Avvicinarsi a un nuovo Call of Duty è sempre un’esperienza particolare. Da un lato si prova un grande entusiasmo di fronte alle tante, immancabili ottime premesse della vigilia, dall’altro il timore che il titolo possa in qualche modo deludere le aspettative, dimostrandosi troppo simile a quelli che l’hanno preceduto, è sempre una costante. Negli ultimi anni, a dire il vero, il celebre brand targato Activision ha saputo fare grandi passi avanti, ma Call of Duty: Black Ops 3, si sarà rivelato davvero il capolavoro che tutti ci aspettavamo?

L’EPOCA DEI SUPERSOLDATI

Affidato alle sapienti mani di Treyarch, Black Ops 3 ci proietta nel vivo di una realtà futuristica ambientata 40 anni dopo gli eventi di Black Ops 2 che sembra attingere a piene mani da molte delle più celebri produzioni fantascientifiche degli ultimi anni. Il titolo racconta infatti una storia in cui le guerre non vengono più combattute solo da normali esseri umani, ma soprattutto da robot da guerra e supersoldati, e noi, inutile dirlo, vestiremo proprio i panni di uno di quest’ultimi.

Scampato alla morte quasi per miracolo, il nostro eroe (o eroina, vista la possibilità di scegliere anche un personaggio femminile) si ritroverà a entrare in una divisione militare di assoluta elite, in grado di alterare le sorti di qualsiasi scontro grazie a straordinari impianti cibernetici e potenzialità che, fino a oggi, pochi di noi avevano avuto anche solo l’ardore di immaginare. Sin dai primissimi minuti il gioco evidenzia infatti profondi cambiamenti in termini di gameplay rispetto ai suoi predecessori, cambiamenti che modificano completamente l’approccio a ogni scontro rendendo l’esperienza ancor più esaltante di quanto fosse lecito attendersi.

Oltre a una mobilità nettamente superiore al passato, che permette di sfruttare praticamente qualsiasi superficie (anche i muri, sulla falsariga di titoli come Titanfall) il nostro supersoldato può infatti contare su una vasta gamma di abilità speciali che vanno dall’hacking di torrette nemiche alla distruzione immediata di robot nemici, e questo senza contare ovviamente numerosi, nuovi armamenti dalla potenza davvero impressionante. Insomma, l’impressione è che Treyarch abbia davvero voluto spingersi oltre i propri limiti con questo nuovo capitolo della saga, e il risultato è un’avventura davvero impressionante in termini di impatto visivo che, per quanto a tratti troppo caotica, garantisce comunque costanti emozioni dall’inizio alla fine.

Certo, in alcuni momenti la campagna sembra nascondere la sua leggera inconsistenza narrativa dietro a un mare di esplosioni (ricalcando così un qualsiasi film di Michael Bay) ma in termini di spettacolarità l’esperienza fa senz’altro impallidire gran parte degli altri esponenti della categoria. E se a questo aggiungiamo la possibilità di condividere l’intera campagna con un massimo di altri tre amici, è davvero difficile non rendersi conto di quale sia il valore intrinseco del prodotto. Vista la possibilità di impostare set di abilità ben distinti prima di ogni missione, la cooperativa accresce infatti esponenzialmente la qualità dell’esperienza, garantendo, per la prima volta, un numero di variabili strategiche davvero inaspettato che contribuisce a innalzare parecchio la rigiocabilità dell’esperienza.

Al di là di questo la campagna si dimostra intensa e godibile anche nel caso in cui si decida di affrontarla in solitaria; nonostante un’IA non sempre irreprensibile e una trama, come detto, a tratti poco convincenti, le numerose sequenze scriptate dall’altissimo tasso adrenalinico e la buonissima varietà di situazioni, assicurano infatti una decina di ore molto intense, e qualora questo non dovesse essere ancora sufficiente, beh… potrete sempre rivolgere l’attenzione una seconda campagna!

Uno degli aspetti più interessanti del prodotto, nonché una delle più gradite sorprese nascoste al suo interno, è infatti proprio la presenza di una campagna aggiuntiva, dedicata interamente agli zombie, sbloccata al termine di quella principale. Sebbene si tratti di una sorta di reinterpretazione della campagna di base, questa modalità aggiuntiva garantisce un’ulteriore fonte di stimoli e divertimento non solo grazie a una trama alternativa ma soprattutto a fronte di un ritmo decisamente più frenetico e intenso rispetto a quello offerto dall’avventura originale. Una pregevole aggiunta dunque che rende il prodotto ancor più appetibile agli occhi degli appassionati.

UN MULTIPLAYER DA… SPECIALISTI

Il primo impatto con il multiplayer di Black Ops 3 potrebbe essere destabilizzante per molti; la quantità dei contenuti proposti è infatti paurosamente elevata e se a questo aggiungiamo anche parecchie novità, concettuali e non, sono sufficienti pochi minuti per rendersi conto di quanto e quale sia il lavoro svolto da Treyarch per offrire agli appassionati possibilità pressoché illimitate. La principale novità è senza dubbio l’introduzione di 9 specialisti, ognuno dei quali propone un’esperienza di gioco piuttosto diversa dagli altri attraverso le proprie abilità speciali, ma mai come in questo caso parliamo della proverbiale punta dell’iceberg.

Per quanto sia indubbiamente stimolante giocare avendo come obiettivo quello di sbloccare e conseguentemente apprezzare ognuno degli specialisti disponibili, è l’intero comparto multiplayer a brillare per solidità. Tralasciando le immancabili, infinite possibilità di personalizzazione di armi ed equipaggiamenti legate a un sistema di progressione mai così ricco e stimolante, il titolo introduce infatti una vasta gamma di modalità differenti (tra cui la pregevole new entry “Salvaguardia” incentrata sulla difesa o l’eliminazione di un robot in costante avanzamento) a cui si aggiunge, come da programma, una modalità Zombi mai così intensa e frenetica.

Insomma, di carne al fuoco quest’anno sembra essercene davvero tantissima, e considerando soprattutto la bontà di un gameplay come detto rinnovato e rifinito per adattarsi alla perfezione a qualsiasi sfaccettatura del comparto online, il risultato non può che essere un’esperienza multiplayer di altissimo livello in grado di far impallidire tutti i suoi predecessori… e non solo. Complice un level design di indubbio spessore in cui l’acqua gioca finalmente un ruolo tutt’altro che marginale, ogni sfida può essere infatti approcciata in modi sempre diversi, garantendo così un perfetto equilibrio tra stimoli e divertimento.

GIUDIZIO

Un nuovo punto di riferimento per gli appassionati del genere, nonché uno dei migliori capitoli della serie in assoluto, specie in ottica multiplayer.