The Dark Pictures Anthology: Man of Medan

The Dark Pictures Anthology: Man of Medan provato in anteprima all’E3 2019

Il nuovo horror di Supermassive Games si è mostrato in una nuova demo durante l'evento losangelino.

La scena horror nel panorama ha fatto passi avanti al momento dell’uscita di Until Dawn, considerato uno degli horror più completi e terrificanti mai ideati. La realizzazione grafica unita a un comparto narrativo di tutto rispetto, hanno reso il gioco di Supermassive Games anche uno dei più rigiocati. Sulla scia del successo ottenuto, il team inglese è tornato con una nuova avventura oscura e più terrificante che mai, dove il nemico più grande non è un serial killer con la maschera da clown, ma sé stessi.

Siamo stati ospiti del booth di Bandai Namco che per l’occasione di questo E3 2019 ha proposto una nuova e interessante build che ha permesso di capire quale è la direzione intrapresa dal nuovo The Dark Pictures Anthology: Man of Medan. Quello che doveva essere un party su una piccola barca, si è rivelato in realtà l’inizio della fine per i cinque protagonisti. Ecco come è andata la nostra sciagurata prova.

The Dark Pictures: Man of Medan
Una mossa sbagliata e il personaggio potrebbe concludere il suo viaggio, per sempre.

QUESTIONE DI TEMPO

Neanche il tempo di comprendere la situazione che il gioco ci ha subito messo di fronte ai primi QTE. Dopo il primo evento, che per fortuna non ha avuto ripercussioni gravi sui nostri personaggi, siamo rimasti in allerta: la totale mancanza di cut-scene impedisce al giocatore di rilassarsi, e quelli che sembrerebbero essere i classici filmati d’intermezzo si sono rivelati al contrario dei momenti in-game da vivere in prima persona, come accade per l’appunto in Until Dawn. Nonostante la mancata comparso, perlomano all’inizio, di elementi horror o paranormali, abbiamo assaporato la tensione e la paura di sbagliare mossa. Man of Medan si basa molto sulle decisioni da compiere, sulle risposte da dare e sulla capacità di ragionare a sangue freddo.

Nella build proposta dalla software house, il gruppo viene assalito nottetempo da alcuni pirati alla ricerca, da ciò che abbiamo inteso, di un certificato o di una mappa custodita negli armadietti della barca Duke of Milan, la nave di Triss, una dei cinque protagonisti. I malviventi riescono a sottomettere quattro ragazzi, prontamente sbattuti all’interno di una delle camere sottocoperta. In questa fase relativamente tranquilla, siamo riusciti a sciogliere i lacci con cui i pirati hanno legato i ragazzi e decidere chi liberare per primo. In questo momento non ci è sembrato molto preponderante l’ordine, ma in una fase più avanzata bisognerà fare caso anche all’ordine di esecuzione di determinate azioni. Non sono mancati momenti di violenza, dove gli uomini del gruppo hanno tentato di neutralizzare gli avversari, anche se ovviamente sfortuna ha voluto che avessero sempre la meglio.

The Dark Pictures: Man of Medan
Cuore o mente? Dipende da quanto siete pronti a rischiare.

RELITTO ABBANDONATO

Da notare come Man of Medan proponga sempre due proposte di dialogo: cuore o mente, istinto o ragione. Nessuna delle due ovviamente è necessariamente corretta o errata, e a seconda della situazione dare retta al cervello potrebbe risultare addirittura controproducente. Nella nostra prova c’è stato un momento dove il capo dei pirati ci ha invitato a interpellare la guardia costiera per scoprire l’evoluzione della già tempestosa situazione meteorologica, confidando che a ogni azione corrisponde una conseguenza. Al fine di evitare problemi, abbiamo fatto quello che ci è stato ordinato e probabilmente questa “sottomissione” è servita in un secondo momento, quando, in seguito a un forte impatto contro un’onda, il carceriere è riuscito ad afferrarci al volo prima di cadere nell’Oceano Pacifico e affogare tra i pericolosi flutti marini.

La demo si è poi conclusa col ritrovamento della gigantesca nave che farà da scenario per tutto il resto del gioco, con i suoi misteri e gli elementi soprannaturali, come lascia intendere la carcassa nella scialuppa di salvataggio. A rendere il tutto più minaccioso e fuori di testa è sicuramente il comparto tecnico (grafico e sonoro), vero protagonista del gioco, che promette un coinvolgimento totale nei tetri e ristetti spazi di Man of Medan. I più attenti avranno notato, nei trailer di presentazione, un dettaglio molto interessante: in un’era in cui gli attori hollywoodiani sono sempre più nei videogiochi, si pensi a Keanu Reeves in Cyberpunk 2077 o a John Bernthal in Ghost Recon Breakpoint, anche il titolo di Supermassive Games punta su una vecchia conoscenza del cinema presentando il canadese Shawn Ashmore, noto ai più per aver interpretato l’Uomo Ghiaccio in X-Men, e che in questa demo abbiamo provato a far scappare tramite la piccola barca utilizzata dai pirati per fare irruzione. Ovviamente la nostra fuga si è conclusa con qualche pugno sullo stomaco e un occhio nero, ma questo è un altro discorso.

The Dark Pictures Anthology si prospetta una serie positivamente terrificante con il primo capitolo, Man of Medan, che farà da apripista, ma che riuscirà a far impressionare il pubblico e richiamerà coloro che hanno amato Until Dawn. Il comparto narrativo è qualcosa di unico e a Los Angeles, Supermassive Games ha dimostrato tutta la loro abilità nel creare storie di grande effetto. In attesa di ulteriori dettagli riguardo l’horror del team inglese, vi ricordiamo che il gioco è atteso il 30 agosto su PC, PS4 e Xbox One.

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