Sono trascorsi ormai 10 anni da quando Altair e la saga di Assassin’s Creed fecero la loro comparsa sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo. Furono Xbox 360 e PlayStation 3 ad accogliere per la prima volta la nuova creatura di Ubisoft, un particolare gioco d’azione in terza persona ambientato in un periodo storico ricostruito con estrema dovizia di particolari, quel tardo XII secolo in cui un adepto dell’Ordine degli Assassini viene mandato a eliminare nove bersagli dalle bellissime città di Acri, Damasco e Gerusalemme della Terra Santa di quegli anni. Anche chi non ha apprezzato a pieno il gioco, definito a volte ripetitivo specie nelle missioni secondarie, è rimasto colpito dalla realizzazione tecnica di un titolo sicuramente promettente, probabilmente troppo ambizioso e che era riuscito soltanto in parte ad accontentare sia i giocatori sia gli stessi produttori che, almeno inizialmente, avevano promesso molto più di quanto sarebbero davvero riusciti a realizzare.

Eppure, in un mercato difficile da conquistare con nuove proposte, Assassin’s Creed lasciò il segno e dopo Altair l’arrivo di Ezio Auditore con la sua trilogia fatta di un secondo capitolo ufficiale e due ulteriori spin-off colpirono ulteriormente nel segno. Ezio è probabilmente il protagonista della serie più amato: lo si è visto crescere, cadere e rialzarsi. Ci si è affezionati e immedesimati. Capitolo dopo capitolo, Ubisoft aveva coinvolto il giocatore al punto di sentirsi parte di un’avventura storica unica, inframezzata da vicende che riguardavano un futuro non troppo lontano in cui un altro personaggio continuava a tenerci compagnia nelle evoluzioni della serie: quel Desmond Miles che rivive i ricordi dei suoi antenati.

Assassin's Creed: Origins

COME VIAGGIATORI NEL TEMPO

Si è attraversato il tempo e lo spazio, viaggiato per i Caraibi in compagnia di Edward Kenway, vissuto la Guerra d’Indipendenza Americana con Connor e la Guerra dei sette anni con Shay Cormac, passando per la Rivoluzione Francese con Arno Dorian e la Rivoluzione Industriale della Londra Vittoriana con i gemelli Evie e Jacob Frye. Ogni avventura e ogni evento storico sono stati narrati con sapiente maestria ma, soprattutto, è stata la ricostruzione estetica di quei luoghi che ha saputo continuare ad affasciare i fan della serie e permesso all’intera saga di superare lo scorso anno le 100 milioni di copie vendute per i vari capitoli che hanno fino a oggi raggiunto gli scaffali dei negozi.

Se da una parte il successo logora chi non ce l’ha, riuscire a mandare avanti una saga tanto amata senza risentire dello stesso successo non è facile. I fan più appassionati chiedevano qualcosa di più all’azienda franco-canadese dato che cambiavano i protagonisti, cambiavano i periodi storici e pur vivendo nuove avventure Assassin’s Creed non riusciva anno dopo anno a distaccarsi dai capitoli precedenti. Il passaggio alla nuova generazione di console con Assassin’s Creed Unity nel 2014 portò in dote, insieme a un prodotto comunque affascinante, tanti problemi che fecero storcere il naso a quei fedelissimi che non potevano rinunciare a seguire l’eterna battaglia tra Assassini e Templari. Ci voleva qualcosa di nuovo, che non arrivò con Assassin’s Creed Syndicate, e a quel punto anche Ubisoft si è probabilmente resa conto che ci voleva una pausa di riflessione per riprendere le redini su una serie che, ormai a cadenza annuale, non riusciva a rinnovarsi.

Dopo questo excursus storico ci troviamo di fronte a quel vero e sano rinnovamento che ogni patito della serie si attendeva da tempo, con un Assassin’s Creed Origins che è a tutti gli effetti l’inizio di tutto, dal punto di vista temporale, ma anche un punto di partenza fresco e sufficientemente innovativo per rimettere sulla giusta carreggiata una saga che dopo dieci anni nessuno ha voglia di vedere andare in pensione.

