Il perfetto incipit per questa recensione potrebbe essere preso da Tron: Legacy. “La rete (The Grid nella versione originale): una frontiera digitale. Cercavo di immaginare gruppi di informazioni che si muovevano nel computer. Che aspetto avevano? Navi? Motocicli? I circuiti erano come strade? Continuavo a sognare un mondo che non avrei mai visto! E poi, un giorno…”

Queste poche battute introduttive del film rendono abbastanza l’idea alla base di GRIDD: Retroenhanced e sembrano fornire un primo input a questa produzione non solo per il nome, GRIDD, ma anche per l’idea della rappresentazione di un sistema informatico caratterizzato da autostrade colorate al neon. Immaginate quindi di essere un hacker e di dovervi introdurre all’interno di un immenso mainframe pieno di protezioni e di ogni difesa possibile. Armati della vostra tastiera preferita vi preparate all’attacco, ma…

GRIDD: Retroenhanced

Ecco che arriva la sorpresa. GRIDD: Retroenhanced affonda le sue radici nella cybercultura degli anni ’80, una utopia al neon ricca di colori fluorescenti e musica elettronica e offre una visione del sistema di hacking tipico dei film di quegli anni. TRON, Il Tagliaerbe, Johnny Mnemonic e lo stesso Hackers sono dei classici esempi in cui viene rappresentato visivamente il computer e l’intrusione all’interno del sistema attraverso proprio la grafica computerizzata dell’epoca. L’immaginazione vedeva quindi questi enormi computer senzienti dotati di una propria intelligenza capace di parlare all’hacker di turno e di fermare i suoi attacchi con ogni mezzo possibile. GRIDD vi mette quindi alla guida di una sorta di semplice astronave, come se fosse il vostro cursore, attraverso la quale sarà vostro compito farvi strada in lunghissime e pericolose autostrade digitali difese da firewall e antivirus sempre più agguerriti, fino al confronto finale con l’Intelligenza Artificiale, vero cuore del sistema.

Se i film sono la prima e più evidente fonte di ispirazione del lavoro sviluppato dagli italianissimi Antab Studio, i videogiochi non sono certo da meno. Vengono alla mente classici come Rez, Star Fox o gli stupendi tunnel visti in Super Stardust su Amiga, riferimenti tangibili tanto nell’estetica quanto nel gameplay, con il minimale sistema di controllo che sembra voler in qualche modo rifarsi a quella lontana cultura. Alla base di GRIDD: Retroenhanced, infatti, c’è una difficoltà piuttosto elevata che fa da contraltare a una curva d’apprendimento molto immediata. Da subito i controlli si rivelano semplici e intuitivi: un solo tasto per sparare e lo stick analogico per i movimenti della navetta, che gestisce autonomamente il puntamento dei nemici su schermo all’interno dei vari percorsi. Nulla di impossibile quindi, se non il dover imparare a conoscere il funzionamento del sistema di mira per poter proseguire verso gli stage più avanzati del gioco.

I percorsi da affrontare sono popolati da nemici di ogni tipo, pronti a fermarci nel tentativo di privarci dell’unica vita a disposizione, ma non mancheranno di tanto in tanto dei piccoli enigmi da risolvere durante la nostra corsa psichedelica all’interno del mainframe. Ad accorrere in nostro aiuto ci saranno inoltre dei piccoli bonus, in grado di donarci scudi o una maggiore potenza di fuoco per un breve periodo, a patto ovviamente di essere in grado di raccoglierli nel breve istante in cui compariranno su schermo, nel pieno della filosofia che fa di GRIDD il classico gioco facile da imparare, ma estremamente difficile da padroneggiare al meglio, mostrandosi infatti punitivo ed estremamente sadico nei confronti di quei giocatori dotati di scarsi riflessi.

In sintesi vi verrà quindi semplicemente richiesto di guidare la vostra nave all’interno di questo mondo attraverso il quale potrete muovervi liberamente, avendo come unico limite l’area dello schermo, eliminando tutto ciò che vi capiterà davanti (che sia distruttibile) ed evitando di sfracellarvi contro i rimanenti ostacoli. Partita dopo partita, tuttavia, imparerete a conoscere i comportamenti e le difese della IA del mainframe, e una volta venuti a capo di tutto ciò ecco che si apriranno le porte dell’Endless Mode, infinito e immenso tunnel generato proceduralmente da affrontare con lo scopo di guadagnare un posto nella vetta della classifica, proprio come si faceva nelle sale giochi di un tempo. Se vorrete vedere il vostro nome comparire in alto, allora preparatevi a passare molto tempo all’interno di GRIDD, alzate il volume, godetevi la magnetica colonna sonora composta dall’australiano Dream Fiend e immergetevi nella visione del mondo digitale degli anni ’80 di Studio Antab, un piccolo team con sede in Italia fondato e composto da un numero di persone che si conta sulle lettere del nome GRIDD, che a dispetto di un organico ridotto è stato in grado di confezionare un titolo immediato e competitivo come non se ne vedevano da molto tempo.

GRIDD: Retroenhanced
GRIDD: Retroenhanced
GIUDIZIO
Immediato, semplice, competitivo oltre ogni limite e così colorato che una volta posato il pad dopo una partita crederete di essere negli anni '80. GRIDD: Retroenhanced è un’esperienza da vivere con ogni senso, orchestrata con maestria dai sapienti direttori di Antab Studio, che lascia al giocatore solamente il divertimento e la voglia di un bis dopo ogni partita.
GRAFICA7
SONORO8
LONGEVITÀ7
GAMEPLAY8
PRO
Frenetico, avvincente e virtualmente infinito
Finita una partita, vorrete cominciarne subito un'altra
Prezzo decisamente accessibile
CONTRO
Completata la modalità Arcade resta "solo" la Endless
8
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