Chiudete gli occhi. Adesso, immaginate di trovarvi in una stanza completamente buia, in cui il tempo è scandito solamente da pochi rintocchi che rimbombano fra quelle pareti inesistenti. All’improvviso, il suono di un violino, che in un istante taglia l’atmosfera e vi scaraventa in un posto nuovo, confuso, ignoto ma allo stesso tempo conosciuto. Tutto questo è Get Even, un’avventura in prima persona originale e decisamente fuori dal comune, che spazia dal survival horror allo sparatutto, passando dall’horror psicologico al thriller, con molte sfumature stealth. Un mix decisamente azzeccato.

Sviluppato da The Farm 51 sotto l’egida di Bandai Namco, Get Even è un’esperienza decisamente fuori dal comune, che mira in primo luogo all’impatto emotivo dato da una trama complessa e dal potere decisionale di chi lo gioca, il tutto contornato da effetti sonori eccezionali.

Get Even

LA TELA DEL BURATTINAIO

In quest’avventura ricopriremo i panni di Cole Black, un ex-militare dai ricordi sbiaditi e caratterizzato da una personalità frastagliata, che sembra essere alla continua ricerca di ciò che è, o meglio dovrebbe essere, giusto.
Il carattere di Cole sarà abbastanza chiaro fin da subito, grazie anche al brusco incipit: tutto ha inizio nei pressi di un edificio abbandonato, luogo in cui cercherà di seguire le tracce di una ragazza, probabilmente vittima di un rapimento. All’improvviso, però, i ricordi iniziano a offuscarsi, la memoria scompare e Cole si trova catapultato in un luogo misterioso, che scoprirà essere un vecchio manicomio abbandonato. Proprio a questo punto faremo la conoscenza di Red, un presunto dottore che proverà a guidarci nei nostri ricordi. Questo incontro sarà molto particolare, poiché instaurerà fin da subito moltissimi interrogativi: il dottore afferma infatti che Black si trovi nel manicomio di sua spontanea volontà, e che tutto ciò che ha vissuto finora (e che vivrà nel corso della storia) sarà puramente vissuto con lo scopo di recuperare la memoria persa.

È qui che inizieremo a chiederci il significato di tutto ciò, perché ci siamo ritrovati in quel posto misterioso e cosa sia effettivamente successo di tanto traumatico da causare una tale rimozione dei ricordi. Ma abbiate pazienza, perché le risposte arriveranno con la stessa velocità con cui un ragno tesse la sua tela: armati di un dispositivo di realtà virtuale ancora in stato di prototipo, dovrete cercare ed esaminare gli innumerevoli indizi sparsi nelle varie zone di gioco, molti dei quali vedranno come protagonista un certo “burattinaio”, che sembrerebbe muovere la maggior parte dei fili.

Tale dispositivo porta il nome Pandora e sarà essenziale ai fini dell’esperienza di gioco grazie alla serie di funzioni di cui è dotato, tra cui rilevatore termico, ultravioletti, sistema di scansione e funzione mappa; è dotato inoltre di un sistema di rilevazione che si attiverà man mano che ci si avvicina alle prove che, scansionate, verranno poi archiviate e raccolte in una stanza virtuale consultabile durante il gioco.

Non essendo ancora a uno stadio definitivo, il dispositivo Pandora porterà diversi malfunzionamenti nelle varie visioni da riprodurre, difetti dati anche dal fragile stato emotivo in cui si trova il protagonista; le visioni saranno talvolta interrotte proprio quando le emozioni e percezioni di Black verranno a contatto con la pura esplorazione del ricordo, che andrà a “macchiarlo” e scatenerà in lui ancora più dubbi e sensazioni. Dopo poco più di 10 ore di gioco, sarà chiaro il reale significato di Get Even: un’avventura mirata non solo a raccontare una storia, ma che tende a esaminare ogni sfaccettatura emersa in seguito a un ricordo, ogni stato d’animo che chiunque ha provato almeno una volta nella vita. Un titolo che crea un filo non solo narrativo, ma sentimentale e diretto tra chi gioca e il protagonista, anche grazie alle scelte che influenzeranno l’andamento del gioco, compreso il finale.

Get Even

“SA SOLTANTO QUELLO CHE NON È”

Come già detto, Get Even è un titolo atipico e difficilmente etichettabile, per via delle differenti fasi e modalità di gioco, che permettono di rendere il titolo fluido e compatto nella sua giocabilità; la grafica è piacevole e fluida, le ambientazioni sono particolari e dal carattere forte e nitido. La trama è ricca e ben articolata, il tempo di gioco stimato è di circa 6-10 ore, il massimo è indicativo per i più minuziosi nella raccolta degli indizi; molti colpi di scena sono abbastanza prevedibili, anche se di buon gusto, e alcuni checkpoint sono gestiti in maniera discutibile.
Finora abbiamo elogiato la ricchezza della trama, che non avrebbe sicuramente avuto lo stesso impatto senza un comparto audio degno di nota: il sonoro a cura di Olivier Deriviere, sono a dir poco perfetti in ogni situazione, con toni e vibrazioni che variano in base al momento di gioco e creano la giusta suspense che caratterizza il titolo.

Se da una parte abbiamo dunque un connubio tra un sonoro drammatico e viscerale che colpisce dritto allo stomaco e un’ambientazione suggestiva, dall’altra affiorano alcuni difetti, anche molto basici. Fra i classici cali di frame-rate (anche se non particolarmente significativi) e alcuni checkpoint decisamente discutibili, il problema maggiore è inerente alla meccanica riguardante l’arma principale: tutta la comodità del nostro amato dispositivo elettronico verrà automaticamente disabilitata nel momento in cui si selezionerà si passerà alla “modalità fuoco”.

Get Even

Nonostante l’introduzione della “pistola angolare” sia stata una scelta geniale, rendendo alcuni incontri diretti facilmente evitabili grazie alle sue capacità di mira direzionabile direttamente da un riparo, gli scontri a fuoco non godono di una IA particolarmente attiva, poiché i nemici tenderanno sempre a cercare ogni tipo di riparo. In alcune fasi il combattimento si rivela addirittura mal bilanciato, poiché seguendo un approccio stealth – come il gioco consiglia – si rende inevitabile l’utilizzo della mappa, da intervallare spesso e volentieri con lo scanner (che farà apparire eventuali ripari); il tutto va accostato al fatto che siano sufficienti un paio di colpi per annientare i nemici o essere annientati.

Tutto sommato, Get Even è un titolo che va decisamente oltre le aspettative, e per gli amanti del genere (o meglio, dei generi) il rapporto qualità/prezzo ne incentiva maggiormente l’acquisto.

Get Even
GIUDIZIO
Get Even è un titolo che regala molteplici emozioni e sensazioni, dallo sgomento all'estenuante voglia di scoprire la verità. Un connubio perfetto fra i generi horror, thriller, action e investigativo, prende vita anche grazie a un sonoro impeccabile. Nonostante i difetti nel comparto tecnico, la produzione di The Farm 51 resta comunque una piccola perla videoludica.
GRAFICA7.9
SONORO8.9
LONGEVITÀ7.2
GAMEPLAY7.8
PRO
Comparto audio impeccabile
Trama ricca e ben articolata
Ottimo connubio tra diversi generi
CONTRO
Qualche problemino durante le sparatorie
Fasi stealth a tratti macchinose
8
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