Assassin's Creed: Origins

L’ANTICO EGITTO

Gli sviluppatori di Ubisoft Montréal questa volta ci hanno portato indietro nel tempo là dove tutto ha avuto origine. Vestiremo i panni di Bayek, una guardia d’élite del Faraone detta anche medjay, che intraprendendo un cammino di vendetta nei confronti di chi ha rovinato la vita della sua famiglia e del suo popolo diventerà oltretutto “origine” del credo degli Assassini, dato che porterà alla fondazione della Confraternita. Dal punto di vista storico ci troviamo in un periodo estremamente complesso. In un Egitto florido ma schiacciato dall’avanzata del deserto che copre abitazioni e templi, ci troveremo a essere l’ago della bilancia nella lotta tra Cleopatra e il fratello Tolomeo che ha preso il potere sul regno. A contorno di questo apparente scontro tra giganti, la storia racconta la lotta tra Bayek e quelli che diventeranno i suoi seguaci e una società segreta che agendo nell’ombra punta a ottenere la pace sovvertendo qualsiasi criterio di libertà. Pace e libertà contro pace e ordine. La primordiale Confraternita degli Assassini e quelli che diventeranno secoli dopo i Templari che sfideranno Altair e i suoi discendenti.

Dal punto di vista della ricostruzione storica, l’Egitto che ci troveremo di fronte avrà molte facce. Vedremo città sommerse dalla sabbia che gradualmente trasformeranno in antiche rovine mercati e luoghi di culto bellissimi, piccoli villaggi con case di argilla o enormi città come Alessandria, il porto più fiorente del Mediterraneo dell’epoca, che è anche un incrocio di culture e popolazioni. Un anfiteatro romano, la bellissima Biblioteca, cittadini romani, greci ed egizi che popolano un ambiente vivo, multiculturale e fiorente ma anche tanto diverso, apparentemente molto ricco ma al tempo stesso molto povero. Rivivere la Alessandria di Assassin’s Creed sembra quasi la Rio de Janeiro o Mumbai di oggi, grandi città che però nascondono una periferia povera e degradata. Dagli occhi di Bayek avrete modo di scoprire i soprusi dei governanti e dei fedeli servitori di Tolomeo nei confronti di una popolazione stremata, soprattassata e maltrattata ingiustamente.

Assassin's Creed: Origins

EVOLUZIONE E ISPIRAZIONE

Come detto, per certi versi Origins non è il classico Assassin’s Creed che conoscevate. Per rivoluzionare la serie gli studi Ubisoft hanno saputo cogliere buona parte degli elementi che hanno contraddistinto successi interni e di prodotti concorrenti negli ultimi anni. Un primo elemento evidente è l’enorme mappa di gioco: questa è divisa in numerose aree caratterizzata ognuna da un livello minimo di esperienza consigliato per svolgere le missioni presenti al suo interno. I punti esperienza sono infatti fondamentali e per migliorare la forza e la resistenza di Bayek non saranno sufficienti le semplici missioni della trama principale, portando il giocatore sia ad aumentare la longevità del titolo con una serie di avventure secondarie sia ad approfondire la trama con elementi non rilevanti ma comunque importanti. Indagherete su strani omicidi, aiuterete contadini in difficoltà, vi troverete anche a viaggiare per centinaia di chilometri per portare un messaggio scoprendo poi di essere vittima di un inganno. Tante sfaccettature che consentiranno passo dopo passo di rendere Bayek sempre più forte e in grado di affrontare nemici più astuti, numerosi e, soprattutto, nascosti in fortezze sempre più difficili da espugnare.

L’enorme mappa suddivisa in regioni ricorda parecchio quella del recente Ghost Recon Wildlands ambientato il Bolivia. Un altro elemento caratterizzante che lega le due produzioni è la presenza dell’aquila Senu: quella che rappresenta gli occhi dal cielo di Bayek, e che diventerà anche una fida alleata nei combattimenti andando avanti nell’avventura, è a tutti gli effetti il drone militare visto nell’ultimo Ghost Recon. Dovrete utilizzare Senu per localizzare precisamente la posizione di un obiettivo e potrete approfittarne per verificare anche quanti soldati, rifornimenti e tesori sono presenti nell’area che state visitando. Si tratta di un valido aiuto e compagno di viaggio ma che, per certi versi, semplifica di molto l’azione rispetto al più limitato “occhio dell’aquila” dei precedenti capitoli della serie.

Assassin's Creed: Origins

Una chiara ispirazione è data anche dall’ultimo capitolo della serie The Witcher, specie nelle missioni secondarie che portano il giocatore a spostarsi avanti e indietro nella mappa per livellare il proprio personaggio alla ricerca di missioni secondarie più o meno importanti. Ciò che però poteva essere preso maggiormente come riferimento è il collegamento tra le scene giocate e quelle “parlate”, abbiamo infatti colto nella maggior parte delle occasioni un netto stacco con le sequenze filmate pre-renderizzate con situazioni a volte paradossali (Bayek che indossa un abito diverso da quello che aveva in precedenza) e a volte ereditate dalla struttura precedente (dopo ogni uccisione di un boss o di un personaggio importante assisterete a un dialogo a due che però interrompe qualsiasi azione precedente, anche se vi trovate circondati da decine di soldati pronti a farvi la pelle).

