Qualche anno fa mi capitò di recensire South Park: Il Bastone della Verità per PlayStation 3 e devo ammettere che all’inizio ero più che titubante. Avevo davvero paura di trovarmi di fronte a uno dei tanti videogiochi tratti da serie TV o film che tipicamente non si dimostrano realizzazioni così esaltanti. Bastarono pochi minuti seguiti dalle ore, che poi diventarono giorni e settimane, per capire che il prodotto sviluppato ai tempi da Obsidian Entertainment, in collaborazione con Ubisoft dopo il fallimento di THQ, era addirittura superiore alle mie più rosee aspettative.

La saga de Il Bastone della Verità, iniziata sugli schermi delle TV, nell’edizione videogioco mi appassionò sia per la realizzazione tecnica, capace di far vivere l’emozione di un cartone animato interattivo come mai prima di quel momento, sia per la trama spassosa, stupida e irriverente che gli autori della serie originale avevano ideato per realizzare un prodotto divertente, interattivo e al tempo stesso affascinante.

IL PUNTO DI FORZA

È chiaro che l’elemento cardine che ha permesso a suo tempo a Il Bastone della Verità e adesso a South Park: Scontri Di-Retti di nascere, crescere e svilupparsi nel modo giusto è soprattutto l’intervento diretto di Matt Stone e Trey Parker che da creatori, autori e doppiatori della serie si sono dedicati con passione anche alla realizzazione di una sceneggiatura collegata agli eventi già narrati nella Saga del Procione vista in TV a partire dalla tredicesima stagione.

Esattamente come nel primo videogioco di questa fortunata esperienza firmata Ubisoft, le avventure narrate in Scontri Di-Retti hanno origine da uno strano momento goliardico dei giovani studenti della scuola elementare di South Park che stanno giocando “allegramente” sfidandosi con colpi di spade, insulti e magie in un epico scontro fantasy che ricorda in tutto e per tutto quanto già visto nel precedente videogioco.

Come spesso accade, il dispotico Cartman cambia le carte in tavola e l’allegra combriccola è costretta a passare a un tema totalmente differente: i supereroi alla ricerca di un gattino scomparso. L’obiettivo del Procione, l’alter ego in calzamaglia di Cartman, è quello di riuscire a ottenere la “lauta” ricompensa per poter finanziare un film dedicato alle sue gesta. Da questo momento voi, il Novellino già noto a chi ha preso parte alla prima avventura, dovrete intraprendere la strada di supereroe dal basso. A differenza dei vostri compagni, infatti, è la prima volta che prendete parte a questo gioco e dovete ancora ottenere la padronanza dei super poteri e delle responsabilità che il ruolo di eroe comportano.

 

RITORNO A SOUTH PARK

Se all’apparenza poche cose sono cambiate nella fredda cittadina del Colorado, tanto da riconoscere parecchi luoghi già osservati in passato, compresi i “castelli” del precedente videogioco, tutto appare al tempo stesso diverso per meccaniche e attività che dovrete svolgere. La componente esplorativa resta sempre quella basilare all’interno di questa avventura mista a gioco di ruolo, il giocatore deve infatti entrare in appartamenti, negozi o uffici e scovare collezionabili, pozioni o gadget nascosti in cassetti, armadi e quant’altro.

Se di per sé può sembrare un’attività ripetitiva in realtà questo tipo di ricerca si unisce a una serie di piccoli enigmi necessari per sbloccare l’accesso a una determinata area. A volte per riuscire ad avanzare all’interno di South Park avrete bisogno di ottenere nuovi poteri e, di conseguenza, seguire le missioni principali che il buon Cartman/Procione o gli altri membri del gruppo vi impartiranno.

