Battlefield V – Le nostre impressioni sull’alpha test

Replicare il grande successo ottenuto da Battlefield 1 non sarà affatto facile: con il capitolo del 2016, infatti, DICE ha avuto il coraggio e la lungimiranza di invertire i canoni a cui gli sparatutto in prima persona ci avevano ormai abituato, abbandonando la guerra di stampo futuristico a favore di un ritorno al realismo e, a sorpresa, all’epoca della prima grande guerra.

Proprio grazie al coraggio dimostrato dal team svedese, prima dell’annuncio ufficiale di Battlefield V si sono susseguite le indiscrezioni più curiose, arrivando persino a ipotizzare lo sviluppo di un nuovo Bad Company. In ogni caso DICE ha messo fine a tutte le voci svelando finalmente l’ambientazione del nuovo episodio, che segna un ritorno alla Seconda Guerra Mondiale, scenario che ovviamente farà da cornice sia al comparto multiplayer che alla campagna single-player, presente nel pacchetto concepito da DICE al contrario del rivale Call of Duty.

CONQUISTA

La closed alpha, al momento disponibile solo per PC tramite Origin, differisce dalla build giocabile allo scorso EA Play 2018 per la presenza della classica modalità Conquista, oltre alla modalità Operazioni su vasta scala già testate a Los Angeles. La mappa che fa da cornice a entrambe si chiama Fiordo Artico ed è situata nelle gelide terre della Norvegia, tra le rovine di edifici devastati circondati da immensi paesaggi imbiancati dalla neve che cade copiosamente. Sono chiaramente presenti le classi di base quali assalto, scout, medico e supporto, ognuna utilizzabile con una o due armi principali a disposizione, un’arma secondaria, granate e gli strumenti caratteristici di ognuna. Tra i veicoli utilizzabili ci sono sia carri che carri pesanti che rinforzi e velivoli di ogni tipo.

Per quanto concerne la modalità conquista invece, possiamo subito sottolineare come gli ingredienti fondamentali siano rimasti pressapoco gli stessi con match 32 vs. 32 situati in mappe immense, ricche di veicoli, velivoli, postazioni fisse dove i giocatori si contendono le 6 bandiere piazzate sul territorio. Per quanto riguarda i ticket invece, in BF V il conteggio viene fatto a ritroso pertanto sarà da considerarsi sconfitta la fazione che al termine della partita non avrà nessun ticket rimanente. Inoltre, quando la nostra squadra raggiungerà un determinato quantitativo di punti, il caposquadra potrà richiamare rinforzi (come il carro pesante Churchill Crocodile o il devastante Razzo V1, ndr) per seminare devastazione sul campo di battaglia. Abbiamo trovato questo espediente veramente interessante perché siamo certi che, in questo modo, i giocatori proveranno a dare il massimo e a giocare di squadra per arrivare, tutti insieme, alla vittoria.

NON CHIAMATELO DLC

Le similitudini tra questo e il precedente episodio della serie, com’è ovvio, ci sono ma da qua a definire Battlefield V come un reskin di Battlefield 1 ce ne passa. Questo perché, principalmente, le differenze nel gameplay ci sono eccome e i ragazzi di Dice hanno apportato un quantitativo di modifiche smisurato, alcune sottili, evidenti solo ai veterani della saga, altre più o meno importanti, come la riduzione del numero di componenti delle squadre da cinque a quattro giocatori. La gestione del campo di battaglia è cambiata drasticamente, la rigenerazione della salute non è totalmente automatica e infatti per raggiungere il massimo dovremo ricorrere all’uso di kit medici recuperabili dai cadaveri oppure tornando in una delle basi.

Un elemento che nella nostra prova ci ha fatto storcere un po’ il naso è stato l’inserimento di un’animazione per curare anche quando si è di classe medico: in questo modo infatti, possiamo tranquillamente dire che nella maggior parte dei casi una nostra cura ci è praticamente costata la morte, in quanto si rimane completamente vulnerabili per tutta la durata dell’animazione, che purtroppo non è neanche possibile annullare. Sempre legato alla questione rianimazioni si è avuto il cambiamento più grande: in Battlefield V tutte le classi hanno la possibilità di rianimare i compagni caduti ma ciò richiede più tempo e la salute rigenerata sarà inferiore rispetto a quella che avrebbe ristabilito un medico.

La gestione delle munizioni è anch’essa molto diversa rispetto al precedente capitolo e si basa sul recuperarne automaticamente un po’ dai cadaveri. Il rifornimento dalle casse di munizioni invece non è più automatico ma richiede l’interazione da parte del giocatore per poterne recuperare il contenuto. Il discorso si estende finalmente anche ai veicoli e ai velivoli, i quali non potranno più fare strage di fanteria isolandosi dalla battaglia ma necessiteranno di rifornirsi una volta terminate le munizioni ritornando alla base. Anche il sistema di spawn ha subito importanti modifiche: nel gioco ci viene data la possibilità di osservare la partita di un compagno prima di decidere se rinascere alle sue spalle o sceglierne un altro. Inoltre, quando subiremo un’uccisione avremo un lasso di tempo per decidere se resistere e attendere che qualcuno ci rianimi oppure lasciarsi andare e ritentare lo spawn.

Infine, è stata introdotta una nuova meccanica che offre la possibilità di ricostruire e fortificare le nostre basi, aggiungere sacchi di sabbia per dare più forza alle pareti e costruire postazioni fisse. Sarà addirittura possibile realizzarne una antiaerea alle spalle di un carro che potrà poi essere trainata.

Battlefield V

LO STATO DEI LAVORI

Nonostante manchino ancora più di tre mesi all’uscita ufficiale del gioco quello che è lo stato dei lavori ci è sembrato a buon punto. Anche dal punto di vista tecnico Battlefield V offre interessanti migliorie, a partire dal sistema fisico che gestisce i crolli e la distruttibilità ambientale che adesso ha computo davvero un passo in avanti incredibile. Ogni crollo, ogni impatto viene calcolato in tempo reale e ciò non può che donare un realismo mai visto prima in un titolo multiplayer che conta fino a ben 64 giocatori reali in simultanea. Gli effetti particellari come polvere, fumo e cenere all’interno delle abitazioni sono una vera chicca e interagiscono in maniera molto realistica con le strutture interne, riducendone nettamente la visibilità.
COME L’ABBIAMO TESTATO

  • CPU: Intel Core i7-6700k
  • RAM: 32GB
  • GPU: NVIDIA GTX 1070

Questa configurazione ci ha permesso di far girare il titolo in 1080p con dettagli ultra senza faticare troppo a reggere i 60fps. Con i 2K invece abbiamo trovato un compresso che ha fatto scendere il frame-rate tra i 45 e i 50fps, sempre con settaggi impostati su ultra.

Il sistema che gestisce le animazioni dei soldati è stato ampliato e rivisto, il nostro personaggio interagirà in modo diverso in base al terreno che calpesterà, muovendosi in maniera credibile anche in spazi angusti. Da non sottovalutare anche il comparto sonoro che torna rinnovato, con campionamenti inediti capaci di regalare un’immersione mai vista tra fischi dei proiettili, esplosioni e i rumori di aerei in picchiata che non vi daranno mai pace.

Battlefield V è atteso il prossimo 19 ottobre su PC, PS4 e Xbox One, restate con noi per scoprire tutte le novità sul nuovo gioco di DICE.