State of Decay 2, ultime impressioni prima della recensione

Quello di State of Decay 2 è un mondo in decadenza, dove sopravvive chi riesce a fare di necessità virtù e unire le forze per combattere un’epidemia (l’ennesima nella storia videoludica) che ha decimato la popolazione. Noi di VGN.it stiamo giocando da qualche giorno alla versione finale del survival di Undead Labs e in attesa della nostra recensione, che pubblicheremo tra una manciata di giorni, vi portiamo alla scoperta delle prime battute del gioco in uscita la prossima settimana su Xbox One e Windows 10.

Scopo dell’avventura di State of Decay 2 è guidare un gruppo di superstiti e creare un avamposto al fine di vivere una vita quanto più dignitosa possibile. Una volta avviata l’avventura, potrete scegliere una coppia di protagonisti tra quelli creati casualmente dal gioco, ognuno chiaramente con un differente background narrativo, statistiche, punti di forza e debolezze: Kylie e Mark sono due fratelli che non sono mai andati particolarmente d’accordo e si sono ritrovati in seguito all’epidemia; Colton e Fletcher sono due amici di lunga data che si tolgono dai guai a vicenda; Rosie e Maddie sono due ragazze che non fanno altro che lasciarsi e rimettersi insieme, litigando in continuazione; infine ci sono Edwin e Dakota, due superstiti che proprio a causa dell’epidemia si sono conosciuti e hanno imparato ad amarsi in questa spietata lotta per la sopravvivenza.

State of Decay 2

ALLA RICERCA DI RISORSE

Una volta che avrete scelto la coppia di personaggi in base alle statistiche di base e specializzazioni (c’è chi è più capace nel giardinaggio e chi nell’artigianato, chi ha maggiore propensione verso la chimica e dunque nel crafting di esplosivi, e chi invece è più a suo agio con la meccanica, dunque nella riparazione di veicoli), potrete dare il via all’avventura: nel nostro caso, la scelta è ricaduta sui “fratelli coltelli” Kylie e Mark, con la campagna che è partita nei pressi dell’avamposto di Camp Osprey in cerca di risorse. Esplorando lo scenario, i due personaggi possono imbattersi in alcune casse da setacciare alla ricerca di oggetti: premendo Y, potrete cercare del bottino utile per il crafting di costruzioni o altre risorse più avanzate.

Qui emerge la prima peculiarità del gameplay: con la semplice pressione di Y, potrete cercare risorse lentamente, lasciandovi esposti all’attacco degli zombie circostanti. Potete scegliere di velocizzare il processo di ricerca, ma farlo vi costringerà a essere più rumorosi e attirerà i nemici in zona. Se ciò dovesse verificarsi, sarete costretti a sfoderare le armi a vostra disposizione, tra mazze da baseball, tubi d’acciaio, lame e pistole. Prevedibilmente, le armi saranno soggette a usura e il loro utilizzo consumerà risorse (si tratti di proiettili per le armi da fuoco, o di stamina per quanto riguarda le armi bianche). Potete attaccare premendo ripetutamente X, saltare con il tasto A ed eludere gli attacchi avversari con la pressione di B. Nella maggior parte dei casi, è preferibile evitare il conflitto o al massimo optare per un approccio stealth: tenendo premuto il tasto B, infatti, il personaggio può accovacciarsi e cercare di prendere gli zombie alle spalle con la pressione combinata di RT e X.

State of Decay 2

LA PIAGA DEL SANGUE

Dopo aver superato un paio di nemici ed esplorato alcuni edifici abbandonati, il nostro partner è stato colpito da un non-morto, che lo ha morso contagiandolo con quella che viene definita la “piaga del sangue”. Ciò ha costretto i due a cercare un accampamento medico per curare Mark, portandoci a interagire con un gruppo di superstiti di cui faceva parte anche un esperto dottore e una specialista dell’esercito. Insieme a questi due nuovi personaggi, i due fratelli sono partiti alla ricerca di speciali risorse con cui sviluppare una cura, non prima però di aver trovato un posto sicuro in cui vivere e creare costruzioni utili alla ricerca. Una volta scelta la posizione ideale verso cui dirigersi, abbiamo trovato una dimora potenzialmente adatta al nostro scopo: entrati al suo interno, lo scopo è di ripulirla dagli zombie ed esplorarla per verificarne le condizioni, prima di “reclamarla” e sviluppare al suo interno nuove aree, come ad esempio un’infermeria, un orto o una zona per il recupero dell’acqua piovana.

Ogni zona necessita di particolari materiali e di un tempo di crafting ben stabilito, ma offre di bonus precisi, uno spazio variabile per costruire una piccola comunità e due o più slot per conservare veicoli, che possono essere poi potenziati e offrire una maggiore efficienza. Utilizzando il Centro di comando, potrete gestire la base e applicare delle modifiche, con nuove aree e costruzioni che possono aumentare i bonus offerti dall’avamposto, valutare il livello di minaccia dell’area e tenere d’occhio il numero di risorse a disposizione, lo status della propria comunità e il morale del gruppo. Insomma, si tratta di un sistema di crafting profondo di cui parleremo in modo più approfondito all’interno della nostra recensione, ma che già nelle prime battute di gioco ha dimostrato di poter offrire una grande varietà.

State of Decay 2

SOPRAVVIVERE IN COMPAGNIA

Costruita l’infermeria, non prima però di aver esplorato l’area circostante ed essere andati alla ricerca di risorse utili come uno zaino di materiali necessario per il crafting di questa struttura, abbiamo potuto avviare la ricerca di una cura per Mark, completare il tutorial e addentrarci in quella che è l’avventura vera e propria di State of Decay 2. Le impressioni sono positive: il gioco è stato senza dubbio arricchito rispetto al primo episodio, con una serie di novità che hanno migliorato alcuni degli elementi più convincenti del precedessore e donato maggiore varietà a ciò che invece convinceva meno; d’altra parte, però, chi non ha gradito particolarmente il concept del primo State of Decay non troverà particolari stravolgimenti di sorta nella formula di gioco del sequel, che ruota ancora una volta attorno alla gestione della propria comunità, del miglioramento dell’avamposto, della ricerca di risorse e cibo con cui sfamare gli alleati e la necessità di formare delle alleanze più o meno strategiche per avere la meglio sugli zombie che si trovano nell’area circostante.

A proposito di location, grazie alla presenza di tre diverse ambientazioni, ciascuna caratterizzata da un’estensione simile a quella del primo State of Decay, il gioco promette di offrire ancora più spunti e contenuti da completare nel corso dell’avventura che, ricordiamo, può essere affrontata sia in single-player che con il supporto di altri giocatori, in matchmaking o in multiplayer cooperativo con gli amici. Ne parleremo in modo più approfondito in occasione della nostra recensione, che sarà disponibile tra pochi giorni sulle pagine di VGN.it. Non mancate!

State of Decay 2
PRIME IMPRESSIONI
Il nuovo survival di Undead Labs parte da ottime basi e si pone l'obiettivo di migliorare gli elementi più riusciti del primo episodio, come il sistema di crafting e la gestione dell'avamposto, cercando allo stesso tempo di ritoccare e donare maggiore varietà anche a ciò che nel titolo originale convinceva meno. Le premesse sono buone: speriamo che nel prosieguo dell'avventura il gioco sappia mantenere le aspettative.