Muovervi all’interno della cittadina vi servirà a seguire anche un altro degli obiettivi principali del gioco che è quello di aumentare il vostro numero di follower su Procinstagram, un clone di Instagram all’interno del gioco. L’attività è possibile facendovi dei selfie con i vostri concittadini, giovani o adulti, che però potrebbero essere schizzinosi (richiedendo un numero di follower al vostro attivo più alto) o chiedervi qualcosa in cambio: questo è uno dei tanti modi per accedere alle quest secondarie, come la raccolta di foto yaoi, accendere delle candele… o scovare chi si diverta a graffiare tutte le notti l’auto di Sharon Marsh (la mamma di Stan).

Ogni piccola fase dell’avventura è comunque vitale, dato che l’aumento del livello di popolarità è necessario per conquistare la fiducia di personaggi popolari che possono darvi in cambio oggetti o poteri speciali.

PICCHIA FORTE

Le fasi di combattimento non sono quindi l’unico escamotage per far migliorare le caratteristiche del proprio personaggio, anzi rispetto al capitolo precedente possiamo dirvi che sono una divertente fase tattica a turni ma non si rivelano come l’unico elemento di sfida presente nel gioco. Il sistema ricorda molto quello dei giochi di ruolo giapponesi, permettendovi di sfidare avversari sempre più forti e numerosi con un massimo di 3 compagni oltre al vostro personaggio. Sfortunatamente il limite principale è caratterizzato dal numero di mosse eseguibili, non oltre tre, a cui si aggiunge una mossa speciale eseguibile nel corso degli scontri più cruenti.

La storia si mixa molto bene tra la componente di avventura e ricerca, i dialoghi divertenti e sufficientemente sporchi con un sistema di combattimento mai complicato, tranne nelle vere e proprie boss fight, dov’è necessario applicare un pizzico di strategia in più. Come nella saga già vista in TV, il Novellino e gli altri supereroi impegnati nella ricerca del gattino dovranno fronteggiare in primis i cattivissimi ragazzi della scuola media, disseminati in ogni angolo della cittadina, ma soprattutto le insidie del Professor Chaos (Butters) e dei suoi scagnozzi, senza dimenticare il perfido Mysterion che sconvolgerà non poco la linearità della trama principale.

A differenza del primo South Park: Il Bastone della Verità questa nuova produzione non è uno di quei prodotti dedicati a una nicchia ristretta di utenti, dato che oltre a coinvolgere amanti dei GdR, amanti di South Park e ovviamente chi incarna entrambe le tipologie, con l’aggiunta di elementi che invitano a esplorare e risolvere enigmi trasformano questo prodotto in un’avventura adatta a tutti, soprattutto se volete farvi grosse risate andando avanti nella storia.

South Park: Scontri Di-Retti
South Park: Scontri Di-Retti
GIUDIZIO
Il tempo speso dagli sviluppatori intorno alle produzioni dedicate ai South Park firmati Ubisoft si dimostra ancora una volta un ottimo investimento. Scontri Di-Retti è un capitolo divertente, appassionante, forse un po’ lento all’inizio ma in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati di una serie che da vent’anni ci tiene compagnia. Ubisoft San Francisco è stata capace di migliorare i punti deboli della precedente produzione, specie riguardo i combattimenti, e di introdurre delle novità sostanziali che rendono questo capitolo all’altezza delle nostre aspettative. Forse la trama è l’unico punto debole rispetto a Il Bastone della Verità, soprattutto perché fatica a decollare, ma senza rendersene conto è facile trascorrere ore e ore davanti allo schermo per scoprire, tassello dopo tassello, cosa quei matti di Matt Stone e Trey Parker hanno ideato per questo lungo e appassionante episodio interattivo di South Park.
GRAFICA9
SONORO8.2
LONGEVITÀ7.8
GAMEPLAY8
PRO
Graficamente è il cartone animato
La remastered de Il Bastone della Verità è in regalo
Parlato in italiano con le voci originali
CONTRO
Un po’ meno divertente del precedente
Qualità della localizzazione e del doppiaggio altalenante
8.3
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