Se siete appassionati di esperienze horror è molto probabile che la saga di Doorways non vi sia affatto nuova. Inaugurata dai ragazzi di Saibot Studios nel 2013 con Doorways: Prelude, la serie ha infatti raccolto parecchi consensi negli ultimi anni, consensi che hanno inevitabilmente spinto la piccola software house argentina a sviluppare prima Doorways: The Underworld e successivamente il soggetto di questo nostro Scopriamo, ovvero Doorways: Holy Mountains of Flesh.

Seppur ancora in Early Access e dunque, purtroppo, incompleto, il titolo mostra già grandissime potenzialità, offrendo un’esperienza non solo impressionante in termini di pura atmosfera, ma anche piuttosto pregevole in quanto a semplice progressione. Incentrato sull’esplorazione di un’oscura scuola, il titolo ci mette infatti ci proietta nel vivo di un turbine di oscure rivelazioni e terrificanti segreti, ponendoci di fronte a creature così orribili da risultare a tratti impossibili anche solo da immaginare.

Il terrore contraddistingue ogni secondo dell’avventura e, complici numerose sequenze scriptate di grandissimo impatto visivo, a cui si aggiungono svariati, immancabili jumpscare, è davvero difficile ipotizzare che qualcuno riesca effettivamente a mantenere la calma durante le fasi di esplorazione. L’oscurità regna infatti sovrana quasi in ogni momento e sebbene la necessità di completare diversi incarichi costringa a costanti spostamenti attraverso un edificio in costante espansione, è pressoché impossibile non provare un profondo senso di angoscia lungo tutto il corso dell’avventura.

Gli appassionati del genere troveranno senz’altro alcune situazioni un po’ prevedibili e, per certi versi, alcune fasi dell’avventura propongono situazioni di gioco non particolarmente originali, ma considerando che parliamo di un prodotto in Early Access, i margini di miglioramento non mancano di certo… soprattutto se consideriamo la qualità delle precedenti opere di Saibot Studios. È chiaramente ancora presto per dire se si rivelerà l’ennesima perla horror proposta dalla software house, ma se il buongiorno si vede dal mattino, Doorways: Holy Mountains of Flesh potrebbe facilmente rivelarsi uno dei migliori horror degli ultimi anni. Speriamo solo che il team di sviluppo riesca a portare avanti nel migliore dei modi l’ottimo lavoro svolto fino a oggi, lavoro che gli ha permesso di conquistare con pieno merito un posticino nel nostro personalissimo “Olimpo” dei migliori indie contemporanei.