Quando fu annunciato Hyrule Warriors, inedito mix tra le meccaniche di azione della serie Dynasty Warriors e i personaggi e il mondo di Zelda, non ci fu quel clamore che forse in realtà nemmeno Nintendo si aspettava. Erano mesi di grande fame di nuovi giochi per Wii U, e mentre tutti si aspettavano blockbuster stellari o anche “solo” un po’ di informazioni sul prossimo Zelda non ancora presentato (il non ancora battezzato Breath of the Wild, uscito quasi tre anni dopo), il titolo nato dalla collaborazione tra Nintendo e il Team Ninja fu chiaramente considerato come un mero riempitivo di una line-up carente, o comunque nulla in grado di sostenere il peso della grande povertà di nuovi giochi per la sfortunata console Nintendo.

Che poi Hyrule Warriors si sia rivelato decisamente divertente e rimpinzato periodicamente con aggiornamenti e nuovi contenuti non c’è dubbio. Tanto che pochi mesi dopo, una versione portatile di Hyrule Warriors è arrivata anche su Nintendo 3DS, con ulteriori contenuti e un maggiore consenso di pubblico. Lo scorso E3, con la stessa sorpresa con cui fu annunciato il primo crossover tra Zelda e Dynasty Warriors è stato annunciato anche Fire Emblem Warriors, che sostituisce Link e Hyrule con gli elementi tipici del mondo di Fire Emblem.

BOTTE DI GRUPPO

Ovviamente il punto fermo di Fire Emblem Warriors è il genere di gioco, che vede insieme (tanta) azione e (un po’ meno) strategia mentre orde di nemici assalgono i nostri eroi, pronti a scagliare attacchi attivabili da una serie quasi infinita di combo spettacolarissime che riescono a colpire anche centinaia di nemici in una volta sola.
Queste epiche battaglie si inseriscono all’interno di missioni più o meno divertenti o cerebralmente impegnative, come ad esempio la conquista di alcune aree della gigantesca mappa/arena, sconfiggere un nemico, recuperare un particolare oggetto o difendere i propri alleati. Il gioco vede più di venti personaggi giocabili all’interno dello scenario, il Regno di Aytolis. I personaggi sono presi in prestito da titoli come Fire Emblem: Aweakening, Fates e Shadow Dragon, e ci metteranno principalmente nei panni dei gemelli Rowman e Lianna, a cui è stato affidato il misterioso manufatto Scudo delle Fiamme per bloccare l’insorgere del temibile Drago del Caos.

C’è sempre parecchio da fare e in poco tempo, il ritmo è sostenuto e, a parte un po’ di ripetitività, il gioco risulta generalmente divertente. Come per i capitoli precedenti, anche in Fire Emblem Warriors è fondamentale spiccare in battaglia per incrementare il livello dei propri paladini e guadagnare nuove armi e abilità con cui continuare a fare piazza pulita dei nemici. Eredità della serie Fire Emblem è invece il tentativo di rendere il gioco leggermente più tattico dei Warriors precedenti, con la possibilità (prima e durante gli incontri) di assegnare compiti e ruoli anche a tutti gli altri elementi della nostra squadra, spostarli nella mappa e passare da un personaggio all’altro.
Sono novità che non appesantiscono le veloci e leggere dinamiche della serie Warriors, ma anzi, le rendono più profonde e creano un senso all’unione delle due saghe, al di là della mera e scontata apparizione dei personaggi di Fire Emblem in questi nuovi contesti.

Fire Emblem Warriors

Il debutto su Switch ha reso possibile inoltre l’introduzione di una modalità cooperativa in locale, che permette di assegnare a un amico uno dei due Joy-Con e selezionare un personaggio differente, con cui affrontare l’ennesima orda oppure dividersi per controllare più di una zona della mappa. La cooperativa può essere affrontata sia nella campagna (modalità Storia) che nella variante Epica, ovvero una sorta di modalità a obiettivi dove confrontarsi con altri alleati sul campo di battaglia facendo attenzione a restrizioni, limiti nelle unità da schierare, scenari e i ricordi di Anna, che potranno essere “riscritti” in base alle proprie azioni. Divertente in single-player, questa è la modalità senza dubbio più adatta con cui condividere i Joy-Con di Switch.

BRUTTI MA BUONI

Non ci sono molte altre novità, nemmeno per quanto riguarda la realizzazione grafica del gioco che, così come in passato, rappresenta il vero tallone d’Achille della produzione. Gli ambienti poligonali sono purtroppo veramente spogli e poco dettagliati, anche a fronte della necessità di muovere centinaia di personaggi nello stesso ambiente e di garantire, con fluidità e stile, una serie di effetti speciali che accompagnano le mosse più coreografiche e spettacolari. Ma lo stile spoglio e scarno è ormai una caratteristica della serie e gli appassionati già sanno cosa spetterà loro.

Musicalmente, invece, le sinfonie che da sempre accompagnano Fire Emblem tornano qui più epiche che mai, e mai come questa volta i CD con la colonna sonora inclusi nella versione Limited di Fire Emblem Warriors risultano golosissimi per le nostre orecchie.

Fire Emblem Warriors
GIUDIZIO
Il mix tra Fire Emblem e Dynasty Warriors sfocia in un buon capitolo della serie di Omega Force che eredita qualche caratteristica dalla saga Nintendo. Le aggiunte più “tattiche” al semplice e forsennato button-smashing che da sempre contraddistingue la saga prodotta da Koei Tecmo non solo giustificano la commistione tra le due saghe, ma rendono l’esperienza diversa e decisamente più profonda rispetto a qualsiasi altro episodio (ufficiale o spin-off) della serie. Non sarà appetibile per chi non ha amato i capitoli precedenti, né potrà contare sul fascino della saga di Zelda, ma per i fan di Fire Emblem e Dynasty Warriors si prospettano ore di divertimento leggero e scanzonato in attesa dei tanti altri giochi in arrivo per Switch da qui a Natale.
GRAFICA6.3
SONORO8
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY7.3
PRO
Divertente e spettacolare
Buon mix con la serie Fire Emblem
CONTRO
Un po’ ripetitivo
Graficamente spartano
7.3