo di proseguire verso un sottobosco per poi giungere nei pressi di un accampamento in mezzo ad antichi edifici ormai abbandonati e totalmente immersi nella natura selvaggia. Già nelle primissime fasi possiamo lustrarci gli occhi con uno dei punti cardine dei Metro, l’ambientazione: i toni grigi e scuri dei tunnel vengono sostituiti da sfumature sgargianti e una resa visiva molto ispirata, che lascia ben sperare sulla qualità del prodotto finale. Difficilmente altri prodotti del genere sono stati in grado di superare la direzione artistica del brand di 4A Games, sempre molto ispirata ed evocativa, e se ciò che abbiamo visto nella breve ma intensa demo di Milano sarà mantenuto nel corso dell’avventura integrale, allora ne vedremo delle belle.

Proseguendo verso l’avamposto abbiamo avuto un primo assaggio del gunplay di questo nuovo capitolo, con degli scontri a fuoco non molto convincenti a causa di una IA che, a quanto pare, ha bisogno di esser ancora parecchio limata. Nessun ingaggio con accerchiamento o tattiche simili che ci costringano magari a cambiare posizione, ma una CPU piuttosto passiva che vede nemici scoordinati venirci incontro come semplici birilli oppure colpirci dalla distanza, non risultando mai un vero pericolo. Da segnalare tuttavia una nuova feature legata al comportamento della CPU: alcuni aggressori superstiti si arrenderanno a noi e resteranno con mani alzate alla nostra mercé. Starà a noi decidere della loro sorte uccidendoli o stordendoli, oppure non eseguendo nessuna delle due: a tal proposito, sarà interessante capire che tipo di influenza avranno questa volta le nostre scelte nell’incedere della campagna.

Incertezze anche sul lato tecnico: la versione provata per Xbox One era caratterizzata da un frame rate di 30fps che, in alcune fasi, ha mostrato qualche segno di cedimento, mentre sul lato tecnico ci ha fatto storcere il naso una illuminazione non proprio azzeccata con l’atmosfera generale. Alcuni ambienti interni, seppur con parecchie fonti di luce, sono risultati difficili da esplorare mentre eravamo alla ricerca di munizioni e utensili vari, mentre al contempo zone buie (paradossalmente) son state più facili da ispezionare anche senza l’ausilio di torce.

La demo testata è riuscita in larga parte a confermare le aspettative in merito, tenendo conto della breve durata e al netto di qualche mancanza sul lato tecnico. Bisognerà analizzare al meglio anche altri aspetti in maniera più dettagliata, come ad esempio il crafting, per farci un’idea più chiara e completa delle nuove dinamiche di gioco. Avremo comunque modo di provare nuovamente il titolo, fiduciosi che il team riesca ad aggiustare un prodotto attesissimo e mettersi in riga con gli standard a cui siamo stati abituati dalla produzione in vista del suo lancio, previsto per il prossimo 22 febbraio su PC, PlayStation 4 e Xbox One.

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