Non mancano elementi più grotteschi in stile Grand Theft Auto, come la possibilità di disarcionare un cavaliere dal proprio mezzo di trasporto per rubargli il cavallo da sotto i baffi. Ci troviamo di fronte a un’avventura che cerca di comportarsi da gioco di ruolo ma restando ancorata a una trama molto bella, soprattutto raggiungendo il finale, che non consente alcuna divagazione sul tema: non è possibile intervenire nei dialoghi e si diventa da protagonisti a semplici osservatori di una storia che ha di per sé un unico filo conduttore.

LA CRESCITA DEL GUERRIERO, DEL CACCIATORE, DEL VEGGENTE

L’evoluzione di Bayek e il suo aumento di livello non seguiranno però la stessa linearità della trama. Il giocatore avrà in fatti la possibilità di far crescere l’albero dei talenti e delle specialità del medjay spendendo i punti abilità che otterrete dopo aver accumulato passo dopo passo l’esperienza necessaria a rendere Bayek un combattente sempre più completo. Potrete migliorare tre diverse ramificazioni delle abilità: il guerriero, il cacciatore e il veggente. Accrescere ognuna di queste competenze consente di migliorare e personalizzare l’approccio che avrete nel corso delle fasi di combattimento: le abilità da guerriero si rivelano utili nel corpo a corpo, quelle da cacciatore negli scontri a distanza usando gli archi e quelle da veggente per la componente stealth. L’approccio al combattimento è un elemento da sempre importante nella serie, dato che Ubisoft ci ha insegnato che gli Assassini agivano principalmente nell’ombra, e più che in passato gli sviluppatori hanno permesso di affrontare quasi tutte le missioni nel modo a voi più congeniale: potete attaccare direttamente, colpire un bersaglio designato da lontano o avvicinarvi dopo aver ucciso e nascosto una serie di guardie al vostro obiettivo. Tutte e tre le metodologie di combattimento sono perfettamente compatibili tra loro, potrete quindi valutare se all’interno di un’area da conquistare sarà per voi sufficiente farvi un corridoio per salvare un prigioniero o ripulire l’intero accampamento facendo una strage. A voi la scelta.

Assassin's Creed: Origins

NON È TUTTO ORO MA NON È NEANCHE UN MIRAGGIO

Tanta magnificenza dal punto di vista della complessità architettonica e della varietà delle aree esplorabili si scontra però con dei limiti tecnici o di ottimizzazione nei confronti del sistema da noi utilizzato per questa prova. Ubisoft ci ha permesso di provare l’edizione Xbox One che abbiamo provato su una delle nostre One S. Assassin’s Creed Origins sulla console di Microsoft, secondo alcune recenti analisi tecniche, utilizza una risoluzione dinamica che varia tra i 792p e i 900p. Se nella pratica questa differenza non si nota, la necessità di ridurre la risoluzione in alcune fasi di gioco però non ne favorisce una fruizione totalmente indolore: ci è capitato spesso di passare in corsa da un’area all’altra della mappa e vedere il gioco bloccarsi per 2-3 secondi prima di consentirci di proseguire l’avventura, probabilmente per caricare gli altri elementi della nuova sezione di gioco, e questo problema si presenta ancora più spesso quando userete l’aquila Senu. In queste occasioni, infatti, se vi allontanerete troppo dalla porzione di mappa in cui si trova Bayek il gioco richiederà alcuni secondi prima di permettervi di continuare a giocare.

Tempi di caricamento parecchio lunghi li abbiamo notati anche nel passaggio dall’azione nel “futuro” a quella nel passato dopo essere rientrati nell’Animus. In alcuni casi abbiamo dovuto attendere quasi cinque minuti prima di riprendere l’azione. La nostra paura oggi sta nel fatto che la nascita di console come PS4 Pro e Xbox One X, in arrivo il 7 novembre, possano portare gli sviluppatori a cercare sempre meno di ottimizzare i propri prodotti per le piattaforme base (PS4 e Xbox One) anche se nel caso della console Sony sembrerebbe che gli sviluppatori siano riusciti a mantenere una risoluzione di 1080p costanti.

Questi strani inconvenienti tecnici non snaturano però la magnificenza estetica di un motore grafico in grado di portare su schermo un sistema di illuminazione dinamico molto complesso, in grado di gestire bellissimi tramonti e notti al chiaro di luna che vi lasceranno senza fiato, insieme a una gestione degli effetti atmosferici altrettanto affascinante: trovarsi all’interno di una tormenta di sabbia o in mezzo al deserto sotto al sole vedere in lontananza l’effetto miraggio sono sensazioni che nessun gioco, fino a oggi, era riuscito a farci provare.

