Se avete mai posseduto una console Sony è praticamente impossibile che non vi sia mai capitato di giocare a uno dei tanti musou lanciati nel corso degli ultimi 20 anni. Anno dopo anno questo particolare genere videoludico di origine orientale ha infatti saputo conquistarsi un seguito sempre maggiore e non stupisce dunque che Tecmo Koei abbia sempre cercato di trarre il massimo da quella che possiamo tranquillamente definire come la più improbabile delle galline dalle uova d’oro.

Tale filosofia ha chiaramente dato vita a una lunga serie di prodotti molto simili fra loro e, come nel caso di Samurai Warriors 4-II, anche a riedizioni piuttosto inspiegabili se non sotto il profilo puramente commerciale, ma come si recita il famoso detto, squadra che vince non si cambia, giusto?

TANTI AUGURI SAMURAI WARRIORS

Versione rivista e ottimizzata del ben noto Samurai Warriors 4 uscito lo scorso anno, Samurai Warriors 4-II non propone chiaramente particolari novità né sul versante tecnico né tantomeno in termini di struttura e concept, giustificando la presenza del suo bizzarro suffisso numerico solo attraverso novità piuttosto marginali volte a sottolineare il desiderio degli sviluppatori di celebrare il decimo anniversario della saga.

In aggiunta all’introduzione di un nuovo personaggio giocabile, il rinomato Naomasa li, il titolo denota infatti meccaniche leggermente rifinite, un’IA un po’ più presente a se stessa e un sistema di crescita dei personaggi rinnovato, il vero piatto forte di questa riedizione è tuttavia l’Endless Castle, modalità di stampo survival che aggiunge parecchia carne al fuoco per chiunque dovesse sentire ancora la brama di sangue e violenza una volta conclusa la ricchissima Story Mode.

In termini di puro concept di base non siamo chiaramente di fronte a una modalità in grado di assicurare chissà quale varietà né tantomeno particolari cambi di ritmo, ma la presenza di alcuni pregevoli spunti la rende senz’altro una valida fonte di divertimento. Peccato tuttavia che in questo senso il team di sviluppo si sia limitato al minimo indispensabile in termini di struttura, esaltando quello che è, ormai da anni, il limite più grande di questo tipo di produzioni: l’eccessivo tradizionalismo.

Per quanto gradevole, come detto poc’anzi, la modalità Endless Castle, così come la Story Mode, denotano una ripetitività di fondo e una sostanziale mancanza di originalità che non può essere ignorata. L’esperienza offerta è dunque essenzialmente la stessa che molti di voi potrebbero aver già sperimentato nel recente passato, ma ciò non toglie che i veri irriducibili del brand troveranno comunque più di qualche motivo per festeggiare degnamente il decimo anniversario della saga

GIUDIZIO

Samurai Warriors 4-II regalerà senz’altro immense soddisfazioni a tutti i puristi del genere, ma eventuali detrattori del brand e del genere nel suo insieme rimarranno senz’altro tali.