Assassin's Creed: Origins

Rispetto alle produzioni passate il numero degli NPC nei villaggi e nelle grandi città sembra molto inferiore, questo porta però a un comportamento più verosimile dell’intera cittadinanza rispetto alla mandria impazzita di Assassin’s Creed Unity che si vedeva camminare sui muri o volare via, soprattutto poco dopo il lancio del gioco. Ci ha invece colpito non in modo positivo l’intelligenza artificiale dei nemici, soprattutto all’interno delle aree chiuse e delle fortezze.

Se da una parte studiare la perfetta strategia di attacco è un elemento molto importante in Assassin’s Creed Origins, laddove anche l’orario in cui deciderete di entrare in azione sarà fondamentale (perché più soldati stanno dormendo, per esempio) dall’altro a volte i vostri avversari che stanno perlustrando un’area li vedrete incastrati dietro un barile che continueranno a camminare senza cambiare direzione, potendoli aggirare con estrema facilità e senza il timore che possano scoprirvi. In alcuni casi basterà posizionarvi su un oggetto che i nemici non sono capaci di scavalcare per riuscire a evitare di essere colpiti, sempre a patto di schivare lance e frecce lanciate da lontano. In generale un po’ più di intelligenza per i nemici non farebbe sicuramente male.

RICOMINCIARE DALLE ORIGINI

Anche se il protagonista di questa nuova avventura non riesce a lasciare il segno come Altair ed Ezio hanno fatto ormai 10 e 8 anni fa, Assassin’s Creed Origins ci ha donato nuovamente una sana voglia di restare incollati allo schermo. In questa occasione non è tanto il fascino o il carisma del protagonista a spingerci ad andare avanti ma una trama bella e appassionante, un’ambientazione tanto vasta quanto affascinante e, soprattutto, una meccanica di gioco rinnovata che ha saputo cogliere il meglio dei capitoli precedenti miscelandoli con quanto di buono hanno messo sul piatto produzioni di una concorrenza che crea meno ma osa di più.

Ci auguriamo che questo nuovo inizio per Assassin’s Creed spinga sia gli utenti a continuare a credere in questa produzone firmata Ubisoft sia il publisher franco-canadese a dedicare le giuste attenzioni e il giusto tempo alla realizzazione di un seguito altrettanto bello quanto quello che abbiamo avuto modo di provare in questi giorni.

Assassin's Creed: Origins
Assassin’s Creed Origins
GIUDIZIO
Con Origins, questa volta Ubisoft è riuscita a rinnovare davvero la serie Assassin's Creed senza snaturarne il concept originario. Non è difficile trovare dei collegamenti con altri prodotti che si sono avvicendati in cima alle classifiche nel corso degli ultimi anni, potendo definire questo Assassin's Creed come una sorta di "Grand Witcher Wildlands" (sperando riusciate a cogliere tutti i riferimenti). La componente narrativa è interessante ma a volte mal incastonata tra le scene d'azione, l'inizio è infatti un po' burrascoso e quasi non si capisce cosa stia accadendo con strani salti che fanno un po' storcere il naso. Basta poco però per immergersi in un'avventura che si snoda tra l'esplorazione di una mappa vastissima, varia e bella da vedersi insieme a una libertà d'azione che consente di vivere la storia di Bayek con il ritmo che ritenete più opportuno. Non manca la tradizionale componente strategica, importante nelle fasi stealth, ma è invece da rivedere l'intelligenza artificiale, con NPC che a volte si incastrano in elementi della mappa o non reagiscono in modo adeguato agli allarmi lanciati dai loro compagni. Sarebbe bastata una maggiore attenzione ai particolari per rendere questo Origins un titolo quasi perfetto, non possiamo escludere (ma soprattutto speriamo) che entro qualche mese con ulteriori aggiornamenti i difetti possano essere limati o sparire del tutto. Con una base di questo tipo, il futuro della serie si fa sicuramente più interessante.
GRAFICA8.9
SONORO8.5
LONGEVITÀ9
GAMEPLAY8.5
PRO
Trama degna di un Assassin's Creed dei tempi d'oro
Mappa vasta, ricca di dettagli e molto curata
Sistema di combattimento vario
CONTRO
Tempi di caricamento anomali
Qualche bug di troppo rovina la narrazione
Poca continuità tra scene in-game e sequenze pre-renderizzate
Intelligenza artificiale non sempre all'altezza
8.8
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